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venerdì 19 aprile 2019

Kansas. Corte Appello federale. È una sentenza non una barzelletta. (In Italia mi pare sia già così)

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-20.

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Quanto segue non è una barzelletta.

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«The Supreme Court agreed on Monday to hear a case next term concerning Kansas’ prosecution of three undocumented immigrants for using stolen Social Security numbers in an effort to gain employment»

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«Those convictions were overturned when the Kansas Supreme Court ruled that the federal immigration law at issue preempts a state from prosecuting undocumented immigrants, when the basis of the claim comes from information that has been culled from federal immigration forms.»

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«The case raises the question about the extent to which federal immigration law preempts states from also trying to enforce immigration law.»

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«Now that the court has taken up the case, if it “overturns the Kansas court’s decision, all states could prosecute non-citizens for identity theft more easily»

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«The Immigration Reform and Control Act preempts the state from using information to prosecute individuals if the information is on the federal I-9 form, even though the state did not use the I-9 form to gather the information for the criminal prosecutions»

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«In Kansas, however, three immigrants were caught using other individuals’ Social Security numbers in order to obtain employment. »

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Il cuore del ragionamento è riassumibile in una frase:

«federal immigration law pre-empts the state from enforcing state criminal law»

ossia, che la legge federale sull’immigrazione impedisce allo stato di applicare il diritto penale statale, che si applica solo ai cittadini.

mercoledì 27 febbraio 2019

BOOM DELLE CANCELLAZIONI DI CITTADINANZA NEL REGNO UNITO






La cancellazione della cittadinanza è un gesto estremo, che normalmente viene intrapreso solo in casi di gravissime offese ad  una nazione e solo se la persona ha una seconda cittadinanza, al fine di non creare degli apolidi. Eppure il caso della “Moglie della Jihad” ,

venerdì 2 febbraio 2018

Ma dove sono finiti?

Dov'erano quando c'era Monti al governo? Mi riferivo, allora quando li cercavo e li invitavo a intervenire, ai vip e ai cantanti, agli uomini di spettacolo e agli intellettuali: ma o non c'erano, magari si trovavano in qualche tour, o erano dalla parte sua e non volevano, però, che la cosa si venisse a sapere. Avevo trovato, in quei giorni, un bel video di Giorgio Gaber, "la presa del potere", che seppure è datato ,se non erro, 1975, è ancora attuale: sono alcuni minuti di registrazione che, col senno di poi, sono riferibili a tutti i media tv italiani. Cercatelo su youtube, ne vale la pena, così come sarebbe bene diffonderlo: chiesi a Paragone di farlo ma inutilmente. Mi chiedo quindi oggi come oggi, dove sono finiti coloro che potrebbero dire qualcosa sul pericolo, imminente, che all'80% ci potrebbe travolgere. Il punto è che c'è aria che le cose rimangano così come sono. Cartelle, ingiunzioni, vendite all'asta, chiusura di fabbriche e nessuna nuova apertura, nessun accesso al credito, nessun taglio di tasse né abolizione logicamente, clandestini aiutati da ius soli e caritas varie, cioè tutto come adesso con l'aggravante delle promesse che non verranno mantenute, tranne quelle del Pd. Veniamo distratti adesso dal Festival di Sanremo, poi ci potrà essere qualche altro barbatrucco, si spera non attentati ma qualche menata strappalacrime per non far perdere troppo i buonisti, pure quelli che sono nel centrodestra. Di sicuro non ci saranno i provvedimenti per la manutenzione delle case popolari né delle scuole o delle strade: lo sapete che nemmeno negli Usa le cose, in questo senso, vanno bene? Già a metà o poco più dello scorso decennio, proprio negli Usa, in Texas se non erro, c'erano dei bei cartelli nelle strade, che ricordavano come l'amministrazione pubblica declinasse ogni responsabilità per eventuali danni ai mezzi di trasporto e alle persone causati dalla mancata manutenzione delle strade: hanno studiato giurisprudenza negli States e mettono le mani avanti e indossano le mutande di latta. Questo per ricordare che la manutenzione e tutto ciò che potrebbe farci preferire come luogo turistico e di visita, dovrebbe essere fatto, dal museo alla spiaggia, dalle terme agli ospedali specializzati. Oggi si va all'estero per cure dentali e lifting, ma con opportuni tagli nella tassazione e smettendola di vessare chi lavora con verifiche quotidiane, forse possiamo ambire a diventare un punto di riferimento, un posto piacevole da visitare e in cui stare. Non un giorno o due ma proprio per soggiornare. Ecco che opinion leader, guru e intellettuali vari, difendano per davvero la nazione, così che una persona sia orgogliosa di essere italiana, e se qualcuno vuole la cittadinanza, almeno sa che cosa significa essere italiano, quali sono i valori, che cosa è importante per noi. Devono avere il coraggio, sia chi parla come chi andrà a votare, di dire basta alle imposizioni dell'Ue, finiamola con i diktat di governanti imposti dal Quirinale su volere di Bruxelles. Solo votando con chi nel programma scrive stop a queste violenze, forse ci possiamo liberare da queste catene. Pensiamoci, c'è tempo per riflettere e per vedere se qualcuno ha scritto e messo queste cose, o altre simili, nel programma: verificando anche a che posto sono state messe, che non sia roba da vedere e aspettare anni e anni. Sennò è come non averle in programma. 

sabato 21 ottobre 2017

Ecco che cosa scrive e pensa chi ,volutamente, non si informa

"E se gli immigrati di tutto il mondo fossero rimandati in patria?"

Oggi alle 12:00
Gentile redazione,
dipendesse da me, proporrei alla Comunità Internazionale quanto segue.
Considerato che l'Italia è diventata (solo chi non viaggia non se ne accorge) il Paese del mondo intero di gran lunga più xenofobo e razzista, favorito anche in modo notevole dalla stampa, proporrei il seguente scambio: i cinque milioni di stranieri che vivono in Italia buttati fuori all'istante, nessuno escluso, in modo che la purezza della razza degli italiani brava gente venga salvaguardata.
Al contempo, i cinque milioni di italiani, emigrati per un qualsiasi motivo all'estero, buttati anch'essi fuori coattivamente a calci in c... e costretti a rientrare in patria, a cercarsi un lavoro e a riprendere gli usi e i costumi di un Paese comandato dalla mafia.
Me ne farei di risate!
Chi la fa, l'aspetti!
Chissà cosa scriverebbero i giornalisti italiani, dopo aver fatto intendere da anni quanto sono cattivi gli extracomunitari!
Chissà come reagirebbe tutta questa gentaglia, come per esempio i lettori de L'Unione Sarda che scrivono i commenti, dopo i disordini di indole sociale che deriverebbero dall'obbligo di dover dare un'occupazione a 5 milioni di connazionali che tornano in patria.
Chissà chi laverebbe i cessi di tante strutture come negli aeroporti, oggi operate dagli extracomunitari.
Chissà chi starebbe come badante degli anziani del Belpaese, lavoro oggi fatto in gran parte dalle donne dell'Est.
Me ne farei di risate...
Anch'io come Paolo Fresu ho un'idea precisa del popolo sardo e italiano in generale: gentaglia da strapazzo per la maggior parte. Gente dalla quale stare alla larga e non rivedere mai più.
Che delusione leggere i commenti de L'Unione Sarda..."
Mario Sconamila
fonte:http://www.unionesarda.it/articolo/caraunione/2017/10/21/la_lettera_e_se_gli_immigrati_di_tutto_il_mondo_fossero_rimandati-127-658004.html
Perché non si informa questo signore? Anzitutto ignora che, ad esempio, realtà straniere, Usa in testa, hanno persone o se preferiamo dire aziende e società, che cercano laureati e ricercatori e che, con un sistema tutto loro e che da noi "Dio ti fulmini se lo adoperi", stabilisce uno stipendio che di solito viene contrattato ma è della serie "prendere o lasciare". Ti cercano loro, stabiliscono loro come dove e quanto : ti sogni lo ius soli dei miei coglioni, non hai diritto di voto. In alcune nazioni hai diritto di voto limitato , non certo alle elezioni nazionali e non mi pare per i referendum. Gentaglia da strapazzo per la maggior parte: come le persone insultate nei treni e dove i suoi amici, di tale Mario Sconamila, non pagano il biglietto o ,per restare in Sardegna, coloro che rubano i cellulari in via Garibaldi a Cagliari o che, magari in Piazza De Gasperi, sempre per restare in città, ti mettono un borsone davanti allo sportello della tua auto per costringerti a comprare qualcosa? Ah, giusto, lui, sempre il Mario di cui sopra, deve essere uno di quelli che chiude il telefono ai call center, che rifiuta i volantini che gli danno i ragazzi per strada, che si secca se qualcuno, italiano o sardo, bianco comunque, gli chiede se vuole comprare qualcosa o visitare un dato negozio. Lui va ,quasi sicuramente, per i centri commerciali stranieri, stile Ikea o Lidl o Auchan o perchè no? Carrefur, sempre aperti e ci va per vedere se gli "schiavi moderni" lavorano e sono educati: ci è andato anche alle 3 del mattino, per vedere se davvero il Carrefur restava aperto come gli era stato riferito. Del resto lui si informa di tutto, ma a modo suo, visto che viaggia nel mondo come le valigie . Diversamente direbbe a Pigliaru di non destinare i milioni di euro o quanto è per le start up dei migranti, ma di destinarli alla popolazione locale, affinché ci si possa affrancare da situazioni di povertà. Ma il nostro è di certo amico dei volontari e della caritas, che anche loro viaggiano e pensano a senso unico: sempre per gli altri, possibilmente migranti o persone colpite da disgrazie, ma oltre mare. Non certo vanno a dare una mano o a prodigarsi per trovare soluzioni per le persone che ,qui da noi in Sardegna, hanno perso il lavoro o lo cercano. Del resto è sufficiente vedere le buste della spesa, del supermercato straniero: ma comprano lì quasi per disperazione, perché Amazon & company ci impiegano troppo tempo... ma quando saranno organizzati comprerà on line. Di sicuro il Mario di cui sopra, non sarà o non è stato uno che ha lavorato in regime di concorrenza: mi sbaglierò ma non ha dovuto lottare per essere creativo nel lavoro, a meno che non abbia sparlato e fatto la guerra a qualche collega in un ambiente di lavoro statale o parastatale. In tutti i casi non è informato sul discorso migrazione e non ama la Sardegna e l'Italia, nel senso che non ha a cuore il bene comune. Per lui, evidentemente, il bene è andare ad accogliere i migranti magari nelle spiagge di Teulada e rimettere in salute persone che stanno meglio di noi: e ciò che dovrebbero e potrebbero fare i nostri e suoi (?) concittadini e connazionali, cioè mettere in sicurezza gli alvei dei fiumi e il territorio, o valorizzare i beni artistici e archeologici e inventariandoli e mettendoli a disposizione dei turisti, magari lo vorrebbe sempre far fare ai migranti. Quanto a pulire i bagni pubblici o a far fare lavori che lui, evidentemente disprezza, ci sono tanti italiani e sardi che svolgono quel lavoro: li pagassero quanto dovrebbero e in orario, sarebbe meglio. Il nostro Mario, sempre quello di cui sopra, è ignorante proprio nel senso che ignora, non sa e non vuole sapere. Gli ricordiamo la massima che dovrebbe essere proprio araba : Onesto è colui che cambia opinione per accordarla alla verità! Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla alla propria idea. (più o meno è così che ricordo la massima). Giusto per la ciliegina sulla torta: i cuochi , tra cui c'è anche uno sardo, che lavorano a Dubai o a Doha , crede il nostro Mario ,sempre quello di cui sopra, che sono sbarcati a nuoto, e hanno trovato lavoro lì , e magari sono sbarcati insieme alla moglie o chiedono il ricongiungimento familiare agli emiri? Sappia il nostro, che ci sono persone che lavorano nei paesi del Golfo, non da sei mesi ma da oltre 20 anni, e non hanno diritto a nessuna cittadinanza, né a doppio passaporto (stile la richiesta degli indipendentisti altoatesini) : lì in quei paesi vai a lavorarci ,ti trasferisci , ma non diventi cittadino dell'emirato, fossi anche straricco.