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giovedì 28 febbraio 2019

Germania. Basf annuncia -23% sui profitti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-28.

Goya Francisco. Il gigante.

L’Unione Europea ha due grandi malate croniche: la Francia e la Germania.

Se la malattia della Francia si Chiama Macron, quella della Germania si chiama Merkel. Il quadro sindromico è simile: aderenza all’ideologia liberal socialista che si esprime in uno statalismo che soffoca la produzione con tasse e burocrazia.

Germania. Non è povera. È misera. – Financial Times

giovedì 22 marzo 2018

L’Unione Europea dice sì alle nozze Bayer-Monsanto, nient’altro che una squallida operazione finanziaria sulla pelle degli agricoltori, della biodiversità e della Gente!

“Un matrimonio infernale” così le associazioni ambientalistiche e di agricoltori hanno ribattezzato la sempre più probabile fusione tra Monsanto e Bayer, i due colossi del biotech, dopo l’ok con riserva da parte dell’Unione europea. le due società, una americana e l’altra tedesca, porteranno in dono per le nozze 66 miliardi di valore, anche se Bruxelles ha chiarito che per dare il suo assenso definitivo, Bayer dovrà cedere attività per circa 6 miliardi di euro. Come riporta Repubblica, la compagnia tedesca dovrà cedere buona parte del settore sementi “tra cui quelle del cotone e della soia e l’intero comparto ortofrutta, della piattaforma di ricerca per il grano ibrido e di alcuni erbicidi a base di glifosasto nel Vecchio continente”. La fusione tra le due società ha ottenuto il via libera da 30 autorità nazionali, adesso manca solo l’ok dal parte del Dipartimento di giustizia degli Usa.

Bayer-Monsanto, un’operazione finanziaria sulle spalle degli agricoltori

La Commissione Ue ha approvato l’acquisizione di Monsanto da parte di Bayer, a condizione che si attuino «gli ampi rimedi» proposti per eliminare i dubbi dell’Ue rispetto alle sovrapposizioni su sementi, pesticidi e agricoltura digitale. «La nostra decisione assicura concorrenza e innovazione, perché i rimedi delle parti, che valgono più di sei miliardi di euro, soddisfano pienamente i nostri problemi di concorrenza» ha detto la Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, che adesso dovrà verificare il rispetto degli impegni presi dall’azienda di Leverkusen. Fino a quel momento la fusione è approvata, ma non potrà concretizzarsi.
Siamo contenti che la commissaria Vestager sia tranquilla. In effetti, noi lo siamo un pochino meno. Ecco cosa succederà in concreto:
Un fertilizzante su quattro sarà venduto dal nuovo colosso industriale
Un pacchetto di semi su 3 sarà prodotto da Bayer-Monsanto
Un fitofarmaco su 4 avrà il logo Bayer
Non possiamo che ribadire la preoccupazione di Carlo Petrini: «Una concentrazione del genere in un settore strategico come quello della produzione alimentare non si è mai vista. Senza contare che, parallelamente, anche altri colossi chimici si stanno avventurando in fusioni della medesima portata. Questo significa, senza mezzi termini, una pericolosa perdita di sovranità. Significa che per produrre il cibo saremo sempre più dipendenti da decisioni prese nel chiuso di consigli di amministrazione che hanno come mandato la massimizzazione di fatturati, profitti e dividendi. Nulla di nuovo, se non le proporzioni di questa concentrazione, è il mercato globale alla sua massima espressione».
«Continueremo a vigilare sui comportamenti dei giganti del mercato. Una tale concentrazione di potere non può che indurre alla massima prudenza»: questo il primo commento di Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia. La questione è tutt’altro che ristretta alle sue conseguenze sui mercati finanziari, fa notare Pascale: «La fusione Bayer-Monsanto, ultima di una serie di mega-acquisizioni nel settore agrochimico, chiama in causa il confronto sugli organismi geneticamente modificati nonché la questione glifosato, rispetto alla quale tutto si è fatto tranne che chiarezza. Anche a causa dello strapotere di Monsanto sulla ricerca scientifica».
Se le prime fusioni potevano essere comprese in una logica di razionalizzazione dei costi, conclude il presidente di Slow Food Italia, ora non c’è nemmeno questa giustificazione: «La ricerca procede ormai su segmenti molto specializzati. Qui siamo di fronte a mere operazioni finanziarie, che non apportano alcun beneficio al progresso scientifico e puntano semmai a ricavare ulteriori margini di guadagno a scapito degli agricoltori e dei consumatori».

Il Grande Fratello sorveglia i contadini

C’è poi un aspetto, sottolineato nella lettera aperta alla commissaria europea Margrethe Vestager inviata ieri da Slow Food e altre associazioni, che vale la pena di ricordare.
Oltre a consegnare più di un quarto del mercato mondiale di sementi e pesticidi nelle mani di un’unica multinazionale, la fusione Bayer-Monsanto pone interrogativi preoccupanti sulla quantità di dati che il neonato colosso si troverà a maneggiare: «Bayer-Monsanto – si legge nella lettera – diventerà il principale protagonista della raccolta di dati, esponendo gli agricoltori a rischi e problematiche simili a quelli che stanno interessando piattaforme come Google, Amazon e Facebook».
In assenza di un quadro giuridico preciso, mettono in guardia le associazioni, l’operazione consentirà all’azienda di accumulare, controllare e monetizzare enormi quantità di dati, anche a discapito dell’innovazione di settore e dei concorrenti.

L’inciucio Basf-Bayer

Come dicevamo all’inizio, il sì della Ue è condizionato: per ottenere l’ok definitivo di Bruxelles, il gruppo tedesco dovrà cedere attività per circa 6 miliardi, ovvero parte del settore sementi, l’intero comparto ortofrutta e la piattaforma di ricerca per il grano ibrido e per erbicidi a base di glifosato. La Commissione infatti temeva un monopolio, e allora Bayer ha dovuto indicare un soggetto cui indirizzare le misure correttive della proposta di fusione. Il soggetto in questione è stato individuato nella tedesca Basf, cui Bayer si impegna a trasferire le linee di ricerca per gli erbicidi non selettivi, in modo da permettere alla società concorrente di trovare prodotti alternativi al glifosato e immettere sul mercato erbicidi non selettivi. Non aspettavamo altro…
Anche in questo caso la commissaria Ue si dice soddisfatta: «Basf è un acquirente adatto» dice Vestager, perché «al momento non vende semi o erbicidi non selettivi, è proprietaria di un pesticida globale complementare a quelli prodotti da Bayer-Monsanto e ha la forza finanziaria necessaria per competere». Contenta lei.

I prossimi passi

Ora la Commissione dovrà stabilire se le garanzie offerte funzioneranno nella pratica: Bayer e Basf devono fornire ulteriori prove alla Commissione sulla capacità di Basf di gestire e sviluppare l’attività ceduta da Bayer e diventarne concorrente vero, soprattutto per quanto riguarda diserbanti e prodotti derivati dai semi. Solo allora Bayer potrà procedere alla fusione con Monsanto. La Commissione si pronuncerà sull’accordo Bayer-Basf entro il 16 aprile.
Con il consenso definitivo dell’Europa, la fusione otterrebbe il via libera da 30 autorità nazionali, la metà di quelle necessarie. L’ultimo ostacolo consistente da superare diventa quindi l’approvazione dal parte del Dipartimento di giustizia degli Usa.
A cura di Michela Marchi e Andrea Cascioli
m.marchi@slowfood.it
a.cascioli@slowfood.it
Fonti
http://www.stopeuro.news/lunione-europea-dice-si-alle-nozze-bayer-monsanto-nientaltro-che-una-squallida-operazione-finanziaria-sulla-pelle-degli-agricoltori/

venerdì 23 febbraio 2018

Dopo la perdita della sovranità monetaria e nazionale, ecco la perdita di quella "alimentare"

JUNCKER AUTORIZZA GLI OGM NELLA UE. E’ LA FINE DELLA SOVRANITÀ ALIMENTARE

(da StopEuro)

Juncker (presidente della commissione europea) autorizza ben 19 tipologie di  Ogm (organismi geneticamente modificati) in Europa.Ecco quali sono.Nell’ Ue dopo la sovranità monetaria perdiamo anche quella alimentare…

Il grosso vantaggio dell’Ue per le lobby finanziarie e industriali è che è molto più facile influenzare un potere centrale che i singoli governi dei 28 paesi membri. Le istituzioni europee soffrono di una cattiva immagine presso i cittadini europei (vedi Eurobarometer: fiducia nell’Unione Europea al 37% in Ue, sfiducia maggioritaria in 14 paesi tra cui l’Italia). I centri di potere di Bruxelles e Francoforte sono visti come lontani dal popolo; controllati dalle lobby; indifferenti agli interessi e alle opinioni dei cittadini comuni; proni a quelli delle élite finanziarie; sbilanciati a favore dei grandi gruppi a scapito di piccoli produttori e aziende familiari o individuali.
Questi cliché sono stati ancora una volta confermati questa settimana in maniera ‘eclatante’ (cit. Renzi). Il colpaccio di Juncker: ieri infatti la Commissione guidata dall’ineffabile Juncker, noto amico dei piccoli contribuenti e feroce avversario delle grandi multinazionali che tentano di eludere il fisco, ha autorizzato l’introduzione in tutta l’Ue di 19 Ogm, senza attendere il parere di Parlamento e Consiglio Europeo. L’autorizzazione vale 10 anni su tutto il territorio europeo e include gli Stati che si erano opposti.

la lista degli Ogm autorizzati da Juncker: sui 19 approvati, 17 sono per l’alimentazione umana e animale e 2 riguardano specie di garofani. Ben 11 sono brevetti dell’americana Monsanto (soia, mais, colza e cotone), gli altri 8 sono prodotti della statunitense Dupont e dei gruppi tedeschi Bayer e Basf. Tutto indica un’attenzione speciale delle istituzioni europee per gli interessi delle multinazionali a danno della biodiversità e della libera scelta. Ricordiamo infatti che sementi non incluse in una lista della Ue sono vietate. Lista i cui criteri privilegiano le sementi industriali ed escludono varietà antiche e tradizionali.
A riprova, associazioni senza fini di lucro che come Kokopelli promuovevano la biodiversità sono state punite con multe astronomiche e la cessazione dell’attività per aver diffuso semenze tradizionali secondo una sentenza della Corte Europea del 2012. Una sentenza che rovesciava la posizione dell’Avvocatura Generale della stessa Corte Europea, la quale stimava che «il divieto di commercializzazione di sementi (…) è non valido in quanto viola i principi di proporzionalità e di libera impresa secondo l’articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, la libera circolazione delle merci secondo l’articolo 34 Tfue così come il principio di uguaglianza di trattamento secondo l’articolo 20 della detta carta». Dunque la Corte ribalta il parere dell’Avvocatura e vieta le sementi tradizionali. Il terreno è pronto per la mossa successiva. E qui interviene Juncker, che motu proprio autorizza gli Ogm su tutto il territorio europeo.  [


“La pericolosità intrinseca degli OGM”

 Un commento su “Il mais OGM non è dannoso per la salute, anzi. Uno studio italiano lo dimostra”

di Giuseppe Atieri

https://www.facebook.com/Giuseppe-Altieri-740012552835256/

https://www.scattidigusto.it/2018/02/15/mais-ogm-non-dannoso-salute/

17 febbraio 2018 alle 21:25

  1. Nel servizio “Il Gene sfigurato” di Carlo Pizzti, Report 1998, si vede chiaramente che il Mais OGM viene ugualmente attaccato dalla piralide, insetto dannoso che si sposta dalle parti verdi della pianta, contenenti un veleno prodotto attraverso i geni di un batterio inseriti nell’OGM (bacillus thuringiensis), all’interno delle pannocchie, laddove mangia i semi di mais che non esprimono la tossina del batterio.
Pertanto non c’è riduzione di micotossine, anzi potrebbe esservi anche un aumento, considerando inoltre che le coltivazioni di ogm vengono stoccate per anni nei silos e trasportate dalle navi in tutto il mondo, laddove si sviluppano muffe pericolose per la salute.
Per cui, una rewiew di studi pubblicati (spesso finanziati dalle multinazionali) non cambia la posizione italiana, che deve puntare alle coltivazioni ogm free di semi tradizionali dei territori italici, con metodi biologici. Unica possibilità di competere con grande qualità e sanità sui mercati mondiali sempre più attenti e sensibili per il drammatico incremento di allergie, patologie degenerative e sterilità.
Se coltivassimo gli ogm tutte le coltivazioni italiane verrebero contaminate dal polline e nessuno potrebbe coltivare biologico e varietà tradizionali… sarebbe la fine della biodiversità.
https://www.maurizioblondet.it/juncker-autorizza-gli-ogm-nella-ue-la-fine-della-sovranita-alimentare/