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mercoledì 11 luglio 2018

C'è chi auspica un ritorno alla normalità

E , aggiungo io, avendone i mezzi per ... cambiare le cose, per fare le cose che si ritiene siano giuste e importanti. E possono essere un'uscita dall'euro, un diverso modo per formare i governi o il restituire competenze e decisioni alle periferie. Invece, per ritorno alla normalità, è sufficiente riappropriarsi del tempo che, questo modo di vivere odierno , ci ha sottratto e ha imposto come valore di riferimento la velocità, anzi la fretta. Tutti non hanno mai tempo, hanno sempre qualcos'altro da fare di più importante che ascoltarti e parlare: finché si tratta di me, posso capirli, anzi sono giustificati e assolti. Quando parli o cerchi di farlo, non puoi non notare che l'altro ha in mano lo smartphone, risponde o invia dei messaggi, dei file, in poche parole non ti sta ascoltando e infatti noterai che, il più delle volte ti inviterà a ripetere perché non ha capito. Mi direte che in passato, ai miei tempi, la gente guardava l'orologio: peccato che quello era, in origine, un modo per farti sapere che la persona con cui parlavi aveva fretta e non aveva molto (altro) tempo da dedicarti e, senza dirtelo ti invitava a tagliare.

venerdì 12 gennaio 2018

La ricetta della felicità

Il dottor Samuel Hahnemann (1755-1843) è il fondatore dell'omeopatia. Nel 1799 Hahnemann scrisse una lettera ad un suo paziente, di professione sarto, dandogli dei consigli sul modo di vita che vanno ben oltre le cure mediche, e che suonano particolarmente profetici anche rispetto alla vita di oggi.
Mio Caro Sig. X,
è vero che sto per andare ad Amburgo, ma ciò non deve preoccuparla. Se non le pesa spendere i pochi soldi che le costerà inviarmi una lettera, potrà ancora usufruire dei miei consigli quando sarò laggiù. Per l'indirizzo le basterà semplicemente scrivere sulla busta il mio nome e, al di sotto, “Amburgo”: la lettera mi troverà.
Per ora, devo affermare che lei è veramente sulla via della guarigione e che le principali fonti della sua malattia sono state eliminate. Tutte tranne una, che ancora persiste ed è la causa delle sue ricadute.
La delicata macchina umana non è stata costruita per essere sottoposta ad un superlavoro: l'uomo non può strapazzare la sua energia e le sue capacità senza pagar pegno. Sia che lo faccia per ambizione, sia per amore di guadagno o per qualsiasi altro motivo degno di lode o di biasimo, l'uomo finisce per mettersi in opposizione all'ordine naturale ed il suo fisico finirà per subirne danni o addirittura la distruzione. Peggio ancora se il fisico si trova già in condizioni di debolezza. Si ricordi: ciò che non riesce a fare in una settimana, può tranquillamente farlo in due.
Se i suoi clienti non vogliono aspettare, neppure possono candidamente pretendere che lei si ammali per far loro piacere e lavori così intensamente da finire sotto terra, lasciando sua moglie vedova e i suoi figli orfani. Non è soltanto l'estenuante sforzo fisico che la danneggia quanto, maggiormente, la concomitante tensione mentale che, a sua volta, finisce per compromettere la tenuta fisica in un vero circolo vizioso.
Se non assumerà un atteggiamento d'imperturbabilità, adottando il principio di vivere dapprima per se stesso e poi per gli altri, allora ci sarà ben poca speranza che lei guarisca. Quando lei sarà nella tomba, stia sicuro che gli uomini se ne andranno lo stesso in giro vestiti, magari non con così tanta eleganza, ma, in ogni caso, sufficientemente bene.
Se si è saggi si può godere di buona salute ed arrivare a vivere fino a tarda età. Se qualcosa la infastidisce o la turba, non ci presti attenzionese qualcosa è troppo per lei scelga di non averci niente a che farese qualcuno la incalza, le sta addosso, la vuol fare troppo sgobbare, rallenti e se la rida di questi matti che vorrebbero renderla infelice. Faccia solo quello che riesce a fare agevolmente senza sforzarsi eccessivamente; per quello che non è in grado di fare, beh, non se la prenda più di tanto.
Le nostre condizioni finanziarie terrene non sono incrementate dal sovraccaricarci di lavoro. Si finisce allora per spendere proporzionalmente di più e, alla fine dei conti, non si è guadagnato nulla. Parsimonia, limitazione del superfluo (due cose che il gran lavoratore spesso non sa fare), ci mettono in condizione di vivere con maggiore comfort – in altre parole, in maniera più razionale, più intelligente, più in armonia con la natura, più allegramente, più serenamente, più in salute. Così si vive in maniera più degna di lode, più saggia, più prudente, piuttosto che lavorare ad un ritmo mozzafiato, senza un attimo di respiro, con tutto il nostro sistema nervoso costantemente sotto tensione fino ad arrivare alla distruzione dei tesori più preziosi nella vita: un umore tranquillo e felice ed una buona salute.
Sia, dunque, più prudente, consideri se stesso per primo, lasci che qualsiasi altra cosa abbia per lei un'importanza secondaria. Qualora altri dovessero azzardarsi a sostenere che, per onore, siete obbligato a fare di più di quanto è giusto per le vostre facoltà mentali e fisiche, anche allora, per amor di Dio, non consentite a voi stesso di essere pressato a fare ciò che è contrario al vostro benessere. Siate sordo alle lusinghe, alle lodi che corrompono, restate freddo e calmo e continuate per la vostra strada con tranquillità, come deve fare un uomo assennato. Vivere felice con serenità d'animo e di corpo: per questo l'uomo è al mondo, e lavorare solamente quel tanto che gli assicuri i mezzi per vivere con gioia – certamente non per logorarsi e stroncarsi per il lavoro.
Il continuo spingere e sforzarsi dei ciechi mortali allo scopo di guadagnare sempre di più, di procurarsi questa o quell'onorificenza, di fare un favore a questo o quel grande personaggio, tutto ciò è fatale al nostro benessere ed è causa frequente d'invecchiamento precoce e di morte prematura per i giovani.
L'uomo tranquillo, sereno, imperturbabile, che lascia placidamente scivolar via le cose, raggiunge ugualmente il suo scopo, vive più serenamente ed in buona salute, ed arriva bene alla vecchiaia. Un uomo così, che vive sereno e senza fretta, s'illumina per un'idea giusta e propizia, frutto di una seria ed originale riflessione, che fornirà ai suoi affari terreni un impulso più redditizio di quanto possa mai aver prodotto un uomo sovreccitato, che non riesce mai a trovare il tempo per riordinare le idee. Per vincere una corsa, la velocità non è la sola qualità richiesta.
Si sforzi di conseguire un po' d'imperturbabilità, di calma ed, allora, lei sarà quello che le auguro di essere. Allora vedrà cose meravigliose; si renderà conto di quanto si sentirà davvero in buona salute dando retta ai miei consigli. Allora il sangue scorrerà nelle arterie senza sforzo né ostacoli, né ci saranno crisi ipertensive. Nessun sogno orribile disturba il sonno di chi si mette a letto per riposarsi senza avere i nervi tesi come una corda di violinoL'uomo libero dalle preoccupazioni si sveglia al mattino senza ansia per tutte le molteplici occupazioni che deve affrontare durante la giornata. Di cosa si preoccupa? La gioia di vivere lo interessa più di qualsiasi altra cosa. Con rinnovato vigore attende alla sua moderata attività lavorativa e, durante i pasti, nessun accesso passionale, nessuna preoccupazione, nessun'ansia, proprio nulla gli impedirà di apprezzare e godersi il cibo che il benefico Preservatore della Vita gli ha messo davanti.
E così, un giorno dopo l'altro in tranquilla successione, fino al giorno in cui, in tarda età, arriverà al termine di una vita ben spesa: allora riposerà serenamente in un altro mondo così come serenamente ha vissuto in questo. Non è tutto ciò più razionale e saggio? Lasci che gli uomini irrequieti, autodistruttivi, agiscano in modo tanto irragionevole quanto dannoso verso se stessi così come gli va; lasci che si comportino da folli. Ma lei sia saggio! Non faccia che abbia inutilmente predicato su ciò che è saggio nella vita. Le mie intenzioni sono buone.
Addio, segua i miei consigli e, quando tutto sarà andato bene, si ricordi di me.
Dr. Samuel Hahnemann
P. S. – Quand'anche le dovessero rimanere in tasca solamente pochi soldi, continui ad essere allegro e felice. La Provvidenza vigila su di noi, e un fortunato cambiamento rimetterà tutto a posto di nuovo. Di quanto abbiamo bisogno per vivere? di quanto cibo e bevande per rimetterci in sesto, di quanto per ripararci dal freddo e dal caldo? Molto meno che di un po' di coraggio: quando l'abbiamo riusciamo a procurarci il minimo indispensabile senza molta fatica. Il saggio ha bisogno di ben poco. La forza di cui si fa saggio uso non ha bisogno di essere reintegrata dalle medicine.
visto su https://www.luogocomune.net/LC/21-medicina-salute/4843-la-ricetta-della-felicit%C3%A0
O meglio: è una ricetta, un consiglio. Poi, come si usa dire, "su quella bicicletta ci sono io", e quello che va bene per te, non è detto che vada bene per me.

giovedì 3 novembre 2016

C'è anche chi

C'è anche chi se ne strasbatte i coglioni, e pensa a vivere nel miglior modo possibile.
Forse stufo di sentir parlare di migranti, arcistufo di venir accusato di poca o scarsa sensibilità per i problemi altrui , minacciato che se non collabora e non accoglie, quei problemi e questioni che oggi appartengono in buona parte ad altre persone , a breve ricadranno anche sulle sue spalle, ecco che applicando la regola del carpe diem uno dice a se stesso "voglio vivere".
Ed è così che si partorisce la decisione di prendere baracca burattini o solo una valigia e partire: ed è sempre con quello spirito che si decide, forse mettendosi un cappio al collo, di aprire o cominciare un'attività per conto proprio o con chi se la sente di rischiare.
Di certo chi ancora si sente in ballo, chi viene trascinato in questo vortice di incertezze, non può stare ad aspettare i famosi "tempi migliori": non sai questi tempi migliori arriveranno, se ci saranno dei cambiamenti che potrebbero o no essere a tuo vantaggio; perciò occorre darsi una mossa.
E la mossa , quella giusta, può essere anche armiamoci e partiamo, dove forse potremmo anche essere apprezzati e non schiavizzati.
Peccato che queste chance valgano per chi ha dei talenti e non per quelli , come me , che sono rimasti indietro e, ad esempio, non parlano le lingue, non hanno manualità o ce l'hanno scarsa, non hanno titoli particolari , in poche parole non sono in possesso dei requisiti che il mercato ,oggi, richiede.
Un po' come certi migranti che, qui da noi, vuoi perché non conoscono l'italiano, vuoi perché non hanno attitudine ad apprendere ma sopratutto non hanno neanche i titoli di studio richiesti o equipollenti, non sono utili e restano ai margini della società.
Inventarsi qualcosa, un lavoro, con le difficili regole per accedere al credito, non è facile: ci sto provando e vi farò sapere. 
Incrocio le dita e tutto il resto. 

giovedì 20 dicembre 2012

Solo guai

Se si dà retta ai media o si leggono post in rete, cambia poco: anche Grillo riferendosi alla legge di stabilità non offre ,al riguardo, nessuna dritta che so a una Asl, affinchè trovi denaro o sostegno, ma evidenzia,e fa bene, i tagli che il governo ha deciso in numerosi settori. Ed è questo che da mesi e mesi troviamo in rete e sentiamo o vediamo nei media tradizionali. Peccato che si perda un'occasione per mostrare se si hanno o meno idee da condividere: le altre idee, quelle riservate a noi e solo per noi, quelle ce le teniamo per noi, per uso personale. Diversamente come pensiamo che alcuni, tanti in verità, che se la passano male, riescano a sopravvivere? Vivere sarebbe già troppo visto chi ci ha governato (Lui) e non ha mantenuto le promesse, non ha fatto riforme, non ha favorito la produzione industriale, nè ha protetto il commercio nè tutelato il settore agroalimentare: quello che ci ha imposto re Giorgio, è uno che ha fatto ,faceva e fa, gli interessi del mondo dei banchieri e delle multinazionali. Tuttavia leggiamo solo di guai che ci riguardano:nessuna dritta o nessuna idea, a parte chi suggerisce di andare via dall'Italia. Consideriamola.

mercoledì 5 dicembre 2012

E a noi, chi pensa?

Riflettevo mentre ero ai colloqui con i professori di mie figlie, fermo in attesa del mio turno, sul fatto che troppo spesso commento e quasi cerco, come un drogato, delle buone notizie perchè le cose cambino. E ciò che ieri sera è venuto alla luce è che occorre il famoso "sano egoismo", ovvero pensare un po' di più a se stessi, alla propria vita, ai propri affari. Infatti, scendendo terra terra, che cosa cambierebbe nella mia vita, se alcuni provvedimenti di legge venissero attuati e altri no? Un bel casino, un po' come adesso, del resto. Se non c'è accesso al credito, se non ripartono le gare d'appalto, se i privati non investono, se tutto ciò,per mille ragioni non si smuove, per me non cambia un tubo: anche adesso è così. Se cambiano la legge sulla carriera dei magistrati, se regolarizzano i precari, non è che costoro vanno nei negozi di mobili e comprano un divano, degli uffici o delle cucine.Potrebbero, è vero, ma è una goccia d'acqua nel famoso mare, cioè insufficiente. Ecco che

venerdì 16 marzo 2012

Tu sei qui

Tu sei qui, in questo contesto fatto di imposizioni, di abitudini, di relazioni e di altre cose che sono tutte discutibili. I punti dolenti sono tanti e tra questi ho rilevato che poche volte si può scegliere e che quando ce ne accorgiamo, cioè notiamo che qualcosa non ci va o vogliamo cambiare, spesso è troppo tardi o che il cambiamento desiderato, se pure ottenuto, è irrilevante e non ci porta nessun beneficio. Faccio queste osservazioni