E , aggiungo io, avendone i mezzi per ... cambiare le cose, per fare le cose che si ritiene siano giuste e importanti. E possono essere un'uscita dall'euro, un diverso modo per formare i governi o il restituire competenze e decisioni alle periferie. Invece, per ritorno alla normalità, è sufficiente riappropriarsi del tempo che, questo modo di vivere odierno , ci ha sottratto e ha imposto come valore di riferimento la velocità, anzi la fretta. Tutti non hanno mai tempo, hanno sempre qualcos'altro da fare di più importante che ascoltarti e parlare: finché si tratta di me, posso capirli, anzi sono giustificati e assolti. Quando parli o cerchi di farlo, non puoi non notare che l'altro ha in mano lo smartphone, risponde o invia dei messaggi, dei file, in poche parole non ti sta ascoltando e infatti noterai che, il più delle volte ti inviterà a ripetere perché non ha capito. Mi direte che in passato, ai miei tempi, la gente guardava l'orologio: peccato che quello era, in origine, un modo per farti sapere che la persona con cui parlavi aveva fretta e non aveva molto (altro) tempo da dedicarti e, senza dirtelo ti invitava a tagliare.