E , aggiungo io, avendone i mezzi per ... cambiare le cose, per fare le cose che si ritiene siano giuste e importanti. E possono essere un'uscita dall'euro, un diverso modo per formare i governi o il restituire competenze e decisioni alle periferie. Invece, per ritorno alla normalità, è sufficiente riappropriarsi del tempo che, questo modo di vivere odierno , ci ha sottratto e ha imposto come valore di riferimento la velocità, anzi la fretta. Tutti non hanno mai tempo, hanno sempre qualcos'altro da fare di più importante che ascoltarti e parlare: finché si tratta di me, posso capirli, anzi sono giustificati e assolti. Quando parli o cerchi di farlo, non puoi non notare che l'altro ha in mano lo smartphone, risponde o invia dei messaggi, dei file, in poche parole non ti sta ascoltando e infatti noterai che, il più delle volte ti inviterà a ripetere perché non ha capito. Mi direte che in passato, ai miei tempi, la gente guardava l'orologio: peccato che quello era, in origine, un modo per farti sapere che la persona con cui parlavi aveva fretta e non aveva molto (altro) tempo da dedicarti e, senza dirtelo ti invitava a tagliare.
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mercoledì 11 luglio 2018
giovedì 2 maggio 2013
Sparatoria in Piazza Colonna: una finzione televisiva
E' la tarda mattinata del 25 aprile 2013: le televisioni nazionali stanno trasmettendo la diretta del giuramento per opera dei ministri del nuovo governo del Presidente. E’ un governo nato secondo il Diktat di organismi sovranazionali che controllano questo paese, ormai da tempo esautorato di qualsivoglia potere da Stato sovrano. Questo 25 aprile rappresenta, per coloro che hanno deciso l'ennesimo golpe, un punto di svolta decisivo che, però, necessita di un'ulteriore legittimazione agli occhi dei cittadini e soprattutto esige un nuovo casus belli, al fine di restringere ulteriormente le libertà dei singoli, con l’introduzione di nuove norme coercitive atte a vietare assembramenti e manifestazioni in luoghi “sensibili”. E' il giorno migliore per un "attentato in diretta televisiva", per cui qualcuno, negli apparati, decide di architettare e mettere in atto una scena da Far West, con tanto di vittime sacrificali in divisa, mentre l'attentatore deve risultare un cittadino esasperato, perché disoccupato e bramoso di eliminare fisicamente qualche politico. Così, mentre i principali networks mostrano le immagini in diretta dell'insediamento del nuovo esecutivo, emuli della cinematografia false flag statunitense, ecco che il collegamento con la Sala di Montecitorio viene interrotto per dare immediatamente spazio ad una... "diretta" della sparatoria in corso proprio dinnanzi al Palazzo.
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