Prima te ne rendi conti, meglio è. E che cosa voglio dire, che cosa intendo? Semplicemente che finché si è supportati da amici o persone su cui contare si vive relativamente bene (spiegherò meglio tra poco): ma quando si perdono o spariscono questi punti di riferimento, le cose cambiano. In peggio. Vivere relativamente bene! Per me vuol dire poter
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sabato 10 agosto 2019
giovedì 27 agosto 2015
Equazioni , equivalenze , sillogismi , paralleli eccetera
Chi per sbaglio ha letto qualcosa che ho scritto sa bene due cose: la prima è che non so scrivere, nel senso che sbaglio i congiuntivi, e i verbi in genere, e che la punteggiatura lascia a desiderare, per non parlare poi degli accenti. La seconda è che la mia cultura è pressapoco zero o giù di lì. Tuttavia ritengo che ognuno ha diritto ad avere una propria opinione ma, cosa più importante, ha il diritto di esprimerla. Aggiungerei che ha anche il diritto di farla prendere in considerazione, almeno su fatti e questioni importanti o che possono coinvolgerlo. Purtroppo non è così. Anzi, i rischi con leggi repressive e con minacce più o meno velate, sono quelli di sapere che in tanti la pensano in maniera diversa da chi governa o decide, ma è pressoché impossibile far cambiare rotta alla nave. Infatti la questione gender , il divieto di critica, il voler andare avanti anche se si perdono dei voti (alle elezioni), fa venire in mente che non si tiene conto che in tanti la pensano diversamente e che non si ha voce in capitolo. Sulla questione dei migranti viene da pensare che per far vivere maluccio queste persone, si fa vivere male gli italiani: ma non solo, perché, e non mi stancherò mai di dirlo o ricordarlo, si deve fare in modo che chi (italiano) oggi (e da tempo) sta economicamente e psicologicamente male, sia messo in condizioni di affrancarsi da queste situazioni. Invece se si continua a permettere l'arrivo di immigrati, clandestini o profughi poco importa , succede che i nuovi arrivati stanno male e chi sta peggio sono gli italiani. E fa ancora più rabbia vedere che i problemi veri vengano , giorno dopo giorno, accantonati per lasciare posto a quelli presentati dall'immigrazione. Chi dà voce ai nuovi arrivati sono le stesse persone che avrebbero dovuto tutelare i diritti dei lavoratori e, nel contempo, trovare nuovi posti di lavoro o aiutare (gli italiani) a crearne. Le start up dei miei stivali ( o dei miei coglioni)! A questo punto uno ha o non ha ragione di incazzarsi? E si deve incazzare perché è preso per il culo. Quando uno come Silvio dei bei tempi , non ha affrontato la questione del commercio al dettaglio, delle piccole e medie imprese, perché aveva i suoi problemi da risolvere, dimostra di non meritare il voto. Non solo: non è più credibile. Al pari di un Salvini che a parole dice di voler inserire l'aliquota fissa, ma non indica né i tempi né i modi. Questo invece vale per tutti: manca un programma che indichi cosa e come e in quali tempi. Sottinteso che si parla di lavoro, occupazione, sviluppo economico sociale e culturale: cioè vivere secondo un modo nostro e non diventare la fotocopia di altre città o paesi cui, stando alle foto e ai filmati, le nostre città stanno sempre più somigliando. E' sufficiente vedere i gruppi di persone, per lo più di colore , che affollano e occupano gli angoli delle strade, le panchine dei parchi, per farsi un'idea. Ma non è solo una questione di programma, è anche
venerdì 29 novembre 2013
E il tempo è volato
Come sappiamo quasi tutti, non si ha idea reale del tempo che passa quando dormiamo: ma chiunque di noi ha atteso una persona che ritarda o, peggio che mai è in attesa di una risposta, di un verdetto, o di sapere qualcosa che è importante, ecco che i minuti diventano lunghi come ore.
Tuttavia se ci guardiamo indietro , sopratutto quando abbiamo superato una certa età, nel mio caso i 50, ci rendiamo conto che il tempo è volato.
Ma c'è un'altra cosa che , almeno a me, preoccupa e che forse riguarda anche altre persone: e si tratta delle cose che avrei voluto fare ,e non ho fatto.
E le cose che ancora potrei fare e che vorrei fare.
Tuttavia se ci guardiamo indietro , sopratutto quando abbiamo superato una certa età, nel mio caso i 50, ci rendiamo conto che il tempo è volato.
Ma c'è un'altra cosa che , almeno a me, preoccupa e che forse riguarda anche altre persone: e si tratta delle cose che avrei voluto fare ,e non ho fatto.
E le cose che ancora potrei fare e che vorrei fare.
martedì 30 aprile 2013
La disperazione uccide, non le parole
Colpa del clima di odio; abbassiamo i toni. Mentre un carabiniere rischia di rimanere paralizzato, la politica riesce a dare, come al solito, il peggio di sé. La colpa di quello che è accaduto è sempre di qualcun altro. Ora del clima di odio o di chi, legittimamente in una democrazia, denuncia il saccheggio del denaro pubblico, le consorterie o si permette il lusso del dissenso. Come se, in nome di chissà cosa, tutti dovremmo non vedere, non sentire, non parlare. Ma chi ha armato la mano di Luigi Preiti? Lo sfascio civile e etico della nostra comunità di cittadini, di cui Preiti stesso (ingiustificabile, sia chiaro) è una drammatica espressione o chi l'ha denunciata?
In questi momenti drammatici abbiamo il dovere di dire le cose per come sono: la miseria, lo smarrimento e la disperazione uccidono, non le parole.
domenica 7 aprile 2013
Giardinieri di uomini
Penso che definire così le associazioni di beneficienza, i vari sportelli o gruppi di ascolto, ovvero coloro che ,secondo me , a parole o con pochi fatti dicono di impegnarsi per far uscire altri esseri umani da situazioni di disagio. Quando leggo che il tal dei tali, multimilionario, ha donato una parte del suo ingente patrimonio in favore di persone che non se la passano bene, ecco che oggi più che mai mi chiedo , con la dovuta sensibilità che impone la privacy, se e dove sono i beneficiari, se davvero sono usciti dalla povertà e hanno, spero, creato opportunità di lavoro a aiutato altri a venire fuori da brutte realtà. O se invece chi ha ricevuto i denari per gestirli opera come un giardiniere, innaffia le piante , le pota, le travasa, ma le lascia mai a se stesse, non fa in modo che possano diventare autonome, libere. Oserei dire che non è prevista questa opzione: la libertà. Ma vado oltre e sostengo che una gran parte del denaro previsto per aiutare le persone in difficoltà, le vittime di usura o coloro che stanno per caderci,non arriva per ragioni burocratiche e di discrezionalità a destinazione e , quel poco che ci arriva, è così polverizzato che non aiuta chi lo riceve ad affrancarsi e a ri-prendere in mano la propria vita. Sono parole
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mercoledì 23 gennaio 2013
Osho: interessarsi al mondo solo per fuggire da se stessi...
Bhagwan,
sono un politico radicale e rivoluzionario. Hai qualcosa da dirmi?
Werner, sei già andato troppo lontano, non mi ascolteresti. Essere un semplice politico è già sufficiente, ma tu sei un rivoluzionario e sei radicale, è un cancro doppio, triplo! La politica non ti basta? Devi anche essere radicale, e rivoluzionario? Purtroppo si trovano sempre parole bellissime per nascondere le nostre orribili realtà.
sono un politico radicale e rivoluzionario. Hai qualcosa da dirmi?
Werner, sei già andato troppo lontano, non mi ascolteresti. Essere un semplice politico è già sufficiente, ma tu sei un rivoluzionario e sei radicale, è un cancro doppio, triplo! La politica non ti basta? Devi anche essere radicale, e rivoluzionario? Purtroppo si trovano sempre parole bellissime per nascondere le nostre orribili realtà.
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giovedì 6 dicembre 2012
Primedonne?
Ci sono esseri umani che vivono in un mondo tutto loro, distanti dalla realtà altrui, ignari delle gioie e delle sofferenze che provano le creature con cui, volenti o nolenti, vengono a contatto. Questi esseri umani sono politici o politicanti: i primi sono professionisti, da anni consiglieri di quà o sindaci di là, piuttosto che assessori o parlamentari o ministri.Per politcanti intendo capataz, ma anche capitani d'industria o affaristi in genere: dato che da noi e in gran parte del mondo non fai un tubo se non hai a che fare con la politica, nel senso che per ricevere un'autorizzazione o per far ricadere una fermata ferroviaria in un dato luogo, devi muovere certe leve, e queste sono politiche.
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lunedì 3 settembre 2012
Matrix è vicino: creato il casco che "sostituisce" la realtà
Fonte: Net1News
Alcuni
scienziati giapponesi hanno creato un casco con il quale non è
possibile distinguere tra realtà e finzione. Gli effetti visivi e sonori
del sistema sono così forti da poter ingannare le persone che lo
indossano.
venerdì 1 giugno 2012
Non siamo tutti uguali o degni di...
I recenti fatti di cronaca "nera", per intenderci i suicidi, dimostrano ancora una volta che non siamo tutti uguali o degni di compassione e,logicamente, di aiuto. Non siamo multinazionali o banche che pretendono e ottengono forti sconti nel caso di accertamenti o verifiche, nè siamo tra coloro che neanche ricevono le cartelle o non siamo dententori delle macchinette che creano dipendenza, perchè in quel caso dovremmo dare allo stato italiano 98 miliardi di euro che con
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