DI GIANNI PETROSILLO
conflittiestrategie.it
Quando un Paese non è in grado di
esprimere una seria leadership politica e, pertanto, proiettarsi con le
sue idee e visioni peculiari in un mondo in costante evoluzione, quando è
incapace di programmare il suo avvenire, prossimo e lontano, diventa
facile preda degli istinti rapaci degli avvoltoi della finanza e delle
bestie sociali più retrive (industriali, economiche, ideologiche), le
quali assorbono tutte le energie dello Stato distruggendo le ultime
speranze di ripristinare un corso degli eventi più favorevole alla
collettività, mentre ci si trova nel bel mezzo di una tempesta sistemica
globale.
Queste colonie di saprofiti che si chiamano partiti,
sindacati (operai e padronali), cda di banche arraffatrici e di imprese
decotte ed assistite, giornali asserviti, esattori incalliti, burocrati
pervertiti, predicatori inviperiti e razzolatori invertiti, si
moltiplicano nel tessuto connettivo comunitario divorandolo fino
all’osso.