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mercoledì 17 aprile 2019

Piccoli Frankenstein: tutto quello che non sapete sulla transizione di genere

ROBERT BRIDGE
strategic-culture.org
Farmaci che bloccano la pubertà, mastectomie, chirurgia vaginale e finti peni, il tutto senza alcuna possibilità di ripristino, sono solo alcuni dei drastici metodi sperimentali utilizzati sui bambini. Questa follia deve finire.
Immaginate di essere il genitore di un bambino di cinque anni che un giorno, innocentemente, vi dice di essere una ragazza. Ovviamente, la reazione naturale sarebbe quella di sorridere, non di telefonare alla più vicina clinica per la transizione di genere. Non avete idea di come il vostro bambino sia arrivato a credere a una cosa del genere, forse era stato qualcosa che aveva sentito a scuola, o forse un programma visto in televisione. In ogni caso, [il vostro bambino] continua a dire che si “identifica” come una femmina.
Alla fine, magari con l’incoraggiamento  degli insegnanti, lo fate visitare da un dottore. Sperate che questo medico sia in grado di fornire a voi e al vostro bambino qualche saggio consiglio che chiarisca la vostra

sabato 23 febbraio 2019

Mekong. Dighe ed investimenti strategici cinesi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-23.

Mekong _river_basin

Il Mekong, dodicesimo fiume mondiale, costituisce il rifornimento idrico di tutta la penisola indocinese.

Sarebbe davvero banale constatare che chi lo governa ha in mano tutta la regione.

giovedì 1 febbraio 2018

Questione di forma mentis: lo Stato ragiona così, in tutto e per tutto ... e sbaglia, fa male, procura dolore

"Mio figlio morto per colpa del guard-rail e l'Anas ci chiede i danni"

Oggi alle 17:07 - ultimo aggiornamento alle 17:40

Il luogo dell'incidente
"Sono certa che Alessandro sarebbe ancora qua se quel guard-rail fosse stato messo in sicurezza e protetto con gli attenuatori d'urto. Invece, non lo vedrò mai più anche se ancora oggi, dopo quasi cinque anni, tutte le sere aspetto ancora che rientri a casa". Pasqualina Viario è una donna combattiva, segnata però da un lutto che non è possibile elaborare del tutto.
Il 29 marzo del 2013 il figlio, Alessandro Tocco, 20 anni, si schiantò con la sua auto - una Fiat Brava - contro la barriera spartitraffico della Carlo Felice, all'altezza del bivio per San Sperate.
Doveva imboccare la complanare che corre parallela alla statale ma si era accorto dello svincolo solo all'ultimo momento, avvisato da uno dei due amici che erano a bordo dell'auto. Aveva sterzato bruscamente a destra tentando di rimediare in extremis, ma finendo per colpire con la fiancata sinistra la parte iniziale del guard-rail, che tecnicamente viene chiamato punto di cuspide.
Il muro d'acciaio aveva sfondato la portiera del lato guida uccidendolo sul colpo. Una manovra imprudente, certo. Ma per Pasqualina non è questo il problema: l'Anas, ha chiesto e ottenuto un risarcimento danni per quel guardrail rotto: "1200 euro per riparare lo spartitraffico che ha ucciso mio figlio. È giusto questo?", si chiede. "Non è facile sopportare questo dolore, è impossibile. Per me, per mio marito e per il fratello di Alessandro: il nostro è un dramma che non finirà mai. Come non è facile accettare che dopo la sua morte nulla è cambiato. E noi attendiamo una giustizia che forse non avremo mai".
La cosa che fa più rabbia "è vedere che la sua tragedia non è servita a nulla: in quello stesso tratto di strada prima e dopo ci sono state altre morti e sempre per colpa dello spartitraffico non protetto adeguatamente. Croci su croci".
In questi anni, attraverso il loro legale Enrica Anedda, Pasqualina e il marito hanno tentato di far emergere le presunte responsabilità da parte dell'Anas. Ma l'inchiesta aperta dalla Procura di Cagliari si è conclusa con un'archiviazione: secondo il magistrato non c'era un obbligo giuridico di dotare il punto di cuspide di attenuatori d'urto. "Io di leggi non so nulla - dice Pasqualina -, so solo che chi si trincera dietro certi cavilli non ha coscienza".
Alessandro Tocco, il giovane morto nell'incidente sulla 131 nel 2013
Alessandro Tocco, il giovane morto nell'incidente sulla 131 nel 2013
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/02/01/mio_figlio_morto_per_colpa_loro_e_l_anas_ci_chiede_i_danni-68-693090.html

lunedì 29 aprile 2013

Prende a sassate l'insegna della banca: arrestato a Oristano 49enne disoccupato

Sorpreso nella notte dai carabinieri mentre prendeva a sassate una filiale del Banco di Sardegna.
Calci e sassi contro la serranda e l’insegna del Banco di Sardegna di Baratili San Pietro. Un gesto di protesta "per una situazione ormai insostenibile". Così ha ammesso davanti ai carabinieri di Riola il disoccupato che domenica notte è stato bloccato mentre danneggiava l’agenzia di credito. Solo l’intervento immediato dei carabinieri ha evitato che la situazione potesse degenerare. Angelo Mirai, 49 anni disoccupato di Baratili, è stato arrestato, sarà processato questa mattina per direttissima.
IL FATTO - Domenica notte i carabinieri erano impegnati in un servizio di controllo quando sono stati chiamati nel centro di Baratili. Un uomo stava lanciando sassi contro l’insegna del Banco di Sardegna. Dopo le pietre, ha iniziato a dare calci contro la serranda d’ingresso fino a quando non è stato fermato dai militari. L’uomo è stato accompagnato in caserma in attesa del processo. Ai militari ha raccontato che la sua è stata un’azione di protesta dovuta all’esasperazione per il momento difficile che sta vivendo, da mesi senza un lavoro. I danni procurati all’agenzia del Banco di Sardegna ammontano a mille euro. Valeria Pinna
                                                 unionesarda.it
Dispiace per la situazione che , se mai ce ne fosse bisogno, è di rabbia e frustrazione generalizzata. E se anche è vero che i segni, proprio di banche e finanziarie, assicurazioni e fondi , sono in positivo, ciò vale

domenica 2 settembre 2012

Mea culpa dei produttori di Talidomide Il farmaco causò malformazioni nei feti

Dopo 50 anni i dirigenti della Grunenthal, la casa farmaceutica tedesca produttrice del Talidomide, hanno chiesto scusa alle vittime del farmaco messo in vendita contro le nausee mattutine delle donne in gravidanza e che, si è scoperto successivamente, provocava malformazioni nei feti.