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giovedì 1 febbraio 2018

Questione di forma mentis: lo Stato ragiona così, in tutto e per tutto ... e sbaglia, fa male, procura dolore

"Mio figlio morto per colpa del guard-rail e l'Anas ci chiede i danni"

Oggi alle 17:07 - ultimo aggiornamento alle 17:40

Il luogo dell'incidente
"Sono certa che Alessandro sarebbe ancora qua se quel guard-rail fosse stato messo in sicurezza e protetto con gli attenuatori d'urto. Invece, non lo vedrò mai più anche se ancora oggi, dopo quasi cinque anni, tutte le sere aspetto ancora che rientri a casa". Pasqualina Viario è una donna combattiva, segnata però da un lutto che non è possibile elaborare del tutto.
Il 29 marzo del 2013 il figlio, Alessandro Tocco, 20 anni, si schiantò con la sua auto - una Fiat Brava - contro la barriera spartitraffico della Carlo Felice, all'altezza del bivio per San Sperate.
Doveva imboccare la complanare che corre parallela alla statale ma si era accorto dello svincolo solo all'ultimo momento, avvisato da uno dei due amici che erano a bordo dell'auto. Aveva sterzato bruscamente a destra tentando di rimediare in extremis, ma finendo per colpire con la fiancata sinistra la parte iniziale del guard-rail, che tecnicamente viene chiamato punto di cuspide.
Il muro d'acciaio aveva sfondato la portiera del lato guida uccidendolo sul colpo. Una manovra imprudente, certo. Ma per Pasqualina non è questo il problema: l'Anas, ha chiesto e ottenuto un risarcimento danni per quel guardrail rotto: "1200 euro per riparare lo spartitraffico che ha ucciso mio figlio. È giusto questo?", si chiede. "Non è facile sopportare questo dolore, è impossibile. Per me, per mio marito e per il fratello di Alessandro: il nostro è un dramma che non finirà mai. Come non è facile accettare che dopo la sua morte nulla è cambiato. E noi attendiamo una giustizia che forse non avremo mai".
La cosa che fa più rabbia "è vedere che la sua tragedia non è servita a nulla: in quello stesso tratto di strada prima e dopo ci sono state altre morti e sempre per colpa dello spartitraffico non protetto adeguatamente. Croci su croci".
In questi anni, attraverso il loro legale Enrica Anedda, Pasqualina e il marito hanno tentato di far emergere le presunte responsabilità da parte dell'Anas. Ma l'inchiesta aperta dalla Procura di Cagliari si è conclusa con un'archiviazione: secondo il magistrato non c'era un obbligo giuridico di dotare il punto di cuspide di attenuatori d'urto. "Io di leggi non so nulla - dice Pasqualina -, so solo che chi si trincera dietro certi cavilli non ha coscienza".
Alessandro Tocco, il giovane morto nell'incidente sulla 131 nel 2013
Alessandro Tocco, il giovane morto nell'incidente sulla 131 nel 2013
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/02/01/mio_figlio_morto_per_colpa_loro_e_l_anas_ci_chiede_i_danni-68-693090.html

lunedì 16 ottobre 2017

Ma anche ... ma tu lo sai che ... anche da noi ... ma anch'io però ... a dirla tutta ...

Ogni tanto succede che qualche fatto di cronaca faccia riemergere dei ricordi che, inconsapevolmente , erano stati cancellati: o meglio, pensavamo fossero spariti, anzi neanche quello. Perché , in verità, meccanismi del cervello di auto difesa, di protezione , fanno in modo di far circolare ,nella nostra mente, ciò che dovrebbe "farci bene". Può una violenza sessuale essere un buon ricordo? Credo proprio di no. Così come non lo è la prima volta che prendiamo delle botte, o che ci siamo fratturati qualche osso. Così come un votaccio o una cilecca in campo sessuale, o quando non ci hanno ,non solo assunti, ma proprio "presi in considerazione", scartati a priori. Insieme a questi pensieri, belli o brutti che siano, ce ne sono altri, ed è leggendo o venendo a sapere che Tizia o Caio sono state vittima di oppure che Sempronio ha avuto un incidente , ecco che scatta non un meccanismo di emulazione, ma un ricordo di un fatto simile che ci può essere successo. Un'esperienza simili possiamo averla vissuta anche noi, ma in alcuni casi si tende , purtroppo, a travisare uno sguardo che ci può aver rivolto una persona adulta ,mentre noi, bambini o adolescenti, oggi e col senno di poi, divenuti adulti ricordiamo in maniera imperfetta. E' possibile che, se vero, quando il fatto è avvenuto, perché obiettivamente lo sguardo c'è stato, per un senso di vergogna o timore ci siamo tenuti dentro di noi tutto: ma è anche vero che il tempo ha cancellato ,in parte , il fatto, o fattaccio. C'è quindi, a mio parere, chi può aver esagerato nel ricordare un fatto: tipico è il caso del cane che, nel ricordo dell'adulto , è di grossa taglia, laddove è invece di taglia media, ma al bambino divenuto adulto è quello il ricordo che ha. Anni fa ho ricordato in un commento, mi pare su luogocomune.net, quando si parlava di molestie sessuali, che anch'io ne subii una: nel senso che mi capitava di andare di pomeriggio ,a ripetizione di latino e greco, ero allora in IV ginnasio, e non riuscivo a ingranare, pur avendo alle spalle due anni di latino fatti in seconda e terza media, ma il greco, in ogni caso era ed è un'altra cosa. Ebbene, durante il tragitto ,non una spider rossa, ma mi pare una 124 beige , mi si affianca e il tizio in auto mi dice se volevo un passaggio: gli rispondo che "no , grazie, sono arrivato"; lui allora mi dice che "se volevo mi aspettava, così andavamo a farci un giro". Il mio timore, la mia coglionaggine, mi fece rispondere "va bene, fra un'ora dovrei aver finito". Senonché pensa che ti ripensa, la paura o il semplice pensiero di aver fatto una cazzata, vuole il destino che in quella scuola dove andavo a fare ripetizione, ci fosse un'altra uscita e che questa venisse adoperata ,di norma, di pomeriggio . Quando sono uscito me la sono filata come un razzo verso casa, che per fortuna non era lontana. Ho cercato di cambiare orario, nel senso che alle ripetizioni arrivavo in anticipo, e preferivo aspettare che dover dare spiegazioni a quel tipo. Non riuscirei a ricostruirne, così a mente, i tratti somatici, mentre per l'auto è diverso, dato che mio padre "vendeva auto" e di quella marca: ripeto per il viso, l'aspetto, sbaglierei in buona fede, perché dovrei ricorrere allo stereotipo del potenziale seduttore violentatore: già per far capire ho detto che "non aveva una spider rossa", come nel caso della buonanima di "Milena Sutter" , che data la mia età ricordo bene . Tornando al titolo del post, è un dato di fatto che , numerose persone ogni volta che accade, purtroppo, qualche fattaccio, riesumano scheletri dagli armadi o tendono a ricordare, e molte volte a esagerare: c'è stato un incidente stradale di quelli terribili? E quelli, subito, ma anche da noi due anni fa...e via nei ricordi, magari esagerando sul numero dei feriti o ,ahimè, dei morti. Una donna è stata vittima di avance nel posto di lavoro? E via ricordando come ...anche mia cugina, tre anni fa, ha avuto a che fare con un capo reparto che voleva portarsela a letto...mentre la accompagnava a casa le ha messo una mano sulla coscia e...ma lei gli ha fermato la mano...voleva denunciarlo ma nessuno le avrebbe creduto...eccetera. Potrei continuare tra il vero, l'esagerazione nel ricordare dovuta più al tempo che è trascorso che allo stereotipo che ci impongono i massmedia , ma credo di non essere troppo lontano dalla realtà. Vale spesso la regola che se uno vuole denunciare un fatto è bene che lo faccia quando ne viene a conoscenza, e se è protagonista o meglio vittima, dovrebbe farlo appena è in condizioni psicofisiche di farlo: il farlo dopo o denunciare o ricordare un fatto per sentito dire, non ha granché valore. E' come raccontare un fatto accaduto ad altri, come una storia, seppure brutta e drammatica. Ciò non vuol dire che chi oggi ricorda di aver vissuto una brutta esperienza , stia mentendo o per forza esagerando nel raccontare. Come mi ha detto una persona, quando gli ho raccontato quanto mi è successo, ormai sono passati più di quarantanni , quel tizio sarà pure nonno, si spera non pedofilo, o potrebbe pure essere morto: lascialo che si aggiusti con Dio, che forse sarà misericordioso, non certo cacciatore di peccatori.

venerdì 31 maggio 2013

Rino Gaetano: assassinio di un cantautore

una mia piccola nota in coda
Rino Gaetano non è deceduto per un casuale incidente stradale. La sua morte era stata progettata da tempo. Ad ucciderlo un'organizzazione massonica. La tesi, di quelle destinate a far discutere, è di Bruno Mautone, avvocato agropolese ed ex sindaco della città sul finire degli anni '90, che in un libro dal titolo "Rino Gaetano, assassinio di un cantautore", rivela con dovizia di particolari il perché della sua tesi, partendo proprio dai testi delle canzoni dell'artista crotonese. "La morte di Rino Gaetano - spiega Bruno Mautone - fu deliberatamente procurata poichè nelle sue canzoni, in modo criptico ma comunque decifrabile, rivela una serie di terribili segreti legati ai fatti più inquietanti dell'Italia nei decenni che vanno dagli anni cinquanta agli anni settanta.

giovedì 8 novembre 2012

Esplosivo sul Tupolev polacco del presidente Kaczinsky ?

La pubblicazione da parte del giornale polacco Rzeczpospolita di notizie che alimentano i dubbi sull'incidente aereo avvenuto il 10 aprile 2010 nelle vicinanze dell'aeroporto militare di Smolensk, in Russia, provocando la morte dell'allora presidente polacco, Lech Kaczynski e di altre 95 persone, hanno avuto come effetto immediato il licenziamento dei giornalisti responsabili del servizio pubblicato alla fine di ottobre.

Secondo il giornale polacco, infatti, gli esperti della procura polacca avrebbero trovato tracce di esplosivo sulle ali e nella cabina del Tupolev-154, che farebbero pensare non ad un fatto accidentale ma ad un attentato.

venerdì 31 agosto 2012

Paul McCartey è morto e il falso Paul McCartey sostiene le Pussy Riots

Particolare rivelatore di non poca importanza nel contesto mediatico e storico attuale.  Come spesso succede la realtà supera la fantasia. Non ci credete? Prima di dissentire leggete prego
Come fa Paul McCartey un compositore, un autore prestigioso, un cantante di fama internazionale,  a sostenere un presunto e abominevole gruppo  (che si fa chiamare fighe riottose o in rivolta? Ma i media non lo dicono) Gruppo di donne russe malamente conciate,  persone improbabili che praticano macabri rituali sessuali con gli animali in presenza di bambini  e orge in pubblico, http://yellowpress.ws/?public=6218 che bestemmiano in maniera efferata nella cattedrale di San Basilio,  che si fanno accreditare come cantanti e che non sanno minimamente cantare, non sanno usare una chitarra, non sanno ballare, e non sono nemmeno russe?… E sono sostenute da il Fatto quotidiano, da Repubblica, da Avaaz, dal Corriere, e altri giornalacci, nonchè dai media criminali di mezzo mondo!
Beh, la cosa ci puzzava parecchio e a questo punto abbiamo voluto vederci chiaro e saperne di più. Abbiamo scoperto che vi sono prove scientifiche e inconfutabili …