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martedì 19 marzo 2019

I VANTAGGI DI ESSERE IN GUERRA (invece che nell’euro)

di Maurizio Blondet

 Abbiamo perduto il 25%  delle industrie.

E la gente non lo sa.  Fossimo stati in guerra,si vedrebbero le macerie  ingombrare le strade,  le fabbriche diroccate, i macchinari perduti  e si capirebbe:  “La situazione è grave, la patria è in pericolo”.
Lo stato di guerra – io l’ho visto in Croazia e a Sarajevo –   instilla  nella popolazione  la  condizione di “mobilitazione”  psicologica:  la società si fa’ più compatta nel pericolo comune.   “In tempo di guerra, ogni cittadino  avverte la scarsezza delle sue possibilità individuali, la drammatica ristrettezza sua,    e la sua radicale dipendenza  dalle capacità di tutti gli altri; la sua sensibilità per il tutto sociale si fa più acuta;  ansiosamente e con non poco sforzo passa in rivista  quel che possa  sperare dalle altre classi e professioni,   quali eccellenze sulle quali possa basare  la prospettiva di vittoria”.
Fossimo in guerra, tutti sentirebbero come una fortuna avere  ancora una grande acciaieria

giovedì 30 maggio 2013

D'Alema contestato dagli studenti del liceo Tasso di Roma

in coda un mio piccolo commento.
Pessima accoglienza ieri per Massimo d'Alema al liceo Tasso di Roma, dove era stato invitato a tenere una conferenza su temi di politica estera, il tutto su iniziativa di uno dei rappresentanti della scuola, politicante in erba dei Giovani Democratici evidentemente entusiasta all'idea di poter fare per un giorno della sua scuola una vetrina per il PD, nonostante la decisa opposizione degli altri rappresentanti e degli studenti della scuola all'idea che il liceo offrisse i propri spazi per un incontro di questo tipo.

Non solo D'Alema ha trovato ad accoglierlo una platea pressoché vuota, ma nel corso della conferenza è anche stato interrotto da un gruppo di studenti e studentesse del collettivo Tasso che hanno esposto uno striscione con scritto 'Questa scuola non è una vetrina' e hanno tentato di prendere parola all'incontro, ottenendo per tutta risposta di essere buttati fuori dall'aula con tanto di minacce.