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martedì 19 marzo 2019

I VANTAGGI DI ESSERE IN GUERRA (invece che nell’euro)

di Maurizio Blondet

 Abbiamo perduto il 25%  delle industrie.

E la gente non lo sa.  Fossimo stati in guerra,si vedrebbero le macerie  ingombrare le strade,  le fabbriche diroccate, i macchinari perduti  e si capirebbe:  “La situazione è grave, la patria è in pericolo”.
Lo stato di guerra – io l’ho visto in Croazia e a Sarajevo –   instilla  nella popolazione  la  condizione di “mobilitazione”  psicologica:  la società si fa’ più compatta nel pericolo comune.   “In tempo di guerra, ogni cittadino  avverte la scarsezza delle sue possibilità individuali, la drammatica ristrettezza sua,    e la sua radicale dipendenza  dalle capacità di tutti gli altri; la sua sensibilità per il tutto sociale si fa più acuta;  ansiosamente e con non poco sforzo passa in rivista  quel che possa  sperare dalle altre classi e professioni,   quali eccellenze sulle quali possa basare  la prospettiva di vittoria”.
Fossimo in guerra, tutti sentirebbero come una fortuna avere  ancora una grande acciaieria

mercoledì 25 luglio 2018

Due o tre cose su Marchionne

Ora che è morto e fuori dai giochi, perché pare dovesse o volesse restare alla guida della Ferrari, nei talk show è pieno di leccapiedi. A dire il vero, nei giorni scorsi , anche nei vari interventi gli esperti e anche i tuttologi avanzavano l'idea che avesse rivoluzionato la Fiat: ha solo fatto ciò che la proprietà desiderava ,e l'ha fatto a qualunque costo. Ma sopratutto ha fatto ciò che gli è stato concesso di fare e che forse altri non avrebbero potuto: dà solo fastidio che le critiche sia positive che negative, vengono adesso che lui, antipatico finché si vuole, non può replicare. E' l'unico punto che mi può vedere tra i leccapiedi: per il resto, sono contrario e lo ero anche quando Ciampi invitava a investire in Cina, a delocalizzare, a regalare tecnologia o meglio ancora know how a paesi stranieri, e se proprio devo farei programmi in accordo con le forze lavoro. Se poi chiedo sacrifici ai miei lavoratori, non posso di certo essere pagato come lo sono stati certi capi delle forze dell'ordine o lo sono ancora numerosi funzionari di stato e parastato. Non per andare fuori tema, ma alcuni funzionari dirigenti della regione sarda,