di Maurizio Blondet
Abbiamo perduto il 25% delle industrie.
E la gente non lo sa. Fossimo stati in guerra,si vedrebbero le macerie ingombrare le strade, le fabbriche diroccate, i macchinari perduti e si capirebbe: “La situazione è grave, la patria è in pericolo”.
Lo stato di guerra – io l’ho visto in Croazia e a Sarajevo – instilla nella popolazione la condizione di “mobilitazione” psicologica: la società si fa’ più compatta nel pericolo comune. “In tempo di guerra, ogni cittadino avverte la scarsezza delle sue possibilità individuali, la drammatica ristrettezza sua, e la sua radicale dipendenza dalle capacità di tutti gli altri; la sua sensibilità per il tutto sociale si fa più acuta; ansiosamente e con non poco sforzo passa in rivista quel che possa sperare dalle altre classi e professioni, quali eccellenze sulle quali possa basare la prospettiva di vittoria”.
Fossimo in guerra, tutti sentirebbero come una fortuna avere ancora una grande acciaieria


