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martedì 8 maggio 2018

Bangladesh. Cina ed il ponte sul Padma. (Sempre attivi , i cinesi)

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-07.

Bangladesh. 001

Il Bangladesh è un paese disperatamente povero. Disperatamente.

Tuttavia qualcosa sembrerebbe iniziare a muoversi.

Se nel 2000 il pil procapite era 412 Usd, a fine 2016 era salito a 1,446. Negli ultimi cinque anni il pil è cresciuto al ritmo di qualcosa di più del 10% all’anno.

2018-05-05__bangladesh__001

«On 4 October 2000, the Government of Bangladesh issued a postal stamp marking the 25th anniversary of the establishment of Bangladesh-China diplomatic relations. By this time, China had provided economic assistance totaling US$300 million to Bangladesh and the bilateral trade had reached a value mounting to a billion dollars. In 2002, the Chinese Premier Wen Jiabao made an official visit to Bangladesh and both countries declared 2005 as the “Bangladesh-China Friendship Year.” ….

The two countries signed nine different bi-lateral agreements to increase there mutual relationship. ….

On Bangladesh Nationalist Party PM Begum Khaleda Zia’s invitation China was added as an observer in the South Asian Association for Regional Cooperation (SAARC). After Cyclone Sidr hit Bangladesh in 2007, China donated US$1 million for relief and reconstruction in cyclone-hit areas. ….

Bangladesh is third largest trade partner of China in South Asia. But, the bilateral trade between them is highly tilted in favour of Beijing. Bilateral trade reached as high as US$3.19 billion in 2006, reflecting a growth of 28.5% between 2005 and 2006. China has bolstered its economic aid to Bangladesh to address concerns of trade imbalance; in 2006, Bangladesh’s exports to China amounted only about USD 98.8 million. Under the auspices of the Asia-Pacific Free Trade Agreement (AFTA), China removed tariff barriers to 84 types of commodities imported from Bangladesh and is working to reduce tariffs over the trade of jute and textiles, which are Bangladesh’s chief domestic products. China has also offered to construct nuclear power plants in Bangladesh to help meet the country’s growing energy needs, while also seeking to aid the development of Bangladesh’s natural gas resources. China’s mainly imports raw materials from Bangladesh like leather, cotton textiles, fish, etc. China’s major exports to Bangladesh include textiles, machinery and electronic products, cement, fertiliser, tyre, raw silk, maize, etc» [Fonte]

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Bangladeshi, Chinese firms sign joint venture pacts to build railway

«Two Bangladeshi and two Chinese firms have signed two joint venture pacts to build over 100 km rail lines and required infrastructure in the country’s southeastern Cox’s Bazar district bordering Myanmar.

Officials of Bangladesh Railways and joint venture China Railway Group Limited (CREC) of China and Toma Construction and Company Limited of Bangladesh; and China Civil Engineering Construction Corporation (CCECC) and MAX JV (joint adventure of CCECC of China and MAX international Ltd of Bangladesh) signed the deals on behalf of their respective sides here on Saturday. …. the project is part of the Asian Development Bank (ADB) support»

China EximBank to fund Padma Bridge rail link project

«The Export-Import Bank of China is going to fund the rail connection in Bangladesh’s largest infrastructure project till date, the Padma Bridge. …. Once in operation, it will only take about three and a half hours to travel to Khulna from Dhaka …..

This will help expansion of the transport sector, trade and commerce. This route will also be connected with the trans-Asian railway ….

Project sources said the principal works involve constructing 169 kilometres of main line, 43.33km loop and siding, laying down 215.22km broad gauge rail truck, 23.37km viaduct and 1.98km ramps.

Other works include constructing 66 big bridges, 244 small bridges and culverts, a highway overpass, 29 level crossings, 40 underpasses, 14 new station building, development of six existing stations, and arranging computer-based railway interlock system signalling at 20 stations»

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«The Padma Bridge is a multipurpose road-rail bridge across the Padma River under construction in Bangladesh. It will connect Louhajong, Munshiganj to Shariatpur and Madaripur, linking the south-west of the country, to northern and eastern regions. Padma Bridge is the most challenging construction project in the history of Bangladesh. The two-level steel truss bridge will carry a four-lane highway on the upper level and a single track railway on a lower level. With 150 m span, 6150 m total length and 18.10 m width it is going to be the largest bridge in the Pawdda-Brahmaputra-Meghna river basins of country in terms of both span and the total length» [Fonte]

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Bangladesh. Ponte sul Pdma. 001

Il ponte sul Padma costerà alla fine 3.8 miliardi di dollari americani.

Basta solo guardare la carta geografica per comprendere quanto sia essenziale un ponte degno di tal nome sul Padma, un fiume di portata quasi eguale a quella del Rio delle Amazzoni.

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Orbene.

Lasciamo i Lettori alla lettura dell’articolo comparso su Project Syndicate.

«To what does Bangladesh owe its quiet transformation? As with all large-scale historical phenomena, there can be no certain answers, only clues. Still, in my view, Bangladesh’s economic transformation was driven in large part by social changes, starting with the empowerment of women.»

Elementare, si direbbe.

Gli investimenti cinesi, strade, ponti, infrastrutture, etc, a ben poco sarebbero serviti, se non quasi a nulla.

È stata la liberazione femminile a generare l’inizio di questa ripresa economica.

Il farsesco è che il Project Syndicate è letto anche in Cina ed in Bangladesh.

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Una sola domanda.

Il Bangladesh sarà più riconoscente all’Occidente oppure alla Cina?

lunedì 2 ottobre 2017

Manca qualcosa : manca l'ingrediente più importante

Se ci pensiamo bene, e quindi ci stiamo avvicinando, anche ieri Mentana nel suo speciale sul referendum in Catalogna, peccava di presunzione: voleva andare veloce in trasmissione, bruciando le parole in bocca, quando avrebbe dovuto fermarsi e, pacatamente, analizzare il tutto . Si è dimenticato che alcune urne sono state portate via dalla Guardia Civile, che non c'erano osservatori e rappresentanti di lista nei seggi, e per parlare d'altro, di farci sapere quale è stata la reazione dei turisti e degli stessi operatori turistici durante la giornata. Quindi, anche per noi italiani , referendum del 22 ottobre a parte, ciò che è assente dai dibattiti politici, compresi quelli che si svolgono , occasionalmente, in rete, è a mio avviso "l'analisi". E perché non si compie questo processo mentale, così importante? Perché costa tempo e fatica: tempo, perché lo devi, di fatto, sottrarre ad altro, e questo altro è una scopata, la partita di calcetto, una bella cena in compagnia o una partita di calcio su cui hai scommesso; fatica, perché è indispensabile ragionare, pensare e ripensare, ascoltare gli altri e anche capire che cosa dicono, saper controbattere e replicare. Con ciò non vuol dire che si arrivi da qualche parte, proprio perché è difficile convincere gli altri, e saper discutere , senza urlare e offendere, non è facile, dopo anni di trasmissioni urlate e che non hanno mai portato a niente di buono. L'analisi è studio e lo studio è fatica, significa appunti scritti o ricordati, vuol dire sintesi ma anche sapersi spiegare e far capire. Oggi il nostro paese, insieme a tanti altri, ma a noi interessa parlare della nostra nazione, ha bisogno di sapere che cosa può fare per soddisfare le esigenze di tutti: ci ricordiamo le solite menate del "nessuno deve essere lasciato indietro?" Ecco, la frase la dobbiamo ricordare a ogni politico o a chi si candida per diventare amministratore di una città o di una regione. Ma non basta: non possiamo cadere nelle trappole in cui sono caduti ad esempio i 5 Stelle a Roma, cioè trovandosi impreparati a risolvere i problemi annosi di una città in buona parte trascurata, e arrivando a governarla in un momento in cui arrivavano pure centinaia di migranti ,per lo più irregolari, a creare altri problemi; il tutto accompagnato da giudici che, come diciamo anche dalle nostre parti, "fanno le parti ai cornuti", o dove, e non solo a Roma, non puoi espellere nessuno, dove uno stupratore seriale gira libero, dove chi deruba e bastona o ammazza (come fece Igor) qualcuno, non viene né preso e ,se condannato, non va neppure in carcere. Ma questo è anche un paese dove chi si candida promette cose che non può mantenere, dove il secondo giorno che è al governo gli arriva qualche avviso di garanzia, per lui o per il suo entourage , dove gli si fa capire, anche evitando espulsioni e sgomberi, anche non spendendo i soldi o dirottandoli da un capitolo di spesa a un altro, o anche soltanto rinviando riunioni e sopratutto non prendendo decisioni, non si fa un tubo. E' anche un paese che non ama avere obiettivi da raggiungere, ma sopratutto non vuole averne, non gli piace sognare e desiderare: e non mi si dica che è per via delle radici cattoliche, del non desiderare che è peccato. La scena ,assai bella secondo me, nel film "Banana Joe" dell'ormai buonanima Bud Spencer, che entra nell'ufficio del ministero e "timbra tutto", ci dovrebbe far ricordare di tutte le volte che abbiamo avuto bisogno del timbro, della firma, della semplice comunicazione, e abbiamo visto o immaginato le persone che, come le ho viste io le avete viste voi, prendersi un caffè o sfogliare qualche giornale o volantino. Mi direte che non hanno colpa ,quelle persone, se la linea ferroviaria non è stata raddoppiata o se gli argini del fiume Cedrino non sono stati ancora (a tre anni dal Ciclone Cleopatra, 19 morti) sistemati a dovere. Ed è vero, è possibile che non abbiano colpe , come non le hanno a Roma per una diga non collaudata e che aspetta da decenni la firma (che vuol dire presa visione dei progetti, verifica del lavoro: ossia, prendi un aereo o un treno e vai a vedere, torna e firma e non rompere il cazzo, visto che sei pure pagato per fare il lavoro e non stai correggendo i compiti di tuo nipote di domenica pomeriggio). Basta poco è vero? Sì, ma c'è sempre l'analisi da compiere, e che spiegherebbe tempi e modi in cui le cose si possono davvero realizzare: le ormai famose infrastrutture , da tutti millantate da nessuno realizzate. Nuove linee di metro, raddoppi di binari dappertutto, nuove e più sicure bretelle stradali, asfalto speciale adatto alle tanto auspicate piogge , messa in sicurezza degli argini di fiumi, pulizia dei canali e ovviamente di tutto ciò che ostacola il defluire delle acque. Ce ne sarebbe ancora da aggiungere, e ognuno può e deve dire la sua: come vedete non sono entrato nei temi di migranti, di banche, di fallimenti e cose simili. Il succo è uno solo: caro candidato , spiegami cosa è prioritario e motivamelo, e fammi capire i tempi e i modi. E fallo affinché anche uno come me, possa capirlo e magari spiegarlo a mia volta.