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martedì 3 marzo 2026

Succede questo e quest'altro, ma la vita continua

 E' brutto doverlo dire , ma guerre o non guerre, festini o lutti, la vita prosegue: non mi piace "lo spettacolo deve continuare " o continua, perché per me la vita non è spettacolo, ma alcuni grandi eventi o che vengono presentati come tali, ottengono o vogliono ottenere la nostra attenzione e ci distraggono da ciò che è importante per noi. C'è la strage o meglio il genocidio a Gaza, ma , ripeto ma, io ho alle costole un esattore di un'agenzia o società di recupero crediti: io ho quel problema, di uno che mi invia messaggi, mi telefona o mi fa telefonare, mi invia lettere o mail. Idem per un'agenzia delle entrate o riscossioni o come volete chiamarla e che nella sostanza vuole la stesa cosa , cioè soldi. Soldi che non ho, tra l'altro , e che il mio modesto lavoro, se ne ho uno, non mi permette né mi permetterà di poter pagare quanto, a mio modesto parere, ingiustamente richiesto. Parentesi: bisogna vedere non tanto se è giusta la somma, ma come viene a formarsi, se cioè mi veniva chiesta una percentuale troppo alta come tassazione, e addirittura presumendola, idem per i prestiti, se cioè sono a tasso troppo alto ( motivandolo con acquisti di beni non indispensabili). Andando avanti si può dire che è vero che avvengono cose che non dovrebbero avvenire, ma è altrettanto vero che ci sono file alla Caritas , persone che non trovano nessun lavoro perché non hanno requisiti e capacità richiesti o per l'età e il fisico non idonei , oltre al fatto che bisogna anche vedere che stipendio viene riconosciuto. Dettaglio questo importante e lo dico da ex imprenditore: non possiamo riconoscere 800 o 1.000 euro di stipendio mensile, quando questo non copre le spese di una persona: e dico spese e non accenno al divertimento o a hobbies che un individuo potrebbe voler coltivare. E questo ci porta a vedere che orari si devono fare, se cioè si fanno 40 ore oppure di più. Senza entrare nei dettagli è a monte che bisogna osservare: la nostra società non è solidale con nessuno, se non quando ci sono all'orizzonte interessi. Del resto i favori che vengono fatti vengono poi ripagati con gli interessi, mettiamo attraverso voti, sottoscrizioni, disponibilità. Se per sbaglio vediamo un tg o leggiamo un quotidiano, anche di quelli on line, abbiamo conferma di come un argomento, come la tav viene accantonato a vantaggio della questione iraniana che ha fatto sparire Maduro e il Venezuela o Taiwan o l'Africa e l'Ucraina: questo per la politica estera. E per le cose nostre? Forse che le morti sul lavoro o la carenza di lavoro è in prima pagina? Non se ne parla proprio, al massimo il referendum che porterà lavoro: per gli scrutatori! 

giovedì 18 dicembre 2025

Pochi o nessuno hanno voglia di reagire

 Pensate solo a quando eravate giovani o più giovani: potevate sopportare certe cose? Le ingiustizie per esempio? Uno sfottò di troppo o anche un coglione che passa col rosso o che ,avendo parcheggiato a cazzo di cane, impedisce l'uso del marciapiede? Penso proprio di no. Allora , perché oggi, che un decreto sicurezza ci impedisce di fatto di poter manifestare liberamente, un sistema di informazione che non ci consente di sapere come stanno e vanno le cose, accettiamo tutto questo senza reagire, senza far niente? E' anche vero, come ho già ricordato, che un conto è poter parlare e ben altra cosa è essere ascoltati, così come è vero che una manifestazione, se pure autorizzata, può essere relegata e confinata così da essere silenziata e ignorata: un po' come i programmi trasmessi alle 4 del mattino, ossia fatti e trasmessi per non essere visti. Ecco che i finti oppositori e i falsi contro informatori, hanno gioco facile : fanno in modo che si parli ma che non si ottenga niente. Le cose sembra che possano cambiare ma non cambiano. Oltretutto si fa in modo di indirizzare l'attenzione verso temi che, a conti fatti, interessano ben poco chi ha un lavoro del tubo, chi non ha nemmeno quello, chi vive situazioni di estremo disagio. Gli anestetici, ovvero sia il calcio e altri sport o qualche finto evento, per fortuna sembrano avere poco effetto: ciò che adesso manca è qualcuno che abbia i coglioni quadrati e sappia mostrare le cose come stanno per davvero. Non parlo di un messia, di un duce, di un comico , ma di qualcuno che sappia di cosa parla e di che cosa vuole parlare: dovrebbe anche aver l'umiltà di conoscere i propri limiti, e invitare chi è competente in materia a esporre problemi e indicare soluzioni. Detto così può sembrare la solita solfa, ma i mostrare le priorità, indicare tempi e modi per affrontarle , penso sia la cosa migliore da fare . Ma se uno pensa soltanto a distrarsi, certo non gliene faccio una colpa, ma inviterei costui a pensare se ha voglia di reagire al modus operandi di questi figli di puttana. Attenti ai falsi guru, ai falsi profeti: sono quelli che limano, che cercano di non dire, che vi invitano a prendervi la vostra responsabilità quando commentate e , soprattutto, notate bene che non entreranno mai nel merito delle questioni e faccende: anche perché sono solo dei pappagalli che leggono le veline, che possono parlare e scrivere solo di quello che gli viene indicato e imposto. Oltretutto sono una manica di ignoranti, forse gente che non ha mai lavorato e non ha mai combinato una cazzo nella vita, gente che ambiva al posto fisso nello stato ma per non lavorare: volete che sappiano qualcosa? Sanno solo quello che gli conviene: cioè ammansire, anestetizzare, ogni tipo di reazione. Che non vuol dire rompere le sedie in testa a chi pure se lo meriterebbe: ma vuol dire organizzare qualcosa di efficace per cambiare, in meglio, le cose. Facile a dirsi difficile a farsi: certo, ed è per questo che servono persone con idee, con proposte e soluzioni, e non certo blog o siti che vogliono solo diffondere notizie che allarmano e che fanno incazzare, senza mai farle seguire da proposte e cose da poter fare per migliorare la situazione. 

mercoledì 10 settembre 2025

Copiare dai "cugini francesi"?

 Beh, se riescono a eliminare , a mandare a casa, a togliersi dai piedi Macron e i suoi cortigiani, tanto di cappello! ma mi accontenterei di prendere spunto da iniziative dei francesi che possiamo importare, sviluppare e forse migliorare. Se non altro ci sarebbe da dire, al governo e a chi abbiamo votato: vogliamo che i sodi vengano spesi per lo stato sociale, per creare posti di lavoro, per "riprenderci" le aziende che sono state svendute e regalate, e non certo che si regalino soldi , merci e altro a chi , come gli ucraini o gli israeliani o gli statunitensi, non sono né italiani né fanno i nostri interessi. Logicamente c'è chi, italiano, essendo che so agricoltore, si preoccupa dei problemi agricoli, del commercio degli stessi, o chi, come insegnante scolastico, sa che un tedesco che svolge lo stesso lavoro suo, percepisce molti soldi in più, e in ogni caso il "nostro" vorrebbe essere considerato e rispettato, cosa che non accade e da tempo. Si potrebbe continuare, non senza ricordare gli oltre 29 adempimenti che un tale, che di certo ha sbattuto la testa, e che volesse aprire in Italia una gastronomia deve adottare: e solo per poi essere considerato ladro ed evasore fiscale. Di certo non viene aiutato nell'intraprendere quel lavoro, ma neppure altri .

lunedì 3 febbraio 2020

Nemo profeta in patria: vedrete che succederà così ...

Sintetizzo : nel 2004 e anni seguenti, mentre io scrivevo che non me ne fregava niente se le aziende esportavano ed erano sane, ma gli operai e chi ci lavorava dove andare a comprare la merce nei discount e super mercati (che verrà evidenziato dopo, molto dopo, che erano e sono per lo più in mano straniera: ergo i soldi veri e tanti vanno all'estero), e

mercoledì 2 ottobre 2019

100MILA ARTIGIANI E IMPRENDITORI CON PASSAPORTO RITIRATO. (di Alessio Bini)

Sono colpevoli soltanto di aver lavorato, durante una crisi così profonda che ancora non se ne vede la fine.
Non tutti lo sanno, ma non riuscire a pagare alcune tasse è considerato dallo Stato un reato penale. I più conosciuti tra questi sono i contributi detti a carico dei dipendenti, ma che in realtà sono a carico dell’imprenditore. Anche non pagare l’Iva ha rilevanza penale, ma oltre certi importi piuttosto alti.
Quando è iniziata la crisi, il calo di lavoro ha portato gli imprenditori a fare delle scelte: o pagare dipendenti, fornitori e bollette o pagare le tasse.
Ovviamente, non poteva essere diversamente: la maggior parte degli imprenditori in difficoltà ha deciso di

mercoledì 28 agosto 2019

Lavoro. Stipendi reali in calo. Il caso dei call center di Cagliari e Oristano

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-28.

Utopia 001

Nella sua essenza il problema sarebbe davvero molto semplice.

È tipico dell’ideologia socialista che lo stato debba emettere norme e regolamenti sul mondo del lavoro. È un assunto a priori, un postulato implicito.

Questo concetto sarebbe di per sé anche abbastanza ragionevole, sotto però la condizione che tale intervento non stravolgesse le dinamiche del mercato.

venerdì 19 luglio 2019

LIBERIAMO L’ITALIA – SABATO 12 OTTOBRE – MANIFESTAZIONE NAZIONALE


ROMA – SABATO 12 OTTOBRE – MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Usciamo dalla gabbia della UE! Riprendiamoci la sovranità monetaria! Riconquistiamo la democrazia! Applichiamo la Costituzione del 1948! Lavoro e dignità per tutti!

martedì 11 giugno 2019

Una rondine non fa primavera

Che questo governo abbia fatto e faccia poco perché il paese riprenda a produrre e creare posti di lavoro, e perché gli italiani riacquistino potere di acquisto e comprino italiano, è chiaro. Quello che non è chiaro è il perché: e qui occorre dare ragione a chi ha detto che i due vice premier non hanno, di fatto, mai lavorato. Il punto è che neanche chi li ha preceduti si è mai spaccato la schiena o ha sudato per portare a casa la pagnotta. Ma Silvio è stato un imprenditore: dipende anche dal settore.

domenica 24 marzo 2019

Italia. Reddito lavoro dipendente ed autonomo per provincia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-24.

2019-03-25__Reddito__01

True Number ha pubblicato un interessante report: Reddito per provincia, ecco com’è cambiato con la ripresa.

«Il grafico sopra mostra com’è variato il reddito da lavoro dipendente tra il 2012 e il 2016 nelle province italiane …. a Prato è aumentato dell’11,38% in 4 anni»

giovedì 28 febbraio 2019

Italia. Occupati. 9.568 milioni sono occupati a meno di 40 ore settimanali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-28.

Massi 001

Istat fornisce la seguente definizione per il termine ‘occupati’:

«Occupati: comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento:

– hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura;

domenica 6 gennaio 2019

Francia. Adesso scendono in piazza contro Macron le donne. Tante

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-06.

2019-01-06__macron_donne_001

Attenzione!! Quando a scendere in piazza sono le donne è segno che il calice è stato bevuto fino alla feccia.

«precarie, discriminate, arrabbiate, donne in prima linea»

Ed è la pura verità.

mercoledì 4 luglio 2018

E intanto corre corre la locomotiva ...

Cantava così Francesco Guccini, ricordo ancora l'unico concerto suo a cui ho assistito, a Cagliari, al Palazzetto dello Sport, ricordo il fiaschetto di vino al suo fianco: e seppure per lui il testo di quella canzone, allora, aveva un significato particolare, oggi quella frase per me significa che "mentre c'è il decreto dignità" le cose continuano ad andare male. Ma non voglio attribuire colpe al governo giallo blu, semmai mi fa specie che chi critica lo fa in modo non costruttivo. E lo dico io che, quanto a proposte, nel mio piccolo, per questa città, ne ho suggerito, ho detto che forse sarebbe bene fare così o cosà , e mi riferisco sopratutto in ambito commerciale. Ho pensato che le associazioni e il comune, insieme ai consorzi e anche alle banche o ai famosi "soggetti interessati", potrebbero contribuire a far scendere il costo degli affitti dei locali commerciali: anche stasera un conoscente lamentava che gli han chiesto, per concedergli un locale in affitto, oltre la cauzione anche una fideiussione bancaria. Nel mio piccolo chiedo che i soggetti di cui sopra, facciano qualcosa perché i locali non vengano lasciati sfitti e che non vengano affittati ai cinesi, né ai piccoli market tipo Conad City o MD o discount vari. Anzi ,se possibile, che i contratti di locazione non siano rinnovati: che se ne vadano a cagare da qualche altra parte, qui hanno fatto e stanno facendo danni. Un altro di questi distruttori di realtà commerciali tradizionali, come sanno bene i cagliaritani, è stato aperto nella zona del Poetto; un altro con orario 8/23 è stato aperto in zona centrale, e altri apriranno, seppure in sordina o, peggio che mai, si trasferiranno in altra zona, magari ampliando od offrendo altri servizi che, comunque, già ci sarebbero e ci sono, esistendo ancora i negozi tradizionali . E come dicevo, mentre la locomotiva prosegue la sua corsa, i negozi tradizionali aspettano i saldi, che come già sappiamo non servono a un cazzo, non danno soddisfazione, e anzi forniranno un quadro errato della realtà commerciale locale e anche nazionale. C'è da dire che i vari provvedimenti indicati da Salvini non si stanno attuando e sopratutto non se ne parla adeguatamente: ieri quei due a In Onda su La 7, tutto hanno chiesto, tranne le cose che si dovranno davvero fare, che il governo dovrebbe realizzare. I migranti? Ok ,se ne parli ma ... ma preferirei che si parlasse dei contanti, del fisco, dell'accesso al credito: tra le altre considerazioni, la prima casa, come si dice, il fisco non te la potrebbe portare via, ma una banca, una finanziaria, sì. Ecco che se hai pendenze con Equitalia o il Fisco, spesso non ti concedono credito, ed è quindi sacrosanto che dei giornalisti pongano a Salvini domande su questi temi: cosa che quei due, ieri sera, non hanno fatto. Quindi, amici miei, che speranze possiamo mai avere, che cosa ci può ancora spingere ad andare avanti, quando anche chi dovrebbe fare il proprio lavoro non lo fa? Eppure dicono, i giornalisti e anche i parlamentari, che il proprio lavoro, dovere, lo fanno come se fosse una missione che a loro piace. Ma se le cose stanno come vedo, mi pare che non solo il lavoro non gli va, ma che viene svolto esclusivamente perché retribuito, e anche bene. Concludo dicendo che queste e altre domande, io a 5 Stelle e Lega, gliele rivolgerei. 

sabato 5 maggio 2018

Gli sconfitti

A proposito, il programma ieri sera a Canale 53 mi è piaciuto, anche se avrei preferito meno partecipanti, in modo tale che ci fosse più tempo per poter argomentare e spiegare e anche per le ,eventuali, domande. In ogni caso va più che bene, decisamente meglio di altri talk show.
E ora veniamo al titolo: gli sconfitti sono quelli come me, che non hanno potuto avere la seconda chance e talvolta neanche la prima. Mi dispiace per la senegalese che non ha avuto la conferma per il lavoro, sapesse che cosa succede al sottoscritto, che non gli aprono il c/c perché, anche se non esiste l'albo dei falliti e non si deve tener conto del fallimento (che è bancarotta semplice, oltretutto) e ancor meno una volta che è chiuso da 5 anni (in passato era così: ne vuoi tenere conto? ecco i 5 anni sono belli e trascorsi) e non mi assume nessuno perché over 55 e in più ,macchia su macchia, perché nel 2004, cioè oltre 13 anni fa, sono stato dichiarato fallito. Non solo: vorrei e avrei voluto poter fare altro, e proprio in settori diversi, con un certo grado di specializzazione, ma non mi danno nessuna fiducia. Pensa te, in che mondo viviamo! A te non ti vogliono perché sei nera, a me non di danno fiducia per un fatto che è avvenuto 13 anni fa e per cui , dal punto di vista legale è tutto a posto. Non posso chiedere un mutuo, non posso ricevere quel tipo di aiuto economico tanto strombazzato dai media: fondi per aprire nuove attività e, siccome non mi hanno messo dentro, neppure essere inserito in programmi di reinserimento. In poche parole per quelli come me non è previsto niente di niente: o per meglio dire, il piano è di tenerci al di fuori, ai margini, della società. Nel mio caso trattasi , come per altri colleghi ,cioè altre attività commerciali, i concorrenti più spietati hanno tramato per metterci i bastoni in mezzo alle ruote, facendo in modo che ci revocassero i fidi, non venissimo invitati a partecipare a gare a trattativa privata (cioè dove c'è la discrezionalità, e dove i famosi tre preventivi erano più che sufficienti, non c'era bisogno di un bando pubblico, e a cui seguiva, e lo dico per gli addetti ai lavori, una o più "estensioni" ). E non mi si dica che ho il dente avvelenato o che mi ha morsicato la tarantola: sono fatti, e se il curatore non ha tenuto conto del mio memoriale, non me ne importa un beneamato tubo. Eliminare i concorrenti è una guerra, che prevede un assedio, e ti prendono per fame o sete, ti tagliano le vie di comunicazione: quindi richiami da parte degli amici direttori di banca o dei settoristi o dei capi area; o non ti concedono l'allargamento o non ti scontano le fatture non ti danno anticipi. Un'azienda piccola come era la mia, sotto il miliardo di vecchie lire, rompeva un po' le scatole, evidentemente: ma prima di me ne avevo visto altre "saltare". Ora mi dà fastidio oltre che mi fa male al cuore e alla salute in generale, essere tagliato fuori: anche il mio vecchio lavoro, oggi, potrebbe essere ripreso e rivisto e adattato ai tempi ma, proprio in virtù di questo adattamento, potrebbe anticipare e interpretare meglio le esigenze del mercato del mobile. Non è detto che i vari Amazon Ikea e i grossi rivenditori debbano essere ,sempre e per forza, vincenti e anche nel lungo periodo. Se andate sul sito "il primato nazionale", troverete un post che parla di come lo smartphone ha di fatto messo in ginocchio diverse aziende e alcune le ha pure fatte chiudere: da chi vendeva o noleggiava videocassette o dvd a chi produceva orologi, dalla Kodak e quindi le macchine fotografiche a chi come Tom Tom realizzava i navigatori. Perché dico questo? Perché non è detto che le mega aziende avranno sempre il vento in poppa: e vale anche il vecchio adagio "oggi a me , domani a te". E' chiaro che non posso né potrei e ancor meno dovrei , reinserirmi e ri-lavorare con idee vecchie non dico di dieci ma nemmeno di cinque anni fa: ma neanche sedermi a pensare per troppo tempo su come fare o non fare. Comunque le cose sono andate così, ma come succede sempre, alla signora di colore è ,almeno sembra, andata meglio, visto che un tale dalla Toscana è pronto a darle un posto di lavoro, immagino si tratti di un posto fisso e a tempo indeterminato: non ne so molto anche perché, da italiota, leggendo il titolo penso, con supponenza, di aver già capito tutto quando invece non ho capito una mazza. Ma tanto è il fastidio che provo, il senso non di invidia nei suoi confronti, ma di ingiustizia, che chiudo qui il post.

lunedì 26 marzo 2018

CGIA DI MESTRE: L’ITALIA PER COLPA DELLA UE E’ IL PAESE PIU’ TARTASSATO D’EUROPA E CON IL WELFARE PIU’ STRIMINZITO

Con tasse record in Ue e con una spesa sociale tra le più basse d’Europa, in Italia il rischio povertà o di esclusione sociale ha raggiunto livelli di guardia molto preoccupanti. L’analisi è stata realizzata dall’Ufficio studi della CGIA. In questi ultimi  anni di crisi, infatti, alla gran parte dei Paesi mediterranei sono state  “imposte” una serie di misure economiche di austerità e di rigore  volte a mettere in sicurezza i conti pubblici.  In via generale questa operazione è stata perseguita  attraverso uno smisurato aumento delle tasse, una fortissima contrazione degli investimenti pubblici e un corrispondente taglio del welfare state.
“Da un punto di vista sociale – fa sapere il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo –  il risultato ottenuto è stato drammatico: in Italia, ad esempio, la disoccupazione continua a rimanere sopra l’11 per cento, mentre prima delle crisi era al 6 per cento. Gli investimenti, inoltre, sono scesi di oltre 20 punti percentuali e il rischio povertà ed esclusione sociale ha toccato livelli allarmanti. In Sicilia, Campania e Calabria praticamente un cittadino su 2 si trova in una condizione di grave deprivazione. E nonostante i sacrifici richiesti alle famiglie e alle imprese, il nostro rapporto debito/Pil è aumentato di oltre 30 punti, attestandosi l’anno scorso al 131,6 per cento”.
In questi ultimi anni  la crisi ha colpito indistintamente tutti i ceti sociali, anche se le famiglie del cosiddetto popolo delle partite Iva ha registrato, statisticamente, i risultati più preoccupanti. Il ceto medio produttivo, insomma,  ha pagato più degli altri gli effetti negativi della crisi e ancora oggi fatica ad agganciare la ripresa. “A differenza dei lavoratori dipendenti – fa notare il Segretario della CGIA  Renato Mason  – quando un autonomo chiude l’attività non beneficia di alcun ammortizzatore sociale. Perso il lavoro ci si rimette in gioco e si va alla ricerca di una nuova occupazione.
In questi ultimi anni, purtroppo, non è stato facile trovarne un altro: spesso l’età non più giovanissima e le difficoltà del momento hanno costituito una barriera invalicabile al reinserimento, spingendo queste persone verso impieghi completamente in nero”. Ritornando ai dati della ricerca, In Italia la pressione tributaria (vale a dire il peso solo di imposte, tasse e tributi sul Pil) si attesta al 29,6 per cento (anno 2016). Tra i nostri principali paesi competitori presenti in Ue nessun altro ha registrato una quota così elevata. La Francia, ad esempio, ha un carico del 29,1 per cento, l’Austria del 27,4 per cento, il Regno Unito del 27,2 per cento i Paesi Bassi del 23,6 per cento, la Germania del 23,4 per cento e la Spagna del 22,1 per cento.
Al netto della spesa pensionistica, il costo  della spesa sociale sul Pil (disoccupazione, invalidità, casa, maternità, sanità, assistenza, etc.) si è attestata all’11,9 per cento. Tra i principali paesi Ue presi in esame in questa analisi, solo la Spagna ha registrato una quota inferiore alla nostra (11,3 per cento del Pil), ma la pressione tributaria nel paese iberico è 7,5 punti inferiore di quella dell’Italia. Tutti gli altri, invece, presentano una spesa nettamente superiore alla nostra. In buona sostanza siamo i più tartassati d’Europa e con un welfare “striminzito”  il disagio sociale e le difficoltà economiche sono aumentate a dismisura.
http://www.stopeuro.news/cgia-di-mestre-litalia-per-colpa-della-ue-e-il-paese-piu-tartassato-deuropa-e-con-il-welfare-piu-striminzito/

venerdì 2 febbraio 2018

Ma dove sono finiti?

Dov'erano quando c'era Monti al governo? Mi riferivo, allora quando li cercavo e li invitavo a intervenire, ai vip e ai cantanti, agli uomini di spettacolo e agli intellettuali: ma o non c'erano, magari si trovavano in qualche tour, o erano dalla parte sua e non volevano, però, che la cosa si venisse a sapere. Avevo trovato, in quei giorni, un bel video di Giorgio Gaber, "la presa del potere", che seppure è datato ,se non erro, 1975, è ancora attuale: sono alcuni minuti di registrazione che, col senno di poi, sono riferibili a tutti i media tv italiani. Cercatelo su youtube, ne vale la pena, così come sarebbe bene diffonderlo: chiesi a Paragone di farlo ma inutilmente. Mi chiedo quindi oggi come oggi, dove sono finiti coloro che potrebbero dire qualcosa sul pericolo, imminente, che all'80% ci potrebbe travolgere. Il punto è che c'è aria che le cose rimangano così come sono. Cartelle, ingiunzioni, vendite all'asta, chiusura di fabbriche e nessuna nuova apertura, nessun accesso al credito, nessun taglio di tasse né abolizione logicamente, clandestini aiutati da ius soli e caritas varie, cioè tutto come adesso con l'aggravante delle promesse che non verranno mantenute, tranne quelle del Pd. Veniamo distratti adesso dal Festival di Sanremo, poi ci potrà essere qualche altro barbatrucco, si spera non attentati ma qualche menata strappalacrime per non far perdere troppo i buonisti, pure quelli che sono nel centrodestra. Di sicuro non ci saranno i provvedimenti per la manutenzione delle case popolari né delle scuole o delle strade: lo sapete che nemmeno negli Usa le cose, in questo senso, vanno bene? Già a metà o poco più dello scorso decennio, proprio negli Usa, in Texas se non erro, c'erano dei bei cartelli nelle strade, che ricordavano come l'amministrazione pubblica declinasse ogni responsabilità per eventuali danni ai mezzi di trasporto e alle persone causati dalla mancata manutenzione delle strade: hanno studiato giurisprudenza negli States e mettono le mani avanti e indossano le mutande di latta. Questo per ricordare che la manutenzione e tutto ciò che potrebbe farci preferire come luogo turistico e di visita, dovrebbe essere fatto, dal museo alla spiaggia, dalle terme agli ospedali specializzati. Oggi si va all'estero per cure dentali e lifting, ma con opportuni tagli nella tassazione e smettendola di vessare chi lavora con verifiche quotidiane, forse possiamo ambire a diventare un punto di riferimento, un posto piacevole da visitare e in cui stare. Non un giorno o due ma proprio per soggiornare. Ecco che opinion leader, guru e intellettuali vari, difendano per davvero la nazione, così che una persona sia orgogliosa di essere italiana, e se qualcuno vuole la cittadinanza, almeno sa che cosa significa essere italiano, quali sono i valori, che cosa è importante per noi. Devono avere il coraggio, sia chi parla come chi andrà a votare, di dire basta alle imposizioni dell'Ue, finiamola con i diktat di governanti imposti dal Quirinale su volere di Bruxelles. Solo votando con chi nel programma scrive stop a queste violenze, forse ci possiamo liberare da queste catene. Pensiamoci, c'è tempo per riflettere e per vedere se qualcuno ha scritto e messo queste cose, o altre simili, nel programma: verificando anche a che posto sono state messe, che non sia roba da vedere e aspettare anni e anni. Sennò è come non averle in programma. 

giovedì 1 febbraio 2018

Societá troppo complessa o scuola troppo inadeguata?

di Lorenzo Marchetti , il 

giovedì 21 dicembre 2017

Intanto si continua a sanguinare ...

Disturba , almeno al sottoscritto, sapere che ci si preoccupa solo ed esclusivamente di determinate "persone": avrei voluto scrivere categorie ma preferisco generalizzare, infatti scrivo ciò che mi ricordo e non riporterò link, citerò la fonte ma non in modo esaustivo. Per esempio la Caritas locale, qui a Cagliari, nell'intervista rilasciata dal responsabile, che è un sacerdote, parla di un nuovo centro (per la pulizia dei muri, guarda caso, aveva partecipato pure mia figlia) che però, stando a quanto ho sentito si rivolge prevalentemente ai giovani. Le assunzioni, ipotetiche , di cui leggo sono rivolte a persone giovani, poliglotte, laureate, o con esperienze specifiche: quelli over 50 o anche meno over, che hanno solo un diploma di scuola media superiore? Idem per ambire a trasferirsi in paesi scarsamente popolati: devi essere per forza under e di molto, e sperare che non si rimangino quanto è stato dichiarato da sindaci , in apparenza, lungimiranti. Peccato per quelli che, come me, avrebbero ancora voglia di fare, ma mi sembra di essere come nelle barzellette, dove nel dubbio "al bar, ti chiedono i soldi prima " , e non certo perché pensano che te la fili senza pagare, ma iniziano ad avanzare dubbi su di te: ci manca pure che "ti sentano il polso". C'è quasi un non so che di disprezzo, credo che nessuno si azzarderebbe a fare ,se mai fosse necessaria, una respirazione bocca bocca. Quanto ho scritto poc'anzi riflette e concorda con il pensiero di un commentatore: girando in città, ma non in auto o in pullman, bensì pedibus calcantibus puoi scorgere il viso, lo sguardo, di chi incroci. E allora, forse, ti è più chiaro chi viene scelto e, per contro, chi viene escluso e non fa parte, quindi, di nessun progetto sociale: sono tanti coloro che non rientrano nel numero di coloro che meritano le attenzioni di chi dovrebbe dare i mezzi perché chi è fallito ricominci, chi è rimasto senza lavoro lo ritrovi, chi si affaccia oggi nel mondo del lavoro ne trovi uno. Quindi lungi da me sostenere le varie mense, i dormitori, le case parcheggio: ben venga un progetto che affranca chi è in difficoltà, al diavolo invece tutto il circo di psicologi e assistenti sociali. Semmai provvedi alle necessità cui il licenziato, il disoccupato , il fallito non possono ,temporaneamente, provvedere: non fargli staccare la luce o il gas o il telefono, e dagli la possibilità di usare l'auto. Dagli i soldi per fare la spesa, e non obbligare le persone a essere viste mentre fanno la fila per un piatto di minestra: un minimo di perspicacia. Invece non è così che succede, e l'ho già scritto in passato e lo ripeterò anche adesso: primo, ti giudicano, ti fanno una specie di radiografia, con la scusa che vogliono sapere, ti fanno il terzo grado, obbligandoti a giustificare i tuoi errori e ,ancor prima , ad ammettere di averli commessi. Ergo, sei un incapace, ed è colpa tua se ti ritrovi nella merda e nei casini. Della serie "non penserai che sia facile e semplice uscire dalla situazione in cui ti sei cacciato e in cui hai fatto finire dentro anche la tua famiglia": "di questi tempi è molto difficile trovare persone disposte ad aiutarti". Concludo davvero con la frase cult, tipica di chi, almeno con me "solo a parole", si era offerta e detta disponibile ad aiutarmi (e infatti , la diocesi ,non lo ha fatto). DOVEVI PENSARCI PRIMA!
ps: sono così, in questo stato, dal 2001/2002. Solo parole: per me nessun aiuto. E pensare che sono stato da una persona,ora vescovo, e che in tempi diversi io,io avevo aiutato: a parole sì sì, richiamami fra un paio di giorni, e dopo non ti risponde.

mercoledì 6 dicembre 2017

Pian pianino ci stanno arrivando anche altri. Spero non arrivino troppo tardi.

Leggevo ieri su comedonchisciotte.org un articolo che riprendeva il concetto di Tech Gleba che Paolo Barnard, di cui non sono più lettore ma di cui condivido alcuni pensieri , ha ben esposto nel suo blog/sito. Nel post che ho letto viene detto , in poche parole, questo: se l'Intelligenza Artificiale prenderà piede, ci saranno un bel po' di persone che perderanno il posto di lavoro. Si partiva, nel post con il paragone uomo cavallo, ove quest'ultimo è stato nel tempo sostituito dai mezzi a vapore e a quelli attuali, tipo automobile o camion o trattori. Idem potrebbe o ,secondo i punti di vista, dovrebbe avvenire con l'adozione dell'IA. Ora in numerosi post che ho scritto, dal 2004 in poi, ho esaminato il mio caso personale: o meglio, il caso di agenti di commercio o rappresentanti, e come si è evoluto il nostro lavoro in rapporto sia con il mercato che con le aziende mandanti. Il bello, appunto, è che non è una cosa che ho scritto ieri dopo aver letto Barnard o Bordin, né dopo essermi consultato con Blondet o Bagnai o altre persone ben più informate ,oltre che quotate, di me: io sono l'ultima ruota del carro, il fanalino di coda, la persona che sta ,ormai, ai margini della società. Sono come il poliziotto americano cui è stato tolto il distintivo e la pistola, o come il pugile che non combatte da anni:sono fuori da tutto,dal giro che conta.  Ma c'è un punto a mio favore, ed è che queste cose, come pure altre, le ho scritte tempo addietro, e ben prima di tanti altri che, in queste ultime settimane, le stanno riproponendo o le propongono come se fossero delle scoperte o delle anticipazioni. Potete anche non dico ripescare il vecchio blog su leonardo.it ma potete anche leggervi qualcosa tra gli oltre 1000 post qui. In sintesi ho scritto quanto segue, che sintetizzo così vengo al sodo, e al confronto con chi parla di IA: negli anni 70 io gli ordini li dettavo per telefono, oppure li spedivo imbucando il tutto alla posta ferrovia come espresso. Con l'avvento del fax, negli anni 80 quindi, non è stato più necessario approfittare delle cortesie della posta o dei corrieri amici, ma questo tipo di apparecchio, unito all'uso dei numeri verdi, ha iniziato a suggerire alle aziende che potevano forse fare a meno di qualche agente, semmai servendosi anche dei cosiddetti funzionari di vendita o capi area. A ciò possiamo aggiungere un uso migliore dei corrieri espressi per consegnare ,in modo mirato, cataloghi e vedere che cosa succedeva: con l'uso della posta elettronica e il sito aziendale, le vendite on line, i voli low cost,  non sembra ci sia più bisogno dei vecchi agenti di commercio: tutto grazie anche alla tecnologia che ha mandato in pensione, in diversi casi anzi tempo, un buon numero di persone. Questo dicevo nel 2004 2005 2006 e anche adesso. Correttivi? Retromarcia? Può darsi, dato che ai cataloghi cartacei, che sono o erano sempre graditi rispetto ai dvd, ma sopratutto la presenza fisica di chi ti spiega un prodotto, valuta (perché fa parte del nostro lavoro) le tue potenzialità con tutti i rischi del caso (se si dà una valutazione sbagliata, ad esempio); ma può suggerire e aiutare il negoziante ,come pure l'azienda, nelle vendite. Ora basta con i pianti, seppure ,come dicevo sempre in quegli anni, la vera assassina è stata ed è la Grossa Distribuzione Organizzata, la GDO, i vari ipermercati, le Ikea di turno: allora invitavo le diverse associazioni di categoria, a fornire i negozianti con t shirt su cui fosse scritto "io non compro negli ipermercati", o frasi e slogan simili. Niente da fare, e sono passati più di dieci anni. Alla GDO, che è in guerra con i vari Amazon, ritenendo ormai vinta la guerra contro il piccolo commercio al dettaglio, non si può non dire che una mano d'aiuto la forniscono i media: non c'è programma o pubblicità che non  li menzioni , giusto per suggerire dove comprare anche il latte o i formaggi. Quando la forma mentis è questa...: ma la cosa curiosa è che adesso ci arrivano anche i soloni a capire o cercare di capire, quello che il sottoscritto diceva più di dieci anni fa, ma senza essere considerato, e senza entrare nel merito della questione. Del resto, come scrivevo e scrivo, finché non vi sentite in pericolo credete di essere al sicuro: e ve lo auguro, ma ricordo, dai tempi del libro "l'avvocato nel cassetto", che potrebbe arrivare un sistema che farà fare a meno degli avvocati o ,il loro "uso e ruolo" verrà ridotto di importanza, così come per citare ancora Barnard, il ruolo dei medici chirurghi, che potrebbero vedersi, e secondo lui già è possibile , sostituire da robot o meglio da IA. Potrei proseguire ma c'è un piccolo distinguo da fare: un conto è la guerra sui salari, prescindendo dalle competenze e qualità professionali, che diamo per scontato siano uguali. In quest'ultimo caso, proprio a inizio anni 2000, venne fuori la questione degli ingegneri e progettisti indiani o pakistani (ma da quelle zone provenivano) e che operavano di preferenza in Gran Bretagna ; da dire che in India, non ci sono solo call center o laboratori di analisi. Ecco che rispetto a ciò che avveniva in quegli anni ora la questione potrebbe non riguardare solo i salari più bassi, che in teoria queste persone si accontentano di percepire, ma la storia è che anche questi "proletari", potranno veder sparire il loro già magro stipendio e perdere, del tutto il lavoro, perché questo lo svolgerà qualche IA. Quindi quando io avvisavo e mi lamentavo di essere stato fottuto, e invitavo la gente a non comprare i mobili nei grossi centri commerciali, ero inascoltato: mi dicevano che ero invidioso di Ikea e company. Se uno vuole trova mobili allo stesso prezzo o anche più basso, li vede, li tocca, glieli portano a casa: in più è un modo per socializzare, conoscere e farsi conoscere, relazionarsi, cosa che se compri in un centro commerciale oppure on line, mi pare molto più difficile che accada. Peccato perché se anche qualche politico, invece di concedere spazi ulteriori a questi centri, così come avviene a Torino o anche a Cagliari, dicesse e si schierasse contro queste multinazionali, sarebbe stato meglio. Qualcuno potrebbe anche ,arrampicandosi sugli specchi, cercare qualche cavillo giuridico per farne chiudere qualcuno o anche un bel po'. In ogni caso, è brutto aver visto che avevo ragione.

lunedì 13 novembre 2017

Teoria e pratica

Ci sono tante persone, diciamo brave persone, che sono capacissime di fornire consigli, pareri, opinioni: ma , all'atto pratico, cioè quando si deve fare, non sono in grado o, nel migliore dei casi si ritirano con le motivazioni più varie. Venendo al sodo, tu io loro, abbiamo bisogno di lavoro. I vari Zucconi e la sinistra italiana, al pari della destra "ricca di famiglia", hanno sostenuto e anche oggi sostengono, che lo Stato non ti deve garantire un tubo, al punto che , e già lo sappiamo, hanno cambiato e vogliono ancora "cambiare e aggiornare" la costituzione. Quindi, morale della favola, se non trovi lavoro e se non stai lavorando, la colpa è la tua: certa destra o pseudo tale, che è costituita da persone che "fanno lavorare gli altri, (anche perché loro non sanno fare un cazzo, e hanno trovato tutto pronto) e vivono all'interno di convegni, congressi, meeting del cazzo, dove appunto si teorizza e quando vai al sodo non c'è ,di fatto niente, ti dice che devi essere flessibile, ti devi aggiornare,devi essere competitivo. Queste persone ,che sono quelle che vanno ai concerti, in vacanza e mangiano in ristorante, non hanno i nostri problemi, e vivono sulle spalle altrui, cioè di quelle persone che devono sempre essere pronte a fare straordinari non retribuiti, svolgere più mansioni che non le competono, e adattarsi in ogni caso alle necessità aziendali. Questo sta avvenendo anche in ambienti statali, e non da oggi, ma da illo tempore, cioè quando i professori e i maestri, portavano le fotocopie pagate da loro per fornirle gratis et amore dei, agli studenti o quando, di tasca propria pagavano le gite per i meno abbienti: oggi sono i professori e i maestri i meno abbienti, o lo stanno divenendo. Per tornare ad altri statali, è sufficiente che un lavoratore svolga un po' del lavoro che dovrà svolgere il nuovo collega...quando ci sarà. o quando qualcuno vincerà un concorso o soltanto quando qualcuno verrà trasferito...: in attesa, viene chiesto, se per caso puoi occupartene tu, tanto è poca cosa...
La pratica, i vari destri e sinistri, che millantano cambiamenti , non la conoscono né saprebbero come concepirla: è gente che non ha mai operato in regime di concorrenza, cioè, e non mi stancherò mai di scriverlo, non si sono mai dovuti procurare il pane da soli. Diversamente saprebbero se e come si chiede e si ottiene un prestito ,senza per questo essere massoni o iscritti al partito. Ma non solo: avrebbero una visione del commercio interno, che non farebbe e non permetterebbe che ci sia un proliferare di centri commerciali, di ipermercati e di supermercati: Auchan a Sassari si ingrandisce, a Cagliari Gieffe/Despar costruirà in zona Poetto. 

giovedì 19 ottobre 2017

Normale poi stare male

E' vero che ci si abitua,come quando si prendono le botte e gli sfottò e non si reagisce: ci fai l'abitudine. Ed è per questo che sempre più persone, come me e altre che siamo anni che non lavoriamo, e anzi qualcuno non ha mai lavorato, ormai si rassegnano a che domani i grandi del cazzo discutano di immigrazione e integrazione: ed è giusto che sia così, non si deve pensare a creare posti di lavoro o permettere che uno il lavoro se lo possa creare "diventando imprenditore di se stesso". Quest'ultima frase va bene per i vari "Silvio in campagna elettorale" o l'altra frase pronunciata mi pare da "un Renato nostrano e sempre in campagna elettorale" e che dice "che i sardi non possono essere tutti imprenditori, ci vogliono anche i camerieri" : dei banchieri? aggiungerei io? o quei posti sono già occupati dai Gentiloni vari seduti in Parlamento? Perché quando hai fame e bisogno di un tetto e dei vestiti, oggi non sai più che fare: non puoi nemmeno prostituirti perché c'è la fila e , per esempio alla mia età, over 55, c'è poco da offrire, la concorrenza mi sbaraglia. Quindi tra suoni di tromba di Fresu e altri sullo ius soli, quegli altri che premono per il rosatellum, e tutti i comuni e i proprietari di case e locali che vogliono i migranti, chi è rimasto a sostenere che il problema è il lavoro? Nel senso di dare e creare posti di lavoro, non certo lager stile ipermercati o outlet open 24: è curioso notare come , ogni volta che c'è un problema da risolvere, chissà perché non ci sono soldi. Penso alla pulizia delle e nelle aree comunali o demaniali: ci penseranno, a rendere le zone presentabili , i volontari. Non adesso, perché i turisti, purtroppo, piano piano diminuiranno di numero e forse gli verrà pure sconsigliato di frequentare le spiagge e le scogliere: peccato , perché invece non troverebbero dei rompicoglioni a disturbare. E' un bellissimo periodo quello autunnale per stare in spiaggia. Pensavo , riprendendo spunto dal titolo del post, che è poi logico stare male, psicologicamente innanzitutto, nell'avere conferma che dei tuoi problemi, che poi sono quelli di milioni di persone, non importa un tubo a nessuno: e stai peggio quando, chi si è fatto votare e viene pagato per pensare e provvedere, e quindi aiutarti, se ne sbatte i coglioni. Anzi: prova ad andare a farti ricevere, o a monitorare attraverso qualche giornalista di inchiesta o reportage in tv. Purtroppo questi giornalisti, come è già successo e succede, si prenderanno le botte e gli insulti, le porte in faccia al posto tuo. E secondo te è cambiato qualcosa ? Non hai ricevuto né aiuto né risposte: ma le risposte che tu e io attendiamo sono un lavoro o i mezzi per poter intraprendere da soli. Forti, loro , dei posti in Parlamento o alla Regione, seduti tranquilli in decine di poltrone nei consigli di amministrazione di enti, circoscrizioni, consorzi vari, banche e fondazioni, onlus e cazzi vari, possono avere il tempo tra una cena e un concerto (per beneficenza) di pensare "ah, cazzo, dovevo trovare dei posti di lavoro per chi ci ha eletto! porca puttana, non ho avuto tempo né modo ... appena posso ci penserò. Come diceva un mio caro amico voglia di lavorare saltami addosso! Se puoi domani, perché oggi non posso!