venerdì 29 novembre 2013

E il tempo è volato

Come sappiamo quasi tutti, non si ha idea reale del tempo che passa quando dormiamo: ma chiunque di noi ha atteso una persona che ritarda o, peggio che mai è in attesa di una risposta, di un verdetto, o di sapere qualcosa che è importante, ecco che i minuti diventano lunghi come ore.
Tuttavia se ci guardiamo indietro , sopratutto quando abbiamo superato una certa età, nel mio caso i 50, ci rendiamo conto che il tempo è volato.
Ma c'è un'altra cosa che , almeno a me, preoccupa e che forse riguarda anche altre persone: e si tratta delle cose che avrei voluto fare ,e non ho fatto.
E le cose che ancora potrei fare e che vorrei fare.

In quest'ultimo caso chi viene fuori ,come me, da un fallimento, chi è rimasto out per dieci anni, chi è stato di fatto allontanato da certi ambienti perché appestato, fa un po' di fatica a reinserirsi o, col senno di poi, a ritagliarsi e a crearsi nuovi spazi e trovare nuove e diverse opportunità.
Chi legge o sente le cronache, e non da oggi, sa che alcuni nomi noti dopo aver dedicato parte della loro vita a vivere più che bene, allorché hanno avuto un calo di popolarità o, peggio ancora, conosciuto l'onta di processi e magari anche il carcere, ecco che cambiano, almeno in apparenza , stile di vita.
C'è chi , non conoscendo più il successo, non essendo più ricercato o invitato a destra e a manca, cade in depressione e ,durante la solita intervista, dichiara che è sbagliato e non ripaga dare o frequentare festini, circondarsi di persone che vengono alle tue cene solo per chiederti favori.
Ovviamente tutti costoro, caduti in disgrazia o che comunque si ritrovano volenti o nolenti fuori dal mondo del potere e dei vip e delle feste, al pari di una persona sedotta e abbandonata, cominciano a sputare nel piatto dove hanno mangiato.
Ciò che non ho mai accettato e l'invito, che viene rivolto al lettore o al fan affinché eviti di comportarsi o di seguire le sue orme, di prendere e vedere la sua vita come modello.
E se si può anche essere d'accordo, dico io, dammi i tuoi soldi, dammi la possibilità di essere al tuo posto, e vedrò io di non sbagliare e di non cadere
in depressione o nel vortice di droga e alcol o eccessi vari.
Questo di voler a tutti i costi insegnare o indicare i divieti, è tipico di certa tv e di coloro che vogliono dettare i comportamenti, roba da decalogo: penso che il buon senso ,che tutti bene o male possediamo, sia più che sufficiente.
Diverso è il caso di chi viene messo fuori gioco in maniera violenta, irregolare, con azioni premeditate: e io ne so qualcosa.
Quando concorrenti manovrano nell'ombra affinchè non ti vengano aggiudicati degli appalti o facendo in modo che ti revochino i fidi, siamo nel bel mezzo di azioni che dire scorrette è dire poco.
E quando chi ti dovrebbe aiutare, perché preposto a farlo, sa tutto o quasi di te e dei tuoi trascorsi, e comincia a giudicarti e a criticarti, e fa finta di darti una mano e dopo giorni e giorni di attesa ti dice "mi dispiace ma il comitato ha rilevato che tu non hai i requisiti", ecco che tu hai il diritto di incazzarti e di cadere in depressione.
Scopri che nessuno si fida più di te, che i tuoi sogni tali sono e tali rimangono e che i tempi migliori, la riscossa o la resurrezione, non sono alla tua portata.
La cosa che ti fa male, e parlo per esperienza diretta, sono coloro che ti vogliono invitare a cambiare completamente vita.
Nel vecchio blog che avevo su leonardo.it ricordo di chi mi disse che "puoi fare a meno del cellulare": lo diceva perché, al pari di chi quando mi incontrò in quelle stanze dove ci sono coloro deputati "all'ascolto", ti invitano a vendere ciò che ai loro occhi è superfluo.
Cioè oreria varia, orologi, mobili, argenteria, stereo eccetera.
Vi dico che è umiliante e parlo non di adesso, 2013, ma del 2001 , del 2002, cioè di più di dieci anni fa.
Poi scopri che ad altri, spesso di altre etnie, spesso non cattolici, proprio il tuo amico d'infanzia sacerdote a loro elargisce somme di denaro, si preoccupa di far avanzare la sua pratica, e che tu sei lasciato indietro.
Ma non finisce qui, perché appunto vieni declassato e dimenticato: ti devono richiamare e non lo fanno, ti senti dire mentre sei bloccato da qualche usciere che devi ripassare.
Ecco che prima provi dispiacere, poi arriva la rabbia.
Ti chiedi dove sono le persone che, quando avevi il vento in poppa e aiutavi, quando davi i posti di lavoro o ti sei prodigato in mille modi per gli altri, ora si sono dimenticate di te.
Eppure ,e tu lo sai, come lo so io, basta poco, basterebbe poco per permettere  a te di rialzarti e magari ricreare posti di lavoro.
Tra l'altro uno come me , insieme a un esercito di persone, è anni che non versa contributi, ed è anche vero che non prenderò mai la pensione.
Nella realtà il tempo è volato e scopri che ,alla fine, non solo non esisti ma non sei mai esistito.
Logicamente ti chiedi se ci sono colpe, responsabilità e perchè viene mollato e dimenticato.
Le risposte che ho trovato sono tante, ed è vero che dipendono anche dall'umore del momento: non sei più utile, non servi a un tubo, non hai niente da offrire in cambio.
Ma la più completa è nel fatto che sono stato dichiarato fallito: chi lo fa , chi cade una volta, può ricadere.
Leggevo nei commenti di cronaca di persone che vorrebbero vedere in faccia ladri, scippatori, spacciatori e persone che ,si presume, verranno condannate (sempre che, aggiungevo io ai loro commenti, riconosciute colpevoli): il motivo è che così, dovendole per caso incontrare in strada sapranno come regolarsi.
Ecco che il giudizio è definitivo, non c'è la forma mentis della seconda opportunità, e se anche hai scontato la pena, se come nel mio caso il fallimento è stato chiuso, rimani ladro, scippatore, fallito, seppure hai scontato la pena.
A questo punto come si può re-agire? Non lo so.
Sono andato ad aprire un conto e ,anche se l'albo dei falliti non esiste più, c'è lo stesso: dico io, di aggiornarlo ,comunicando la chiusura e facendo sapere che gli effetti cessano in automatico, compreso l'elenco che non deve esistere nè essere adoperato per fini restrittivi.
Una battaglia persa in partenza? 
In un mondo che si deve occupare di Silvio e di altro, sapere che ci sono persone che in situazioni simili alla mia si sono tolte la vita, può invitare chi potrebbe a fare qualcosa? Un governo che quando le banche hanno ricevuto i soldi dalla Bce per dare una mano a imprese e alle famiglie, non si è imposto ma anzi ha accettato che queste usassero il denaro per risanare loro i propri bilanci o acquistassero titoli di stato per lucrare,a breve, e guadagnare altri soldi...possiamo sperare che le cose migliorino o cambino ? 

 

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