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martedì 26 marzo 2019
Un ultimo sfogo (prima di defilarmi)
Doveva succedere ed è successo: ieri mattina, intorno alle 2 , il cane è morto. Pace all'anima sua, dirà qualcuno: in fondo era solo un cane, dirà qualcun'altro. Chi ha amato il cane, come l'ho amato io, chi ha avuto o ha un rapporto, un'intesa, "diversa" con l'animale, sa o intuisce di cosa si è trattato, e delle relative conseguenze, degli effetti che comporta. E' un motivo per cui, dopo un distacco, cui di solito non si è preparati mai abbastanza, quando ciò avviene è un trauma. Almeno, per me è stato ed è così: per altri, che evidentemente hanno adottato e adottano un altro stile di vita, le cose stanno in tutt'altro modo. Che cosa vuoi che sia, dice qualcuno, pensa che mio padre se ne è andato e io non ho reagito così! So bene di essere non solo pazzo, malato di mente, da ricovero, ma dentro di me albergano convinzioni, spunti di riflessione che, per fortuna forse altrui, riguardano solo il mio cervello bacato: gli altri, ed è forse un bene, non vengono toccati da pensieri come quelli cui ogni tanto faccio cenno. Non pensano, ad esempio, che un cane possa capire eventuali situazioni di disagio che io possa vivere, o che quando le parlavo lei capisse: si pensa, di norma, agli ordini, al solito "vieni qui!" oppure " a cuccia", laddove al massimo le dicevo, e non certo con tono autoritario, "vieni qui" e mai " a cuccia!". Quando circa 9 anni fa è arrivata a casa, non ne volevo sapere: per un'insieme di cose, ero e sono molto giù di morale, oserei dire da ricovero coatto, dato che la mia mente non funziona ( o non ha mai funzionato) come dovrebbe. Mi sono anche chiesto come dovrebbe essere una mente che funziona: penso che non debba creare problemi in primis a se stessi, al proprio nucleo familiare, né ovviamente sul posto di lavoro, anzi deve "portare" soldi, successo, e nei social like ,e semmai ci fossero appunto problemi o difficoltà, deve essere risolto tutto in fretta e bene. Tutto il contrario di chi è stato dichiarato fallito (2004), truffato nell'acquisto di una casa (1999), cacciato via attraverso ufficiale giudiziario nel 2009 (in presenza di carabinieri, ambulanza, assistenti sociali, parroco): fatti già descritti, in particolare nei blog (cancellati dai gestori) su Leonardo e Splinder, i cui risvolti lasciano amaro in bocca e pure una discreta dose di rabbia. Sentendo di gente super aiutata, e tu (io) lasciato nei casini, fa specie ricordarsi di chi, come il parroco , se ne è fregato, o degli assistenti sociali che non mi hanno certo trovato un buco dove andare a dormire: per gli altri sì, per me un cazzo! Non entro nei particolari, dato che l'ho già fatto , ma sappiate che le cambiali , seppure le hai pagate, e hai i titoli in mano , non hanno valore: se le hai pagate tu (io), è come se non le avessi onorate, mentre in caso contrario, gli altri possono anche non pagarle e non succede niente (mi è già successo, nel 97/98). Il giudice non ha ritenuto valido il pagamento delle farfalle, e mi ha cacciato via di casa: nemmeno, da dire, vediamo di trovare un soluzione, ma neanche per idea, dato che c'era chi voleva quella casa e solo quella. E' anche vero che poi , la società che l'ha acquistata, è fallita, ma non come sono fallito io: loro, il tizio, un politico (immaginate di quale schieramento? sì, esatto, uno che era compagno) ha lasciato fallire la sua coop, e se ne è sbattuto i coglioni degli operai, muratori o manovali. Come diceva Peppone: che vadano a cagare. Aggiungo io: vai a farti fottere, pezzo di merda! Per dirvi che razza di pezzo di merda sia il tizio, coglione e testa di cazzo, sappiate che i miei conoscenti in consiglio regionale, non ci hanno voluto avere niente a che fare, tanto era , e credo sia, uno da cui si vuole stare molto distanti. In ogni caso, poi , quello più fottuto sono stato io. Ed è in questo frangente che è arrivata lei, la cagnetta: nel giro di poco tempo, mi sono subito affezionato a lei, vuoi perché fallito e senza lavoro, vuoi perché , subito dopo lo sfratto, mi sono trovato impedito nei movimenti. Mani che non riuscivano a tenere nemmeno una forchetta, piedi doloranti, e in modo particolare la pianta e le dita: e lei era lì con me, o io con lei, fate voi. Tra tutte le ipotesi , da malattia autoimmune a non so che altro, e dopo un pianto , ovviamente solitario (almeno fino a quel giorno), ho trovato in un cassetto tre o 4 palline antistress , di quelle che una volta venivano regalate durante il salone del mobile: di norma i gadget a me sono sempre piaciuti, nel senso che se me li regalano li accetto, con beneficio di inventario, dato che posso sempre regalarli oppure possono tornare utili. Ho iniziato con una di quelle palle, di misura adeguata alle mie mani, che non sono grandi, e nel giro di poco tempo, chissà perché, ho riacquistato una discreta forza: niente di speciale, nessun Rambo o Ursus (come direbbero alcuni della mia generazione), ma sta di fatto che le mani avevano ripreso a funzionare più o meno come prima. Ed è stato in quel periodo che ho iniziato a parlare con il cane, a coinvolgerlo nei miei ragionamenti a voce alta (senza gridare), nei miei post che venivano regolarmente abortiti e mai pubblicati: una vera amica, che mi lasciava parlare, non mi giudicava, non mi sgridava. Semmai , quando ero seduto sul divano e adoperavo un tavolino di supporto su cui poggiare il portatile (entrambi graditi regali della mia prole e di mia moglie), lei si accucciava sul mio ventre, e ascoltava i miei deliri: logica una o più carezze, tra una lettura o un copia e incolla e qualche mio scritto. Quasi di punto in bianco sono successe alcune cose: i miei piedi hanno ripreso a funzionare, anche se non mi piacciono, e ogni tanto mi pare facciano i capricci (tipo crampi alle dita , per intenderci); ma il peggio è stata la presenza di qualche pulce nel cane. Ma non solo: le pulci attaccavano anche me, sopratutto nelle gambe e in pancia, e io di solito a causa del notevole prurito che mi provocano, mi gratto e ... a sangue. Il rimedio delle gocce non aveva sortito effetto, idem il bagno (seppure lei lo gradiva: le vocine che faceva erano sintomatiche): ecco che i soliti amici ti indicano il collarino, tipo Seresto. E io lo acquisto e glielo riesco a mettere: il risultato, dopo due giorni è quello di un cane che barcolla, come un ubriaco, e assente come un drogato. Faccio quel collegamento, tra pulci e Seresto, e glielo tolgo: il risultato è stato che dopo due giorni sembrava tutto passato. I miei errori, col senno di poi e arrivando ai giorni nostri, sono stati almeno due: non aver pensato alle dimensioni del cane, assai ridotte, circa 20 cm per 3 Kg scarsi di peso, e ciò nonostante aver comprato la misura più piccola del Seresto; e il fatto che in zona dove abito e che il cane frequentava durante le nostre passeggiate, diverse parti di marciapiede venissero (e vengono) cosparse di insetticida tipo Scover o Baygon o schiume bianche similari. Il cane ci passa sopra con le zampe, io stesso ci posso passare con le scarpe (cosa che ho fatto diverse volte quando, accorgendomene per tempo lo prendevo in braccio): quando il cane effettua la sua pulizia si è portato, di certo, tracce , percentuali di insetticida, idem può aver fatto con quanto rilasciato dalla suola delle mie scarpe. Ecco che la somma di ciò che rilascia il Seresto più l'insetticida preso sui marciapiedi, ci dà un cane stordito: le conseguenze di tutta questa roba nell'organismo di un cane di 3 Kg scarsi, sono state forse la causa, o una delle cause, dell'insufficienza renale. Età a parte, questa maledizione manifesta i suoi effetti quando ormai , almeno per il mio cane, è troppo tardi: se si ha fortuna il cane si salva, e può forse vivere 6 mesi o anche due o tre anni. Ho visto in clinica morire un cane che, poveretto, era tre anni che andava avanti e indietro dalla clinica, tra flebo, prelievi e balle varie: e ricordo molto bene la tristezza mia e sopratutto il dolore dei padroni del cane quando se ne è andato al creatore. Il loro pianto è stato come il nostro o molto simile. L'insufficienza renale ha provocato nel mio cane un'emorragia interna: la pressione è salita alle stelle. Eravamo riusciti a far mangiare , a forza, il cane, dato che i campanelli di allarme che possono indicare la presenza di un'insufficienza renale sono diversi: inappetenza, apatia, notevole quantità di acqua bevuta e numerose pisciate, dimagrimento notevole (vi ho detto che pesava 3 Kg, ma poi è arrivato a pesare 1 Kg e 900 grammi). Questi che ho elencato sono stati i motivi per cui ho deciso di portare, una domenica mattina, il cane dal veterinario : due giorni che non voleva saperne di mangiare mi sono sembrati troppi. Dimenticavo i rigurgiti e l'alito mefitico. Ora ,per vostra scienza, altri sintomi che però il mio cane non ha manifestato, sono la diarrea e gli occhi acquosi: altre cose si rivelano solo attraverso esami clinici. Curiosità: era verginella ma l'apparato riproduttivo era sano, e non aveva niente delle iettature che spesso preoccupano chi non fa sterilizzare le femmine. I valori che hanno rilevato le analisi erano i peggiori possibili, nel senso che non si riusciva a misurarli, erano over: tradotto vuol dire, come ci è stato comunicato, che con quei risultati il cane doveva essere morto. E infatti, nonostante la tempra che ha stupito, almeno a parole i veterinari, il cane dopo 8 giorni è morto: si era ripreso, è vero, e sembrava che non dovesse andare a fare compagnia ,almeno per il momento, agli altri due cani morti proprio per insufficienza renale (ma loro avevano la Leishmaniosi) durante il ricovero in clinica. Invece ,come spesso succede anche tra gli esseri umani,uno si riprende e gli amici e i parenti si compiacciono , ma è un momento che dura poco, e in quel lasso di tempo fa sperare in un miracolo: infatti il cane scodinzolava, si avvicinava, leccava, sembrava potesse riprendere ,con i dovuti accorgimenti (tipo flebo, alimentazione speciale) una vita quasi normale. Ma così non è stato, e dopo aver barcollato ed essere caduto su un fianco, è di fatto entrato in coma: ha perso , di colpo, la vista, non rispondeva più agli stimoli, ha cominciato a respirare a fatica. Ha perso pure altri 100 grammi, arrivando a pesare 1 Kg e 800 grammi, e ha perso, secondo i miei calcoli altri 100 grammi durante il coma e l'agonia che, nel giro di sei ore l'ha portato alle morte: è morto in casa, così come immaginavo appena ho avuto sentore che qualcosa non andava. E non lo dico col senno di poi: venerdì prima del ricovero, cioè il 15 marzo, ho pianto , da solo, con lei vicina, e le avevo chiesto mentre la accarezzavo di non abbandonarmi, di non lasciarmi. Lei già allora, appariva assente, ma io speravo che mangiasse e si riprendesse, che fosse più vispa e attiva. Ieri l'ho fatta seppellire: nei prossimi giorni andrò a trovarla, e nel frattempo ho sistemato tutte le sue cose, guinzagli , pettorine, vestitini, ciotole, asciugamani. Le mie colpe: non essermi accorto che era stata avvelenata. Averle dato da mangiare cibo vegetale le ha , di sicuro, permesso di vivere o di sopravvivere da quando si era ammalata fino a ieri alle 2 del mattino: infatti , come per gli umani, ci si accorge della presenza del male quando ormai è quasi impossibile intervenire, e al massimo si vive uno o due anni o poco più. E ora? Le mie domande, le solite, quelle che tutti o quasi schivano e vogliono ignorare, rimangono e da quanto è successo sono ancora più pressanti : voglio rivederla nell'aldilà, voglio che ci sia un aldilà per lei e per me. Non posso fare a meno di piangere , da solo e in segreto, ripensando a tutte le giornate trascorse insieme come pure alle volte che non l'ho potuta portare con me: quando non potevo farlo, come ieri che dovendo andare in tribunale a Oristano non avrei potuto (e non avrei in ogni caso perché lei era morta), le parlavo, anche se questo mi costava qualche minuto. La accarezzavo, la prendevo in braccio, le davo qualche bacino, e la deponevo su un cuscino: lei mi guardava e quando capivo che aveva compreso che non la stavo mollando, ma che lei non poteva venire con me, solo allora andavo via chiudendo la porta, ma avendo avuto la premura di controllare se aveva acqua e cibo a sufficienza. Ora non c'è più, e non mi sento di parlare a voce alta, e non c'è il suo sguardo che risponda al mio. Amica mia, come vedi o come sapevi e già sapevamo, queste sono questioni che , è palese, riguardano solo noi: gli altri, quelli che mi reputano malato di mente irrecuperabile (e ,come già avviene all'estero, certi malati è inutile e troppo costoso curarli: non c'è ritorno economico), ecco costoro hanno già le risposte o non hanno domande, per loro le cose vanno bene così, sono già appagati. Per me non era e non è così: e non essendoci nessuna sponda, nessuna spalla, nessun interlocutore, nessuno che voglia dialogare, che "abbia tempo da perdere" , è bene che , come diceva il saggio (non so quale), la strada e una eventuale verità me la cerchi e me la trovi da solo. Perciò il blog, di fatto, con oggi finisce qui. Grazie di tutto. Seb
martedì 19 marzo 2019
Scrivo questo post per sfogarmi (prima parte)
Non è un post contro o per qualcosa, ma riguarda la sfera personale: se sale o scende il pil o la disoccupazione, a me o a te che leggi cambia la vita? Se ti riguardasse direttamente, tu direttore commerciale vieni licenziato oppure assunto, lasciando libero un posto oppure prendendo quello di qualcun'altro. Invece se ,come nel mio caso, un parente stretto sta male o il tuo cane sta per morire, secondo me la cosa si fa seria. Ho provato, come milioni di persone, la sofferenza, e so che oltre a non essere uguale per tutti, non viene vissuta nello stesso modo. Non c'è
martedì 12 marzo 2019
L’ULTIMA “CONQUISTA” DELLA GENERAZIONE LIBERTARIA
Il parlamento olandese ha legalizzato l’eutanasia nel 2002. Più precisamente (e ipocritamente) ha depenalizzato “l’interruzione della vita su richiesta”, evitando la parola eutanasia e suicidio assistito. Il fatto resta proibito in teoria, ma il medico può praticarlo se giudica il paziente soggetto “a sofferenze intollerabili e senza prospettive”.
Nel 2007, i suicidi medicalmente assistiti erano ancora meno di 2000. Nel 2017, sono stati 6.600, e un numero almeno pari di richieste è stato rifiutato. Nello stesso anno, 1900 olandesi si sono tolti la vita – e il numero di coloro che sono morti sotto sedazione palliativa (il che significa, realisticamente, morire per sete mentre si è stati resi in stato di incoscienza) ha raggiunto la cifra di 32 mila. Numero “sorprendente”, secondo l’inchiesta del Guardian da cui ho tratto i dati. ”Nell’insieme, nei Paesi Bassi, oltre un quarto di tutti i decessi nel 2017 sono stati indotti”.
venerdì 20 ottobre 2017
Un po' d'ordine e chiarezza non guasterebbe
Tranquilli, non mi riferisco alle città e alle strade, ma a un tema che ho ripreso nei giorni scorsi, cioè la morte. Per quanto so c'è chi parla, ad esempio, di massoni che adorano Lucifero:mi chiedo allora, se c'è qualche entità oltre noi uomini, e se questa è superiore. Poi ovviamente posso pensare: se c'è questa potrebbero essercene altre, non dico superiori a Lucifero, ma in ogni caso altre. Se questo discorso lo facessimo in stile "religioni comparate", comprese quelle sconosciute ai più, chissà dove andremo a finire: il punto è che bisognerebbe proprio farlo. E in aggiunta pensare ad almeno altri due aspetti: le presenze stile fantasmi, e ciò che viene fuori a livello invece scientifico, con la questioni delle dimensioni parallele o comunque esistenti oltre la nostra. Insomma un bel casino non c'è che dire: ed è per questo che, se ci pensiamo bene, c'è chi taglia corto in un senso, quello religioso, e pensa a inferno e paradiso e similari, chi parla solo di reincarnazione, e chi al contrario pensa che non ci sia niente e che tutto finisce. C'è anche , ed è bene precisarlo, chi alla luce di recenti scoperte scientifiche ritiene che si viene convogliati o si farà parte di un tutt'uno con l'universo. Diciamo che ,reincarnazione e scomparsa del tutto a parte, mi potrebbe star bene tutto: ciò che la mia mente non riesce ad accettare, non tanto a comprendere ma proprio a digerire al punto di stare male e non dormire e non riuscire neanche a fare le cose più elementari (con la giusta dedizione), è che dovrei non avere più gli affetti che ho avuto ,finora, in vita. I miei cari, i miei animali, le cose che ho conosciuto e che mi sono piaciute, come la musica: non gradirei nemmeno chi mi dicesse " questo che vedi e che conoscerai è meglio di ciò che hai visto e conosciuto in vita", perché lo troverei come un'imposizione, una costrizione. Ora un cervello, come ce ne sono tantissimi, migliore del mio potrebbe chiarire o provare a fare chiarezza: ma a quanto pare non ce ne sono in giro. Ho visto un video dove si dice che "arriveresti, diciamo, dall'altra parte, nella migliore condizione spirituale": tuttavia se sei stato uno stronzo, arriveresti quindi declassato, in condizioni diciamo di purgatorio. Mi chiedo se chi decide i destini nostri, ha o non ha il senso della misericordia e del perdono o quanto meno della comprensione. Non ho voluto vedere il resto di quel video, perché ho trovato inaccettabile una simile considerazione sulla vita e le azioni delle persone: capisco far vedere a una persona, che è in condizioni di capire, (non certo come mia madre che soffre di demenza:e che oltretutto è pure cieca) ciò che ha fatto di sbagliato in una logica che non accetta o non promuove la sopraffazione tra gli individui, mentre capisco meno chi pensa che dopo la morte ci sia qualcosa di meccanico di automatico che ti spedisce o ti cambia "a prescindere", perché è così. Ecco a me non va giù: ma sarà così. Sì, ma non mi va bene lo stesso. E mi chiedo quelle persone come mia madre o altre che ho conosciuto, dementi, o ancora chi ha vissuto solo per tre anni o tre giorni, che fine costoro pensano debbano fare una volta defunti: che livello spirituale avrà chi è morto dopo tre giorni e magari, rispetto ai nostri canoni è mentalmente handicappato? Con tutto il rispetto che ho per le persone disabili mentalmente, e che hanno invece bisogno di aiuto, ma essere giudicati in base a non so quali criteri, anche se uno mi ha fatto sorridere e incazzare:in poche parole se sei un buongustaio, e percorressi numerosi chilometri per recarti a mangiare i tuoi piatti preferiti, ecco non è una buona scelta per un percorso spirituale. Percorso che non viene indicato nemmeno dopo mezz'ora di video: altra cosa che mi dà sui nervi è la lentezza nell'arrivare al sodo, al punto che la mia impazienza mi fa smettere di vedere il video. Avrei preferito qualcosa anche di schematico, ma quanto meno mi dici che nella vita bisognerebbe comportarsi così e cosà : ma non lo faranno perché ,secondo alcune filosofie e religioni, anche new age, verresti programmato. Allora mi dico, brutalmente: ma che cazzo vogliono che uno faccia? Ho letto numerosi scritti di De Mello, o se preferite ho letto le trascrizioni delle sue conferenze e discorsi: quindi so della carità interessata, so della programmazione e deprogrammazione. I dubbi in me permangono, così come mi chiedo : perché dall'aldilà nessuno ci contatta ? E questi spiriti guida chi sono? Dei robot ? E perché ci sarebbero se è tutta una cosa meccanica e non guidata, è un processo chimico e fisico? Ricordo con orrore quando lessi che l'amore è tutta una questione di reazioni chimiche: quindi, mi dicevo, non può più piacermi perché mi piace un bel seno o un bel culo? Cioè non sono io che decido se mi piace ma è una reazione chimica? E il mio cervello? Già, dimentico sempre che non ne ho.
lunedì 16 ottobre 2017
Chissà perché
Non
voglio fare un post chilometrico, del resto ciò di cui scriverò ,
di solito, fa scappare via i potenziali lettori: morte; cosa c'è
dopo; perché si muore; cosa c'è prima di nascere. Ecco in sintesi
le cose che mi attanagliano la mente. Ogni tanto si riaffacciano,
prepotenti come sempre, non mi fanno dormire. La solita frase , se
c'è lei non ci siamo noi, caro Epicuro, non mi dà soddisfazione. In
più sono farcito di idee occidentali, cristiano cattoliche: il mio
egoismo vorrebbe, se ci fosse un aldilà, che ritrovassi e per starci
insieme*,mia moglie e le persone a me care. Stando ad alcune idee e
opinioni lette online, non è detto che sarà così e , mi chiedo *
perché il mio modo di vedere e intendere le cose dovrebbe essere
stravolto in quel modo: dico che la storia di reincarnarsi,
dimenticare ed avere cancellato ogni possibile ricordo, fa a pugni
con chi immagina e promulga pensieri di pace e armonia, e in questo
mi riferisco anche a chi crede nella reincarnazione; poi perché
dovrei ricominciare da zero o sottozero? La storia che le cellule
potrebbero rigenerarsi di continuo, ma non lo fanno, ecco un'altra
domanda: ergo siccome ciò non avviene, zacchete , si muore. Cosa c'è
prima di nascere, a parte i preliminari sessuali, spermatozoi e
ovuli, non lo so. Le nonne dicevano che uno era nella “mente di
Dio”: ma sono state , col tempo, definite timorate di Dio,nel
migliore dei casi, ignoranti e sottomesse, nel peggiore. Tuttavia la
questione mi tormenta, una tantum, ma c'è, è presente. Cerco di
pensare, come fossi un professor Xavier o un Dottor Strange , ma non
lo sono, per cercare di captare pensieri di un essere superiore che
,avendo pietà, mi spieghi e mi tranquillizzi. So bene che ci sarà
chi mi ricorderà l'amico invisibile, il riferimento per dormire
tranquillo, per vincere,appunto, il timore della morte. Ecco, questo
non lo voglio. Capisco anche chi non ne vuole proprio parlare, e non
tanto perché sentendone parlare si debba toccare ferro o altro. Ma
vivere non sapendo non è che spiega le cose.Anzi.
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mercoledì 23 gennaio 2013
La vita dopo la morte. Metafora
-Luca Consonni-
Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. Uno di loro chiese all’altro:
- Tu credi nella vita dopo il parto?
- Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci a quello che saremo più tardi.
- Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
- Non lo so, ma sicuramente… ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca.
- Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione… Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto.
- Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
- Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
- Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
- Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
- Dove? Tutta in torno a noi! E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
- Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista.
- Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai?… Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa…
Anonimo
http://www.losai.eu
Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. Uno di loro chiese all’altro:
- Tu credi nella vita dopo il parto?
- Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci a quello che saremo più tardi.
- Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
- Non lo so, ma sicuramente… ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca.
- Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione… Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto.
- Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
- Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
- Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
- Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
- Dove? Tutta in torno a noi! E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
- Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista.
- Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai?… Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa…
Anonimo
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martedì 11 dicembre 2012
Il “caso Eben Alexander”: viaggio nell’aldilà o suggestioni oniriche?
Le “esperienze
Nde e Obe”, vissute dal neurochirurgo di Harvard, sono prodotte da
particolari meccanismi neurofisiologici e non stanno a testimoniare
l’esistenza della vita ultraterrena.
Il 10 ottobre 2012 Emanuela Di Pasqua ha raccontato, in «L’aldilà esiste»: parola di neurochirurgo, pubblicato su www.corriere.it, l’“esperienza Nde” (Near Death Experience=
esperienza vicina alla morte) vissuta dal neurochirurgo di Harvard Eben
Alexander. Stando a quanto riportato nell’articolo, il medico si era
sempre confessato scettico e pocomartedì 25 settembre 2012
Scuola, programmi, educazione.
E' un bel dilemma che ,periodicamente, si presenta a ogni nuova generazione: la scuola e l'educazione e, con eguale importanza, i programmi scolastici. E se nel discorso "educazione" comprendiamo anche quella impartita in casa, ci troviamo a ripensare a quando, magari adolescenti, abbiamo assistito al pianto di un bambino, alle rimostranze dei genitori, e abbiamo anche visto volare qualche scappellotto o ceffone: e ,allora, forse complice la presenza di una possibile nostra "futura metà", abbiamo sentenziato che "se un giorno avrò figli, non li picchierò ma li educherò in maniera diversa". Ok, d'accordo, ma quale? I vari psicologi sono bravi, dall'alto della loro sapienza a
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lunedì 30 gennaio 2012
Domande da evitare
Ieri è morto l'ex presidente della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro: su di lui pesavano l'essere stato per poco tempo nella magistratura, e per questo aver maturato il diritto a ricevere una pensione pure da lì
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