L'unica spiegazione, che ho trovato plausibile, sul fatto che tanti portali siti blog e giornali della cosiddetta controinformazione si astengono dal fornire idee, suggerimenti o proporre iniziative per diffondere notizie e informazioni scomode e , nello stesso tempo, avanzare iniziative per fare qualcosa di concreto , è nella debolezza. Chi gestisce, scrive e informa, è di fatto debole. Come diceva a suo tempo Blondet per Fini, quando quest'ultimo voleva soppiantare o contrapporsi a Berlusconi, ci vogliono soldi, e Fini non li ha. Dice più o meno la stessa cosa Paragone per Italexit, ma aggiunge che ci vogliono io ci sarebbero voluti incontri con persone che non sanno cos'è Italexit o sono solo simpatizzanti . Ma, appunto, se uno non riesce a capire che occorre fare qualcosa che vada oltre la notizia e l'informazione, e che ci vuole forza mentale e fisica per affrontare chi fa propaganda per il governo e i suoi sodali, siamo fritti. Non accuso quelli che , una volta, erano definiti leoni di tastiera: anzi, che si preparino per bene, così da non fare figuracce tipo i destri quando non sapevano che non potevi rimandare a casa i migranti o i clandestini, a meno di non avere stipulato e ratificato accordi con i paesi di questi ultimi: ma appunto i destri, mi pare la Santanché , non ne erano al corrente e un tale del Pd, di cui mi sfugge il nome, durante una trasmissione su rete 4, nel lontano 2017 o 2018, glielo ricordò; forse pensava lei lo sapesse, ma si sbagliava. Ecco che stare dietro il pc e raccogliere informazioni utili, è importante quanto andare in strada per parlare con la gente. Ma poi occorre fare il grande passo e incontrare le persone, diffondere le informazioni e avanzare proposte condivisibili. Quindi mi risulta difficile sopportare ancora la lettura di tanti siti che, è vero che sono in buona fede, ma che toppano quando riportano i pareri e le opinioni e le proposte di piddini e globalisti, ma senza appunto che ci sia , almeno alla fine (e giusto per non interrompere i ragionamenti altrui) una controproposta, un'idea alternativa. Si ha forse paura del colle e dei suoi amici?
venerdì 22 agosto 2025
Troppo deboli
giovedì 7 gennaio 2021
Come sempre
Succede che anche se non vuoi, a volte, cedi e come nel mio caso "riprendi a lasciare qualche commento": stavolta però, per fortuna o forse no, qualcuno ha stranamente replicato. La cosa mi ha stupito in maniera positiva, perché in effetti con qualcuno c'è stato uno scambio di opinioni , mentre un altro mi ha insultato e "invitato a insegnare a mio figlio a morire". La sua risposta a un mio commento a un articolo su dei genitori che hanno ricorso in tribunale perché il proprio figlio stava male quando indossava la mascherina, (ricorso poi vinto): ebbene io ho scritto che "gli altri continueranno a usare la mascherina", una frase del genere se non ricordo male, e che indicava come purtroppo la maggior parte di noi è costretta a usare questa cosa ,seppure come nel mio caso (deviazione del setto nasale e , di fatto inspirazione "normale" con una sola narice) ciò mi comporti mal di testa e fatica. Costui invece di dissentire in maniera pacata, mi insulta: posso accettare, perché è giusto , un'opinione diversa, ma non chi compie un attacco ad hominem. Se vuoi discutiamo su un tema, anzi sull'argomento, ma non posso accettare che tu ti comporti come Marco Travaglio quando attaccava Berlusconi. Definirlo il caimano o il nano di Arcore, non gli fa onore, anzi secondo me dimostra che o si è a corto di argomenti o non si conosce niente di ciò che fa o no fa ,in questo caso, Berlusconi. E come sempre , per tornare per esempio proprio all'Italia, ecco che si riparla di stoccaggio di scorie nucleari: e come per magia tutti i sindaci ,e non solo loro, si piazzano in trincea, e dicono "non nel mio giardino". Peccato che finora hanno ragliato solo sul Covid e non hanno speso una parola che sia una "per il ripristino delle libertà che i dpcm hanno limitato o di fatto eliminato"; peccato che se ne infischino della mancanza di veri posti di lavoro. Intanto che cosa gliene frega degli altri cittadini, di quelli senza lavoro o che lo stanno perdendo o che si suicidano, visto che per loro lo stipendio corre e continua, almeno per adesso , a correre? E i giornaloni e i giornalini (di periferia) danno una robusta mano ... ai sindaci e a chi per loro, per aggiungere al Covid qualche altra cosa. Volevo poi spendere una parola per dire che mi infastidiscono quelle pubblicità che si concludono così : in tutta sicurezza. Dico io: mi vogliono forse accogliere in un locale fatiscente o diroccato con il soffitto simile a quello di alcune scuole italiane ? e magari per vendermi un'auto o un mobile? Anche voi, pubblicitari, invitate i vostri clienti ad avere argomenti: lo so che ripaga di più lo spot con voce persuasiva , ma poi le scarpe devono essere comode al pari di un divano fatto per esempio in Italia. Essere spiritosi o menzionare cose che non sono pertinenti col prodotto, so bene che può ripagare nell'immediato, come Betty pacchetti perfetti: però nel medio o lungo periodo...ci saranno altri spot. Avete ragione voi, lo so che sono un coglione: ma non sarò vostro cliente, del resto sono povero in canna.
giovedì 19 novembre 2020
Le domande da fare .. che non si possono fare!
Tutti, chi più chi meno, ricorderanno le dieci domande che il giornale La Repubblica rivolgeva a Berlusconi nel 2009. Ora nel 2020 ci vorrebbe un giornale , degno di essere definito tale, e un giornalista anche lui degno di essere definito tale , che si prendesse la briga di rivolgere a Conte e al suo governo domande sul Coronavirus. Io ne rivolgerei anche qualcuna al Presidente della Repubblica. A Conte chiederei se ha i dati per sostenere che c'è un'epidemia, o pandemia , di Covid 19: e siccome è stato dimostrato che questo Covid 19 è , nella realtà, curabile come mai il governo ha messo in atto una serie di obblighi e divieti che i cittadini devono osservare. Tra questi due sono insensati: il distanziamento sociale e la mascherina. In merito ci sarebbe da chiedere a chi è competente, se questi obblighi siano in contrasto con le libertà e i diritti sanciti dalla Costituzione e se le conseguenze, già dimostrabili, dell'osservanza di questi provvedimenti (che occorre ricordare sono stati introdotti con un Dpcm) provochi effetti negativi dal punto di vista economico, sociale, relazionale, e aggravino problemi di salute psicofisica. Non mi sono spiegato bene, ma il senso di quanto sostengo si dovrebbe capire. I divieti, a mio parere, vanno anche a cozzare con la libertà di culto: non posso praticare la mia religione, mi viene impedito di riunirmi per pregare o per parlare. Si potrebbe continuare nell'elenco ma il punto chiave è se si può fare qualcosa, come per la libertà nel modo di curarsi. Ed è a questo punto che si può chiedere come mai viene proibito curare i pazienti con ciò che il medico decide sia meglio , invece di curare tutti nello stesso modo. Non entro poi in merito, seppure ci sarebbe spazio, dei danni economici causate dalle chiusure, da orari di lavoro sballati, da protocolli di lavoro assurdi. Ciò lo ricollegherei a quanto non fatto da Salvini in poi: lui doveva fare quando era al governo alcune cose che poi non ha fatto . Quindi è vero che questi Dpcm hanno fatto e fanno danni, costringendo persone al suicidio, chiudendo per sempre attività commerciali, impedendo di fatto uno sviluppo della società: ma è anche vero che detti problemi, come il costo del lavoro, il limite nell'uso dei contanti, l'impossibilità di assumere a costo basso (rif. ai contributi) collaboratori stagionali , c'erano anche prima e sono pure rimasti. Col risultato che c'è un mare di gente a spasso e che , seppure potrebbe riprendere parzialmente a lavorare, con il reddito di cittadinanza da poter ricevere, non accetta di andare a lavorare part time. Mi fermo qui pur sapendo che nessun giornale posterà on line o riporterà nel cartaceo le domande mie o , meglio ancora, quelle che una brava penna è capace di scrivere.
lunedì 20 maggio 2019
IL PRIMO ” PUTSCH DEGLI ONESTI”
mercoledì 20 febbraio 2019
IL POTERE LEGISLATIVO TROPPO VILE PER AFFRANCARSI DAL GIUDIZIARIO
venerdì 20 aprile 2018
Se avessi potuto ...
dimmi un motivo, una ragione, per cui dovrei acquistare questo mobile o questa sedia o quest'auto o quello che vuoi; ma poi dimmi anche i motivi e le ragioni per cui non dovrei comprare. Per certi versi è come la scritta che compare in certi siti, laddove sei invitato a sostenere il sito, ma subito c'è anche la scritta "fallo solo se ci credi".
martedì 27 marzo 2018
Solo un’élite illuminata ha il diritto di governare il popolo
Lo dicono, nell’appendice del bestseller “Massoni” (edito da Chiarelettere a fine 2014), quattro pesi massimi della supermassoneria internazionale, protetti dall’anonimato ma «pronti a manifestarsi, nel caso qualcuno ne contestasse le affermazioni». Non ce n’è stato bisogno: Monti, Napolitano e gli altri si sono ben guardati dal chiedere all’autore del saggio, Gioele Magaldi, di rendere pubblica l’identità di quei quattro “vecchi saggi” del massimo potere in vena di rivelazioni. Accanto a un mediorientale e a un asiatico, a parlare sono uno statunitense (che ricorda da vicino lo stratega Zbigniew Brzezinski, da poco scomparso) e un francese, il cui identikit di eminenza grigia potrebbe benissimo corrispondere a quello di Jacques Attali, già plenipotenziario di Mitterrand e poi “padrino” e king-maker di Emmanuel Macron.
Terrorismo “false flag”, sotto falsa bandiera – da Al-Qaeda all’Isis – secondo un copione basato sulla più accurata disinformazione, fotografato alla perfezione dall’immagine di Colin Powell che, alle Nazioni Unite, agita una prova falsa come la celebre “fialetta di antrace” per raccontare che il regime di Baghdad sarebbe stato pronto a sterminare l’umanità. Non fu solo una drammatica sterzata politica imposta dai “neocon” Usa, sostiene Magaldi: la strategia della tensione internazionale, che produce guerre in Medio Oriente e leggi speciali negli Usa e in Europa per rispondere agli attentati “islamici”, corrisponde alla sanguinosa strategia della “Hathor Pentalpha”, la «loggia del sangue e della vendetta» creata da Bush (padre) dopo la bruciante sconfitta alle primarie repubblicane inflittagli nel 1980 da Ronald Reagan.
«Semplicemente, la “Hathor” ha ritenuto che tutto questo non bastasse. Non era sufficiente il lavoro della Trilaterale, del Bilderberg, del Council on Foreign Relations: il nuovo ordine antidemocratico (come già in Italia durante gli anni di piombo, ma stavolta su scala mondiale) andava imposto con il terrorismo, a partire proprio dall’11 Settembre». Specchietto per le allodole, il saudita Osama Bin Laden reclutato dalla Cia in Afghanistan negli anni ‘70, in funzione anti-sovietica. «Bin Laden fu iniziato alla “Three Eyes”: me lo confidò proprio l’uomo che lo affilò, Brzezinski». Lo stesso Brzezinski, aggiunge Magaldi, rimase deluso dalla scelta di Bin Laden di passare poi alla “Hathor Pentalpha”, la superloggia dei Bush. Simboli eloquenti: Hathor è uno dei nomi della dea egizia Iside, cara ai massoni, e il suo nome in inglese è, appunto, Isis. Chi ha premuto sul tasto del neo-terrorismo interno – è la sua tesi – l’ha fatto per intimidire quegli elementi che, in seno all’oligarchia, si erano mostrati titubanti di fronte alla “linea dura”, quella delle stragi nelle piazze europee. Un allarme ripetuto più volte, nel 2017: «E’ in corso un’escalation, prepariamoci al peggio: in Europa potrebbe verificarsi un maxi-attentato come quello dell’11 Settembre».
Previsione fortunatamente inesatta: «E’ vero», ammette Carpeoro, «le stragi sono cessate». Ma questo – spiega – dipende dal fatto che, “lassù”, si sono rimessi d’accordo su come agire, a cominciare proprio dalla Francia.
domenica 18 febbraio 2018
I falsi
Occhio che questi votano Pd. Perciò, fate propaganda, sapete voi per chi, e andate a votare
Giuseppe Sandro Mela.
2018-02-18.
«Secondo alcune stime sono più di 700 mila»
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«Solo nel 2016 infatti, hanno acquisito cittadinanza italiana 202 mila persone ed erano soprattutto marocchini e albanesi»
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«il 60% degli immigrati musulmani avrebbe votato partiti di sinistra; il 26% M5S, la Lega e Fratelli d’Italia appena l’1% mentre Forza Italia il 10%.»
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«Pensiamo solo alle unioni civili e ad altre battaglie laiciste che si scontrano con l’interpretazione classica musulmana»
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Questi dati non ammettono grandi commenti.
Concedendo la cittadinanza italiana agli immigrati islamici, i partiti delle sinistre hanno incrementato il loro Elettorato di circa 420,000 unità, addensate principalmente nelle grandi città.
Secondo il Termometro Politico il partito democratico dovrebbe arrivare al 21.5% e la coalizione di sinistra al 25.9%.
In termini di deputati, alla sinistra andrebbero 151 seggi, 295 al centro-destra e 147 al M5S.
Per il senato, invece, la sinistra piglierebbe 92 senatori, 134 il centro-destra e 72 M5S.
LeU otterrebbe 25 deputati ed 11 senatori.
Sicuramente questi 420,000 non saranno quelli determinanti, ma verosimilmente potrebbero essere quelli che impedirebbero al centro-destra di ottenere la maggioranza parlamentare.
→ La Stampa. 2018-02-18. Le elezioni e il peso del voto musulmano
L’immigrazione è certamente al centro di questa campagna elettorale. Ma se la questione degli irregolari si prende tutto lo spazio del dibattito, si dimentica che c’è invece una cospicua maggioranza di immigrati regolari che è un vero bacino elettorale. E, la fetta più grande, riguarda quelli di confessione musulmana con cittadinanza in tasca. Di che numeri parliamo? Secondo alcune stime sono più di 700 mila. Solo nel 2016 infatti, hanno acquisito cittadinanza italiana 202 mila persone ed erano soprattutto marocchini e albanesi. Un dato che ci dice inoltre quanto i nuovi italiani saranno soprattutto musulmani. Studiare l’identità di questa comunità islamica per capirne le sensibilità politiche dovrebbe interessare i politici, dato che ci troviamo di fronte a un vero bacino elettorale. E un aspetto d’identità della comunità musulmana italiana è senz’altro quello conservatore e tradizionalista. In uno studio dell’ Ipr Marketing, realizzato prima del fallimento della riforma sullo Ius soli, si sottolineava come il 60% degli immigrati musulmani avrebbe votato partiti di sinistra; il 26% M5S, la Lega e Fratelli d’Italia appena l’1% mentre Forza Italia il 10%. Percentuali che ben fotografano alcune contraddizioni. Perché quella cospicua fetta islamica (conservatrice e tradizionalista) che dovrebbe trovare affinità con il centrodestra, si accontenta trovando riparo nella sponda del centrosinistra, che oggi risulta più vicino alle sue esigenze, diritto al culto prima di tutto. E poco importa oggi, se questa stessa forza politica, sia l’antitesi di quelli che sono invece i valori di una forza conservatrice. Pensiamo solo alle unioni civili e ad altre battaglie laiciste che si scontrano con l’interpretazione classica musulmana. Poi certo, c’è anche una comunità musulmana laica e di sinistra, ma non rappresenta una maggioranza nel nostro Paese, bensì un’élite che trova spazio anche tra i giovani. Per chi voteranno dunque i musulmani d’Italia? Da una parte: i musulmani conservatori di origine straniera, e quindi più sensibili al dibattito sull’immigrazione dovranno opportunisticamente chiudere un occhio sulle radici ideologiche della sinistra e pensare solo alla difesa del culto e alle questioni migratorie. Dall’altra, i convertiti italiani (più di 100 mila), conservatori puri e meno implicati sul tema immigrazione, difficilmente si troveranno a mettere una croce a sinistra, ma si orienteranno piuttosto verso i 5 Stelle e centrodestra. E i musulmani laici? Vivono la stessa sofferenza della sinistra, soprattutto dopo il fallimento dello Ius soli e le ultime posizioni sul tema immigrazione. In conclusione, la maggioranza islamica in Italia voterebbe centrodestra, ma con le formazioni attuali e la campagna anti-islam portata avanti da Lega e Fratelli d’Italia certamente non lo farà preferendo la sinistra. Ma intanto, a questa fetta di elettori Silvio Berlusconi prova a strizzare l’occhio, con le sue posizioni sulla libertà religiosa evidenziate per smarcarsi da Salvini, che arrivò a parlare di incostituzionalità dell’islam. Posizioni, quelle di Berlusconi, condivise sui social network da molti musulmani. Come dire, se non riesce a convincere oggi a causa dei suoi compagni di coalizione, punta comunque sul futuro e apre uno spiraglio, perché sa quanto quell’elettorato sia in crescita e possa essere utile.
Avaaz : fai il contrario di ciò che ti sta chiedendo via mail
Giuseppe Sandro Mela.
2018-02-17.
«The banality of evil transmutes into the banality of sentimentality»
Avaaz è una organizzazione che conta 47 milioni di membri in 194 paesi del mondo.
«Avaaz è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta i cittadini dentro ai processi decisionali in tutto il mondo.
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Avaaz esiste solo da 5 anni, ma è già diventata la rete di pressione politica online più grande e più efficace del mondo.
The Guardian---
Avaaz, che significa "voce" in diverse lingue europee, mediorientali e asiatiche, è stata lanciata nel 2007 con una semplice missione democratica: organizzare i cittadini di tutte le nazioni per ridurre la distanza tra il mondo che abbiamo e il mondo che la maggior parte delle persone, in ogni luogo del mondo, vorrebbe.
Avaaz dà la possibilità a milioni di persone, ognuna con la sua storia, di impegnarsi su questioni urgenti di carattere globale e nazionale, dalla corruzione alla povertà ai conflitti e al cambiamento climatico. Il nostro modello di organizzazione su internet permette a migliaia di azioni individuali, non importanta quanto piccole, di combinarsi rapidamente in una potente forza collettiva. (Leggi dei nostri risultati sulla pagina In evidenza.)
La comunità di Avaaz agisce in 15 lingue grazie a un team di professionisti sparsi per il mondo e a migliaia di volontari. La nostra azione (firmando petizioni, finanziando campagne di comunicazione e azioni sul campo, inviando e-mail e facendo pressione sui governi, organizzando proteste 'offline', per le strade e nelle piazze e altri eventi) vuole far sì che il punto di vista e i valori dei cittadini in tutto il mondo influiscano sulle decisioni che riguardano tutti noi.» [Avaaz]
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«Avaaz è un'organizzazione non governativa internazionale istituita nel 2007 a New York che promuove attivismo su tematiche quali il cambiamento climatico, i diritti umani, i diritti degli animali, la corruzione, la povertà e i conflitti. La sua missione dichiarata è quella di permettere che i processi decisionali di portata globale vengano influenzati dall'opinione pubblica. L'organizzazione opera in quindici lingue diverse, e conta, stando al sito ufficiale, più di 43 milioni di membri iscritti in 194 paesi.
Essendo una comunità on-line, i membri effettivi sono considerati gli iscritti al sito. I membri della community possono essere definiti "attivi" dal momento in cui, via web, partecipano, sottoscrivono e diffondono le attività dell'associazione. L'associazione utilizza anche l'attività "concreta" di alcuni membri che agiscono nella vita reale (per esempio la consegna di petizioni direttamente ai referenti politici) e si avvale di alcuni membri stipendiati che sono direttamente assunti dalla Fondazione "Avaaz.org", con sede a New York» [Fonte]
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«Avaaz.org è stata cofondata da Res Publica, una "comunità di professionisti del settore pubblico con l'obiettivo di promuovere il buon governo, partecipazione civica e una democrazia deliberativa", e MoveOn.org, un gruppo non-profit americano di pressione verso politiche progressiste. È stata anche sostenuta dall'Unione Internazionale degli Impiegati di Servizio (SEIU) e GetUp!, una organizzazione non-profit australiana di campagne.
Tra i fondatori ci sono Ricken Patel, Tom Pravda, l'ex parlamentare della Virginia Tom Perriello, il direttore esecutivo di MoveOn.org Eli Pariser, l'imprenditore australiano progressista David Madden, Jeremy Heimans (cofondatore di Purpose.com), e Andrea Woodhouse. Il direttivo è composto da Ricken Patel (presidente), Tom Pravda (segretario), Eli Pariser (presidente del direttivo), e Ben Brandzel (tesoriere).
Il presidente, fondatore e direttore esecutivo di Avaaz è il Canadese-britannico Ricken Patel. Ha studiato Politica, Filosofia e Economia al Balliol College, Università di Oxford. Ha ricevuto un master in Politiche Pubbliche dall'Università di Harvard. Ha lavorato per l'International Crisis Group in diversi paesi nel mondo, inclusi Sierra Leone, Liberia, Sudan e Afghanistan, dove, ha dichiarato "ha imparato a portare le forze ribelli ai tavoli di negoziato, a monitorare le elezioni (di nascosto), e a ridare fiducia a un sistema politico un tempo corrotto e a capire quando le forze straniere venivano manipolate." È tornato negli USA e ha fatto il volontario per MoveOn.org, dove ha imparato come usare gli strumenti online per l'attivismo.
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Una inchiesta pubblicata su "Off Guardian" on line del 18 giugno 2015 ha messo in rilievo come sia "Res Publica" che "Move on" - ossìa le organizzazioni che hanno dato vita ad Avaaz - hanno certamente avuto Soros tra i loro cospicui finanziatori. Lo stesso articolo analizza le biografie dei fondatori e mette in guardia sulla insufficiente trasparenza dell'organizzazione.» [Fonte]
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«$20 million? That’s a lot of generosity right there. But yes, the money is definitely rolling in. In an article from 2012, Empire Strikes Black links to Avaaz’s 990 form for 2010, which demonstrates an annual income from “contributions and grants” of $4,767,187 in 2009, and almost half as much again in 2010. Similar returns from 2012-13 show figures of $11,611,547 and $14,545,459 respectively.» [Fonte]
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«Res Publica is a bit hard to pin down. Their Wiki link leads nowhere now, and their URL is dead. There seems to be nothing much about them online that adds more information than the brief summary offered by Avaaz, but NGO Monitor tells us they: "received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008."» [Fonte]
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«Moveon.org are easier to trace. Their website is still active. They are a Democratic party front group, currently campaigning against GMO salmon, the Confederate flag, Greek austerity and numerous other things, many of which seem eminently reasonable. According to the WaPo they received $1.6 million from “George Soros and his wife” back in 2004.» [Fonte]
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«The International Crisis Group has George Soros as a “trustee” (my how that man gets around). Other trustees include Wes Clark, former NATO Supreme Allied Commander, Carl Bildt, former Prime Minister and Foreign Minister of Sweden, several retired state department officials, ambassadors, diplomats and prime ministers.» [Fonte]
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«Tom Perriello, the second name on Avaaz’s list of individual founders is a “United States State Department official”, and a lawyer, who “served one term as a U.S. Representative for Virginia’s 5th congressional district.” He is also a member of the Democratic Party. He formerly served as President and CEO of Center for American Progress Action Fund and Counselor for Policy at Center for American Progress» [Fonte]
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«A fourth co-founder worth mentioning is David Madden,ex-army officer and “entrepreneur”. David’s previous employers include (go on – guess) the World Bank and – once again – the United Nations» [Fonte]
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Ma Avaaz estende ben oltre i propri orizzonti. Sarebbe lungo addentrarvisi, ma questo sarebbe un primo passo:
Avaaz: The Lobbyist that Masquerades as Online Activism
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Avaaz, Soros, Israel and the Palestinians
«Avaaz was co-founded in 2007 by “Res Publica, a global civic advocacy group, and Moveon.org.” The former received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008. The latter received a $1.46 million grant from George Soros in 2004. Res Publica describes Avaaz.org as its “primary current project.”
According to a 2007 ABC News report on Avaaz.org’s call for the firing of Paul Wolfowitz as president of the World Bank, Avaaz.org is a “global advocacy group funded by philanthropist and financier George Soros, MoveOn.org and the labor group SEIU.”
According to the 2009 Form 990 (page 87) filed by the Open Society Foundations, OSF gave $600,000 to Avaaz.org via New York-based Res Publica; $300,000 for “general support to Avaaz.org” and $300,000 for “Avaaz.org’s work on climate change.”
A check into OSF 990s for 2010 or 2011 show no grants for Avaaz nor Res Publica. According to its 2011 990, Avaaz.org’s total revenue for that year was $7,519,028. Avaaz.org claims it is “wholly member-funded.” Avaaz does not publish a detailed list of donors on its website or 990 forms, and therefore this claim cannot be verified independently.
Avaaz.org is active in the Israeli-Palestinian arena. Its 2011 campaign “Palestine: the time is now,” was aimed at pressuring the UK, France, and Germany to support a Palestinian bid for recognition. The petition and accompanying video titled “Middle East Peace – The Real Story” promotes the Palestinian narrative. In 2007 Avaaz.org launched a petition calling to “End the Siege of Gaza: Ceasefire Now” demanding an end to the “blockade and growing humanitarian crisis in Gaza” and “ensure the free flow of supplies by land, sea or air.”
Avaaz.org teamed up with the anti-Israel, BDS group Jewish Voice for Peace during the 2013 AIPAC Policy Conference purchasing hundreds of anti-AIPAC billboards posted in downtown Washington, DC subway stations.»
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Avaaz in Italia.
Sono in molti ad aver ricevuto la seguente e-mail.
«Cari avaaziani in tutta Italia,
quasi nessuno sembra essersene accorto, ma secondo gli ultimi sondaggi alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza al Senato e 20 per quella alla Camera!
Ma c'è un modo per fermarli -- strappargli per pochi voti i seggi più incerti.
In tutta Italia, ci sono almeno 25 collegi in cui basta che poche centinaia di noi decidano di votare per il candidato con più possibilità di battere quello dell’estrema destra per cambiare l'esito delle elezioni nazionali! Questo perché in ogni collegio chi prende più voti va direttamente in Parlamento!
Questa battaglia è veramente importante! Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la "razza bianca" debba essere "protetta", che l'omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie. Possiamo fermarli... assieme!
Clicca qui sotto per sapere se il tuo seggio è in bilico e chi è il candidato che ha maggiori possibilità di vincere:
In alcuni collegi il candidato favorito è del Movimento 5 stelle, in altri del Partito Democratico o di Più Europa. La campagna di Avaaz non sostiene nessuna coalizione o partito ma ha l'unico obiettivo di evitare che partiti estremisti arrivino al governo del Paese. Clicca per farci sapere se nel tuo seggio pensi o meno di votare il candidato che può fermare questa coalizione dell'odio.
E se non vivi in una delle zone più in bilico, sicuramente hai degli amici a cui queste informazioni potrebbero essere utili! In quel caso, condividi con loro la pagina e informali di questa campagna. La nuova legge elettorale ha introdotto dei candidati per ogni circoscrizione, ma pochissimi elettori sanno quali sono e ancora di meno quali hanno reali possibilità di essere eletti.
I membri di Avaaz supportano partiti molto diversi tra loro. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, da +Europa a Liberi e Uguali o Potere al Popolo e molti altri. Ma sono uniti nel rifiuto dell'estrema destra violenta e razzista. E la maggior parte vuole unirsi e fermare l'ascesa al potere di questa coalizione dell'odio.
Non tutti saranno disposti a cambiare le loro intenzioni di voto. Ed è giusto così. Ma basta che poche centinaia di noi in ogni collegio si uniscano per sconfiggere l'estrema destra, e possiamo farcela.»
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Ricapitolando:
«alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza .... Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la "razza bianca" debba essere "protetta", che l'omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie»
