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venerdì 22 agosto 2025

Troppo deboli

 L'unica spiegazione, che ho trovato plausibile, sul fatto che tanti portali siti blog e giornali della cosiddetta controinformazione si astengono dal fornire idee, suggerimenti o proporre iniziative per diffondere notizie e informazioni scomode e , nello stesso tempo, avanzare iniziative per fare qualcosa di concreto , è nella debolezza. Chi gestisce, scrive e informa, è di fatto debole. Come diceva a suo tempo Blondet per Fini, quando quest'ultimo voleva soppiantare o contrapporsi a Berlusconi, ci vogliono soldi, e Fini non li ha. Dice più o meno la stessa cosa Paragone per Italexit, ma aggiunge che ci vogliono io ci sarebbero voluti incontri con persone che non sanno cos'è Italexit o sono solo simpatizzanti . Ma, appunto, se uno non riesce a capire che occorre fare qualcosa che vada oltre la notizia e l'informazione, e che ci vuole forza mentale e fisica per affrontare chi fa propaganda per il governo e i suoi sodali, siamo fritti. Non accuso quelli che , una volta, erano definiti leoni di tastiera: anzi, che si preparino per bene, così da non fare figuracce tipo i destri quando non sapevano che non potevi rimandare a casa i migranti o i clandestini, a meno di non avere stipulato e ratificato accordi con i paesi di questi ultimi: ma appunto i destri, mi pare la Santanché , non ne erano al corrente e un tale del Pd, di cui mi sfugge il nome, durante una trasmissione su rete 4, nel lontano 2017 o 2018, glielo ricordò; forse pensava lei lo sapesse, ma si sbagliava. Ecco che stare dietro il pc e raccogliere informazioni utili, è importante quanto andare in strada per parlare con la gente. Ma poi occorre fare il grande passo e incontrare le persone, diffondere le informazioni e avanzare proposte condivisibili. Quindi mi risulta difficile sopportare ancora la lettura di tanti siti che, è vero che sono in buona fede, ma che toppano quando riportano i pareri e le opinioni e le proposte di piddini e globalisti, ma senza appunto che ci sia , almeno alla fine (e giusto per non interrompere i ragionamenti altrui) una controproposta, un'idea alternativa. Si ha forse paura del colle e dei suoi amici?

giovedì 7 gennaio 2021

Come sempre

 Succede che anche se non vuoi, a volte, cedi e come nel mio caso "riprendi a lasciare qualche commento": stavolta però, per fortuna o forse no, qualcuno ha stranamente replicato. La cosa mi ha stupito in maniera positiva, perché in effetti con qualcuno c'è stato uno scambio di opinioni , mentre un altro mi ha insultato e "invitato a insegnare a mio figlio a morire". La sua risposta a un mio commento a un articolo su dei genitori che hanno ricorso in tribunale perché il proprio figlio stava male quando indossava la mascherina, (ricorso poi vinto): ebbene io ho scritto che "gli altri continueranno a usare la mascherina", una frase del genere se non ricordo male, e che indicava come purtroppo la maggior parte di noi è costretta a usare questa cosa ,seppure come nel mio caso (deviazione del setto nasale e , di fatto inspirazione "normale" con una sola narice) ciò mi comporti mal di testa e fatica. Costui invece di dissentire in maniera pacata, mi insulta: posso accettare, perché è giusto , un'opinione diversa, ma non chi compie un attacco ad hominem. Se vuoi discutiamo su un tema, anzi sull'argomento, ma non posso accettare che tu ti comporti come Marco Travaglio quando attaccava Berlusconi. Definirlo il caimano o il nano di Arcore, non gli fa onore, anzi secondo me dimostra che o si è a corto di argomenti o non si conosce niente di ciò che fa o no fa ,in questo caso, Berlusconi. E come sempre , per tornare per esempio proprio all'Italia, ecco che si riparla di stoccaggio di scorie nucleari: e come per magia tutti i sindaci ,e non solo loro, si piazzano in trincea, e dicono "non nel mio giardino". Peccato che finora hanno ragliato solo sul Covid e non hanno speso una parola che sia una "per il ripristino delle libertà che i dpcm hanno limitato o di fatto eliminato"; peccato che se ne infischino della mancanza di veri posti di lavoro. Intanto che cosa gliene frega degli altri cittadini, di quelli senza lavoro o che lo stanno perdendo o che si suicidano, visto che per loro lo stipendio corre e continua, almeno per adesso , a correre? E i giornaloni e i giornalini (di periferia) danno una robusta mano ... ai sindaci e a chi per loro, per aggiungere al Covid qualche altra cosa. Volevo poi spendere una parola per dire che mi infastidiscono quelle pubblicità che si concludono così : in tutta sicurezza. Dico io: mi vogliono forse accogliere in un locale fatiscente o diroccato con il soffitto simile a quello di alcune scuole italiane ? e magari per vendermi un'auto o un mobile? Anche voi, pubblicitari, invitate i vostri clienti ad avere argomenti: lo so che ripaga di più lo spot con voce persuasiva , ma poi le scarpe devono essere comode al pari di un divano fatto per esempio in Italia. Essere spiritosi o menzionare cose che non sono pertinenti col prodotto, so bene che può ripagare nell'immediato, come Betty pacchetti perfetti: però nel medio o lungo periodo...ci saranno altri spot. Avete ragione voi, lo so che sono un coglione: ma non sarò vostro cliente, del resto sono povero in canna.  

giovedì 19 novembre 2020

Le domande da fare .. che non si possono fare!

 Tutti, chi più chi meno, ricorderanno le dieci domande che il giornale La Repubblica rivolgeva a Berlusconi nel 2009. Ora nel 2020 ci vorrebbe un giornale , degno di essere definito tale, e un giornalista anche lui degno di essere definito tale , che si prendesse la briga di rivolgere a Conte e al suo governo domande sul Coronavirus. Io ne rivolgerei anche qualcuna al Presidente della Repubblica. A Conte chiederei se ha i dati per sostenere che c'è un'epidemia, o pandemia , di Covid 19: e siccome è stato dimostrato che questo Covid 19 è , nella realtà, curabile come mai il governo ha messo in atto una serie di obblighi e divieti che i cittadini devono osservare. Tra questi due sono insensati: il distanziamento sociale e la mascherina. In merito ci sarebbe da chiedere a chi è competente, se questi obblighi siano in contrasto con le libertà e i diritti sanciti dalla Costituzione e se le conseguenze, già dimostrabili, dell'osservanza di questi provvedimenti (che occorre ricordare sono stati introdotti con un Dpcm) provochi effetti negativi dal punto di vista economico, sociale, relazionale, e aggravino problemi di salute psicofisica. Non mi sono spiegato bene, ma il senso di quanto sostengo si dovrebbe capire. I divieti, a mio parere, vanno anche a cozzare con la libertà di culto: non posso praticare la mia religione, mi viene impedito di riunirmi per pregare o per parlare. Si potrebbe continuare nell'elenco ma il punto chiave è se si può fare qualcosa, come per la libertà nel modo di curarsi. Ed è a questo punto che si può chiedere come mai viene proibito curare i pazienti con ciò che il medico decide sia meglio , invece di curare tutti nello stesso modo. Non entro poi in merito, seppure ci sarebbe spazio, dei danni economici causate dalle chiusure, da orari di lavoro sballati, da protocolli di lavoro assurdi. Ciò lo ricollegherei a quanto non fatto da Salvini in poi: lui doveva fare quando era al governo alcune cose che poi non ha fatto . Quindi è vero che questi Dpcm hanno fatto e fanno danni, costringendo persone al suicidio, chiudendo per sempre attività commerciali, impedendo di fatto uno sviluppo della società: ma è anche vero che detti problemi, come il costo del lavoro, il limite nell'uso dei contanti, l'impossibilità di assumere a costo basso (rif. ai contributi) collaboratori stagionali , c'erano anche prima e sono pure rimasti. Col risultato che c'è un mare di gente a spasso e che , seppure potrebbe riprendere parzialmente a lavorare, con il reddito di cittadinanza da poter ricevere, non accetta di andare a lavorare part time. Mi fermo qui pur sapendo che nessun giornale posterà on line o riporterà nel cartaceo le domande mie o , meglio ancora, quelle che una brava penna è capace di scrivere.    

lunedì 20 maggio 2019

IL PRIMO ” PUTSCH DEGLI ONESTI”

E’ stato nel numero  del 3 febbraio 1993 di “L’Italia Settimanale”, direttore Marcello Veneziani, e per cui lavoravo anch’io. L’articolo rivelava per primo che meno di un anno prima, il 2 giugno 1992, “a bordo del regio yacht Britannia (che si trova “per caso” nelle nostre acque territoriali) dei rappresentanti della BZW (la ditta di brocheraggio della Barclay’s), della Baring   § Co., della S.G. Warburg , e  dai nostri rappresentanti dell’ENI, dell’AGIP, di Mario Draghi del  ministero del Tesoro, Riccardo Gallo dell’IRI, Giovani Bazoli dell’Ambroveneto, Antonio Pedone del Crediop e da alti funzionari della Comit, delle Generali e della Società Autostrade [danno] il via alla svendita dello Stato. Prime vittime annunciate, i patrimoni industriali e bancari più prestigiosi.  Il nome dell’operazione èprivatizzazione”. Formula magica presentata alla collettività come unica cura per

mercoledì 20 febbraio 2019

IL POTERE LEGISLATIVO TROPPO VILE PER AFFRANCARSI DAL GIUDIZIARIO

“Caso Diciotti. Una consultazione on line per stabilire se il potere legislativo deve consegnare il potere esecutivo al potere giudiziario” (Bruno Vespa). Ben detto, bisogna riconoscerlo:  scolpisce l’aberrazione del cosiddetto “voto” sulla cosiddetta Piattaforma Rousseau, senza alcun controllo terzo  sulla  sua regolarità, dove –  sulla parola   –  un tal  Casaleggio ci ha assicurato che sì, per questa volta,  59 contro 41,  il potere legislativo non consegnerà il  potere  esecutivo al potere giudiziario.
Ma che dire della cultura politica dei piddini? Nello stesso momento scherniscono  e 

venerdì 20 aprile 2018

Se avessi potuto ...

Non ne faccio e non ne farò una malattia, ma se avessi potuto sarei andato volentieri al Salone del Mobile di Milano: e non certo per vedere o essere visto da Salvini, così come non ho visto Berlusconi mi pare fosse nel 2009, dopo il terremoto de L'Aquila. E' dal 1982 che ogni anno mi sono recato al Salone e avrò perso sì e no tre o quattro edizioni, forse cinque: ma non muore nessuno. Me ne faccio una ragione: soldi per venire non ne avevo, il mercato e la rete distributiva, ossia i posti dove vendere e dove devono recarsi i potenziali clienti, sono tutti, a mio parere, da rivedere e questo ancor prima di sapere "che cosa passa il convento". La mentalità levantina, dei commercianti, è come quella di certi politici: ci sono i politicanti, le meteore, che durano come certe farfalle, solo un giorno. Nel mondo dell'arredamento è più o meno la stessa cosa: chi c'è stato, e mi riferisco segnatamente ai giorni dedicati agli operatori del settore, sa bene che è come una sagra paesana, e con tutto il rispetto per le sagre e i paesi, c'è da dire che gli espositori non vedono molto in là nel tempo, non fanno progetti a medio termine. La cosa buona è che di norma c'è esposto il meglio, che deve catturare le attenzioni dei visitatori, che diventano in tanti casi i clienti del momento piuttosto che , ad esempio, i partner per futuri acquisti: in tanti casi ho visto migliaia di euro passare che so dai russi ai mobilieri veneti, per poi brindare con prosecco e degustare formaggi e salumi. Ed è giusto così, però mi sia consentito di sostenere che ci vuole altro, e non solo per ciò che riguarda la realtà italiana, ma anche per quella estera. Capisco che con alcune vendite ti raddrizzi la schiena, risani il bilancio, ti proietti già ai saloni di Mosca o dell'estremo oriente, e che se giochi bene le carte partecipando a diverse esposizioni vivi bene, così come so che non è indolore il costo per partecipare a queste manifestazioni. Ma la mia osservazione vuole mettere in luce che tu, artigiano del mobile o industriale, rappresenti, se vendi solo ai russi o agli stranieri, ben poco: perché tu e la tua azienda siete quattro gatti, perché ti fa schifo vendere i mobili in Italia (che poi è la tua patria) forse perché pensi che la gente non apprezzi le tue fatiche e il tuo ingegno. Allora ti dico che se siamo invasi dal ciarpame di certe aziende, se per gli italiani che devono comprare  i mobili conta solo il prezzo (che chissà perché per altro tipo di acquisto conta molto meno), è perché tu e i tuoi, ve le cantate e suonate da soli, non fate informazione. Sembrate quel tipo di persone, quei pseudo giornalisti, che testano le auto in tv: cazzo, vanno tutte bene. Mai e poi mai che abbiano dei difetti o che siano fatte male. Per i mobili basterà leggere i redazionali di qualche lecchino, gente che non sa neanche come si realizza un divano o una cassettiera, per capire che tutto è bello e tutto è conveniente. Logico che per acquistare o lo trovi da qualche pseudo venditore di mobili on line, di quelli che fanno la raccolta e dovrebbero avere a catalogo tutti i mobili ...ma con un po' di sconto, oppure te li vendono loro. E così che quattro gatti ingrassano a dovere. Ditemi dove sono i posti di lavoro. Ditemi dove sono i punti vendita ... Ma non quelli aziendali. Vorrei vedere negozi veri, non gente che si nasconde dietro le griffe , persone che amano il mobile, che te lo spiegano, che ti dicono i pregi e i difetti. Avevo una regola, e che vale anche per altro tipo di vendita, di commercio, e che mi piace ripetere: 
dimmi un motivo, una ragione, per cui dovrei acquistare questo mobile o questa sedia o quest'auto o quello che vuoi; ma poi dimmi anche i motivi e le ragioni per cui non dovrei comprare. Per certi versi è come la scritta che compare in certi siti, laddove sei invitato a sostenere il sito, ma subito c'è anche la scritta "fallo solo se ci credi". 

martedì 27 marzo 2018

Solo un’élite illuminata ha il diritto di governare il popolo



  

Sarkozy e la Hathor Pentalpha, superloggia del terrorismo

La lapidazione pubblica di un politico di rango non ha mai un’unica paternità: di solito sono tante le nubi che, a un certo punto, si trasformano in tempesta. E per un ex presidente della Francia, cioè di una delle cinque potenze atomiche con diritto di veto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il solo fatto di essere trattenuto in stato di fermo in una stazione di polizia, alla stregua di un criminale comune, costituisce l’atto d’inizio – il più eclatante – di una vera e propria demolizione a reti unificate. I giornali parlano di vendetta a distanza da parte degli ex fedelissimi di Gheddafi: prima di essere assassinato “su ordine dei servizi francesi”, il raiss di Tripoli avrebbe finanziato sottobanco, in modo cospicuo, la campagna elettorale di Sarkozy per le presidenziali del 2007 (in cambio di cosa?). 

Gli italiani ricordano ancora l’irridente impudenza con cui l’allora capo dell’Eliseo, insieme ad Angela Merkel, seppellì in mondovisione il moribondo Berlusconi, incalzato da mille inchieste e travolto dallo scandalo delle “olgettine”. Un sinistro preludio, per l’Italia, all’austerity di lì a poco imposta con il diktat della Bce firmato Draghi e Trichet, corroborato dal crollo delle azioni Mediaset e dall’esplosione pilotata dallo spread. «Gli italiani sono dei bambinoni deficienti, non si sono nemmeno accorti che siamo stati noi a inviargli il “fratello” Mario Monti, il nostro uomo», con l’incarico di sabotare l’economia del Belpaese, precipitandolo nel baratro della crisi: legge Fornero, pareggio di bilancio in Costituzione.

Lo dicono, nell’appendice del bestseller “Massoni” (edito da Chiarelettere a fine 2014), quattro pesi massimi della supermassoneria internazionale, protetti dall’anonimato ma «pronti a manifestarsi, nel caso qualcuno ne contestasse le affermazioni». Non ce n’è stato bisogno: Monti, Napolitano e gli altri si sono ben guardati dal chiedere all’autore del saggio, Gioele Magaldi, di rendere pubblica l’identità di quei quattro “vecchi saggi” del massimo potere in vena di rivelazioni. Accanto a un mediorientale e a un asiatico, a parlare sono uno statunitense (che ricorda da vicino lo stratega Zbigniew Brzezinski, da poco scomparso) e un francese, il cui identikit di eminenza grigia potrebbe benissimo corrispondere a quello di Jacques Attali, già plenipotenziario di Mitterrand e poi “padrino” e king-maker di Emmanuel Macron. 
 
La tesi del libro, assolutamente dirompente, è stata oscurata dai media mainstream: da decenni, il mondo sarebbe nelle mani di 36 Ur-Lodges, potentissime superlogge massoniche sovranazionali. Dopo l’iniziale dominio delle organizzazioni di ispirazione progressista, dall’era Roosevelt fino ai Kennedy, il potere sarebbe passato all’ala neo-conservatrice (Kissinger, Rockefeller, Rothschild) dopo il duplice omicidio di Bob Kennedy e del “fratello” Martin Luther King.

A seguire: una guerra segreta senza risparmio di colpi – da un lato il Cile del massone Pinochet e la Grecia dei colonnelli, ma anche i ripetuti tentativi di golpe in Italia con la complicità della P2 di Gelli, e dall’altro la Rivoluzione dei Garofani in Portogallo scattata non a caso il 25 aprile (del ‘74). Poi, lo sciagurato patto “United Freemansons for Globalization” per spartirsi la torta mondiale sdoganando il neoliberismo. Con in più una scheggia impazzita: la Ur-Lodge “Hathor Pentalpha”, nella quale – secondo Magaldi – figura anche il nome di Sarkozy, accanto a quelli del turco Erdogan, protagonista degli odierni orrori in Medio Oriente, e del britannico Tony Blair, l’indimenticato inventore delle inesistenti “armi di distruzone di massa” di Saddam Hussein, ovvero “la madre di tutte le fake news”. 

Saddam e la guerra in Iraq, cioè Bush junior, dopo la prima Guerra del Golfo scatenata da Bush senior. Il Rubicone è stato varcato con l’opaco, devastante maxi-attentato dell’11 Settembre (e la conseguente invasione dell’Afghanistan, seguita dalle guerre in Iraq e in Libia, dalla “primavera araba”, dall’atroce conflitto in Siria). 

Terrorismo “false flag”, sotto falsa bandiera – da Al-Qaeda all’Isis – secondo un copione basato sulla più accurata disinformazione, fotografato alla perfezione dall’immagine di Colin Powell che, alle Nazioni Unite, agita una prova falsa come la celebre “fialetta di antrace” per raccontare che il regime di Baghdad sarebbe stato pronto a sterminare l’umanità. Non fu solo una drammatica sterzata politica imposta dai “neocon” Usa, sostiene Magaldi: la strategia della tensione internazionale, che produce guerre in Medio Oriente e leggi speciali negli Usa e in Europa per rispondere agli attentati “islamici”, corrisponde alla sanguinosa strategia della “Hathor Pentalpha”, la «loggia del sangue e della vendetta» creata da Bush (padre) dopo la bruciante sconfitta alle primarie repubblicane inflittagli nel 1980 da Ronald Reagan. 

In questo modo, Magaldi spiega anche i due attentati simmetrici che seguirono, nel 1981: qualcuno sparò a Reagan il 30 marzo, e – per rappresaglia – i sostenitori occulti di Reagan armarono la mano di Ali Agca, che il 13 maggio sparò a Papa Wojtyla, eletto al soglio pontificio con il determinante appoggio di Brzezinski, allora vicino a Bush. Due minacciosi avvertimenti, con firme opposte ma identico stile: né a Washington né a Roma si sparò per uccidere.

Fantapolitica? Ne ha tutta l’aria: a patto di rassegnarsi all’idea che sia proprio la geopolitica a esser diventata “fanta”, rendendo possibile l’impensabile. «Dispongo di 6.000 pagine di documenti che comprovano quanto affermato nel mio libro», ribadisce Magaldi, a scanso di equivoci. Il problema? Nessuno, finora, gliene ha chiesto conto: meglio la congiura del silenzio, di fronte a pagine così sconcertanti e imbarazzanti. Le grandi scelte strategiche del pianeta – sottolinea l’autore – sono state messe a punto negli ultimi 30-40 anni da superlogge storicamente neo-aristocratiche come la “Three Eyes” e la “Compass Star-Rose”, insieme alla “Edmund Burke”, alla “Leviathan”, alla “White Eagle”. Sono loro a dominare ministeri, banche, università, istituzioni internazionali finanziarie “paramassoniche” come il Fmi e la Bce. Obiettivo: sdradicare Keynes dalla politica economica dell’Occidente: via il welfare e i diritti del lavoro, guerra alla sinistra sindacale, demonizzazione del debito pubblico, privatizzazione universale, fine dello Stato sociale come garante del benessere diffuso. Svuotare la democrazia, per restituire il potere all’oligarchia – finanza, industria, multinazionali – secondo un modello neo-feudale: solo un’élite “illuminata” ha il diritto di governare il popolo. E la tenebrosa “Hathor Pentalpha”?
 
«Semplicemente, la “Hathor” ha ritenuto che tutto questo non bastasse. Non era sufficiente il lavoro della Trilaterale, del Bilderberg, del Council on Foreign Relations: il nuovo ordine antidemocratico (come già in Italia durante gli anni di piombo, ma stavolta su scala mondiale) andava imposto con il terrorismo, a partire proprio dall’11 Settembre». Specchietto per le allodole, il saudita Osama Bin Laden reclutato dalla Cia in Afghanistan negli anni ‘70, in funzione anti-sovietica. «Bin Laden fu iniziato alla “Three Eyes”: me lo confidò proprio l’uomo che lo affilò, Brzezinski». Lo stesso Brzezinski, aggiunge Magaldi, rimase deluso dalla scelta di Bin Laden di passare poi alla “Hathor Pentalpha”, la superloggia dei Bush. Simboli eloquenti: Hathor è uno dei nomi della dea egizia Iside, cara ai massoni, e il suo nome in inglese è, appunto, Isis. 

«Anche l’uomo che si fa chiamare Abu Bakr Al-Baghdadi, stranamente rilasciato nel 2009 dal campo di prigionia iracheno nel quale era detenuto, è stato affiliato alla “Hathor Pentalpha”». Al-Baghdadi, il presunto capo del sedicente Isis: organizzazione terroristica che, quando ha perso terreno in Siria sotto il colpi dell’offensiva militare russa, ha cominciato a colpire l’Europa. Charlie Hebdo e Bataclan, Bruxelles, la strage di Nizza. «Tutti attentati spaventosamente stragistici, “firmati” con una simbologia nacosta e nient’affatto islamica, ma saldamente ancorata alle date-simbolo del martirio dei Templari nel 1300». 

Ne parla nel saggio “Dalla massoneria al terrrorismo” (Revoluzione) l’esperto simbologo Gianfranco Carpeoro, massone come Magaldi, altrettanto critico rispetto al potente mileu “latomistico” globalizzato, pronto anche a fare l’uso più cinico e spregiudicato di vasti settori dei servizi segreti, ridotti a strumenti di una “sovragestione” pericolosa, che sottomette gli Stati (e i governi eletti) ai disegni di una ristretta oligarchia. «Tutto quel sangue, in Europa, è nato da una rottura all’interno dell’ala reazionaria dell’élite supermassonica», ha ripetuto Carpeoro, in trasmissioni web-streaming come quelle di “Border Nights”.

Chi ha premuto sul tasto del neo-terrorismo interno – è la sua tesi – l’ha fatto per intimidire quegli elementi che, in seno all’oligarchia, si erano mostrati titubanti di fronte alla “linea dura”, quella delle stragi nelle piazze europee. Un allarme ripetuto più volte, nel 2017: «E’ in corso un’escalation, prepariamoci al peggio: in Europa potrebbe verificarsi un maxi-attentato come quello dell’11 Settembre». 

Previsione fortunatamente inesatta: «E’ vero», ammette Carpeoro, «le stragi sono cessate». Ma questo – spiega – dipende dal fatto che, “lassù”, si sono rimessi d’accordo su come agire, a cominciare proprio dalla Francia.
Ieri, all’Eliseo c’era Hollande, un politico da intimidire (come socialista ma anche come supermassone “di sinistra”, esponente della Ur-Lodge progressista “Fraternité Verte”), a capo di un establihment incalzato dal “populismo” di Marine Le Pen. Poi invece le elezioni hanno incoronato Macron, «che a differenza di Hollande – sostiene Carpeoro – è espressione diretta di quei circoli, responsabili della “sovragestione”», fino a ieri anche terroristica, all’occorrenza. E’ lo stesso Macron che, a giorni alterni, fa l’amicone dell’Italia, promettendo a Gentiloni – in cambio di cospicue cessioni di italianità – di difendere il Belpaese dai “cattivi” tedeschi. E’ cronaca: soldati italiani spediti in Niger a far la guardia all’uranio per conto dei francesi, voci sul ridisegno delle acque territoriali a favore dei pescatori francesi, vistosa ascesa del management transalpino nel cuore del “made in Italy”. 

Con Gentiloni e Macron, sostiene Federico Dezzani, l’Italia si auto-declassa al rango di neo-colonia francese, nell’illusione di trovare riparo dal rigore imposto dall’ordoliberismo teutonico. Sta davvero succedendo qualcosa di strano, “lassù”, se un big come Sarkozy finisce sotto interrogatorio in un commissariato di Nanterre? Significa che la famigerata superloggia “Hathor Pentalpha” è in discesa libera, nei piani alti della “sovragestione”? Inutile sperare in spiegazioni esaurienti: il mainstream si limiterà alle fonti giudiziarie sul caso Libiagate, mentre il pubblico assiste alla strana caduta di un ex superpotente come Sarkozy, in una Francia senza più attentati né stragi, dove l’oligarca Jacques Attali ha battezzato il nuovo regno di Macron, l’ex ragazzo prodigio della Banca Rothschild.

https://ningizhzidda.blogspot.it/2018/

domenica 18 febbraio 2018

I falsi

Non è da oggi che segnalo come alcuni conduttori di talk show siano dei falsi e dei venduti: anche chi , in teoria, dovrebbe servire il datore di lavoro, non lo fa. Il caso di Bel Pietro, rete 4, è esemplare: a parole e nel suo quotidiano, La Verità, sembra cantarne quattro, ma poi, come gli ha ricordato Vittorio Sgarbi una decina di giorni fa, "O ci sei o ci fai". Infatti quel modo di sottomettersi, di non rivolgere le domande giuste, di lasciare il tempo per argomentare le risposte, di mettere troppa carne al fuoco così da affumicare il posto e non far capire niente: è quello il risultato che vuole ottenere? Sembra di sì. E non solo lui, fa così.

Occhio che questi votano Pd. Perciò, fate propaganda, sapete voi per chi, e andate a votare

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-18.

Elezioni 001

«Secondo alcune stime sono più di 700 mila»

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«Solo nel 2016 infatti, hanno acquisito cittadinanza italiana 202 mila persone ed erano soprattutto marocchini e albanesi»

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«il 60% degli immigrati musulmani avrebbe votato partiti di sinistra; il 26% M5S, la Lega e Fratelli d’Italia appena l’1% mentre Forza Italia il 10%.»

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«Pensiamo solo alle unioni civili e ad altre battaglie laiciste che si scontrano con l’interpretazione classica musulmana»

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Questi dati non ammettono grandi commenti.

Concedendo la cittadinanza italiana agli immigrati islamici, i partiti delle sinistre hanno incrementato il loro Elettorato di circa 420,000 unità, addensate principalmente nelle grandi città.

Secondo il Termometro Politico il partito democratico dovrebbe arrivare al 21.5% e la coalizione di sinistra al 25.9%.

In termini di deputati, alla sinistra andrebbero 151 seggi, 295 al centro-destra e 147 al M5S.

Per il senato, invece, la sinistra piglierebbe 92 senatori, 134 il centro-destra e 72 M5S.

LeU otterrebbe 25 deputati ed 11 senatori.

Sicuramente questi 420,000 non saranno quelli determinanti, ma verosimilmente potrebbero essere quelli che impedirebbero al centro-destra di ottenere la maggioranza parlamentare.


→ La Stampa. 2018-02-18. Le elezioni e il peso del voto musulmano

L’immigrazione è certamente al centro di questa campagna elettorale. Ma se la questione degli irregolari si prende tutto lo spazio del dibattito, si dimentica che c’è invece una cospicua maggioranza di immigrati regolari che è un vero bacino elettorale. E, la fetta più grande, riguarda quelli di confessione musulmana con cittadinanza in tasca. Di che numeri parliamo? Secondo alcune stime sono più di 700 mila. Solo nel 2016 infatti, hanno acquisito cittadinanza italiana 202 mila persone ed erano soprattutto marocchini e albanesi. Un dato che ci dice inoltre quanto i nuovi italiani saranno soprattutto musulmani. Studiare l’identità di questa comunità islamica per capirne le sensibilità politiche dovrebbe interessare i politici, dato che ci troviamo di fronte a un vero bacino elettorale. E un aspetto d’identità della comunità musulmana italiana è senz’altro quello conservatore e tradizionalista. In uno studio dell’ Ipr Marketing, realizzato prima del fallimento della riforma sullo Ius soli, si sottolineava come il 60% degli immigrati musulmani avrebbe votato partiti di sinistra; il 26% M5S, la Lega e Fratelli d’Italia appena l’1% mentre Forza Italia il 10%. Percentuali che ben fotografano alcune contraddizioni. Perché quella cospicua fetta islamica (conservatrice e tradizionalista) che dovrebbe trovare affinità con il centrodestra, si accontenta trovando riparo nella sponda del centrosinistra, che oggi risulta più vicino alle sue esigenze, diritto al culto prima di tutto. E poco importa oggi, se questa stessa forza politica, sia l’antitesi di quelli che sono invece i valori di una forza conservatrice. Pensiamo solo alle unioni civili e ad altre battaglie laiciste che si scontrano con l’interpretazione classica musulmana. Poi certo, c’è anche una comunità musulmana laica e di sinistra, ma non rappresenta una maggioranza nel nostro Paese, bensì un’élite che trova spazio anche tra i giovani. Per chi voteranno dunque i musulmani d’Italia? Da una parte: i musulmani conservatori di origine straniera, e quindi più sensibili al dibattito sull’immigrazione dovranno opportunisticamente chiudere un occhio sulle radici ideologiche della sinistra e pensare solo alla difesa del culto e alle questioni migratorie. Dall’altra, i convertiti italiani (più di 100 mila), conservatori puri e meno implicati sul tema immigrazione, difficilmente si troveranno a mettere una croce a sinistra, ma si orienteranno piuttosto verso i 5 Stelle e centrodestra. E i musulmani laici? Vivono la stessa sofferenza della sinistra, soprattutto dopo il fallimento dello Ius soli e le ultime posizioni sul tema immigrazione. In conclusione, la maggioranza islamica in Italia voterebbe centrodestra, ma con le formazioni attuali e la campagna anti-islam portata avanti da Lega e Fratelli d’Italia certamente non lo farà preferendo la sinistra. Ma intanto, a questa fetta di elettori Silvio Berlusconi prova a strizzare l’occhio, con le sue posizioni sulla libertà religiosa evidenziate per smarcarsi da Salvini, che arrivò a parlare di incostituzionalità dell’islam. Posizioni, quelle di Berlusconi, condivise sui social network da molti musulmani. Come dire, se non riesce a convincere oggi a causa dei suoi compagni di coalizione, punta comunque sul futuro e apre uno spiraglio, perché sa quanto quell’elettorato sia in crescita e possa essere utile.


Avaaz : fai il contrario di ciò che ti sta chiedendo via mail

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-17.

2018-02-17__Avaaz__001

«The banality of evil transmutes into the banality of sentimentality»


Avaaz è una organizzazione che conta 47 milioni di membri in 194 paesi del mondo.

«Avaaz è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta i cittadini dentro ai processi decisionali in tutto il mondo.

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Avaaz esiste solo da 5 anni, ma è già diventata la rete di pressione politica online più grande e più efficace del mondo.
 The Guardian

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Avaaz, che significa "voce" in diverse lingue europee, mediorientali e asiatiche, è stata lanciata nel 2007 con una semplice missione democratica: organizzare i cittadini di tutte le nazioni per ridurre la distanza tra il mondo che abbiamo e il mondo che la maggior parte delle persone, in ogni luogo del mondo, vorrebbe.

Avaaz dà la possibilità a milioni di persone, ognuna con la sua storia, di impegnarsi su questioni urgenti di carattere globale e nazionale, dalla corruzione alla povertà ai conflitti e al cambiamento climatico. Il nostro modello di organizzazione su internet permette a migliaia di azioni individuali, non importanta quanto piccole, di combinarsi rapidamente in una potente forza collettiva. (Leggi dei nostri risultati sulla pagina In evidenza.)

La comunità di Avaaz agisce in 15 lingue grazie a un team di professionisti sparsi per il mondo e a migliaia di volontari. La nostra azione (firmando petizioni, finanziando campagne di comunicazione e azioni sul campo, inviando e-mail e facendo pressione sui governi, organizzando proteste 'offline', per le strade e nelle piazze e altri eventi) vuole far sì che il punto di vista e i valori dei cittadini in tutto il mondo influiscano sulle decisioni che riguardano tutti noi.» [Avaaz]

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«Avaaz è un'organizzazione non governativa internazionale istituita nel 2007 a New York che promuove attivismo su tematiche quali il cambiamento climatico, i diritti umani, i diritti degli animali, la corruzione, la povertà e i conflitti. La sua missione dichiarata è quella di permettere che i processi decisionali di portata globale vengano influenzati dall'opinione pubblica. L'organizzazione opera in quindici lingue diverse, e conta, stando al sito ufficiale, più di 43 milioni di membri iscritti in 194 paesi.

Essendo una comunità on-line, i membri effettivi sono considerati gli iscritti al sito. I membri della community possono essere definiti "attivi" dal momento in cui, via web, partecipano, sottoscrivono e diffondono le attività dell'associazione. L'associazione utilizza anche l'attività "concreta" di alcuni membri che agiscono nella vita reale (per esempio la consegna di petizioni direttamente ai referenti politici) e si avvale di alcuni membri stipendiati che sono direttamente assunti dalla Fondazione "Avaaz.org", con sede a New York» [Fonte]

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«Avaaz.org è stata cofondata da Res Publica, una "comunità di professionisti del settore pubblico con l'obiettivo di promuovere il buon governo, partecipazione civica e una democrazia deliberativa", e MoveOn.org, un gruppo non-profit americano di pressione verso politiche progressiste. È stata anche sostenuta dall'Unione Internazionale degli Impiegati di Servizio (SEIU) e GetUp!, una organizzazione non-profit australiana di campagne.

Tra i fondatori ci sono Ricken Patel, Tom Pravda, l'ex parlamentare della Virginia Tom Perriello, il direttore esecutivo di MoveOn.org Eli Pariser, l'imprenditore australiano progressista David Madden, Jeremy Heimans (cofondatore di Purpose.com), e Andrea Woodhouse. Il direttivo è composto da Ricken Patel (presidente), Tom Pravda (segretario), Eli Pariser (presidente del direttivo), e Ben Brandzel (tesoriere).

Il presidente, fondatore e direttore esecutivo di Avaaz è il Canadese-britannico Ricken Patel. Ha studiato Politica, Filosofia e Economia al Balliol College, Università di Oxford. Ha ricevuto un master in Politiche Pubbliche dall'Università di Harvard. Ha lavorato per l'International Crisis Group in diversi paesi nel mondo, inclusi Sierra Leone, Liberia, Sudan e Afghanistan, dove, ha dichiarato "ha imparato a portare le forze ribelli ai tavoli di negoziato, a monitorare le elezioni (di nascosto), e a ridare fiducia a un sistema politico un tempo corrotto e a capire quando le forze straniere venivano manipolate." È tornato negli USA e ha fatto il volontario per MoveOn.org, dove ha imparato come usare gli strumenti online per l'attivismo.

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Una inchiesta pubblicata su "Off Guardian" on line del 18 giugno 2015 ha messo in rilievo come sia "Res Publica" che "Move on" - ossìa le organizzazioni che hanno dato vita ad Avaaz - hanno certamente avuto Soros tra i loro cospicui finanziatori. Lo stesso articolo analizza le biografie dei fondatori e mette in guardia sulla insufficiente trasparenza dell'organizzazione.» [Fonte]

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«$20 million? That’s a lot of generosity right there. But yes, the money is definitely rolling in. In an article from 2012, Empire Strikes Black links to Avaaz’s 990 form for 2010, which demonstrates an annual income from “contributions and grants” of $4,767,187 in 2009, and almost half as much again in 2010. Similar returns from 2012-13 show figures of $11,611,547 and $14,545,459 respectively.» [Fonte]

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«Res Publica is a bit hard to pin down. Their Wiki link leads nowhere now, and their URL is dead. There seems to be nothing much about them online that adds more information than the brief summary offered by Avaaz, but NGO Monitor tells us they: "received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008."» [Fonte]

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«Moveon.org are easier to trace. Their website is still active. They are a Democratic party front group, currently campaigning against GMO salmon, the Confederate flag, Greek austerity and numerous other things, many of which seem eminently reasonable. According to the WaPo they received $1.6 million from “George Soros and his wife” back in 2004.» [Fonte]

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«The International Crisis Group has George Soros as a “trustee” (my how that man gets around). Other trustees include Wes Clark, former NATO Supreme Allied Commander, Carl Bildt, former Prime Minister and Foreign Minister of Sweden, several retired state department officials, ambassadors, diplomats and prime ministers.» [Fonte]

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«Tom Perriello, the second name on Avaaz’s list of individual founders is a “United States State Department official”, and a lawyer, who “served one term as a U.S. Representative for Virginia’s 5th congressional district.” He is also a member of the Democratic Party. He formerly served as President and CEO of Center for American Progress Action Fund and Counselor for Policy at Center for American Progress» [Fonte]

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«A fourth co-founder worth mentioning is David Madden,ex-army officer and “entrepreneur”. David’s previous employers include (go on – guess) the World Bank and – once again – the United Nations» [Fonte]

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Ma Avaaz estende ben oltre i propri orizzonti. Sarebbe lungo addentrarvisi, ma questo sarebbe un primo passo:

Avaaz: The Lobbyist that Masquerades as Online Activism

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Avaaz, Soros, Israel and the Palestinians

«Avaaz was co-founded in 2007 by “Res Publica, a global civic advocacy group, and Moveon.org.” The former received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008. The latter received a $1.46 million grant from George Soros in 2004. Res Publica describes Avaaz.org as its “primary current project.”

According to a 2007 ABC News report on Avaaz.org’s call for the firing of Paul Wolfowitz as president of the World Bank, Avaaz.org is a “global advocacy group funded by philanthropist and financier George Soros, MoveOn.org and the labor group SEIU.”

According to the 2009 Form 990 (page 87) filed by the Open Society Foundations, OSF gave $600,000 to Avaaz.org via New York-based Res Publica; $300,000 for “general support to Avaaz.org” and $300,000 for “Avaaz.org’s work on climate change.”

A check into OSF 990s for 2010 or 2011 show no grants for Avaaz nor Res Publica. According to its 2011 990, Avaaz.org’s total revenue for that year was $7,519,028. Avaaz.org claims it is “wholly member-funded.” Avaaz does not publish a detailed list of donors on its website or 990 forms, and therefore this claim cannot be verified independently.

Avaaz.org is active in the Israeli-Palestinian arena. Its 2011 campaign “Palestine: the time is now,” was aimed at pressuring the UK, France, and Germany to support a Palestinian bid for recognition. The petition and accompanying video titled “Middle East Peace – The Real Story” promotes the Palestinian narrative. In 2007 Avaaz.org launched a petition calling to “End the Siege of Gaza: Ceasefire Now” demanding an end to the “blockade and growing humanitarian crisis in Gaza” and “ensure the free flow of supplies by land, sea or air.”

Avaaz.org teamed up with the anti-Israel, BDS group Jewish Voice for Peace during the 2013 AIPAC Policy Conference purchasing hundreds of anti-AIPAC billboards posted in downtown Washington, DC subway stations.»

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Avaaz in Italia.

Sono in molti ad aver ricevuto la seguente e-mail.

«Cari avaaziani in tutta Italia,

quasi nessuno sembra essersene accorto, ma secondo gli ultimi sondaggi alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza al Senato e 20 per quella alla Camera!

Ma c'è un modo per fermarli -- strappargli per pochi voti i seggi più incerti.

In tutta Italia, ci sono almeno 25 collegi in cui basta che poche centinaia di noi decidano di votare per il candidato con più possibilità di battere quello dell’estrema destra per cambiare l'esito delle elezioni nazionali! Questo perché in ogni collegio chi prende più voti va direttamente in Parlamento!

Questa battaglia è veramente importante! Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la "razza bianca" debba essere "protetta", che l'omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie. Possiamo fermarli... assieme!

Clicca qui sotto per sapere se il tuo seggio è in bilico e chi è il candidato che ha maggiori possibilità di vincere:

In alcuni collegi il candidato favorito è del Movimento 5 stelle, in altri del Partito Democratico o di Più Europa. La campagna di Avaaz non sostiene nessuna coalizione o partito ma ha l'unico obiettivo di evitare che partiti estremisti arrivino al governo del Paese. Clicca per farci sapere se nel tuo seggio pensi o meno di votare il candidato che può fermare questa coalizione dell'odio.

E se non vivi in una delle zone più in bilico, sicuramente hai degli amici a cui queste informazioni potrebbero essere utili! In quel caso, condividi con loro la pagina e informali di questa campagna. La nuova legge elettorale ha introdotto dei candidati per ogni circoscrizione, ma pochissimi elettori sanno quali sono e ancora di meno quali hanno reali possibilità di essere eletti.

I membri di Avaaz supportano partiti molto diversi tra loro. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, da +Europa a Liberi e Uguali o Potere al Popolo e molti altri. Ma sono uniti nel rifiuto dell'estrema destra violenta e razzista. E la maggior parte vuole unirsi e fermare l'ascesa al potere di questa coalizione dell'odio.

Non tutti saranno disposti a cambiare le loro intenzioni di voto. Ed è giusto così. Ma basta che poche centinaia di noi in ogni collegio si uniscano per sconfiggere l'estrema destra, e possiamo farcela.»

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Ricapitolando:

«alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza .... Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la "razza bianca" debba essere "protetta", che l'omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie»

Mr Soros non avrebbe potuto essere più chiaro.

giovedì 15 febbraio 2018

Ecco cosa dico a questo Signor PM della procura di Pescara

erò la non certezza della pena è anche il motivo per cui ci ritroviamo fior di imprenditori che, denunciati per bancarotta (delitto terribile perché i danneggiati sono altri imprenditori, se non gli stessi dipendenti, i quali non vedranno mai i soldi che si sono guadagnati) o per omesso versamento IVA (quindi non contribuiscono alla gestione della cosa pubblica come dovrebbero, con evidente danno economico per tutta la società), continuano a fare la bella vita, come se non avessero alcun debito con lo Stato e i cittadini. Anche perché, diciamolo chiaramente, che il nero non paghi il biglietto del treno ci rompe assai, ma l’imprenditore che non paga le tasse…..eh, quello è un figo!
Ecco, allora, domani posterò su Facebook le foto di tutti gli indagati della mia Procura per bancarotta o omesso versamento Iva mentre stanno al ristorante, in vacanza o in giro sulle loro favolose auto (tutte foto facilmente reperibili su Facebook) scrivendo “in Italia quello che manca è la certezza della pena”.
Ovviamente non posso farlo e mai lo farei. Ma sono stufo di sentire commenti beceri. E sono ancora più stufo del fatto che i social network diano voce a chi non ha nulla da comunicare se non l’odio sociale.
Un Pubblico Ministero della procura di Pescara

Fonte: www.rollingstone.it/
Caro il mio PM , mi fa piacere che se la prenda con gli imprenditori denunciati per bancarotta eccetera eccetera. Dovrebbe però ,se come credo sa fare il suo mestiere, distinguere e non dire, come ho sentito sempre ripetere da conoscenti degli uffici finanziari, tipo agenzia delle entrate o ufficio iva per intenderci, che la legge si applica e non si interpreta...sennò. Sennò che cosa? Te lo dico io, allora: intanto occorre vedere se uno, come ho cercato di dimostrare io presentando un memoriale cartaceo scritto di pugno (in stampatello,se non ricordo male : così che fosse leggibile) al curatore, bisogna vedere se e perché uno è finito , prima con un'istanza di fallimento (e nelle udienze,nel mio caso, finché c'era stato giudice un tale, di cui non faccio il nome, costui mi aveva dato ragione, e infatti aveva respinto l'istanza): vedi i conti, e ascolta le ragioni, e mira a trovare un accordo. Invece da come ha scritto e come è riportato da rollingstone.it, parte lancia in resta, con il pregiudizio, tipico di certa magistratura, che i commercianti, mi scusi, gli imprenditori, sono tutti dei truffatori e imbroglioni della peggiore specie , gente che non paga i fornitori e ,se ha dipendenti a libro paga, come minimo li sfrutta e li paga in ritardo. Ecco la buona notizia: non è sempre così, e come diceva il buon Bud Spencer, "la verità impara a cercartela da solo, invece di dare retta a certa gentaglia". Ergo, chiedi, parla a quattrocchi con l'imprenditore e senza mettergli ansia e senza registrare la conversazione: potessi, dovresti stare con lui a lavoro e vedere come cazzo fa o come cazzo non fa a fare soldi, a quadrare i conti. Pensa solo, ti do del tu, che io sono stato condannato perché avrei sottratto dei beni pignorati di cui ero stato nominato custode: e hai voglia di invitare giudice e pm a chiedere al curatore di mostrare l'elenco dei beni che avevo in magazzino, e a spiegare che mancava un tv da 14 pollici che, essendo rotto avevo buttato via. Ricordo ancora, sono passati dieci anni, che gli dissi che , è vero, forse non dovevo buttarlo nel cassonetto. In poche parole mi hanno condannato e meno male che c'era l'indulto, e ne ho dovuto approfittare. Ma vuoi sapere perché sono stato processato? No? Te lo dico lo stesso: me la sarei potuta cavare con un'ammenda, una sanzione amministrativa , di meno di 1.000 euro se, gli avvocati che avevo non mi avessero mollato lungo strada, una volta dichiarato fallito. In poche parole non mi ero presentato alle udienze, l'avvocato nominato d'ufficio non so neppure chi fosse, e come si dice "la cosa è andata avanti". Ecco perché è vero che indulti e condoni possono liberare delinquenti, ma possono anche correggere il tiro. Quindi al posto tuo o suo, non generalizzerei con la storia dei bancarottieri, anche perché il sottoscritto non ha nascosto tesori:  ha solo chiesto, inutilmente, di poter riprendere a lavorare, e che cosa dovrei fare per cercare di recuperare (anche se forse servirebbe a poco) gli anni di mancati versamenti previdenziali (non ricevo versamenti dal 2004!). Ovvio che la gente, e forse tu o lei fra questi, mi dice di andare a cagare: con tutti i problemi che ci sono e le cose da fare, vuoi o vuole che io sia in cima ai pensieri di chi, tipo Silvio Berlusconi, parlava della seconda chance? Lo diceva quando voleva imitare Bush, quando, con somma gioia forse anche di certa magistratura, voleva importare in toto il modello carcerario Usa: quindi belle carceri private, giudici che condannano di brutto la gente per il famoso "faro dell'auto spento o fulminato", ecco ci siamo capiti. Quindi quelli come me, quando leggono o sentono, certe parole, un po' ne risentono, si incazzano pure, vorrebbero rivedere chi li ha condannati e giudicati "male", e dirgliene quattro: non certo mettergli le mani addosso o rompergli il setto nasale. Però un paio di mesi in un'azienda, vedere come vanno davvero le cose, scoprire che non si è evasori perché non si paga l'iva ma solo perché si deve scegliere se pagare stipendi e utenze o versare ,appunto, l'iva . Peccato che proprio l'iva in alcuni paesi è molto più bassa: magari abbassandola, come dicono alcuni economisti e gente del mestiere*, si aumenterebbero gli acquisti e si potrebbe migliorare proprio la situazione dei commercianti o imprenditori in difficoltà. O no?
* Chissà perché quando si parla di leggi, di giustizia o di ordine pubblico, si intervistano e si sentono i pareri di giudici, di sindacati di polizia: e invece, quando si parla di iva, accise, tasse, si sentono sopratutto i commercialisti o gli economisti e qualche volta i cerchiobottisti , ossia le associazioni di categoria.

mercoledì 26 luglio 2017

Guardare e andare nella direzione

E' possibile che non ci si renda conto che , seppure è vero che c'è il problema dei migranti, ciò che conta sono i problemi degli italiani? Sembra di rivedere il film che abbiamo vissuto a partire dall'11 settembre 2001, con degli spin off che si sono susseguiti negli anni, fino appunto all'invasione dei migranti nella nostra nazione. Infatti , in quel film si vede chiaramente come la maggior parte di noi fosse intenta ad analizzare, dedicandosi anima e corpo , alle vicende delle torri gemelle, di Saddam e Al Qaeda , di Bin Laden e Arafat, fino a Gheddafi e Putin: ma , come si diceva una volta, e a quelli di casa non ci pensate mai? A parte il caso di Berlusconi e di Grillo, persone inaffidabili secondo me e che ,se critico ne critico l'operato e le idee, dei problemi nostri, di chi deve girare 20 e più uffici per aprire un'attività, di chi aspetta anni per sapere se ha passato un concorso oppure no, di chi vede riaprirsi graduatorie dove era in testa per scoprire, una volta riaperte che è in coda o a metà, ecco che di ciò non importava a nessuno. Ora sappiamo che non importava niente, perché come si diceva una volta "la cosa non mi tange": in quegli anni stavo non benissimo ma discretamente, poi a partire dal 2011, con l'arrivo di Monti e compagni, ho iniziato a preoccuparmi.

lunedì 12 giugno 2017

Chi è causa del suo mal

Come dice Maurizio Blondet in un post odierno che potete leggere sia sul sito maurizioblondet.it sia su rischiocalcolato.it dove ho anche lasciato un mio commento*, le speranze sul M5S ma anche su altri possibili partiti che avevano promesso un cambiamento, sono naufragate. Nel caso di Grillo e dei 5 Stelle, sinceramente anch'io , qui da noi in Sardegna, quindi a livello locale, non lo avrei votato: motivo? Visto come si comportano gli altri sindaci del movimento, tipo Appendino che aumenta gli stalli a pagamento e non interviene sul problema dei migranti che occupano intere palazzine e creano danni,di ogni tipo, nei quartieri dove presenziano, mi dà un motivo per non votare 5 Stelle. Qui ad Assemini, per quanto ne so, hanno aumentato le tasse sui rifiuti solidi urbani, problema che pare non sia stato risolto neanche dalla Raggi a Roma.
Tuttavia , prendendo spunto un po' da quanto scritto da Blondet e un po' da un'intervista rilasciata da Massimo Fini, mi chiedo se sappiamo che cosa deve o non deve fare un sindaco o un assessore comunale, e se lo sappiano anche gli eventuali candidati. Può risolvere i problemi dei posti di lavoro che non ci sono? Ditemi che cosa è messo lì a fare, perché se questo non è di sua competenza e l'altro non spetta a lui, che cosa cavolo ci viene messo a fare: a tagliare nastri di inaugurazioni di giardinetti che diventano i negozi di spaccio o luoghi dove si mangia e si lascia sporco tra vomito piscio e cartacce? I rubinetti diventano dei bidet a cielo aperto, per chi ancora si lava. Diceva Blondet che tutti i partiti e le persone di riferimento, da Mariotto Segni a Silvio Berlusconi passando per la Lega di Umberto Bossi e i vari Ulivi e Margherite, non sono riusciti ,volenti o nolenti a concretizzare niente (aggiungo io, che non siano accordi su cui gli elettori e i cittadini non hanno messo né possono mettere naso e bocca): Segni poteva fare un mucchio di cose al pari di Berlusconi, che ha solo permesso a Tremonti di creare Equitalia e dotarla di superpoteri, tipo le ganasce fiscali. Non ha tolto le accise o cancellato gli studi di settore, né ha messo un'aliquota flat o abbassato l'iva. Quell'altro che ha avuto il suo momento di gloria, Di Pietro, era ed è un fissato con la riforma della giustizia, quasi sia la panacea che ci darà lavoro e benessere...e come lui altri. Il Pd e altri della sinistra si sono fissati,invece, con nozze gay,migranti, iu soli, e vaccini, buona scuola, e con un bavaglio a internet che,con la scusa dei controlli su bullismo , impedirà di poter discutere di ...tutto, da ciò che ha fatto il fascismo all'industria delle prigioni negli Usa, dal fatto che per me la famiglia esiste ed è fatto da un maschio e una femmina e dei figli se ne arrivano, fino al voler sapere qualcosa sulle scie chimiche e perché mai dobbiamo continuare ad avere così tante basi militari con soldati nostri e di altre nazioni...Alla luce di quanto sopra chi perde così malamente o chi non vince, è perché non convince, non è credibile o non è più credibile: Beppe Grillo, quando urla o alza la voce, quando sorridendo mi dice “italiani”, oltre a non strapparmi né risate né un sorriso, mi sa tanto di sfottò , di presa per il culo, e mi fa incazzare, come quando definivo lui un parolacciaio , e dicevo a lui e Travaglio di non definire Silvio lo “psiconano” o il “nano di Arcore”, ma di andare ad attaccarlo sui provvedimenti non presi, sulle cose da fare (dille anche tu, tira fuori idee...se ne hai) e non fatte (abbiamo visto che cosa hanno fatto i sindaci eletti, Pizzarotti compreso). E non mi piace andare a parare con la