Pensate solo a quando eravate giovani o più giovani: potevate sopportare certe cose? Le ingiustizie per esempio? Uno sfottò di troppo o anche un coglione che passa col rosso o che ,avendo parcheggiato a cazzo di cane, impedisce l'uso del marciapiede? Penso proprio di no. Allora , perché oggi, che un decreto sicurezza ci impedisce di fatto di poter manifestare liberamente, un sistema di informazione che non ci consente di sapere come stanno e vanno le cose, accettiamo tutto questo senza reagire, senza far niente? E' anche vero, come ho già ricordato, che un conto è poter parlare e ben altra cosa è essere ascoltati, così come è vero che una manifestazione, se pure autorizzata, può essere relegata e confinata così da essere silenziata e ignorata: un po' come i programmi trasmessi alle 4 del mattino, ossia fatti e trasmessi per non essere visti. Ecco che i finti oppositori e i falsi contro informatori, hanno gioco facile : fanno in modo che si parli ma che non si ottenga niente. Le cose sembra che possano cambiare ma non cambiano. Oltretutto si fa in modo di indirizzare l'attenzione verso temi che, a conti fatti, interessano ben poco chi ha un lavoro del tubo, chi non ha nemmeno quello, chi vive situazioni di estremo disagio. Gli anestetici, ovvero sia il calcio e altri sport o qualche finto evento, per fortuna sembrano avere poco effetto: ciò che adesso manca è qualcuno che abbia i coglioni quadrati e sappia mostrare le cose come stanno per davvero. Non parlo di un messia, di un duce, di un comico , ma di qualcuno che sappia di cosa parla e di che cosa vuole parlare: dovrebbe anche aver l'umiltà di conoscere i propri limiti, e invitare chi è competente in materia a esporre problemi e indicare soluzioni. Detto così può sembrare la solita solfa, ma i mostrare le priorità, indicare tempi e modi per affrontarle , penso sia la cosa migliore da fare . Ma se uno pensa soltanto a distrarsi, certo non gliene faccio una colpa, ma inviterei costui a pensare se ha voglia di reagire al modus operandi di questi figli di puttana. Attenti ai falsi guru, ai falsi profeti: sono quelli che limano, che cercano di non dire, che vi invitano a prendervi la vostra responsabilità quando commentate e , soprattutto, notate bene che non entreranno mai nel merito delle questioni e faccende: anche perché sono solo dei pappagalli che leggono le veline, che possono parlare e scrivere solo di quello che gli viene indicato e imposto. Oltretutto sono una manica di ignoranti, forse gente che non ha mai lavorato e non ha mai combinato una cazzo nella vita, gente che ambiva al posto fisso nello stato ma per non lavorare: volete che sappiano qualcosa? Sanno solo quello che gli conviene: cioè ammansire, anestetizzare, ogni tipo di reazione. Che non vuol dire rompere le sedie in testa a chi pure se lo meriterebbe: ma vuol dire organizzare qualcosa di efficace per cambiare, in meglio, le cose. Facile a dirsi difficile a farsi: certo, ed è per questo che servono persone con idee, con proposte e soluzioni, e non certo blog o siti che vogliono solo diffondere notizie che allarmano e che fanno incazzare, senza mai farle seguire da proposte e cose da poter fare per migliorare la situazione.
giovedì 18 dicembre 2025
DRONI: – BASTA LA PAROLA di Antonio Evangelista
Forse ce ne siamo dimenticati, così meglio ricordare e, se fa, agire o reagire. Ecco un articolo comparso sul sito occhi sul mondo.
Il particolare che racconta il tutto.
C’è una parola che oggi basta da sola a spiegare tutto. È piccola, tecnologica, apparentemente neutra. Drone. Una sillaba che diventa minaccia, una sagoma indistinta che si allarga fino a coprire un intero continente.
L’Europa, ci viene detto, è sotto attacco. Non da eserciti, non da carri armati, ma da qualcosa di più subdolo: droni russi. Il particolare diventa il tutto. Il singolo avvistamento si trasforma in strategia globale. La parola precede i fatti.
1. Il drone: un oggetto minimo per una paura totale
Negli ultimi mesi l’Europa è stata immersa in un clima di allarme continuo. Dichiarazioni, titoli, conferenze descrivono un continente assediato da presunti droni russi. L’ammiraglio Cavo Dragone arriva a sostenere che «un attacco preventivo ibrido contro la Russia potrebbe essere considerato un’azione difensiva». Una frase che, da sola, riassume il meccanismo: la difesa che precede l’attacco, la paura che precede la prova.
Ma cosa resta, se si stringe l’inquadratura?
Lo storico Tarik Cyril Amar parla di guerra cognitiva rivolta non contro un nemico esterno, ma verso gli stessi cittadini europei. E infatti, quando si guarda da vicino, il grande assedio si scompone in dettagli banali:
•Il presunto cyberattacco GPS all’aereo di Ursula von der Leyen non è mai avvenuto.
•Le incursioni nello spazio aereo estone derivano da un accordo del 1994 che riduce lo spazio nazionale a tre miglia.
•L’inchiesta del quotidiano olandese Trouw mostra che in almeno quattordici casi non si trattava affatto di droni: in Belgio erano piccoli aerei o elicotteri, in Danimarca e nel Limburgo stelle, in Norvegia una nave.
Il quadro generale nasce così: un continente spaventato da oggetti che non esistono, ma che funzionano perfettamente come simboli. Come nel vecchio slogan pubblicitario: basta la parola.
2. La guerra ibrida: un nome che copre una direzione precisa
La NATO definisce la guerra ibrida come un intreccio di strumenti militari, economici, informativi ed energetici. Una definizione ampia, elastica, che permette a qualsiasi pressione di rientrare nella categoria.
Ma anche qui il particolare chiarisce il tutto.
Nel 2014 Victoria Nuland liquida l’Unione Europea con una frase rimasta celebre: «You know, fuck EU». Una battuta che diventa chiave di lettura. Da quel momento, il processo si fa visibile:
•il sabotaggio di infrastrutture europee come Nord Stream;
•l’oscuramento selettivo dell’informazione;
•i dazi e le pressioni commerciali statunitensi;
•l’imposizione di forniture energetiche più costose.
Questa è la guerra ibrida reale: non quella subita dall’Europa, ma quella esercitata su di essa. Un conflitto che non bombarda città, ma orienta paure, consensi, decisioni politiche.
3. La finanza: il motore invisibile dietro il rumore delle armi
Per capire chi beneficia di questa tensione permanente basta un salto indietro nel tempo. Un altro particolare, un’altra epoca, lo stesso meccanismo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale:
•la disoccupazione negli Stati Uniti crollò da otto milioni a 670.000;
•le grandi corporation triplicarono profitti e contratti;
•IBM passò da 46 a 140 milioni di dollari annui;
•le banche si arricchirono finanziando lo sforzo bellico.
Jacques R. Pauwels lo sintetizza così: «L’incubo degli anni Trenta terminò grazie alla guerra combattuta dall’altro lato dell’oceano».
I nomi sono dettagli, ma raccontano il sistema:
•Prescott Bush e Fritz Thyssen;
•Standard Oil e l’aviazione del Reich;
•DuPont e IG Farben;
•Ford e i camion della Wehrmacht;
•IBM e le macchine Hollerith.
La regola non scritta resta immutata: se un dittatore compra, il capitalismo vende. Come ho scritto in Mediterraneo, stesso sangue stesso fango, una guerra per procura contro la Russia può diventare, di fatto, una guerra contro l’Europa.
4. Tre episodi, un’unica narrazione
Nord Stream. Bucha. Il tentativo di corruzione di un pilota russo. Tre episodi distinti che funzionano come sineddoche narrative: il caso singolo che giustifica l’intera politica.
•Nord Stream: sabotaggio annunciato, attribuito senza prove a Mosca, oggi collegato a militari ucraini.
• Bucha: corpi rimasti sulla via Yablonska per settimane senza decomporsi, senza insetti, animali, senza tracce biologiche, in contrasto con ciò che Robert Fisk descrisse a Sabra e Chatila nel 1982, quando «furono le mosche a farcelo capire» dopo appena ventiquattro ore.
•Il pilota russo: il tentativo di spingerlo a bombardare la Moldavia per creare un pretesto NATOUE.
Tre dettagli che diventano una sola frase: la Russia è il male, l’Europa deve armarsi.
Una frase utile a molti: finanza globale, industria bellica, colossi energetici, think tank, piattaforme digitali, apparati politici. Non ai cittadini. Non alla diplomazia.
Conclusione: la parola che sostituisce la realtà
Il drone non è il problema. È il simbolo.
La guerra non è mai inevitabile: è sempre il progetto di qualcuno. E oggi il particolare — un avvistamento, una foto, una parola — viene usato per raccontare un tutto che conviene a pochi.
L’Europa non è sotto attacco dei droni russi. È sotto attacco di una narrazione che usa la paura come arma, la guerra ibrida come metodo, e la finanza come regia.
Perché, ieri come oggi, la guerra è un mercato. E chi lo governa non indossa uniformi, ma cravatte.
Antonio Evangelista
mercoledì 17 dicembre 2025
Una manica di deficienti
Quando si viene a sapere che giornalisti o avvocati, come è avvenuto e avviene in Germania con Reiner Fuellmich per esempio, vengono sanzionati o , come nel caso dell'avvocato Van Kessel in Olanda, non si può restare indifferenti e occorrerebbe agire. Cioè non basta riportare , ahimè , solo il fatto , la notizia: ma sarebbe più opportuno suggerire se e cosa fare. Mi dispiace se alcuni guru della controinformazione affermano che, di fatto, non c'è niente da fare con lo strapotere di multinazionali, di governi autoritari o eterodiretti. Che cosa vuol dire? Che ce ne dobbiamo stare zitti e buoni e aspettare che ci sopprimano, con pseudo vaccini, o ci lascino rinchiusi non nelle città da 15 minuti ma nelle periferie da 15 minuti? Ecco che con un governo, questa volta il nostro, che con il decreto sicurezza ci impedisce anche le manifestazioni pacifiche, che fra poco ci impedirà il volantinaggio, e già ci impedisce di dissentire dalle notizie ufficiali propagandate dai media compiacenti, che cosa possiamo mai fare? Non ne ho idea, ma proprio per questo l'invito è sempre valido: chi ha qualche idea in tal senso, la trasferisca , la comunichi, la diffonda e si confronti.
venerdì 7 novembre 2025
“Renzi d’Arabia”: cosa ci faceva in Egitto invece della Meloni?
Di Agata Iacono, lantidiplomatico.it
Una notizia che non ha suscitato domande né scalpore mediatico: che ci facevano Matteo Renzi e la moglie Agnese in Egitto, in veste ufficiale e nelle foto di rappresentanza, accanto ai reali e ai capi di Stato?
Per la megagalattica, faraonica (è il caso di sottolinearlo) inaugurazione del Grand Egyptian Museum, il primo novembre al Cairo, era stata ufficialmente annunciata la partecipazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in rappresentanza ufficiale dell’Italia.
Alla solenne inaugurazione hanno partecipato, fra gli altri, il Premier greco Mitsotakis, quello bulgaro, il re del Belgio, il presidente tedesco Steinmeyer, la figlia dell’Imperatore giapponese, il presidente del Congo, quello eritreo, il palestinese Abu Mazen, il Granduca del Lussemburgo, il re di Spagna, tutti i leader del Golfo, per un totale di circa 79 delegazioni straniere. Erano presenti tutti gli Emiri Arabi.

Renzi con il presidente egiziano Al-Sisi
E Giorgia Meloni?
Il 29 ottobre apprendiamo, sempre in sordina e con omertà, da un trafiletto del Sole 24 ORE, che “La missione in Egitto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prevista per sabato 1 novembre, non figura più nell’agenda ufficiale poiché è stata annullata. La Premier avrebbe dovuto partecipare all’inaugurazione ufficiale del Grand Egyptian Museum (Gem) a Giza, nei pressi del Cairo“.
Al suo posto manda, sempre in silenzio e senza risalto, il ministro Giuli, come se l’evento fosse stato improvvisamente declassato da occasione internazionale di relazioni e accordi (proprio dove si svolgono le “trattative” sul futuro del Medio Oriente) a mera tematica museale.
Nelle photo opportunity, insieme ai re, agli emiri, ai principi e ai capi di Stato, accanto ad Al-Sisi, c’è infatti Renzi.
Perché la Meloni ha annullato? Eppure sul caso Regeni l’Italia ha dato forfait. Forse per la presenza di Matteo Renzi?
Il 26 giugno 2025 Matteo Renzi è stato nominato consulente strategico presso il Tony Blair Institute for Global Change (Tbi), l’organizzazione non-profit fondata dall’ex Premier britannico “con l’obiettivo di sostenere i leader politici e i governi di tutto il mondo nella costruzione di società aperte, inclusive e prospere in un contesto globalizzato“.

E Blair farà parte del cosiddetto “Consiglio di pace” di Trump, unico altro membro citato pubblicamente fino a questo momento. La scelta è ricaduta sull’ex Premier laburista, al potere tra il 1997 e il 2007, perché da oltre un anno lavora a proposte per la gestione di Gaza attraverso il suo Tony Blair Institute for Global Change, in coordinamento con Jared Kushner, genero di Trump ed ex consigliere per il Medio Oriente.
Soprannominato “Renzi d’Arabia”, durante il suo mandato parlamentare suscitò polemiche per essere stato assiduo relatore in eventi e come membro del consiglio esecutivo di organizzazioni legate alla Future Investment Initiative, in Arabia Saudita, con un compenso di circa 80.000 dollari all’anno per “attività di consulenza”. Renzi ha anche partecipato a eventi come il Future Investment Initiative a Riyadh, dove è stato membro del comitato esecutivo.
Se dovessimo unire i puntini, potremmo addirittura dedurre che la vera posta in gioco non siano le mummie e le faraoniche sale museali d’Egitto.
A pensar male…
Di Agata Iacono, lantidiplomatico.it
05.11.2025
Agata Iacono. Sociologa e antropologa.
Fonte: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-renzi_darabia_cosa_ci_faceva_in_egitto_invece_della_meloni/
I soliti idioti censurano
“Approvo la scelta del Teatro Filarmonico di Verona, che ha annullato l’esibizione di Ildar Abdrazakov. Non si tratta principalmente d’una questione di sicurezza, pur importantissima: le arti e più in generale la cultura russa, al pari delle altre, sono sempre benvenute in Italia quando rappresentano un veicolo di dialogo e pacificazione fra i popoli. Non così, invece, quando diventano lo strumento di propaganda al servizio di un potere dispotico che non può e non deve avere diritto di cittadinanza nel mondo libero”.
Così il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli In una nota, la Fondazione Arena di Verona aveva annunciato: “Ildar Abdrazakov non prenderà parte all’opera Don Giovanni, in programma al Teatro Filarmonico di Verona dal 18 al 25 gennaio 2026”. La decisione dopo le proteste contro il baritono russo, giudicato vicino alle posizioni di Putin. (askanews)
mercoledì 5 novembre 2025
GIORNALISTA LICENZIATO PER DOMANDA SU ISRAELE: IL CASO DI GABRIELE NUNZIATI. Avrà la solidarietà del Tg1 o della 7?
Pone una domanda su Israele alla Commissione europea e viene licenziato dalla testata giornalistica per cui lavora. È ormai un caso quello del giornalista Gabriele Nunziati, su cui intervengono anche alcuni esponenti politici.
La domanda di Nunziati su Russia e Israele
“Avete ripetuto più volte che la Russia deve ripagare la ricostruzione dell’Ucraina“, aveva detto Nunziati alla portavoce della Commissione Europea, Paula Pinho. “Pensate che Israele deve ripagare la ricostruzione di Gaza?”, aveva aggiunto il giornalista durante la conferenza stampa a Bruxelles.
“È una domanda interessante, ma non rilasciamo alcun commento“, aveva risposto la portavoce. Domanda interessante per l’Unione Europea ma che non è piaciuta ai capi dell’Agenzia Nova, la testata giornalistica per cui lavorava Nunziati, che denuncia di aver ricevuto una comunicazione, due settimane dopo: “Il rapporto di collaborazione con l’agenzia stampa si interrompe“.
Nunziati racconta di avere ricevuto alcune chiamate dai suoi superiori, che gli avrebbero fatto capire di non aver apprezzato la domanda.
La posizione di Agenzia Nova sul caso Nunziati
La versione di Agenzia Nova chiarisce meglio quanto accaduto: “Quella del giornalista era una domanda tecnicamente sbagliata: la Russia ha invaso l’Ucraina senza essere provocata; Israele ha subito un’aggressione armata“. Questa la precisazione fornita a Fanpage dell’agenzia stampa, lasciando a ciascuno le proprie conclusioni.
“Avevamo detto più volte al giornalista la nostra posizione sulla questione”, aggiunge Agenzia Nova, sottolineando che il video in cui Nunziati pone la domanda sarebbe stato ripreso da presunti canali propagandistici russi e legati all’Islam.
Sul caso Nunziati interviene il Movimento 5 Stelle. Tra gli altri, chiede chiarezza l’europarlamentare Gaetano Pedullà. Quella del giornalista era “una domanda lucida e coerente, a cui la portavoce imbarazzata non ha saputo rispondere”, dice Pedullà. “Sarebbe gravissimo se la Commissione avesse avuto un ruolo in questa ennesima pietra tombale sulla libertà di stampa in Italia“, conclude l’europarlamentare.
https://www.byoblu.com/2025/11/05/giornalista-licenziato-per-domanda-su-israele-il-caso-di-gabriele-nunziati/
Di quello che dicono i falsi 5 stelle , non me ne importa una mazza, visto come si sono comportati quando sono stati al governo ( questione covid, ovviamente, ma anche i problemi economici della nostra nazione sono stati trattati come voleva il Colle e non gli italiani che hanno votato 5 stelle) e anche oggi in commissione Covid. Semmai mi farebbe piacere la solidarietà da parte di giornalisti e cittadini, che già nei commenti su byoblu, quest'ultima, almeno, appare. Quanto all'agenzia nova, ecco può andarsene al diavolo: non la leggevo prima, ancor meno adesso. Consiglio? Cercate notizie altrove, ma non leggete le loro!
E in Lombardia succede questo
Sfiduciata per aver rilanciato su Instagram una ‘storia’ di Robert Kennedy Jr. sul collegamento tra vaccini e autismo. È accaduto ieri al Consiglio regionale lombardo, a rimetterci il posto è Federica Picchi, sottosegretaria allo Sport e ai Giovani. Aver divulgato le affermazioni del segretario alla Salute degli Stati Uniti gli è valso il solito marchio “no vax” e una mozione di sfiducia delle opposizioni (PD, M5S e AVS) in cui la si è accusata di essere “non adeguata alla sua permanenza in carica, in quanto le sue affermazioni ledono l’integrità istituzionale e la credibilità delle politiche regionali in materia di salute pubblica”.
Quando si è trattato di votare la mozione di sfiducia con scrutinio segreto, almeno 20 franchi tiratori appartenenti alla maggioranza di centro-destra hanno aperto il fuoco contro la sottosegretaria. Risultato: la mozione di sfiducia è passata con 44 voti a favori e 23 contro. E pensare che, annusando quanto stava per accadere, in soccorso di Federica Picchi, alla vigilia del voto, sono saliti da Roma due pezzi da novanta di Fratelli D’Italia: Giovanni Donzelli e Arianna Meloni, che si sono prestati a saluti e foto poi condivise sui social. Non è bastato.
Dopo il voto, le opposizioni hanno avuto gioco facile, non solo nel rimarcare le divisioni della coalizione di governo, ma anche nel rispolverare la stucchevole retorica secondo cui qualsiasi critica ai vaccini equivale a un’eresia ed è pertanto impronunciabile. Dunque ecco che il capogruppo Dem Pierfrancesco Majorino, primo firmatario della mozione, ha affermato: “La spaccatura della coalizione di destra è evidentissima e ogni voto segreto è per loro a rischio. Le affermazioni novax non sono compatibili con ruoli di responsabilità in Regione Lombardia”. Di “figuraccia” e di “insopportabili ammiccamenti no vax” ha invece parlato Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento 5 Stelle.
Mentre il capogruppo della Lega Alessandro Corbetta ha accusato le opposizioni di “mozione politica” e di voler “censurare un libero pensiero di un esponente politico”. Ma chi sono i venti consiglieri di maggioranza che insieme alle opposizioni hanno silurato Federica Picchi? I sospetti cadono inevitabilmente su Forza Italia, partito sempre allineatissimo quando si parla di coercizioni sanitarie, ma i suoi seggi in consiglio regionale sono soltanto 6, quindi i “traditori” sono da ricercare anche altrove. Nella Lega? Oppure nello stesso partito di Giorgia Meloni? Il tema sarà inevitabilmente oggetto di discussione nella coalizione: dopo lo scioglimento del Nitag avvenuto lo scorso settembre per volontà del ministro della Salute, il dogmatismo scientifico continua a serpeggiare nel centro-destra e a procurare figuracce, sia a livello locale che nazionale.
https://www.byoblu.com/2025/11/05/sfiduciata-per-una-storia-di-robert-kennedy-jr-opposizione-e-maggioranza-votano-contro-la-sottosegretaria-allo-sport-in-lombardia/
Di certo M5 stelle o tutti questi partiti, compreso Fdi ossia falsi d'Italia, non avranno mai il mio voto: ma non basta. Occorre fargli guerra, combattere le loro idee e modo di intendere la vita: obblighi vaccinali, soldi e armi , acquisti di F35 o di gas dagli Usa. Basta: bisogna pensare al proprio paese. C'è chi ci ricatta? Parliamone pubblicamente, facciamo i nomi e i cognomi di questi individui, visto che a Pasolini e altri è stato , attraverso l'omicidio, impedito.
Certamente non ne parlerà il Tg1 o altri media di regime. Vogliono che ,sul Covid, la gente dimentichi
OLANDA, MINISTRO DELLA SANITÀ AGEMA CONFESSA: “COSTRETTI A SEGUIRE ORDINI NATO, USA E NCTV, COVID ERA OPERAZIONE MILITARE ED È ANCORA IN CORSO
+martedì 4 novembre 2025
Le parole della Zakharova sull'Italia
“Ricordo – scrive la portavoce degli Esteri in Russia – che a maggio di quest’anno il ministero degli Esteri italiano ha riferito che ‘il sostegno italiano all’Ucraina, compreso l’aiuto militare e in contributi versati attraverso i meccanismi Ue, ammonta a circa 2,5 miliardi di euro, di cui circa un miliardo per i rifugiati, 310 milioni per il sostegno al bilancio statale e 93 milioni per attività umanitarie’. Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente i soldi dei suoi contribuenti, l’Italia crollerà tutta: dall’economia alle torri”. Il duro messaggio ha sconvolto il ministero degli Esteri italiano, che ha replicato. “Parole squallide e preoccupanti. Perché confermano l’abisso di volgarità in cui è piombata la dirigenza di Mosca. A nessuno in Italia, proprio a nessuno, sarebbe mai venuto in mente di gioire, di speculare su un incidente, una tragedia in cui siamo ancora tutti coinvolti come popolo italiano”.
Dice bene la portavoce degli esteri della Russia: nel concreto ha detto che "i soldi gli italiani dovrebbero spenderli per il proprio paese", diversamente l'Italia continuerà ad andare di male in peggio. Questo invece lo dico per chi, non so per quale ragione, pensa che uno goda se in un'altra nazione avvengono sciagure e tragedie: siamo i primi che si fiondano se , dall'altra parte del globo c'è un terremoto o uno tsunami, sempre pronti a mandare persone e denaro (quest'ultimo a promesse). Mentre in casa nostra ci sono le scuole pericolanti, i terremotati nostrani sono ancora di fatto accampati, e appunto i soldi sono impiegati in altro.
Sfratti veloci se non paghi due mesi di affitto: la proposta di Fratelli d’Italia.
Dopo due mensilità d’affitto non pagate potrebbe scattare lo sfratto “rapido”. È quanto propone Fratelli d’Italia con un disegno di legge che introduce una procedura amministrativa alternativa a quella giudiziaria: se l’inquilino non salda entro 15 giorni, un’Autorità per l’esecuzione degli sfratti potrà emettere il titolo di sgombero in una settimana, con esecuzione entro 30 giorni e intervento dei servizi sociali solo nei casi più gravi. In parallelo, la Lega punta a rafforzare il dl Sicurezza contro le occupazioni abusive, prevedendo sgomberi immediati anche per immobili non abitati e pene fino a sette anni. Due iniziative diverse ma complementari, che esaltano la tutela della proprietà privata a discapito della protezione sociale, in un Paese dove le famiglie in affitto sono sempre più vulnerabili e gli sfratti in costante crescita.
La proposta di legge depositata al Senato, a prima firma del senatore Paolo Marcheschi (FdI), prevede una procedura speciale in cinque articoli con l’istituzione di un nuovo ente: l’Autorità per l’esecuzione degli sfratti, collegata al Ministero della Giustizia. In sintesi: dopo il mancato pagamento di due mensilità consecutive l’inquilino ha 15 giorni per saldare. Se non lo fa, il proprietario può rivolgersi all’Autorità, che entro sette giorni emette il titolo esecutivo di rilascio, senza passare per il tribunale. Lo sfratto dovrà essere eseguito entro 30 giorni, prorogabili fino a 90 giorni, nei casi di particolare fragilità sociale o su richiesta dei servizi sociali. Il disegno di legge prevede comunque alcune tutele: per chi ha ISEE inferiore a 12.000 euro, in caso di morosità dovuta a licenziamento, malattia grave o separazione, è previsto un rinvio della procedura e accesso a un “Fondo nazionale per l’emergenza abitativa”. Il testo mira a ridurre i contenziosi civili – uno degli argomenti-chiave della maggioranza – e a contrastare le locazioni “mordi e fuggi”.
La Lega, in parallelo, annuncia che presenterà a breve un pacchetto di norme “sgomberi-veloci” che valorizzi non solo le prime case occupate, ma tutti gli altri immobili privati. La proposta del Carroccio si inserisce in coerenza con la linea seguita dal governo nella materia della sicurezza abitativa: nel Decreto‑legge 11 aprile 2025, n.48, noto come “dl Sicurezza”, è stato introdotto il delitto di “occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui” (art. 634-bis c.p.), punito con reclusione da 2 a 7 anni. L’obiettivo dichiarato è dare maggior tutela ai proprietari privati vittime di occupazioni, prevedendo una procedura accelerata: il Pubblico Ministero può disporre lo sgombero “lampo” della casa occupata, spesso in meno di 30 giorni. In altre parole, mentre si rafforzano le misure penali per contrastare l’occupazione abusiva, si accelera anche la via amministrativa-giudiziaria per lo sgombero degli inquilini morosi.
La proposta di introdurre sfratti rapidi si inserisce in un quadro sociale già segnato da precarietà e rischia di trasformare la povertà abitativa in una nuova emergenza strutturale. Il contesto sociale in cui tutto ciò si muove è reso ancora più critico dai dati: secondo l’Istat nel 2024 le famiglie in povertà assoluta erano oltre 2,2 milioni, pari all’8,4% delle famiglie residenti. Tra queste, 1.049.000 famiglie in affitto vivevano in povertà assoluta, quasi la metà del totale. Quanto agli sfratti per morosità, nel 2024 sono state emesse 40.158 sentenze (di cui 30.041 per morosità), con richieste di esecuzione pari a 81.054 (+9,8% rispetto al 2023). Negli ultimi anni, gli sfratti sono aumentati del 218%, mentre il caro-affitti assorbe fino al 44% del salario medio degli operai. Il mercato immobiliare è fuori controllo, con canoni insostenibili e salari fermi, e lo Stato ha ridotto drasticamente i fondi per il sostegno all’affitto. In questo contesto, velocizzare gli sgomberi rischia di aggravare le disuguaglianze e colpire famiglie già fragili, trasformando la casa da diritto sociale a bene di mercato. Liberare rapidamente gli immobili non significa risolvere il problema della morosità, ma solo spostarlo, senza offrire alternative reali a chi è in difficoltà e perde l’abitazione. Senza un piano strutturale di edilizia pubblica e sostegni concreti, il rischio è quello di un Paese dove abitare diventa un privilegio, non un diritto.
Enrica Perucchietti
https://www.lindipendente.online/2025/11/03/sfratti-veloci-se-non-paghi-due-mesi-di-affitto-la-proposta-di-fratelli-ditalia/
Come direbbe Edoardo Bennato "quante brave persone", che sono stati "mandati" al governo per realizzare non ciò che si pensava, ma bensì ciò che aveva in mente Draghi e seguire le indicazioni e i diktat dell'Ue. Diversamente una legge simile , sarebbe anche accettabile se ci fossero , disponibili, le case comunali per gli italiani. Ma così non è. In ogni caso Fdi , falsi d'Italia o finti d'Italia, si dimostra come un gruppo di persone, che ora è al potere o quanto meno lo esercita, che non cura gli interessi dei cittadini : che dire delle aziende che chiudono , che delocalizzano, che vengono acquisite per pochi euro, senza che Fdi Lega e sodali facciano qualcosa per impedire tutto ciò?
mercoledì 15 ottobre 2025
NASCE L’APP ANTIBUFALE PER LE SCUOLE: RISCHIO INDOTTRINAMENTO?
Visto su byoblu.com , articolo scritto da Arianna Graziato
Nasce l’applicazione “Missione anti-bufala”.
Con l’obiettivo di portare gli studenti “a lezione di Fake news”, il progetto coinvolge oltre 500 scuole – elementari e medie – e più di 300mila alunni.
L’app, presentata all’Università Roma Tre, è realizzata in collaborazione con Repubblica, che ne spiega il funzionamento:
“Il compito è: 48 ore per trovare notizie assurde”.
I protagonisti di Missione anti-bufala sono “figure stilizzate e colorate dei ragazzi e della loro prof, che iniziano un gioco di domande e risposte sulle fake news, su come le bufale funzionano, perché colpiscono le nostre emozioni, su come farsi qualche domanda prima di abboccare”.
Il progetto è patrocinato dal Parlamento europeo e gestito da Vik, la start-up italiana di educazione civica digitale.
Vik, Very Important Kids, realizza campagne educative sui temi dell’Agenda 2030 e corsi di formazione per studenti dai 9 ai 13 anni.
La start-up è finanziata da FuturED, una rete che aiuta le startup a crescere più velocemente offrendo il supporto economico di aziende come Pfrizer, Cisco e Vodafone.
L’app Missione anti-bufala, che ancora non si trova sul Play Store per essere scaricata, dovrebbe diventare una vera e propria “guida anti-bufala, con tanto di allarmi gialli e allarmi rossi”.
Se non si differenzierà poi dalle applicazioni già sviluppate da Vik, potrebbe essere composta da quiz e sfide giornaliere, assegnando “punti e badge” per scalare la classifica dei più grandi sbufalatori.
Il lancio della nuova applicazione arriva in contemporanea con il report sul futuro dell’istruzione 2025 di GoStudent. Questa ha intervistato 12mila genitori, studenti e insegnati in diversi Paesi europei.
Il rapporto evidenzia come gli alunni non sarebbero in grado di distinguere fra fake news e realtà.
Per il 43% dei partecipanti, per esempio, “il Covid è stato creato in laboratorio“, e la pandemia del 2020 è stata sostanzialmente indotta.
Bufala secondo il mainstream, verità accertata secondo le indagini del dipartimento della Salute statunitense.
E ancora, c’è chi afferma che “il mondo sia governato da un’élite segreta” (41%). Il 23% dei ragazzi ritiene poi che “gli sbarchi sulla Luna non siano mai avvenuti”, mentre per il 29% “i vaccini sono una cospirazione”.
Dati che sicuramente hanno allarmato Repubblica e il Parlamento europeo, non sia mai che i giovani pongano legittime domande sui fatti che ci raccontano.
fonte https://www.byoblu.com/2025/10/15/app-per-distinguere-fake-news-arriva-nelle-scuole/
Senza parole ma dovevamo aspettarcelo. Sullo sbarco sulla Luna si può andare su luogocomune.net e vedere dei video che "ci pongono domande". Sul covid19 ci sono dei siti che fanno un'ottimo riepilogo, così da offrire un quadro di insieme con "numero di decessi precedenti il covid e riportando, laddove possibile, il numero dei decessi per morti improvvise": penso a comedonchisciotte o renovatio21.
martedì 14 ottobre 2025
I pezzi di m
Quando si viene tempestati di articoli dal tono minaccioso per non dire terroristico, e che sono accompagnati dalla famosa pubblicità "mirata", non è difficile fare due più due. Purtroppo si leggono, troppo spesso, articoli che il buon google notizie propone di sua iniziativa, e alcuni di questi addirittura si possono leggere solo se si accettano i famosi cookies o ci si abbona: i temi che questi signori del ca propongono sono del tipo " da domani in auto , se ti fermano al posto di blocco, non dovrai avere solo questo ma ti servirà ...". Per sapere , a loro avviso, di che cosa si tratta devi leggere dieci schermate o , se preferite, dieci paragrafi e forse, dico forse, alla fine lo saprete. Di articoli simili, tipo "dovrai ripetere gli esami di patente per guidare", ecco che si scopre che se hai la patente B e vuoi guidare un mezzo pesante, devi conseguire la D o la E oppure la C: cosa che tutti, immagino, sappiamo bene. E così via. Di avviso diverso sono quelli che ti mettono la strizza per i pignoramenti, presso terzi o sul tuo conto che verrà azzerato, oppure che fanno dei veri e propri redazionali per agenzie di recupero crediti o pseudo banche (una vera banca presta i soldi e non va a recuperarli: sempre che sia giusto recuperare cifre esorbitanti e gonfiate ad arte). Mai e poi mai che ci siano articoli che aiutino a difendersi da questi squali, mai che ci sia un sito che invita avvocati o cittadini o associazioni. a contattarli perché cos^ gli possono fornire aiuto per aiutare, a propria volta, i propri clienti e associati. Ci sono due verità che vorrei a questo punto confidarvi e che so che molti di voi già conoscono, ma è bene diffondere: "ci sono merde che si calpestano , e merde che si salutano (almeno per educazione : ricordatevi di salutare per primi, così da non dover rispondere al saluto). L'altra è che "non tutte le merde diventeranno concime".
E' un vero peccato che anche i siti di controinformazione su agenzia delle entrate, recupero crediti, fallimenti, accesso al credito, non scrivono un beato tubo: non basta che tu, cara tv, inviti le persone a parlare, quasi in stile fininvest , dei propri guai e raccontare le propri vicissitudini e peripezie. Affronta i casi in generale, offri a tutti o alla maggior parte dei milioni ,che so, di falliti un'idea, uno sportello amico di riferimento, onde costoro possano rivolgersi così da riprendere o iniziare a vivere. Diversamente, te lo dico da ex frequentatore della caritas, le persone rimarranno nella stessa situazione.