domenica 9 settembre 2018

AL PORTO DI BARI SONO IN ARRIVO NUOVE E GIGANTESCHE NAVI DI GRANO CANADESE E FRANCESE. COLDIRETTI DOV’È?

Come riportato da Stopeuro http://www.stopeuro.news/al-porto-di-bari-sono-in-arrivo-nuove-e-gigantesche-navi-di-grano-canadese-e-francese-coldiretti-dove/
ormai sappiamo che una nave è arrivata ieri e una dovrebbe attraccare domani mattina presto, verso le 5 se non erro: il discorso è il solito, e cioè che in tanti casi occorre monitorare o non abbassare la guardia. ma sopratutto non cantare troppo spesso vittoria, non esaltarsi: che non vuol dire vivere una vita mogia da cane bastonato, ma neppure mettersi a ballare la macarena per ogni punto a favore degli italiani. Quando si vince, occorre organizzarsi e non dimenticare che ci sono altre battaglie da combattere e da vincere, e che un buon risultato può e deve far aumentare il numero di persone che si aggiungono a chi, come noi, fa gli interessi degli italiani. 
Per il resto questa domenica mi conferma che , purtroppo, il web il
mondo e il nostro paese, è pieno di persone che ignorano perché vogliono ignorare: e non mi riferisco, appunto, solo a internet, ai miei commenti volutamente ignorati, o ad argomenti che ho segnalato più di dieci anni fa e che oggi stranamente alcune menti illuminate e ben più capaci di me di scrivere, ri-portano agli onori dei loro siti e alla vostra attenzione. Infatti ,di norma, trasferisco spesso i discorsi da bar nei miei post, ma giustamente ognuno vivendo una propria realtà ha delle necessità e dei problemi che sono presenti nella città o regione in cui lui vive : tuttavia ci sono o possono ravvisarsi similitudini, per cui, perché non informarsi su come stanno affrontando questioni simili che so in Calabria o nelle Marche? Come risolvono il problema universale della raccolta dei rifiuti o come fanno a spostarsi? Occhio! Non vuol dire che noi cagliaritani o sassaresi o triestini o milanesi, dobbiamo per forza di cose prendere un modello o uno stile di vita, e applicarlo e seguirlo pari pari . Anzi: vederlo e valutarlo, se del caso bocciarlo in toto o in parte. Può anche succedere che facendo le pulci possiamo evidenziare e rilevare cose sbagliate e che ,chi lo ha applicato, vuoi per essere il primo o vuoi anche per risolvere velocemente un annoso problema, non ha visto: accecati dal dover per forza sistemare le cose, si può non vedere che il sistema è sbagliato. Nel nostro caso abbiamo avuto due problemi due, tra i tanti, affrontati e risolti ,a detta di tanti cagliaritani, male : nel senso che ,sempre noi dei bar e delle strade, fancazzisti e "oreri" (termine sardo che sta per "perditempo", coloro che contano le ore...guardando un tempo la gente che passa, aggiungendo oggi uno sguardo allo smartphone) riteniamo che "raccolta dei rifiuti urbani" e "piste ciclabili e viabilità", siano stati affrontati adottando modelli presi in prestito da altre realtà. La chiudo facilmente con due considerazioni: Cagliari è pianeggiante solo sul lato del mare, e in poche altre zone. Il soprannome che ha, in Sardegna, è "Casteddu", e i cagliaritani sono i "casteddai" o "casteddaiusu", termine usato in modo ironico e come sfottò, per significare che sono (siamo) superbi, pensiamo di essere superiori e migliori del resto dei sardi. In realtà siamo spesso dei copioni, o se preferite facciamo ricerca, ma copiamo male e non troviamo quello che cerchiamo: ecco che sapere che ci sono numerose salite, sopratutto quelle che portano verso il centro della città, e che le strade hanno "quella larghezza", avrebbe dovuto far riflettere sulla creazione di piste ciclabili in alcune strade che, guarda caso, sono per i cagliaritani importanti e di passaggio. Sarebbe stato meglio lasciare le piste ciclabili laddove, come nel viale Poetto e di fronte alla spiaggia, è stato compiuto un intervento radicale, quasi ultimato se non erro. Invece nelle strade cittadine, è stata ridotta la carreggiata, di bici ne passano poche e con una certa difficoltà per via dei tombini, di persone che scendono dal marciapiedi per raggiungere la propria auto, o anche per sportelli che si aprono all'improvviso creando spavento nei ciclisti (che si riprendono subito imprecando e lanciando maledizioni). Da dire che i ciclisti, casco non indossato a parte, non usano né avvisatori acustici né bici dotati di luci o catarifrangenti: passi per l'assenza di parafango, peggio per loro se si schizzano i vestiti. Sulla raccolta dei rifiuti la questione è più semplice ma ha dei punti in comune con la questione biciclette: le strade sono quelle che sono, ma sono tanti i palazzi con 5 6 7 e 8 piani. Se non ricordo male il palazzo più alto ha 14 piani, poi ne ricordo due o tre che di piani ne hanno 12, mentre il resto viaggia, nella parte bassa della città, quella più densamente popolata, con appunto palazzi non altissimi, ma che compongono alcuni isolati. Ed ecco che una raccolta, differenziata, porta a porta, risulta difficilmente realizzabile, seppure logicamente, come nel caso delle piste ciclabili, già messa in atto in diversi quartieri. Il punto è che i mastelli, i bidoni, non tutti i cittadini sono in grado di portarli in strada nelle ore e nei giorni stabiliti, e disporli, oltretutto, di fianco all'ingresso del palazzo, dello stabile, e poi, dulcis in fundo, riprenderli per riportarli all'interno della propria abitazione: ci sono diversi anziani, alcuni vivono da soli, e alcuni stabili, anche con quattro piani, sono ancora privi di ascensore; c'è la questione di ingombro sul marciapiede , sia quando si "lascia" sia quando è stato "svuotato". Immaginiamo che su 6 oppure 10 bidoni, tre vengono riportati quasi subito da persone che "non avendo un tubo da fare, tipo pensionati oppure amici del bar, li riportano a casa", ma gli altri sei o sette rimangono sul marciapiede a creare disagio e fastidio ai passanti, oltre al fatto che non è così decoroso (vedrete come saranno ridotti i poveri bidoni dopo alcuni mesi d'uso). Ecco che questo tipo di raccolta, che viene già effettuato in altre località dell'isola con sistemi e modi simili, va bene appunto in piccoli centri, dove ci sono "case sparse" oppure anche qui a Cagliari, ma nei quartieri storici e dove ci sono "case basse" e strade piccole e strette, dove è difficile piazzare i cassonetti: ecco che questi ultimi, in alcune città sono stati interrati, dispongono di sistemi di apertura non liberi come quelli adesso ancora in uso in città, ma con tessere magnetiche che segnalano l'orario di apertura. Qui invece hanno criminalizzato i cassonetti, dimenticando che la raccolta porta a porta, e l'ho visto con i miei occhi e chiunque può verificarlo, è lenta e rallenta il traffico: oltre al fatto che, ad esempio, tu o io per non intralciare il marciapiede, che magari è già stretto di suo, disponiamo i bidoni "anche uno sull'altro", ma l'operatore dopo che li ha presi e svuotati, non può "perdere altro tempo" e fare anche lui la stessa cosa. Quindi ben venga un servizio più razionale, ma che non vada a discapito dei cittadini: la chicca poi sarebbe quella dei nuovi posti di lavoro, e che sono stati individuati nei giovani, nelle coop o società di servizi, che con una spesa tra i 50 e 70 euro mensili, vengono a casa tua e prendono il bidone della spazzatura nei giorni stabiliti, per poi ovviamente riportarlo al piano o a casa, eventualmente, questo viene pure lavato e disinfettato. Allora la solita domanda: dov'è il risparmio per l'utente? Direte : tutto questo casino per cosa? Ve lo dico subito: se ci fosse chi si deve candidare alle prossime comunali, ecco che potrebbe individuare delle cose da cambiare e da correggere, e per molti cagliaritani, questi due temi, insieme alla pulizia delle strade e i parcheggi a pagamento, le case popolari e gli immobili da rimettere in sesto , la metropolitana di superficie e i collegamenti aerei e navali, penso che ci sia materiale su cui iniziare già da adesso a discutere. Non dico di non andare al mare e mettersi a parlare di queste cose, però perché aspettare?    

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