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mercoledì 29 gennaio 2025

Peccato di omissione

 Il peccato di omissione è forse il più grave tra quelli che vengono citati nei libri che sono sacri ai cristiani. Del resto Nostro Signore fa presente, a chi chiede di entrare nel regno dei cieli, che quando era "carcerato o malato", che non si è fatto vivo, non gli ha portato né visita né conforto: quanto ho appena scritto è , ovviamente, una mia sintesi di alcuni passi del vangelo. Girarsi da un'altra parte, far finta che non ci sia niente da vedere o su cui intervenire, stile magistratura e giornalisti durante il periodo del covid, laddove si sarebbe dovuto investigare e farsi delle domande, denota come il peccato di omissione sia più diffuso di quanto si immagini. Tanto è diffuso quanti sono i danni che esso genera. Fregarsene, come faceva o diceva qualcuno durante il famigerato ventennio , ha conseguenze nefaste non solo per il menefreghista: possiamo pensare a chi ha perso il lavoro, chi costretto a vaccinarsi ha perduto invece la salute , chi sempre in conseguenza della vaccinazione è morto, chi ha visto sgretolare amicizie e frequentazioni. E' comunque sempre, in teoria, rinsavire e cercare di porre rimedio a quanto non si è fatto, tralasciando le ragioni per cui si è rimasti a guardare senza agire. Ora più che mai è importante muoversi. Da tempo , grosso modo dal 2004, invito le persone a fare qualcosa per chi fallisce, sia economicamente che personalmente, nei rapporti umani: chiedevo, già da allora, che si si facesse sapere che i dati personali non vengono distrutti dopo tot anni come prevede la legge (non ricordo quale, ma so che c'è, che esiste); non si possono tenere sine die documenti cartacei che so, su un mancato pagamento di una cambiale e neppure far leva su questo per non concedere un fido o un prestito: ma invece si fa. Ecco cosa chiedevo e chiedo: di intervenire, di fare qualcosa o, in seconda battuta, di chiedere a chine sa di più se e cosa si può fare di immediato e di efficace. Un po' quello che chiedevo all'inizio del covid, quando qualcuno con i dpcm imponeva ai cittadini italiani divieti su divieti: chiesi a chi ne sapeva o doveva sapere più di me, se si potevano adottare provvedimenti simili, se e come si potevano contrastare, e via dicendo. Ebbene ci sono voluti anni perché qualcuno si svegliasse e spiegasse come stavano le cose. Fa specie che , sempre per anni, se ne siano fregati, intendo coloro che , come giornalisti potevano indagare, fare i famosi reportage, ma non li hanno fatti: perché era meglio stare a sentire i vari virologi, seguire gli influencer , stare dietro a guri di terza categoria che quasi tutti i giorni strombazzavano quanto succedeva, ahimè , in Italia. Ovvero il numero di contagi, criticavano l'obbligo delle mascherine e del distanziamento sociale, ma mai e poi mai un invito alla disobbedienza o al "seguirli mentre loro, e ripeto loro, in prima persona depositavano una querela o qualcosa di simile". Meglio invitare a far qualcosa di simile, ma purché venga fatto da altri. Oltre al fatto che anche famosi o famigerati avvocati, di solito non aggiornavano come secondo andrebbe fatto, sull'iter delle denunce : fateci almeno sapere come stanno andando le cose. Del resto sarebbe come aspettarsi spiegazioni su come funziona l'Unione Europea, e ovviamente farcelo spiegare da chi va lì a "parcheggiarsi" per alcuni anni e dietro lauta ricompensa. O aspettarsi che un deputato eletto nella nostra zona , venga periodicamente ad aggiornarci su cosa fa o cosa non fa in parlamento: aspetta e spera. Ci ricorderanno , forse, che mancando i decreti attuativi alcune leggi rimangono lettera morta? E che i tempi quindi per vedere qualcosa di concreto, in meglio o peggio è da dimostrare, diventano biblici? E anche qui ci sono coloro che dovrebbero intervenire e fare qualcosa ma omettono di farlo, di segnalare, di investigare. Queste persone sono false, cattive d'animo, vendicative, e con i paraocchi : e non si fanno né gradiscono domande.  

sabato 9 gennaio 2016

E chi se ne frega

Come desiderato da un discreto numero di sardi, finalmente Ikea sbarcherà in Sardegna: pare per certo che avrà base tra Cagliari e Quartu Sant'Elena, in una traversa di viale Marconi che, per chi non lo sapesse, è una delle strade isolane con la più alta densità di traffico automobilistico. Finalmente credo ci sarà la possibilità di ricredersi sul risparmio che quel marchio dovrebbe dare !
Da tempo sostengo che ci sono decine di aziende produttrici ,e altrettanti negozi, che non hanno niente da invidiare a Ikea: purtroppo l'ignoranza, intesa come mancanza di informazione, produce facili entusiasmi destinati a durare il tempo tra la ricerca, l'acquisto, il confronto tra ciò che vogliamo o dobbiamo comprare e la verifica del rapporto qualità prezzo. E' come sempre dopo che ci si rende conto che si poteva comprare meglio e facendo anche restare i soldi nel proprio paese, nel proprio territorio. L'esterofilia è da sempre dominante e ciò , nel settore del mobile , è imputabile in buona parte sia ai produttori di mobili che ai rivenditori stessi. Il discorso vale anche per altri beni di consumo. Che fare? Uno come me non ci metterà piede, così come non metto piede nei supermercati , compresi quelli italiani: è una questione di principio e non certo perché ho superato i 50 anni e dovrei andare verso un rincoglionimento graduale ma inarrestabile. Peccato che il tema ,secondo me, si presterebbe a essere sposato da partiti o movimenti politici per riportare o convincere le persone, i cittadini, a comprare nei negozi tradizionali e boicottare i centri commerciali e gli ipermercati. Sul modo di intraprendere una simile crociata ci sarebbe da discutere perché ,se anche in tv e nei media passa il suggerimento del "lo trovate al supermercato" invece del "lo potete comprare nei negozi " , occorre rimboccarsi davvero le maniche e iniziare da subito a martellare, in ogni discorso che facciamo, con inviti palesi a "non andare nei centri commerciali", a non "comprare neanche un chiodo" nei vari ipermercati. Il pane si compra nel panificio o nella rivendita di pane, la carne in macelleria, il pesce in pescheria, i dolci nelle pasticcerie, frutta e verdura dal fruttivendolo, salumi e formaggi nelle salumerie , il caffè si consuma nei bar e non nei vari distributori automatici...eccetera eccetera eccetera
Lo stesso dicasi per l'abbigliamento dove i vari Zara Stradivarius Disegual & Company la fanno da padrone: esistono negozi che vendono le stesse cose o simili, e di qualità non certo inferiore, dove si può comprare bene. Non certo dai cinesi. Poi ognuno faccia ciò che vuole ma occorre ricordare alcune cose, che potete intendere come promemoria o ,se preferite, come mie semplici considerazioni: non pensare che la tua professione, il tuo lavoro, qualunque sia, possa ritenersi al sicuro. Lo pensavano anche i dentisti, eppure già negli anni 80 ,anzi a memoria mia a fine anni 70, c'era il "metodo olandese" o qualcosa di simile, che avrebbe dovuto far capire o ammonire su un turismo odontoiatrico in un prossimo futuro: oggi è la norma e tanti emigrano nei paesi dell'est per curarsi così come tante altre persone si recano sempre in quei paesi o anche in Tunisia per lifting. Ed ecco che alcuni professionisti del settore, aiutati dai media , si stracciano le vesti e lanciano strali che, però non arrivano a denunciare i peccati, le malefatte, il modo stesso di lavorare e intendere la vita, che è presente in altri settori lavorativi, in altre professioni: ed è questo l'errore, il peccato (secondo me) mortale, che viene commesso. Tu dentista o chirurgo estetico, tu ristoratore, tu ingegnere, tu parrucchiere, tu giornalista, tu conduttore televisivo, dovresti denunciare ciò che vedi. Il punto è che a te, evidentemente, ti sta bene, ti conviene: peccato che, sempre secondo me, il rapporto qualità prezzo non sia così vantaggioso. In apparenza potrebbe essere così ma qualche esempio, non sempre centrato, potrebbe credo aprire una discussione che ,lo dico in anticipo, non so dove potrebbe portare, dato che potrebbe non arrivare da nessuna parte. Mettiamo il parrucchiere che riceve, come cliente, un ingegnere: costui paga il giusto e se ne va. Peccato che per il suo progetto di ristrutturazione il nostro parrucchiere, invece di contattare e poi magari incaricare il "suo cliente ingegnere", si faccia fare il preventivo da un gruppo di ingegneri stranieri e, sempre a questi, gli affidi l'incarico. Lo stesso esempio potrebbe valere per il dentista o altre categorie: potrebbe essere un macellaio o fruttivendolo, laddove il nostro parrucchiere non compra nulla perché lui, poverino, compra al supermercato. Gli piace farsi infinocchiare!

mercoledì 18 gennaio 2012

Presentazione

Ciao a tutti. Dopo un bel po' di post su Leonardo.it e su Splinder, proprio perchè quest'ultimo chiuderà a fine mese, ho pensato di migrare anch'io altrove. E ora mi trovo qui. In effetti avevo già rallentato la frequenza dei post su Leonardo, anche perché lo scopo per cui avevo creato il blog è stato raggiunto da tempo. Quando i commenti e le email sono meno frequenti, e quando quelli che avevi da dire lo hai già ripetuto diverse volte, non hai più niente da dire su quell'argomento. Il tema del mio blog era il fallimento, inteso dal punto di vista personale e come azienda, cosa nel mio caso coincidevano. Quindi dopo aver approfondito e sviscerato il tema in tutti i modi possibili, dopo aver dato e ricevuto consigli, non avevo più niente da dire.