In quel paese, quello di chi so io, secondo voi gli archivi con documenti "da non divulgare e mettere a disposizione di tutti", sarebbero sbarrati e con scritto "divieto di accesso alle persone non autorizzate"? Oppure ci verrebbe spiegato perché, ad esempio, ci sono un centinaio di basi Usa sparse nel bel paese? Si troverebbe qualche documento sul referendum "monarchia repubblica" o sarebbero consultabili i
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mercoledì 10 luglio 2019
lunedì 12 febbraio 2018
Fulvio Grimaldi giovedì 15 febbraio a Cagliari
A Cagliari la presentazione del film "O la Troika o la vita"
Oggi alle 08:09
Fulvio Grimaldi
Giovedì 15 febbraio alle 18.30, in via Molise 62 a Cagliari, Fulvio Grimaldi presenterà il suo nuovo film: "O la Troika o la vita".
Si tratta di un documentario d'inchiesta che racconta i drammatici effetti delle politiche di austerità sulle popolazioni europee.
La storia si snoda tra la Grecia dei "memorandum" che in questi anni è stata costretta a svendere il proprio patrimonio senza migliorare i propri problemi di debito pubblico a fronte di un forte aumento della disoccupazione e di una forte diminuzione dei salari per i lavoratori, e l'Italia dei disastri ambientali che non trova risorse per supportare i terremotati salvo, poi, trovare quelle necessarie per pagare i debiti delle banche e per costruire nuove "grandi opere" inutili e impattanti sui territori.
Grimaldi è un giornalista militante, attivo da decenni nei movimenti ambientalisti e anti-imperialisti.
Nella sua lunga vicenda professionale vanta le esperienze di direttore del quotidiano "Lotta Continua", di cronista per "Paese Sera", per la "BBC", nel TG3 e di inviato per "Liberazione".
Da anni auto-produce documentari di inchiesta su crimini di guerra e crimini ambientali in giro per il mondo rimanendo una delle poche voci fuori dal coro del panorama giornalistico italiano.
La serata prevede la presenza dell'autore, la proiezione del film e la possibilità di dibattere e fare domande a margine della proiezione. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con i circoli cagliaritani Me-Ti e Su Tzirculu.
martedì 23 gennaio 2018
The Red Pill : femminismo e verità negate
23 gennaio 2018
The Red Pill: Femminismo e Verità Negate
Il Film su di Noi che Vogliono Censuraredi P. Cavallari
Immaginate una giovane regista femminista decisa a fare un film sulla cultura dello stupro. Dove documentarsi? Ma su Avoiceformen ovviamente! Il blog che le femministe considerano la tana del lupo misogino-patriarcale, una sentina di odio e violenza.
Ma Cassie Jaye, la regista in questione, è una donna intelligente e per fare il film ha voluto sentire tutte le voci, sia quelle delle femministe che quelle degli attivisti dei diritti degli uomini, tra cui i fondatori del nostro blog.
E così è nato The Red Pill, il documentario su di noi che le femministe vogliono vietare.
Perché tanta rabbia contro un documentario che viene descritto – da chi lo ha visto – come obiettivo e imparziale? La risposta è semplice. L’inchiesta di Cassie mostra come le ragioni del movimento per i diritti degli uomini siano sensate e fondate su considerazioni di buon senso, e come, viceversa, le contro-ragioni delle femministe siano poco convincenti e superficiali. Alla fine del film Cassie dice di non sentirsi più femminista, dopo aver a lungo riflettuto su queste tematiche in un viaggio che paragona a quello di Alice nella tana del Bianconiglio.
Sembra un happy ending in stile Hollywood, ma non finisce qui. La distribuzione e la semplice proiezione del film hanno segnato l’inizio di una storia che da sola potrebbe fornire materiale per un altro film, non si sa se commedia o thriller.
"Senza neanche averlo visto, le femministe sostengono che il film incita alla violenza contro le donne, avalla una cultura sessista e misogina e “abusa” della libertà di espressione. Grazie a campagne molto aggressive, riescono a bloccare la sua proiezione in diversi cinema e festival, non solo negli USA ma anche in altri paesi. In Australia, ad esempio l’università di Sidney ne ha cancellato la proiezione, così come hanno fatto diversi cinema di Melbourne. Persino Netflix si rifiuta di proiettarlo. In Canada spettatori e sponsor hanno minacciato di smettere di fare affari coi cinema che lo proietteranno. Il film è per fortuna reperibile su molte piattaforme digitali (le trovate elencate qui), dove sta riscontrando un grosso successo, ma la regista dice che la messa in onda su Netflix avrebbe permesso alle persone di vederlo senza doverlo necessariamente acquistare." [fonte: www.enzopennetta.it](NdAnticorpi: il film è presente sulla piattaforma on demand di Amazon)
Tra le vicende da commedia demenziale collegate all'uscita del film merita una citazione quella capitata in Australia, dove una trasmissione TV ha intervistato Cassie Jaye. I due giornalisti hanno iniziato ad interrogarla con tono inquisitorio sui contenuti del film ed alla domanda se almeno lo avevano visto hanno risposto sdegnosamente di no. In altri termini stavano stroncando il documentario senza neppure averlo guardato!
Canale YT: Cassie Jaye
“Did you see the film?” questioned Jaye, with a puzzled face, prompting O’Keefe to claim “Well we saw as much as we could because your publicist wouldn’t send us the full thing.”L’intervista è stata messa sulla pagina Facebook della TV ed immediatamente sono cominciati i commenti degli utenti che insultando i giornalisti per la loro mancanza di serietà ne chiedevano il licenziamento. Dopo qualche migliaio di commenti di questo tipo la TV ha tolto il video da Facebook ed ha inviato una diffida per vietarne la pubblicazione. Nel frattempo sono partite varie petizioni per chiedere il licenziamento dei giornalisti e la vicenda alla data di questo post è ancora in corso. Il sito di news Breitbart (che conta milioni di utenti) ha dedicato alla vicenda australiana un articolo molto caustico (Australian TV Hosts Humiliated After Criticizing ‘The Red Pill’ Documentary Despite Admitting They Haven’t Watched the Film) che include la trascrizione integrale delle parti più esilaranti dell’intervista.
“I sent you the screen early attached to the full film,” Jaye declared. “You could also buy the film on Google Play, Vimeo…”
Sunrise co-host Monique Wright then interrupted the discussion, claiming “We tried to do that but we couldn’t.”
[Breitbart]
Note a margine.
Cassie Jaye prima di iniziare le riprese di The Red Pill aveva un curriculum di tutto rispetto come regista impegnata femminista:
“femminista da circa dieci anni. I suoi primi due documentari hanno trattato tematiche molto mainstream. Daddy I Do(2010) parla dell’educazione sessuale delle donne (la tesi del film è che l’educazione sessuale delle donne ridurrebbe le gravidanze indesiderate), mentre The Right to Love (2012) parla del diritto al matrimonio omosessuale.”Il titolo del film, per chi non lo avesse capito, è una citazione da Matrix, la scena in cui Morpheus chiede a Neo di scegliere tra la pillola rossa, che gli mostrerà la verità, e la pillola azzurra, che gli consentirà di continuare a dormire. Cassie Jay ha scelto la pillola rossa ed ora vive assieme a noi nel mondo reale, avendo riconosciuto le menzogne della propaganda.
[www.enzopennetta.it]
Cassie Jaye ha cominciato la sua carriera come attrice, ed in The Red Pill mostra alcune scene che ha interpretato. Si lamenta del fatto che le venivano date parti da vittima designata di pericolosi assassini. Questo dettaglio è quasi un prologo a The Red Pill e contribuisce ad aumentare la sensazione di dissonanza man a mano che il film procede, perché sembra quasi di leggere sul volto di questa giovane donna un certo timore mentre parla con uomini che le sono stati descritti come pericolosi psicopatici, timore che lascia il passo alla perplessità nel corso delle interviste ad alcuni testimonial dell’ideologia femminista. Infatti sono loro in realtà a rappresentare il lato oscuro della tematica trattata.
Il film si può acquistare in DVD o vedere in streaming:
http://theredpillmovie.com/screenings/buy-rent-stream/
Articolo pubblicato sul sito A Voice For Men Italia
Link diretto:
http://it.avoiceformen.com/diritti-umani/the-red-pill-il-film-su-di-noi-che-vogliono-censurare/
fonte http://www.anticorpi.info/2018/01/the-red-pill-femminismo-e-verita-negate.html#more
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mercoledì 22 novembre 2017
Molto probabile , quasi certo, certo ...
A pensare male non è che si azzecca ma, sono convinto, si esercita il diritto di valutazione , sia dei fatti che delle cause. Perciò sono quasi certo che ci sono persone che in questi giorni hanno avuto degli orgasmi quando , nel caso della pittrice scomparsa e il cui cadavere è stato ,purtroppo, poi rinvenuto nel greto di un torrente vicino a Tolentino, i principali sospettati sia della scomparsa sia della morte o dell'occultamento del cadavere, sono stati due maschi, il marito e il figlio della donna: così come nel caso, più recente, della donna che a Budrio è stata uccisa con ,se non erro, due coltellate: in questo caso è il marito che, se non erro è stato fermato. E in entrambi i casi, si è dato adito a ricordare ogni cinque minuti di tv e ogni due righe dei giornali, compresi quelli on line, che si tratta di femminicidio, che occorre educare, ricordare, non dimenticare eccetera eccetera eccetera. Motivo questo che porta , una sacco di persone, anche di sesso maschile a raggiungere ,e ahimè, a mantenere un orgasmo: sì, perché queste persone godono allorché ci sono omicidi, furti, rapine, violenze, stupri, molestie che, però devono essere commessi da individui di sesso maschile. Sennò non godono, non sono contente, e non c'è più gusto. Forse che, giusto per rendere l'idea, i tg hanno aperto con la strage che c'è stata in Nigeria o in Iraq? Eppure, porca miseria, ci sono stati, complessivamente, almeno 50 morti! E accidenti, se fosse successo in Europa non sarebbero stati zitti un momento le tv, e sono certo che almeno un canale Rai e uno Mediaset, per non parlare di Sky e La 7, avrebbero cambiato la programmazione. Ma è avvenuto in luoghi che ci hanno segnalato solo per la strage di Nassirya , in quanto eravamo noi italiani vittime dei terroristi, dato che quelle stragi che ho citato sarebbero state compiute da terroristi, e nel caso della Nigeria, ci ricordiamo della mafia nigeriana quando ci sono di mezzo,appunto, donne che vengono costrette a prostituirsi. In quest'ultimo caso, ecco che ritorna il nostro interesse verso questo paese : sì, perché c'è chi pensa a salvare queste donne. Non so se lo faccia gratis né so se si prodiga altrettanto per i familiari vittime di economicidi: se per caso dà una mano a chi è vittima delle persecuzioni di Equitalia e delle mai dimenticate agenzie di recupero crediti. E se per caso è stato o sono stati così abili e capaci di trovare soldi per allestire centri di accoglienza, non è che per caso si dimostrano altrettanto capaci di trovare vile denaro per aiutare chi vuole fare impresa? Ma senza i paletti dei 5 Stelle o delle graduatorie e dei sistemi con cui dovrebbero arrivare le donazioni degli italiani ai terremotati. Ma se ritorniamo a guardare con quale spirito vengono presentate le notizie di cui sopra, non possiamo esimerci dal ritenere che ci sia qualcosa che non quadra. Una persona malata, pazza ma con cattiveria, non quindi il pazzo, ce ne sono alcuni in tante città italiane, che cantano e gridano: no! intendo il pazzo malato di cattiveria, colui che perseguita magari una persona o che, più semplicemente e improvvisamente, ti accoltella. Tu e lui non vi siete mai visti prima, ma lui si comporta in modo così violento che, appunto non c'è ragione da ritenere logico il suo agire: diverso è il caso di chi, al contrario, pianifica il tutto, si prepara un alibi, cerca di non attirare l'attenzione né prima né dopo. Ma in questo caso ci sarebbero delle motivazioni, non di certo da condividere, ma che trovano una logica seppure, appunto non sempre da accettare. Ci può essere la moglie che è acida, cattiva, che lo controlla a vista, che gli impedisce le solite uscite con gli amici, portandolo all'esasperazione e poi a commettere un delitto. Intendiamoci bene: non è che lei ha colpa, anche perché il delitto,poi , è lui che lo compie e lei ,semmai è vittima. Tuttavia lui, se fosse intelligente , invece di agire in modo barbaro, avrebbe dovuto cercare aiuto da parte di un legale, di un prete (se crede in Dio), in uno psicologo (se crede in quella scienza), in un amico o parente (se ritiene utile un consiglio da parte di chi conosce(rebbe) entrambi). Agire ,seppure non immediatamente, in maniera violenta e omicida, non è mai una soluzione, ma porta al contrario alla distruzione di entrambe le persone, se non anche di più: perché ci sono anche parenti e amici e ,perché no, amanti. in ogni caso, questi fatti portano acqua solo e solamente a chi gode quando avvengono questi fattacci; è contento se si dà addosso agli uomini; avverte che il pericolo è dentro le 4 mura di casa e che l'assassino,spesso e volentieri, è il marito (anzi ,dicono compagno o partner) o un parente stretto o un amante respinto, un ex quindi. E in quest'ultimo caso che si arriva a celebrare la frittata: ecco che al femminicidio si riesce ad affiancare il reato di stalking e, visto che ci siamo aggiungiamo anche le molestie sessuali, gli approcci che oggi sono visti come reato (chiedere il numero di telefono, o un appuntamento,o invitare una donna a pranzo, rivolgere un apprezzamento: tutte cose che non erano reato, ma facevano parte di un tentativo di comunicare che "tu mi piaci e mi piacerebbe avere una relazione con te"). Per questo mi dà fastidio sentire dai media non solo i commenti ma proprio la presentazione di come, a loro dire, si sono svolti questi omicidi: perché partono da preconcetti, che appunto un uomo è colpevole a prescindere, per il semplice fatto che è di sesso maschile deve essere aggressivo, possessivo, ossessivo e potenzialmente pericoloso. Ciò vuol dire che di lui non bisogna fidarsi, almeno non completamente. A questo punto delle brevi considerazioni: primo ok, non sono d'accordo con chi ha delle fisse sui maschi, che so bene che ne esistono di bastardi e approfittatori, ma non sono tutti così. Secondo che sarebbe da rivedere il concetto stesso di rapporto a due o ,de gustibus anche multiplo e orgiastico, e per farlo partirei dal mettere in evidenza che razza di roba si legge, si vede, si ascolta: distinguere il vero dalla finzione. Come possiamo cantare e fare nostro il testo di una canzone che dice "tu sei mia, tu sei mia" o "prima ti sparerò ma poi anch'io mi ucciderò": laddove in quest'ultimo caso ,nelle frasi precedenti, il testo diceva più o meno "io per te Margherita ho sciupato una vita, ero folle di te, ma tu ridevi di me". Quanti uomini si sono comportati così e quante donne idem? Ciò non vuol dire, ripeto, che sia giusto, che "per una bacio rubato o mai dato"uno deve uccidere e/o poi suicidarsi: però è bene che si insegni o si faccia capire, che la canzone, la poesia o un romanzo, non sono sempre la realtà, o addirittura che nella maggioranza dei casi non lo sono proprio. Il bello di certi film o telefilm americani, è alla fine, dopo e durante i titoli di coda, quando fanno vedere come sono state girate le scene, gli errori, gli stuntman, i trucchi (almeno in parte: nelle scazzottate dei nostri film, i rumori sono stati spesso mazzi di sedano rotti...e non è un bel vedere, non fa chic): ecco che il cattivo a volte sorride, e si capisce che è finzione e non deve accadere che, a meno che tu sia uno spostato, lo vada ad aspettare fuori di casa o di un ristorante e lo prenda a botte o gli spari ...per vendicare un personaggio inventato di un film . Credo di essermi spiegato.
venerdì 10 gennaio 2014
Come raccontare il terrorismo sul grande(e piccolo)schermo
Come sono stati rappresentati il terrorismo,
la lotta armata e la violenza politica al cinema? Come i cineasti hanno
trasformato memorie divise in narrazioni visive? Quanti sono i film che
si possono analizzare per rispondere a tali quesiti? A partire da queste
domande nasce il volume a cura di Luca Peretti e Vanessa Roghi Immagini
di piombo. Cinema, storia e terrorismi in Europa, Postmedia books, in
questi giorni in libreria. In apertura del volume abbiamo scelto di
inserire il saggio di Pierre Sorlin che qui presentiamo e che traccia
una breve storia del rapporto tra cinema e terrorismi di vario genere,
includendo anche titoli atipici e che propongono un altro tipo di
sguardo rispetto agli studi classici sull’argomento. Una riflessione sul
metodo, che entra nel merito della possibilità di narrare la lotta
armata attraverso il grande (e piccolo?) schermo.
di Pierre Sorlin
L’immagine in movimento nacque durante l’ultima fase degli attentati anarchici contro capi di stato e politici che, dopo aver agitato la fine dell’Ottocento in Europa e in America, si concluse con la morte di Umberto I. L’Europa entrava in un periodo d’instabilità diplomatica, segnata dalle Guerre balcaniche, dalla Guerra italo-turca, dalle crisi a ripetizione che sarebbero approdate al primo conflitto mondiale. In questo contesto l’opinione pubblica si preoccupava certamente più dello scacchiere internazionale che del terrorismo. I venti anni che separarono le due guerre furono fertili di attentati – 120 nella sola Repubblica di Weimar – ma le difficoltà economiche, insieme alla politica aggressiva della Germania e del Giappone, eclissarono gli altri problemi. Durante il secondo conflitto mondiale bombe, deragliamenti, assassinii di soldati e di collaboratori da parte dei partigiani furono vissuti come un aspetto della lotta contro il totalitarismo.
di Pierre Sorlin
L’immagine in movimento nacque durante l’ultima fase degli attentati anarchici contro capi di stato e politici che, dopo aver agitato la fine dell’Ottocento in Europa e in America, si concluse con la morte di Umberto I. L’Europa entrava in un periodo d’instabilità diplomatica, segnata dalle Guerre balcaniche, dalla Guerra italo-turca, dalle crisi a ripetizione che sarebbero approdate al primo conflitto mondiale. In questo contesto l’opinione pubblica si preoccupava certamente più dello scacchiere internazionale che del terrorismo. I venti anni che separarono le due guerre furono fertili di attentati – 120 nella sola Repubblica di Weimar – ma le difficoltà economiche, insieme alla politica aggressiva della Germania e del Giappone, eclissarono gli altri problemi. Durante il secondo conflitto mondiale bombe, deragliamenti, assassinii di soldati e di collaboratori da parte dei partigiani furono vissuti come un aspetto della lotta contro il totalitarismo.
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martedì 12 novembre 2013
Forces Occultes: Film-Denuncia sulla Massoneria. Autori giustiziati, la Rai Censura
La trama
Forces Occultes è un film francese del 1943. È il più importante film-denuncia sulla massoneria. Un deputato francese, in buona fede ma ingenuo, viene cooptato dalla massoneria. Dopo il rito di iniziazione, cominciano le delusioni di Avenel. Il deputato capisce che la maggior parte dei massoni utilizza l’ordine solo per ottenere favori, guadagnare soldi e prestigio e aggirare le leggi dello stato. Ma c’è di più. Avenel scopre che oltre alle misere ambizioni dei massoni di basso grado, esiste una volontà massonica internazionale molto più inquietante. Sarà infatti la massoneria francese a far entrare la Francia nella seconda guerra mondiale. Avenel proverà a fermare l’entrata in guerra ma sarà accoltellato da alcuni “fratelli” e si sveglierà in ospedale quando il conflitto è ormai iniziato.
Le conseguenze
Lo sceneggiatore del film, Jean-Marie Rivière, venne arrestato, mentre il regista, Jean Mamy (sotto lo pseudonimo di Paul Riche) e il produttore, Robert Muzard, vennero giustiziati per il loro ruolo nella realizzazione di questa pellicola.
Forces Occultes è un film francese del 1943. È il più importante film-denuncia sulla massoneria. Un deputato francese, in buona fede ma ingenuo, viene cooptato dalla massoneria. Dopo il rito di iniziazione, cominciano le delusioni di Avenel. Il deputato capisce che la maggior parte dei massoni utilizza l’ordine solo per ottenere favori, guadagnare soldi e prestigio e aggirare le leggi dello stato. Ma c’è di più. Avenel scopre che oltre alle misere ambizioni dei massoni di basso grado, esiste una volontà massonica internazionale molto più inquietante. Sarà infatti la massoneria francese a far entrare la Francia nella seconda guerra mondiale. Avenel proverà a fermare l’entrata in guerra ma sarà accoltellato da alcuni “fratelli” e si sveglierà in ospedale quando il conflitto è ormai iniziato.
Le conseguenze
Lo sceneggiatore del film, Jean-Marie Rivière, venne arrestato, mentre il regista, Jean Mamy (sotto lo pseudonimo di Paul Riche) e il produttore, Robert Muzard, vennero giustiziati per il loro ruolo nella realizzazione di questa pellicola.
venerdì 12 luglio 2013
San Giuda Superstar ovvero Carl Anderson
di Enzo Romeo
Gesù e Giuda amici per sempre. Anche dopo il tradimento e la crocifissione. Non è un vangelo apocrifo, è la storia vera di due uomini, due cantanti e attori. Ted Neeley, ovvero Gesù, un bianco texano; e Carl Anderson, ossia Giuda, afroamericano della Virginia. Magnifici protagonisti di Jesus Christ Superstar, il film diretto nel 1972 da Norman Jewison e tratto dall’opera rock di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber.
Carl se n’è andato nel febbraio 2004. I medici gli diagnosticarono una leucemia mentre era in tournée nei teatri americani con l’ennesima versione di Superstar. Ted stenta ancora a farsene una ragione, sente di aver perso un fratello. Quando lo ricorda non riesce a trattenere le lacrime: «Mi manchi, Carl», sussurra guardando nel vuoto. Poi racconta l’ultima volta che lo vide nei panni di Giuda: «Accadde in luglio, sette mesi prima della sua morte, a Filadelfia. Carl fu magnifico, vibrante come non mai. S’era ancora migliorato. Ormai era entrato completamente dentro il personaggio, ne aveva compreso a pieno il tormento». Ai suoi funerali Ted cantò I Only Want To Say, il brano del Getsemani. «Ho provato la stessa emozione di quando lo cantai nel film», dice mentre si asciuga gli occhi umidi.
Gesù e Giuda amici per sempre. Anche dopo il tradimento e la crocifissione. Non è un vangelo apocrifo, è la storia vera di due uomini, due cantanti e attori. Ted Neeley, ovvero Gesù, un bianco texano; e Carl Anderson, ossia Giuda, afroamericano della Virginia. Magnifici protagonisti di Jesus Christ Superstar, il film diretto nel 1972 da Norman Jewison e tratto dall’opera rock di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber.
Carl se n’è andato nel febbraio 2004. I medici gli diagnosticarono una leucemia mentre era in tournée nei teatri americani con l’ennesima versione di Superstar. Ted stenta ancora a farsene una ragione, sente di aver perso un fratello. Quando lo ricorda non riesce a trattenere le lacrime: «Mi manchi, Carl», sussurra guardando nel vuoto. Poi racconta l’ultima volta che lo vide nei panni di Giuda: «Accadde in luglio, sette mesi prima della sua morte, a Filadelfia. Carl fu magnifico, vibrante come non mai. S’era ancora migliorato. Ormai era entrato completamente dentro il personaggio, ne aveva compreso a pieno il tormento». Ai suoi funerali Ted cantò I Only Want To Say, il brano del Getsemani. «Ho provato la stessa emozione di quando lo cantai nel film», dice mentre si asciuga gli occhi umidi.
giovedì 14 marzo 2013
Mio papà è il Papa
E' un film che consiglio di vedere o rivedere, e che purtroppo è arrivato da noi con un titolo storpiato come ,appunto da noi è uso: il vero titolo, the pope must die, tradotto sarebbe stato troppo duro, ma per spiegarmi meglio e per chi non ha visto la pellicola, ecco la trama:
Alla morte del Pontefice, si scatena a Roma la lotta
per la successione. Il cardinale Rocco convince i porporati che l'uomo
giusto è Monsignor Albini, in realtà manovrato dal potente banchiere
Vittorio Corelli. Per un errore lo sconosciuto Don Albinizi, che ama il
rock e gli orfanelli, viene consacrato Papa. Il cardinale Rocco e
Corelli, principali artefici dell'uso illecito dei fondi del "Banco del
Vaticano", sono convinti di manipolare Albinizi: costui, controllando i
libri contabili e sorprendendo Rocco con un militare sudamericano per
vendergli armi, lo caccia via. Ma Rocco e Corelli, indagando nel passato
di Don Albinizi, scoprono che, prima di farsi prete, ha avuto una
relazione con una turista italoamericana, Veronica Dante. Costei,
penetrata negli appartamenti papali travestita da suora, informa il
pontefice che è lui il padre di Joe Don Dante. Costui frattanto,
coinvolto nell'esplosione della roulette insieme a Lucia Corelli, ha
solo il tempo di conoscere il padre prima di spirare. Albinizi scopre
però le trame di Corelli, e chiude il "Banco del Vaticano". Ma lo
scandalo lo travolge e deve dimettersi, inoltre Veronica lo scaccia per
un falso memoriale pubblicato a suo nome su una rivista. Ridotto a
suonare la chitarra per le strade, ritrova Paolo, un orfanello, e anche
Veronica, con cui ha un chiarimento. Intanto Corelli uccide Rocco e
tenta di farsi eleggere Papa, ma l'intervento di Albinizi sventa il
complotto. Il prete decide di rifarsi una vita laica con Veronica e il
piccolo Paolo, mentre Pontefice viene eletta la suora ex governante del
Papa.
Per il resto non so se troverete il film doppiato, ma con i sottotitoli c'é mi pare su youtube, e dura un'ora e trentacinqueminuti. Il mio giudizio è che gli spunti ci sono e sono validi, come pure la donna che diventa Papa non è la scoperta dell'acqua calda ma argomento ,forse di cene o pranzi domenicali. Gli intrighi sono semplificati e i ruoli dei protagonisti ricalcano i soliti clichè?
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giovedì 14 febbraio 2013
L’Islanda vuole bandire il porno online
Il ministro dell'interno islandese, Ögmundur Jónasson, ha istituito un gruppo di lavoro che sta lavorando ad un progetto di legge che si pone l'obiettivo (titanico, non c'è che dire) di bandire totalmente la pornografia online dall'isola nordica.
In Islanda, una legge in vigore già da diversi anni proibisce la stampa e la distribuzione di materiale pornografico. Il divieto però, come riporta il Daily Mail, non è mai stato esteso ai contenuti digitali. Cosa che il ministro Jónasson intende fare al più presto.
«Dobbiamo poter discutere del divieto della pornografia violenta
la quale, siamo tutti d'accordo, ha effetti molto nocivi sui giovani e
può avere un evidente collegamento con i casi di crimine violento sulle
donne», ha dichiarato quest'ultimo, giustificando i lavori del suo
gruppo di "tecnici", istituendo un paragone che farà certo discutere.
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lunedì 1 ottobre 2012
Monsieur Lazhar, una bella storia tra le aule scolastiche
Un film è semplificativo ma se questo su Monsieur Bachir Lazhar vuol dirci una cosa, tra le altre, essa è: “Più che le competenze per cui è pagata la scuola – quelle della psicologa che deve far rielaborare ai bambini dodicenni il suicidio nell’aula scolastica della loro amata maestra Martine, quelle dei genitori supponenti che danno istruzioni all’insegnante, quelle della grammatica (con soggetto, predicato, gruppo nominale e via erudendo), quelle sui nuovi metodi d’insegnamento – “poté”* l’umanità di Bachir, algerino rifugiato nel Quebec e lì propostosi come insegnante al posto della maestra defunta, “poté” il suo senso del dolore che gli dà capacità di capire quello altrui, la sua simpatia, il mantenersi quieto nei gesti e nelle parole. Questo riesce a fare il nuovo maestro, s’impone quiete e disponibilità coi bambini e coi colleghi, nonostante tutto
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sabato 29 settembre 2012
Interpretazione occulta e simbolica del film Prometheus
nota: consiglio ,dopo la lettura del post, di andare al link e leggere i commenti...se volete farlo,però.
L’ultimo film di Ridley Scott, Prometheus, è l’atteso prequel della famosa epopea di Alien. La pellicola, preannunciata da due interessanti filmati circolati su youtube, narra la storia di una squadra inviata su una distante luna, LV-223, al fine di stabilire un contatto con i nostri “presunti” creatori. I temi variano dalla reinterpretazione dei concetti di Dio/creazione, al transumanesimo (argomenti molto cari agli illuminati), alla teoria degli Antichi Astronauti.
L’ultimo film di Ridley Scott, Prometheus, è l’atteso prequel della famosa epopea di Alien. La pellicola, preannunciata da due interessanti filmati circolati su youtube, narra la storia di una squadra inviata su una distante luna, LV-223, al fine di stabilire un contatto con i nostri “presunti” creatori. I temi variano dalla reinterpretazione dei concetti di Dio/creazione, al transumanesimo (argomenti molto cari agli illuminati), alla teoria degli Antichi Astronauti.
Consiglio, a chi non lo avesse già fatto, di leggere l’articolo
riguardante i due video virali che hanno anticipato
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giovedì 30 agosto 2012
Scie chimiche: una proposta
La proposta nasce da alcuni commenti che ho lasciato ,diverse volte, sparsi nel web, ma che non hanno avuto nessuna risposta. Chi ha tempo e voglia può verificare se scie chimiche compaiono o sono comparse in film, anche vecchi, o in filmati amatoriali super 8 o vhs? E che dire dei quadri o di quanto c'è nelle opere d'arte?Il mio appello è stato quello di invitare a fare una ricerca, o di sapere se era già stata presa in considerazione qualcosa in tal senso e che cosa ne era venuto fuori.
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giovedì 23 agosto 2012
Cose difficili da fare
Non mi riferisco a imprese come quelle della buonanima di Patrick De Gayardon, tra l'altro troppo presto dimenticato, ma alla fatica mentale nel vedere un film "datato": almeno rispetto ai parametri odierni. Idem per certi libri di narrativa d'avventura, come Doc Savage ad esempio, e questo nonostante le intuizioni di Kenneth Robenson , o certi racconti o romanzi di fantascienza o libri gialli "classici". Oggi resistere per due ore alla visione di un film, perchè i "veri film" durano almeno due ore o due ore e mezza, non è impresa facile , anche per i cinefili più sfegatati.
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martedì 14 agosto 2012
Introduzione occulta al film Prometheus
articolo visto su disinformazione.it
http://www.neovitruvian.it/2012/06/22/introduzione-occulta-al-film-prometheus/#comment-2745
http://www.neovitruvian.it/2012/06/22/introduzione-occulta-al-film-prometheus/#comment-2745
L’ultimo e
attesissimo film di Ridley Scott, Prometheus, immerge lo spettatore
nella mitologia elitaria. Non sto parlando delle solite pellicole
“Illuminate” in cui vengono mostrati, comportamenti e stili di vita,
conformi all’agenda dei poteri forti: qui siamo al fulcro del “credo
mistico” luciferino, in cui il titano Prometeo, portatore di luce,
“dona” agli umani il fuoco, rendendoli essi stessi “divinità”.
Gli illuminati,
vogliono proporre la loro versione della creazione, dove gli umani non
sono altro che “prodotti” dell’ingegneria genetica, servitori/schiavi di
questa razza di “ingegneri”. Si cerca di creare l’illusione che la
Creazione sia frutto della tecnologia e che gli esseri umani, diventando
a loro volta creatori di vita artificiale, (Androidi indistinguibili
dagli esseri umani…tranne che per l’anima) siano essi stessi divinità.
Ci troviamo di fronte ad un’ideale materialista di divinità, che ricerca
l’immortalità fisica piuttosto che quella spirituale. Andremo ora ad
analizzare i vari concetti e simboli presenti in due video che mostrano
intenti, progetti e creazioni illuminate.
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martedì 24 luglio 2012
Chi l'ha detto che un film è solo un film?
di Enrico Galoppini
È un po’ di tempo che lo penso: tutti questi film che escono al cinema non sono solamente inutili, ma gravemente nocivi per l’equilibro sia dell’individuo che della società. Quello che è accaduto a Denver, dove uno studente universitario travestito da “cattivo del film di Batman” ha fatto una carneficina in un cinema, è solo la punta dell’iceberg di un problema grave, che solo la superficialità dei moderni, nel loro “scetticismo”, impedisce di affrontare con le dovute misure.
Non mi riferisco al livello demenziale di numerose pellicole, tipo certe “commedie” o sedicenti “film comici”, di una comicità inautentica, cerebrale e sforzata, caratteristica dell’uomo degenerato senza più freni inibitori per il quale tutto va deriso e insozzato. Né alla propaganda insita in svariati film d’argomento “storico”, per mezzo dei quali un pubblico boccalone pensa di conoscere la storia, che finisce per corrispondere a quanto inscenato nell’interessata finzione.
È un po’ di tempo che lo penso: tutti questi film che escono al cinema non sono solamente inutili, ma gravemente nocivi per l’equilibro sia dell’individuo che della società. Quello che è accaduto a Denver, dove uno studente universitario travestito da “cattivo del film di Batman” ha fatto una carneficina in un cinema, è solo la punta dell’iceberg di un problema grave, che solo la superficialità dei moderni, nel loro “scetticismo”, impedisce di affrontare con le dovute misure.
Non mi riferisco al livello demenziale di numerose pellicole, tipo certe “commedie” o sedicenti “film comici”, di una comicità inautentica, cerebrale e sforzata, caratteristica dell’uomo degenerato senza più freni inibitori per il quale tutto va deriso e insozzato. Né alla propaganda insita in svariati film d’argomento “storico”, per mezzo dei quali un pubblico boccalone pensa di conoscere la storia, che finisce per corrispondere a quanto inscenato nell’interessata finzione.
lunedì 16 luglio 2012
Bivio
Se trovate un bivio, imboccatelo: è una vecchia battuta, mi pare che c'è anche nei libri delle formiche. Soltanto che oggi è difficile da seguire come consiglio: vanno di moda le rotatorie. E proprio dalla strada, dove ci sta mandando volente o nolente chi dirige le istituzioni, che viene l'esempio di come va,oggi, 2012, la nostra esistenza. Ci fanno girare,oltre che gli attributi, intorno: cioè in un normalissimo dibattito, in una semplice discussione, non si riesce mai ad andare a fondo. Così come avviene nei consigli comunali, nelle assemblee scolastiche o di condominio, non si va mai al sodo: intendo dire che non si prendono le decisioni importanti. Perchè? Il perchè è presto detto
mercoledì 11 luglio 2012
Il mistero del numero 23
C'è un incredibile enigma numerologico dentro il quale è racchiuso un universo che va dai Rosacroce agli Hacker, dalla teoria dei Quanti alla serie-cult Lost e The Number 23, il film di Joel Schumacher con Jim Carrey in versione psyco-dark-thriller.
Nel film succede questo: Carrey è Walter, una specie di Truman (quello del Truman Show)
al quale un giorno la sua sexy moglie, Virginia Madsen, regala un libro
misterioso e sgualcitissimo, intitolato The Number 23. Più va avanti
nella lettura più scopre somiglianze tra la sua vita e quella del
protagonista del libro. E più procede con la lettura più si identifica
con lo strano detective Fingerling. La roba va talmente avanti che
Walter diventa Fingerling e la moglie la sua donna amante del dolore
Fabrizia. Un espediente che permette sia a Carrey che alla Madsen di
interpretare anche i loro doppi inquietanti. E mentre la storia dei due
amanti semi diabolici si avvia alla sua naturale conclusione, noi
scopriamo che ruolo ha avuto e avrà il 23 nella vita e nel futuro di
Walter.
Il numero 23, come si sa, nella tradizione popolare è il sinonimo di fortuna, seppur attraverso il significato traslato e non proprio chic di "avere culo."
La manipolazione spirituale dei mass media
articolo di Paolo Franceschetti
La più grande truffa nella storia dei mass media
1. Premessa. 2. Il potere dei mass media. 3. La strana caratteristica
dei personaggi Tv: la mancanza di una vita spirituale. 4. La
manipolazione spirituale dei mass media. 5. Gli attacchi alla
spiritualità. 6. Gli obiettivi della manipolazione spirituale. 7.
Conclusioni.
1. Premessa.
Per anni ho amato la TV come mezzo, ma anche come fine.
Uno dei miei piaceri più grandi era vedermi un bel telefilm, magari
sgranocchiando noccioline, bevendo una bibita o un caffè e poi fumando
una sigaretta.
Avevo la TV anche al bagno, perché mi piaceva vedermi il TG5 mentre mi facevo la barba e trovavo che si trattasse di un’invenzione eccezionale.
Pensavo ad esempio ai malati costretti per mesi o anni a letto, alle
persone sofferenti di insonnia, e al cambiamento in positivo che
potevano ricevere dall’avere un’ampia scelta di programmi TV, film, telefilm, documentari, notiziari, ecc.
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