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mercoledì 25 luglio 2018

Età media : confronto tra presente e passato (con qualche suggerimento)

martedì 24 luglio 2018

La questione dell’età media è quello che la società moderna si vanta di offrire rispetto al passato

 

La longevità nell’uomo Paleolitico e Moderno. Quanto viviamo meglio rispetto al passato  

Nell’antichità gli essere umani erano forti, magri e non soffrivano delle patologie croniche più frequenti dell’era moderna: tumori, diabete, obesità, malattie cardiovascolari, demenza senile.
 
Ma avevano una vita più breve? Cercheremo di fare chiarezza su questa opinione diffusa per comprendere i dati storici, alimentari e i vari fattori che contribuiscono alla mortalità e al calcolo statistico.

Sicuramente la modernità ha offerto il benessere diffuso attraverso un migliore igiene, farmaci salvavita e terapie di pronto soccorso, ma allo stesso tempo ha riempito le nostre tavole di alimenti industrializeppi di sostanze che danneggiano 

Potremmo infatti scoprire che, facendo riferimento alla nostra storia remota, abbiamo l’opportunità di apprendere molto dal nostro passato per alimentarci in modo diverso, facendo più esercizio fisico, dormendo di più in accordo col ciclo circadianostressandocidi meno e dedicando più tempo alle relazioni sociali autentiche. In questo modo possiamo cambiare in meglio la nostra esistenza sotto tutti i punti di vista, fisico, mentale e spirituale.  

L’età media nell’antichità. La confusione tra longevità e aspettativa di vita  

lunedì 1 ottobre 2012

Monsieur Lazhar, una bella storia tra le aule scolastiche

 
Un film è semplificativo ma se questo su Monsieur Bachir Lazhar vuol dirci una cosa, tra le altre, essa è: “Più che le competenze per cui è pagata la scuola – quelle della psicologa che deve far rielaborare ai bambini dodicenni il suicidio nell’aula scolastica della loro amata maestra Martine, quelle dei genitori supponenti che danno istruzioni all’insegnante, quelle della grammatica (con soggetto, predicato, gruppo nominale e via erudendo), quelle sui nuovi metodi d’insegnamento – “poté”* l’umanità di Bachir, algerino rifugiato nel Quebec e lì propostosi come insegnante al posto della maestra defunta, “poté” il suo senso del dolore che gli dà capacità di capire quello altrui, la sua simpatia, il mantenersi quieto nei gesti e nelle parole. Questo riesce a fare il nuovo maestro, s’impone quiete e disponibilità coi bambini e coi colleghi, nonostante tutto