Così cantava Edoardo Bennato, parafrasando o copiando una canzone altrui, si tratterebbe di plagio secondo alcuni, e nel testo a un certo punto diceva "sei tu che dici quello che si deve o non si deve dire": certo che Bennato , da buon compagno o simpatizzante tale, non so se si riferisse a un giudice, di cui non ricordo il nome, che se non erro era dedito a sequestrare e censurare manifesti pubblicitari di film o riviste che offendevano la morale. Certo che uno oggi la frase della canzone in questione la può inserire, estrapolando anche solo le parole che ho scelto io, in qualunque discorso. Ancora meglio andò per la canzone " affacciati affacciati" che è contenuta sempre nello stesso album, " io che non sono l'imperatore" , e che sarebbe riferita al Papa Paolo VI e a quando, come fanno tutti i Papi, si affaccia alla finestra in Piazza San Pietro tutte le domeniche. E
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venerdì 13 luglio 2018
martedì 23 gennaio 2018
The Red Pill : femminismo e verità negate
23 gennaio 2018
The Red Pill: Femminismo e Verità Negate
Il Film su di Noi che Vogliono Censuraredi P. Cavallari
Immaginate una giovane regista femminista decisa a fare un film sulla cultura dello stupro. Dove documentarsi? Ma su Avoiceformen ovviamente! Il blog che le femministe considerano la tana del lupo misogino-patriarcale, una sentina di odio e violenza.
Ma Cassie Jaye, la regista in questione, è una donna intelligente e per fare il film ha voluto sentire tutte le voci, sia quelle delle femministe che quelle degli attivisti dei diritti degli uomini, tra cui i fondatori del nostro blog.
E così è nato The Red Pill, il documentario su di noi che le femministe vogliono vietare.
Perché tanta rabbia contro un documentario che viene descritto – da chi lo ha visto – come obiettivo e imparziale? La risposta è semplice. L’inchiesta di Cassie mostra come le ragioni del movimento per i diritti degli uomini siano sensate e fondate su considerazioni di buon senso, e come, viceversa, le contro-ragioni delle femministe siano poco convincenti e superficiali. Alla fine del film Cassie dice di non sentirsi più femminista, dopo aver a lungo riflettuto su queste tematiche in un viaggio che paragona a quello di Alice nella tana del Bianconiglio.
Sembra un happy ending in stile Hollywood, ma non finisce qui. La distribuzione e la semplice proiezione del film hanno segnato l’inizio di una storia che da sola potrebbe fornire materiale per un altro film, non si sa se commedia o thriller.
"Senza neanche averlo visto, le femministe sostengono che il film incita alla violenza contro le donne, avalla una cultura sessista e misogina e “abusa” della libertà di espressione. Grazie a campagne molto aggressive, riescono a bloccare la sua proiezione in diversi cinema e festival, non solo negli USA ma anche in altri paesi. In Australia, ad esempio l’università di Sidney ne ha cancellato la proiezione, così come hanno fatto diversi cinema di Melbourne. Persino Netflix si rifiuta di proiettarlo. In Canada spettatori e sponsor hanno minacciato di smettere di fare affari coi cinema che lo proietteranno. Il film è per fortuna reperibile su molte piattaforme digitali (le trovate elencate qui), dove sta riscontrando un grosso successo, ma la regista dice che la messa in onda su Netflix avrebbe permesso alle persone di vederlo senza doverlo necessariamente acquistare." [fonte: www.enzopennetta.it](NdAnticorpi: il film è presente sulla piattaforma on demand di Amazon)
Tra le vicende da commedia demenziale collegate all'uscita del film merita una citazione quella capitata in Australia, dove una trasmissione TV ha intervistato Cassie Jaye. I due giornalisti hanno iniziato ad interrogarla con tono inquisitorio sui contenuti del film ed alla domanda se almeno lo avevano visto hanno risposto sdegnosamente di no. In altri termini stavano stroncando il documentario senza neppure averlo guardato!
Canale YT: Cassie Jaye
“Did you see the film?” questioned Jaye, with a puzzled face, prompting O’Keefe to claim “Well we saw as much as we could because your publicist wouldn’t send us the full thing.”L’intervista è stata messa sulla pagina Facebook della TV ed immediatamente sono cominciati i commenti degli utenti che insultando i giornalisti per la loro mancanza di serietà ne chiedevano il licenziamento. Dopo qualche migliaio di commenti di questo tipo la TV ha tolto il video da Facebook ed ha inviato una diffida per vietarne la pubblicazione. Nel frattempo sono partite varie petizioni per chiedere il licenziamento dei giornalisti e la vicenda alla data di questo post è ancora in corso. Il sito di news Breitbart (che conta milioni di utenti) ha dedicato alla vicenda australiana un articolo molto caustico (Australian TV Hosts Humiliated After Criticizing ‘The Red Pill’ Documentary Despite Admitting They Haven’t Watched the Film) che include la trascrizione integrale delle parti più esilaranti dell’intervista.
“I sent you the screen early attached to the full film,” Jaye declared. “You could also buy the film on Google Play, Vimeo…”
Sunrise co-host Monique Wright then interrupted the discussion, claiming “We tried to do that but we couldn’t.”
[Breitbart]
Note a margine.
Cassie Jaye prima di iniziare le riprese di The Red Pill aveva un curriculum di tutto rispetto come regista impegnata femminista:
“femminista da circa dieci anni. I suoi primi due documentari hanno trattato tematiche molto mainstream. Daddy I Do(2010) parla dell’educazione sessuale delle donne (la tesi del film è che l’educazione sessuale delle donne ridurrebbe le gravidanze indesiderate), mentre The Right to Love (2012) parla del diritto al matrimonio omosessuale.”Il titolo del film, per chi non lo avesse capito, è una citazione da Matrix, la scena in cui Morpheus chiede a Neo di scegliere tra la pillola rossa, che gli mostrerà la verità, e la pillola azzurra, che gli consentirà di continuare a dormire. Cassie Jay ha scelto la pillola rossa ed ora vive assieme a noi nel mondo reale, avendo riconosciuto le menzogne della propaganda.
[www.enzopennetta.it]
Cassie Jaye ha cominciato la sua carriera come attrice, ed in The Red Pill mostra alcune scene che ha interpretato. Si lamenta del fatto che le venivano date parti da vittima designata di pericolosi assassini. Questo dettaglio è quasi un prologo a The Red Pill e contribuisce ad aumentare la sensazione di dissonanza man a mano che il film procede, perché sembra quasi di leggere sul volto di questa giovane donna un certo timore mentre parla con uomini che le sono stati descritti come pericolosi psicopatici, timore che lascia il passo alla perplessità nel corso delle interviste ad alcuni testimonial dell’ideologia femminista. Infatti sono loro in realtà a rappresentare il lato oscuro della tematica trattata.
Il film si può acquistare in DVD o vedere in streaming:
http://theredpillmovie.com/screenings/buy-rent-stream/
Articolo pubblicato sul sito A Voice For Men Italia
Link diretto:
http://it.avoiceformen.com/diritti-umani/the-red-pill-il-film-su-di-noi-che-vogliono-censurare/
fonte http://www.anticorpi.info/2018/01/the-red-pill-femminismo-e-verita-negate.html#more
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domenica 10 settembre 2017
Sono cambiate le regole? Che lo dicano e che ...
E che , chi le ha cambiate, lo faccia sapere. Parlo di regole , leggi, usi e costumi, che è evidente sono cambiati, o meglio sono stati aboliti o anche sostituiti da nuove regole. Prendiamo il discorso lavoro: un tempo era la base della società, prima ancora della famiglia e per ovvi motivi: se lavoro dovresti ricevere del denaro che, all'occorrenza o te lo fotti da solo oppure potresti pensare di crearti una famiglia. Famiglia che si intende composta da madre padre e figli se ne arrivano. Vogliamo parlare di verità imposte per legge e di libertà di pensiero e di espressione regolamentate? Oppure di tradizioni , nostre, da cambiare per non urtare islamici e chi per loro? O di libri da non leggere vogliamo forse stilare l'elenco? E si può proseguire ma, per brevità dico che mi piacerebbe poter dire e fare come possono fare parlamentari o personaggi famosi: dire a qualcuno che è una testa di cazzo o un coglione e che si comporta da stronzo e figlio di puttana. Mi piacerebbe che in alcuni discorsi in tv e sui media si concesso. Lo dice io che ho avuto un commento cancellato perché ho definito un dirigente di Alcoa "figlio di cane": da noi in Sardegna e credo anche altrove, definisce una persona che è scaltra opportunista e che non rispetta tanto il prossimo, ma niente di dispregiativo.
sabato 20 maggio 2017
E nel frattempo...
Mentre Borghezio viene condannato per aver espresso giudizi e opinioni non politicamente corretti, e mentre in Germania avveniva l'esatto contrario, ove una donna, forse anche madre o mamma, ma di parte politica avversa può essere definita "troia nazista" e non succede niente, appunto, nei nostri porti continuano ad arrivare migranti , e nelle coste sbarcano clandestini, di solito questi ultimi sono algerini. Del resto subiamo ,sempre e comunque, notizie di parte, dove un governo non voluto, impone dal 2011 manovre fiscali che fa passare come indispensabili e necessarie per la ripresa economica, che però non c'è; dove ,e ormai lo ripeto da oltre 10 anni, non importa a nessuno se si vende all'estero, perché sono i negozi di città che devono vendere e avere clienti; clienti che devono avere un buon potere di acquisto perché, vivere servendo caffè a 50 centesimi a tazzina, non si campa, si chiude. E infatti dai tempi di Ciampi e Napolitano si parlava sempre di vendere i nostri prodotti all'estero, e lo si diceva ben sapendo di aver permesso di delocalizzare o di smantellare ciò che era rimasto come fabbriche; si è permesso di tagliare i prezzi dei prodotti agricoli , in barba al fatto che la GDO guadagnava e guadagna affamando i contadini; si è ignorato il pericolo del territorio devastato da costruzioni in ogni dove, dei canali dei fiumi non ripuliti, e magari si sono spesi soldi in aumenti di stipendi e in armamenti o missioni umanitarie discutibili. Si può proseguire, e concludo, osservando che per fallimenti e seconde opportunità, per l'accesso al credito da parte di famiglie e pmi, per cancellazione protesti e riabilitazioni e per il divieto di dossieraggio da parte delle finanziarie e banche, non è stato fatto nulla, anzi , se uno proprio volesse incazzarsi può riascoltare qualche intervento da parte di dovrebbe,a parole, essere dalla parte dei consumatori o utenti, e si fa un'idea di ciò che passa davvero in quelle teste: prima , associatevi e poi si vedrà.
Nel frattempo cosa succede? Sbarchi continui, nessuna possibilità di ottenere credito (a me, ad esempio, servirebbero 10mila euro per avviare la mia nuova attività, e ne ho solo trovati mille, per adesso:purtroppo ,se non li trovo entro 15 giorni max 20, l'idea sfuma), concorsi e posti fissi nello stato difficili da ottenere , nel privato idem, anche se qualcosa sembrerebbe muoversi (ma gli stipendi sono bassi, e si ritorna al discorso sul potere di acquisto che è troppo basso e alla qualità bassa di ciò che si può comprare con quella disponibilità di denaro): a ciò si aggiunge la sfiducia nell'idea di mettersi a discutere, a far valere le proprie idee e proposte, nella convinzione che intanto non servirebbe a niente, che ciò che possiamo dire o fare non cambia di una virgola la realtà.
Allora è vero che "ognuno per sé , Dio per tutti", cane mangia cane: come mi ha detto un caro amico "ti lascio, perché devo andare a cercare di trovare 50 euro che mi mancano e mi servono per pagare la bolletta". E ho pensato, giusto per aggiungere altra carne al fuoco: meno male che ci sono ancora i contanti, sennò come potrebbe fare? Si fa versare ,via smartphone o con bonifico, 10 euro da ogni amico?
Nel frattempo cosa succede? Sbarchi continui, nessuna possibilità di ottenere credito (a me, ad esempio, servirebbero 10mila euro per avviare la mia nuova attività, e ne ho solo trovati mille, per adesso:purtroppo ,se non li trovo entro 15 giorni max 20, l'idea sfuma), concorsi e posti fissi nello stato difficili da ottenere , nel privato idem, anche se qualcosa sembrerebbe muoversi (ma gli stipendi sono bassi, e si ritorna al discorso sul potere di acquisto che è troppo basso e alla qualità bassa di ciò che si può comprare con quella disponibilità di denaro): a ciò si aggiunge la sfiducia nell'idea di mettersi a discutere, a far valere le proprie idee e proposte, nella convinzione che intanto non servirebbe a niente, che ciò che possiamo dire o fare non cambia di una virgola la realtà.
Allora è vero che "ognuno per sé , Dio per tutti", cane mangia cane: come mi ha detto un caro amico "ti lascio, perché devo andare a cercare di trovare 50 euro che mi mancano e mi servono per pagare la bolletta". E ho pensato, giusto per aggiungere altra carne al fuoco: meno male che ci sono ancora i contanti, sennò come potrebbe fare? Si fa versare ,via smartphone o con bonifico, 10 euro da ogni amico?
sabato 12 gennaio 2013
ONU, Libertà di espressione : documento importante del 2011
C'è un documento importante di cui non ha parlato
nessun media, e riguarda la libertà di espressione. Riguarda anche
Internet, in un articolo, ho visto, quindi può interessare qui anche
gli amministratori.
Traduco la presentazione che ho trovato e poi metto il link.
Comitato dell'ONU sui diritti , luglio 2011: Osservazioni generali sull' Articolo 19 - Libertà di opinione e di espressione
Solo pochi giorni fa ci siamo imbattuti nel seguente documento del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani - un organismo indipendente con il compito di vigilare sull'osservanza della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR).
Traduco la presentazione che ho trovato e poi metto il link.
Comitato dell'ONU sui diritti , luglio 2011: Osservazioni generali sull' Articolo 19 - Libertà di opinione e di espressione
Solo pochi giorni fa ci siamo imbattuti nel seguente documento del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani - un organismo indipendente con il compito di vigilare sull'osservanza della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR).
lunedì 13 agosto 2012
Grecia, tre attori arrestati per spettacolo teatrale ‘blasfemo’: appello umanista
Tre attori sono stati arrestati in Grecia con l’accusa di blasfemia.
Avevano infatti preso parte ad uno spettacolo teatrale dal titolo
Corpus Christi, prodotto da Terence McNally nel 1997, in cui Gesù e i
suoi discepoli venivano rappresentati come una comunità gay che viveva a
Corpus Christi, nello stato americano del Texas.
Un’opera provocatoria, colpita non solo
dall’anatema religioso per la pervasività della Chiesa ortodossa, ma
anche dal braccio secolare: in Grecia espressioni giudicate blasfeme
vengono punite duramente, con il carcere fino a due anni.
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