sabato 11 maggio 2013

L'ultimo regalo della Fornero: sdoganata la pedofilia

di Riccardo Cascioli11-05-2013 
Scuole e luoghi di lavoro ridotti a campi di rieducazione in chiave omosessuale, e sdoganamento della pedofilia (o almeno della efebofilia, ovvero i rapporti di un adulto con un adolescente). E’ questo lo scenario che ci si prospetta per il prossimo futuro, in quanto l’allora ministro del Lavoro (con deleghe per le Pari opportunità) Elsa Fornero ha aderito sei mesi fa a un progetto sperimentale del Consiglio d’Europa per la lotta alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

E ora l’Unar (ovvero l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, istituito all’interno del Dipartimento per le Pari Opportunità) ha pubblicato le linee guida per l’applicazione dei princìpi contenuti nella Raccomandazione CM/REC (2010) 5 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, volta a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o l’identità di genere: “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015)”, si chiama.

Il signoraggio sui semi, sempre più una realtà

Ecco provata la mia tesi del perché questo massacro generale di piante nel verde pubblico.
Traduzione dal francese a cura di Nicoletta Forcheri di un articolo tratto da http://www.blogapares.com/la-commission-europeenne-va-criminaliser-presque-toutes-les-semences-et-plantes-non-enregistrees-aupres-des-gouvernements/ 10 maggio 2013
La Commissione europea sta per criminalizzare quasi tutte le sementi e le piante non registrate….
Le magagne di alcuni venditori di sementi antiche, che sono messe in ginocchio dalle lobby delle sementi, assumono tutto il significato alla luce delle elucubrazioni dei tecnocrati non eletti a Bruxelles. Il peggio ci era stato promesso dalle proposte di brevettare la materia viva di Monsanto and Co… e il peggio sta per essere accettato a nostra insaputa…Vogliono fare dei popoli, per quanto degenerati, le loro chimere transgeniche… Resistenza!!!

mercoledì 8 maggio 2013

La Sardegna beffata dalla norma antisismica "Si svuotino dighe". La Regione si ribella

nb.:volevo farlo prima ma il giornale di Sardegna online non l'ho trovato e trascrivere due pagine...avevo da fare altro.Ora ho trovato questo:
C'è una norma sulle aree sismiche che impone lo svuotamento di gran parte degli invasi sardi. La Regione si ribella.
"La Sardegna non può accettare, neppure come ipotesi, l'eventuale svuotamento degli invasi dell'isola". Lo ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, intervenendo riguardo alle norme tecniche sugli sbarramenti di ritenuta. "Un'iniziativa del genere - ha aggiunto il presidente - sarebbe a dir poco illogica, alla luce delle caratteristiche di una Regione come la nostra". La questione è stata anche al centro di un incontro che si è tenuto stamattina a Roma tra l'assessore dei Lavori pubblici, Angela Nonnis, e il direttore generale del Servizio nazionale dighe del ministero delle Infrastrutture. Durante il vertice Nonnis ha avanzato l'esigenza che per gli sbarramenti sardi esistenti siano valutati, preliminarmente all'entrata in vigore delle nuove norme tecniche previste dallo Stato, gli impatti delle modalità di applicazione e le conseguenze in termini di funzionalità di sistema. Ciò a seguito di quanto già espresso in sede di Conferenza Stato-Regioni, dove sono stati depositati degli emendamenti al testo della proposta normativa finalizzati a sospenderne l'applicazione per le dighe isolane già esistenti, in attesa degli approfondimenti di una commissione di esperti prevista dal nuovo testo, nonché per l'esclusione in toto delle piccole dighe dalla futura entrata in vigore della legge. Nel corso della riunione l'assessore ha inoltre sottolineato l'importanza che le opere di sbarramento e di invaso rivestono nel fragile equilibrio del bilancio idrico della Sardegna soprattutto al fine di assicurare continuità agli usi civili e alle attività agricole e

La gente è pronta


A meno che non ci sia qualcosa che riesce a trascinare il tutto così come è ora fino a settembre, potrebbe darsi che ci sarà un bel casino. Dove? Nel nostro amato paese. Perché? Per mancanza di risposte concrete oltreché veloci. Loro, cioè i magnacci, sono tranquilli perché, secondo il loro metro stanno facendo il massimo: il punto è che non sufficit. Se nel mio lavoro pur facendomi in quattro, non porto ordinativi, mi cacciano via: saranno anche comprensivi, anzi mi ringrazieranno della collaborazione e per essermi prodigato, augurandomi ogni successo ma, è sottointeso, in un'altra realtà commerciale. Non c'è posto in questa società del 21° secolo per chi non raggiunge o non supera i traguardi che, come nel caso dei parlamentari edel governo, trattasi di obiettivi concordati e promessi dagli stessi candidati per voce dei segretari:

Lettera aperta alla Sig.ra Kyenge

Fonte: http://senzapelisullalingua.info/lettera-aperta-alla-signora-kyenge

MAGGIO 6, 2013 58 ROMA – Girovagando su Internet ci siamo imbattuti in una lettera aperta scritta da parte di una cittadina italiana chiamata Lorella e inidirizzata al nuovo ministro Kyenge.. Abbiamo deciso di pubblicare il testo integrale poichè racchiude il pensiero di molti italiani:
“Gentile signora Kyenge, mi scuso, ma non riesco a chiamarla Ministro, non per razzismo come molti possano essere indotti a pensare, ma per criterio.
Non posso chiamare Ministro chi si dichiara a metà tra il mio paese ed un altro, mentre ha giurato fedeltà alla mia Costituzione. Non accetto che lei parli a nome mio e dei miei concittadini definendoci “meticci”.

Monastir, cecchino impallina i gatti:un felino è morto, altri sono rimasti feriti


in questa immagine un povero gatto vittima dei maltrattamentiMonastir, cecchino impallina i gatti Un felino è morto, altri sono rimasti feriti
A Monastir c'è chi si "diverte" a impallinare i gatti. Uno, tra quelli colpiti, è morto. Molti i casi di felini feriti.
Succede nella zona tra via Progresso e piazza Moro (a due passi dal Municipio e dall'Ufficio postale). A segnalare il passatempo è stato un abitante della via, Valter Vargiu, che denuncia: "Da qualche giorno un delinquente si diverte a sparare, con un fucile a piombini, i malcapitati gatti. Sono già stati coinvolti anche i miei due gatti".
A Monastir, nella zona dove sono segnalate le fucilate ai poveri felini è allerta. Vargiu ha interessato del fatto sia gli agenti della polizia locale che i carabinieri.
L'articolo di Ignazio Pillosu su L'Unione Sarda oggi in edicola.
                                               unionesarda.it
Come sempre c'è chi ,forse non ha di meglio da fare, e si sfoga sulle bestie di solito indifese, inermi e sicure che nessuno le farà del male. Invece...

martedì 7 maggio 2013

Kein Pfusch – Il finto dibattito sulla moneta elettronica

Scritto da Uriel Fanelli – 21 aprile 2013
Da quando con la crisi di Cipro si e’ tornato a parlare di Bitcoin (che non e’ una moneta: non avendo corso legale e’ solo una merce su un listino pubblico), e quindi di moneta elettronica, ho letto le piu’ pazzesche cazzate in giro, e volevo quindi far notare alcune lievi incongruenze. 
Innanzitutto il dibattito e’ inutile perche’ solo una piccolissima parte della moneta esistente, rappresentata classicamente dall’indice M0, e’ stata stampata, e ci sono circa 57 miliardi di euro stampati contro piu’ di 500 che sono puramente elettronici e si rappresentano  con l’ indice M1, e qualcosa come 7000 miliardi o piu’ che formano l’indice M3. Di questi, solo i primi 57 sono stampati in moneta e/o banconote. 
(…) A fare di una moneta una moneta elettronica non e’ la mancanza di un supporto materiale, ma la sua tracciabilita’ informatica. E oggi, la tracciabilita’ del denaro “liquido” e’ assolutamente alla portata delle nuove tecniche “big data”-
(…) Trasformare in un bancomat il cellulare e’ la via scelta dagli operatori per aggirare le leggi, ma dovete aspettarvi che COMUNQUE entro una decina di anni , il contante sia una rarita’.
(…) Allora, e’ meglio capirci quando parliamo di denaro “elettronico”. Voi pensate che il denaro