di Riccardo Cascioli11-05-2013
Scuole e luoghi di lavoro ridotti a campi di
rieducazione in chiave omosessuale, e sdoganamento della pedofilia (o
almeno della efebofilia, ovvero i rapporti di un adulto con un
adolescente). E’ questo lo scenario che ci si prospetta per il prossimo
futuro, in quanto l’allora ministro del Lavoro (con deleghe per le Pari
opportunità) Elsa Fornero ha aderito sei mesi fa a un progetto
sperimentale del Consiglio d’Europa per la lotta alle discriminazioni
basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
E ora l’Unar (ovvero l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali,
istituito all’interno del Dipartimento per le Pari Opportunità) ha
pubblicato le linee guida per l’applicazione dei princìpi contenuti
nella Raccomandazione CM/REC (2010) 5 del Comitato dei ministri del
Consiglio d’Europa, volta a combattere la discriminazione fondata
sull’orientamento sessuale o l’identità di genere: “Strategia nazionale
per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate
sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015)”, si
chiama.