Sarà roba , per alcuni bocconiani , di basso livello, terra terra (avrei scritto di "bassa lega" , ma si presta a varie letture).
Cominciamo con l'uso dei contanti. Perché non scrivere , all'interno o anche all'esterno del negozio, magari a fianco dove campeggia l'adesivo "Bancomat" oppure "Visa", un altro adesivo con scritto "Qui i contanti sono benvenuti", o anche solo "Contanti", oppure "Qui i contanti si accettano volentieri": idem come sopra per una maglietta, da distribuire in negozio, da regalare, da consegnare ai passanti, dove potrebbe esser scritto "Io amo i contanti" (dove amo può essere il pittogramma del cuore) o anche qualcosa di provocatorio come "I contanti non sono gli assassini dell'economia". Qualcosa che smuova: poi ci sono, credo (ma comincio ad avere dei dubbi) delle menti più agili e sveglie della mia, e queste potrebbero trovare slogan ben più efficaci.
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venerdì 13 settembre 2019
mercoledì 17 aprile 2019
Italia. Evasione fiscale (in EU 823 mld) e contante usato nell’85.8% dei pagamenti.
Giuseppe Sandro Mela.
019-04-15.
È stato pubblicato un interessante Report dal titolo:
Gli italiani sono ancora (troppo) affezionati al contante
da cui si evince che gli italiani usano le banconote nell’85.9% dei pagamenti effettuati: bancomat e carte di credito sono utilizzate solo per i pagamenti più onerosi.
*
«La gran parte dei pagamenti avviene per acquisti quotidiani, ovvero presso il panettiere, il supermercato, la farmacia (40,2% di tutti gli scambi) oppure al bar e nei ristoranti (21,6%).»
*
«Al di sopra dei 100€, invece, arriva il turno degli assegni o dell’acquisto digitale, i quali coprono il 12,2% delle transazioni di queste dimensioni»
*
«Nel caso di transazioni di grande entità le carte di credito salgono al 28,6%, mentre l’uso del contante si ferma “solo” al 68,4%.»
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martedì 7 maggio 2013
Kein Pfusch – Il finto dibattito sulla moneta elettronica
Scritto da Uriel Fanelli – 21 aprile 2013
Da quando con la crisi di Cipro si e’ tornato a parlare di Bitcoin (che non e’ una moneta: non avendo corso legale e’ solo una merce su un listino pubblico), e quindi di moneta elettronica, ho letto le piu’ pazzesche cazzate in giro, e volevo quindi far notare alcune lievi incongruenze.
Innanzitutto il dibattito e’ inutile perche’ solo una piccolissima parte della moneta esistente, rappresentata classicamente dall’indice M0, e’ stata stampata, e ci sono circa 57 miliardi di euro stampati contro piu’ di 500 che sono puramente elettronici e si rappresentano con l’ indice M1, e qualcosa come 7000 miliardi o piu’ che formano l’indice M3. Di questi, solo i primi 57 sono stampati in moneta e/o banconote.
(…) A fare di una moneta una moneta elettronica non e’ la mancanza di un supporto materiale, ma la sua tracciabilita’ informatica. E oggi, la tracciabilita’ del denaro “liquido” e’ assolutamente alla portata delle nuove tecniche “big data”-
(…) Trasformare in un bancomat il cellulare e’ la via scelta dagli operatori per aggirare le leggi, ma dovete aspettarvi che COMUNQUE entro una decina di anni , il contante sia una rarita’.
(…) Allora, e’ meglio capirci quando parliamo di denaro “elettronico”. Voi pensate che il denaro
Da quando con la crisi di Cipro si e’ tornato a parlare di Bitcoin (che non e’ una moneta: non avendo corso legale e’ solo una merce su un listino pubblico), e quindi di moneta elettronica, ho letto le piu’ pazzesche cazzate in giro, e volevo quindi far notare alcune lievi incongruenze.
Innanzitutto il dibattito e’ inutile perche’ solo una piccolissima parte della moneta esistente, rappresentata classicamente dall’indice M0, e’ stata stampata, e ci sono circa 57 miliardi di euro stampati contro piu’ di 500 che sono puramente elettronici e si rappresentano con l’ indice M1, e qualcosa come 7000 miliardi o piu’ che formano l’indice M3. Di questi, solo i primi 57 sono stampati in moneta e/o banconote.
(…) A fare di una moneta una moneta elettronica non e’ la mancanza di un supporto materiale, ma la sua tracciabilita’ informatica. E oggi, la tracciabilita’ del denaro “liquido” e’ assolutamente alla portata delle nuove tecniche “big data”-
(…) Trasformare in un bancomat il cellulare e’ la via scelta dagli operatori per aggirare le leggi, ma dovete aspettarvi che COMUNQUE entro una decina di anni , il contante sia una rarita’.
(…) Allora, e’ meglio capirci quando parliamo di denaro “elettronico”. Voi pensate che il denaro
venerdì 4 gennaio 2013
Sui contanti e ...oltre
Sull'uso
dei contanti o meglio sulla limitazione e i vantaggi nell'abolizione
si sono spesi giornalisti influenti e in vista come Milena
Gabanelli,che ha dedicato all'argomento anche una puntata della
trasmissione Report oltre ad articoli e al rilascio di interviste.
Non essendo un economista né un esperto mi limito a vivere la
situazione come la maggior parte di noi ma ,proprio per questo mi
sono fatto un'opinione in materia, e le considerazioni che ho tratto
le espongo brevemente così da condividerle con chi ne avrà piacere.
Nel
farlo ho cercato di essere neutrale ma c'è un limite: la mia
condizione di fallito e altre mie vicissitudini , ho scoperto che
sono comuni a tante persone, per cui il mio caso non sarebbe solo il
mio caso,ma quello ,appunto, di numerosi individui.
Venendo
al sodo il discorso “contanti” ,cioè la limitazione e/o il
divieto di effettuare pagamenti a partire da un dato importo in su ,
verte a mio avviso più che su questioni pratiche o legate
all'introduzione di moderne tecnologie, presentate come vantaggiose
magari per ragioni di costi o di sicurezza, si incentra su
imposizioni graduali ma costanti nel tempo, scoraggiandone quindi il
possesso.
martedì 11 settembre 2012
Niente contanti sopra i 50 euro. Dal 2013
Rivoluzione per gli italiani: i contanti hanno le
ore contate. Già, perché dal primo luglio del 2013, per gli importi
superiori a 50 euro potrebbe diventare obbligatorio il pagamento con il
bancomat.
E' una misura a cui sta lavorando il governo Monti da inserire nel decreto Sviluppo due a cui sta lavorando l'esecutivo. Lo scopo del provvedimento sarebbe quello di semplificare la vita della gente e tenere sotto controllo l'illegalità, anche perché con la moneta elettronica si pagheranno pure le prestazioni professionali, occasione principe di evasione fiscale.
E' una misura a cui sta lavorando il governo Monti da inserire nel decreto Sviluppo due a cui sta lavorando l'esecutivo. Lo scopo del provvedimento sarebbe quello di semplificare la vita della gente e tenere sotto controllo l'illegalità, anche perché con la moneta elettronica si pagheranno pure le prestazioni professionali, occasione principe di evasione fiscale.
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lunedì 10 settembre 2012
Ancora sul black out prossimo venturo
articolo di Paolo Franceschetti http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/09/ancora-sul-blackout-prossimo-venturo.html
Premessa.
Ho deciso di scrivere questo articolo per parlare l’ennesima volta del blackout previsto per fine anno, per rispondere alle innumerevoli domande che mi giungono ogni giorno via facebook o per posta, sempre del seguente tenore: ma secondo te in quale data si farà? Ma alla fine il blackout ci sarà o no?
Le fonti della notizia e il problema di fondo.
Iniziamo col dire che l’idea di un blackout prossimo venturo non è un’idea mia o una teoria, ma una notizia ormai ufficiale che può essere tratta da diverse fonti.
Anzitutto la notizia parte dalla Nasa, che ha annunciato ormai da qualche anno il pericolo di una tempesta solare, che potrebbe bruciare tutti i generatori di corrente elettrica alternata. Una tempesta solare già ci fu nel 1859; le linee elettriche si interruppero per ore, e alle due di notte i testimoni dell’epoca raccontano che ci fu un chiarore come se fosse mezzogiorno; a quell’epoca però l’umanità non dipendeva come oggi dall’elettricità e quindi i danni furono quasi nulli. Attualmente invece un’ipotesi del genere significa una vera
Premessa.
Ho deciso di scrivere questo articolo per parlare l’ennesima volta del blackout previsto per fine anno, per rispondere alle innumerevoli domande che mi giungono ogni giorno via facebook o per posta, sempre del seguente tenore: ma secondo te in quale data si farà? Ma alla fine il blackout ci sarà o no?
Le fonti della notizia e il problema di fondo.
Iniziamo col dire che l’idea di un blackout prossimo venturo non è un’idea mia o una teoria, ma una notizia ormai ufficiale che può essere tratta da diverse fonti.
Anzitutto la notizia parte dalla Nasa, che ha annunciato ormai da qualche anno il pericolo di una tempesta solare, che potrebbe bruciare tutti i generatori di corrente elettrica alternata. Una tempesta solare già ci fu nel 1859; le linee elettriche si interruppero per ore, e alle due di notte i testimoni dell’epoca raccontano che ci fu un chiarore come se fosse mezzogiorno; a quell’epoca però l’umanità non dipendeva come oggi dall’elettricità e quindi i danni furono quasi nulli. Attualmente invece un’ipotesi del genere significa una vera
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domenica 9 settembre 2012
Ragionare in termini diversi
I ragionamenti, secondo da chi sono presentati, sono come le statistiche che possono essere manovrate e dimostrare anche cose non veritiere. Nel mio caso vorrei dimostrare che i danni dal mancato rilascio di uno scontrino sono una cosa ben diversa da chi indirizza fondi statali o europei verso un'azienda amica per poi dividere e ,come è successo in Sardegna, trovarsi con capannoni nemmeno terminati circondati da sterpaglie. Chi non mi rilascia lo scontrino, mettiamo sia un barista, ha però acquistato il caffè e le paste, con fattura, paga chissà quanto di corrente elettrica, di solito piena di iva e addizionali, fa lavare le vetrine e di solito questi "prendono soldi in nero", ma siccome sono italiani i soldi li spendono qui e non li mandano in Asia o Africa o altrove. Ecco
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