Quando uno non capisce non capisce: oppure le cose gliele rispieghiamo. Le maggiori difficoltà che incontro, a parte la mancanza di lavoro e di prospettive in genere, è nel vedere come sistematicamente il tema che si affronta viene abbandonato in favore di altri che, seppure legati ad esso, non sono l'argomento principe. E' ,come potete immaginare, il caso del lavoro, delle aziende che chiudono, delle tasse elevatissime, dei falliti e dei fallimenti, ma anche di come ,e questo è quasi tutto farina del mio sacco fin dal 2004, si sviolinano i vari capitani coraggiosi, di come si tessono di continuo elogi per questa o quella azienda che ...esporta il 90 % del proprio prodotto. Ma, dico io, e qui cosa rimane? Possibile che in Italia ci siano solo e soltanto aziende che vendono tutto e solo all'estero? I capitani di queste realtà, assai care ai vari tg e speciali tv, si sono mai avventurati nelle vie delle città o si sono
mercoledì 5 agosto 2015
martedì 28 luglio 2015
Attenzione a non provocare !
Ultimamente , a parte le solite notizie e discussioni sui media atte a distrarre dai veri temi importanti per la nazione, ci sono stati i soliti idioti che hanno in primis invitato i comuni che accolgono i cosiddetti profughi o migranti, a far svolgere a costoro dei lavori socialmente utili: peccato che , pur non essendo il massimo, ci sono o sarebbero già dei cittadini italiani che potrebbero, e si spera per un tempo limitato, svolgere quel tipo di lavori. Non paghi di ciò, insistono sull'accoglienza, e invitano , questa volta i prefetti, a utilizzare le caserme dismesse per accogliere costoro, o ancora degli edifici scolastici abbandonati e in disuso che ,sempre con poca spesa (?) potrebbero essere adibite a dormitori o similari: anche in questi casi peccato! perché le caserme possono anche essere ubicate in luoghi di interesse cittadino o di pregio, e possono, questo sì, svolgere un ruolo nuovo ma per i cittadini italiani o per chi lo vuole diventare (lasciando i soldi qui e spendendo in Italia). Ma si va oltre: chi ha dei debiti nei confronti dei comuni o similari, potrebbe svolgere dei lavori socialmente utili e così saldare il proprio conto. Peccato che ,così
lunedì 29 giugno 2015
O si capisce oppure no : però se ne può parlare
Ancora una volta, senza tema di smentite, pochi hanno raccolto il mio invito a meditare sul fatto che le priorità vengono disattese, concentrando le energie verso attività che non consentono ai cittadini di vivere bene.
Per essere più precisi vale la pena fare qualche esempio, anche senza entrare nei dettagli che ,semmai seguiranno: chi oggi ha 30 anni, ai tempi di Monti ne aveva circa 26, e in questi quattro anni per lui le cose come sono cambiate?
Dico solo che se fosse stato in Sardegna avrebbe sperato nel nuovo treno SS Ca, e col cavolo che lo avrebbe visto in funzione (se Dio vuole sarà roba di settembre o giù di lì). Forse che in quattro anni,se fosse vissuto a Taranto, ha o avrebbe visto attuare le bonifiche? Credo proprio di no.
E questo per dire che non abbiamo visto treni viaggiare veloci, non abbiamo visto realizzate bonifiche ambientali, ma abbiamo visto altre cose che non hanno portato lavoro e neppure benessere alla maggior parte dei cittadini.
Senza dubbio c'è chi non se la passa male e ,anzi come ben dimostrato, con la crisi e con le imposizioni del'unione europea ha guadagnato e guadagna:anzi direi che mette solide radici creando nuove e diverse condizioni nelle quali e per le quali è difficilissimo,se non impossibile, riuscire a districarsi e quindi a lavorare e vivere bene.
Continuare ora a parlare di immigrazione serve ,secondo me, solo a incazzarsi ulteriormente, come se non bastasse, per un sardo, sapere che un Cagliari Linate ti costa 200 euro a/r: puoi sperare di poterti spostare per cercare lavoro o crearti nuove opportunità? Col cazzo che puoi ,a meno di non avere una discreta disponibilità e che,se anche l'avessi, ti stringe il cuore dover sborsare tutto quel denaro (cui aggiungere pernottamento e spostamenti vari) sapendo bene che, oltre ciò ritroverai tutta una serie di incombenze cui sottostare.
Può interessarti così tanto la storia di Isis , la Siria e Assad o la Turchia o i due fuggiaschi americano (di cui uno ucciso e l'altro ferito e catturato)? O che Kate soffre di sindrome post partum?
Credo che non ci portino acqua al nostro mulino: potrei capire i rapporti con Putin e la Russia, ma se fossi un industriale, se avessi un'azienda che esporta e si ritrova gabbata da quattro conigli che eseguono gli ordini degli Usa.
Ma proprio qui sta anche la differenza tra milioni di italiani e qualche centinaia di altri italiani (o forse sono di più?): si sentono nei notiziari voci che parlano di ripresa dell'export, del fatto che l'industria va avanti con un più eccetera eccetera. Sì, ma poi che cosa cambia per il negozio sotto casa? Che cosa per l'operaio di una di quelle aziende? E per il corriere che consegna qualche plico o pacco per o a quelle aziende esportatrici? Per queste persone non cambia niente, a meno che non vengano licenziate, hanno un potere di acquisto basso, eppure credo siano abbastanza flessibili, proprio come chiedeva Ciampi quando invitava gli imprenditori italiani a investire in Cina (spero che chi lo ha fatto non abbia fatto la fine di certi industriali tedeschi, messi in minoranza nelle aziende create laggiù, e costretti a cedere il know how e tutto il resto ai soci ,ormai, di maggioranza).
Ecco che sentire che c'è la ripresa ma che questa è, per i media e i politici, un più x o y % rispetto all'anno passato, mi lascia perplesso e anche incazzato: quando vedrò chiudere i centri commerciali che legano la propria attività a supermercati stranieri e al franchising , e contemporaneamente vedrò aprire negozi e attività commerciali fatte da persone e che vendono sopratutto italiano o che comunque investono poi in Italia , allora penserò che forse la ripresa è in arrivo.
Logico che si può parlare di tante idee per rilanciare lo sviluppo della nazione, ma anche su questi punti occorre creare, scrivere, uno schema e dimostrare, dati alla mano, che ciò si può fare e si fa così e cosà : diversamente sarebbe come il milione di posti di lavoro di Silvio o la tassazione secca al 15% di Salvini.
Tutte cose belle ma che hanno bisogno di essere sostenute dai fatti.E ne riparlerò.
Per essere più precisi vale la pena fare qualche esempio, anche senza entrare nei dettagli che ,semmai seguiranno: chi oggi ha 30 anni, ai tempi di Monti ne aveva circa 26, e in questi quattro anni per lui le cose come sono cambiate?
Dico solo che se fosse stato in Sardegna avrebbe sperato nel nuovo treno SS Ca, e col cavolo che lo avrebbe visto in funzione (se Dio vuole sarà roba di settembre o giù di lì). Forse che in quattro anni,se fosse vissuto a Taranto, ha o avrebbe visto attuare le bonifiche? Credo proprio di no.
E questo per dire che non abbiamo visto treni viaggiare veloci, non abbiamo visto realizzate bonifiche ambientali, ma abbiamo visto altre cose che non hanno portato lavoro e neppure benessere alla maggior parte dei cittadini.
Senza dubbio c'è chi non se la passa male e ,anzi come ben dimostrato, con la crisi e con le imposizioni del'unione europea ha guadagnato e guadagna:anzi direi che mette solide radici creando nuove e diverse condizioni nelle quali e per le quali è difficilissimo,se non impossibile, riuscire a districarsi e quindi a lavorare e vivere bene.
Continuare ora a parlare di immigrazione serve ,secondo me, solo a incazzarsi ulteriormente, come se non bastasse, per un sardo, sapere che un Cagliari Linate ti costa 200 euro a/r: puoi sperare di poterti spostare per cercare lavoro o crearti nuove opportunità? Col cazzo che puoi ,a meno di non avere una discreta disponibilità e che,se anche l'avessi, ti stringe il cuore dover sborsare tutto quel denaro (cui aggiungere pernottamento e spostamenti vari) sapendo bene che, oltre ciò ritroverai tutta una serie di incombenze cui sottostare.
Può interessarti così tanto la storia di Isis , la Siria e Assad o la Turchia o i due fuggiaschi americano (di cui uno ucciso e l'altro ferito e catturato)? O che Kate soffre di sindrome post partum?
Credo che non ci portino acqua al nostro mulino: potrei capire i rapporti con Putin e la Russia, ma se fossi un industriale, se avessi un'azienda che esporta e si ritrova gabbata da quattro conigli che eseguono gli ordini degli Usa.
Ma proprio qui sta anche la differenza tra milioni di italiani e qualche centinaia di altri italiani (o forse sono di più?): si sentono nei notiziari voci che parlano di ripresa dell'export, del fatto che l'industria va avanti con un più eccetera eccetera. Sì, ma poi che cosa cambia per il negozio sotto casa? Che cosa per l'operaio di una di quelle aziende? E per il corriere che consegna qualche plico o pacco per o a quelle aziende esportatrici? Per queste persone non cambia niente, a meno che non vengano licenziate, hanno un potere di acquisto basso, eppure credo siano abbastanza flessibili, proprio come chiedeva Ciampi quando invitava gli imprenditori italiani a investire in Cina (spero che chi lo ha fatto non abbia fatto la fine di certi industriali tedeschi, messi in minoranza nelle aziende create laggiù, e costretti a cedere il know how e tutto il resto ai soci ,ormai, di maggioranza).
Ecco che sentire che c'è la ripresa ma che questa è, per i media e i politici, un più x o y % rispetto all'anno passato, mi lascia perplesso e anche incazzato: quando vedrò chiudere i centri commerciali che legano la propria attività a supermercati stranieri e al franchising , e contemporaneamente vedrò aprire negozi e attività commerciali fatte da persone e che vendono sopratutto italiano o che comunque investono poi in Italia , allora penserò che forse la ripresa è in arrivo.
Logico che si può parlare di tante idee per rilanciare lo sviluppo della nazione, ma anche su questi punti occorre creare, scrivere, uno schema e dimostrare, dati alla mano, che ciò si può fare e si fa così e cosà : diversamente sarebbe come il milione di posti di lavoro di Silvio o la tassazione secca al 15% di Salvini.
Tutte cose belle ma che hanno bisogno di essere sostenute dai fatti.E ne riparlerò.
lunedì 22 giugno 2015
Qualche domanda sui vip
Anche nei precedenti blog che ho curato, mi sono posto alcuni interrogativi sui vip. Mi sono spesso domandato come mai alcuni vip dopo anni di successi trascorsi anche piacevolmente tra ristoranti, discoteche, viaggi, spese pazze,e trattando i paparazzi e talvolta i fans in malo modo, giungano poi quasi a fare mea culpa e a dichiarare che "quello fatto fino ad allora è stato sbagliato". Anzi dedicatevi ad altro, magari andando a fare i missionari e dopo esservi spogliati dei vostri beni. Il succo è più o meno questo, e qualche mio vocabolo forse può essere esagerato. E' un po' come qualche attrice che ,dopo essersi spogliata e mostrato a tutti quasi tutte le sue grazie, si pente e magari prende i voti: anche lei, logicamente, invita a non compiere determinate scelte. In una fase dialettica, in un dialogo, dove "ascolto, parlo, ascolto" e così via, ci può stare di sentire qualcuno che rinuncia a ciò che ha avuto e ha dalla vita, e cambia rotta. Come pure è ammesso che voglia fare, già da subito, proseliti, invitando parenti e amici e,se vip, i propri fans, a seguire le sue nuove orme. Ciò che mi dispiace è sentire i vip invitare a smettere di bere o fumare, o ancora invitare alla preghiera e alla meditazione: nel mio caso, bevo molto poco e non superalcolici , non fumo e non uso droghe, al massimo posso guardare qualche film hard, possibilmente amatoriale (il che vuol dire che è come non guardarne, visto che quelli veri sono rari); in più non pratico sport estremi, non faccio un sacco di cose che meriterebbero, come girare il mondo ad esempio.
Altra cosa che non mi piace, sempre riferendomi a costoro, è il mea culpa per il proprio passato: ciò che siamo è il risultato di scelte ,sbagliate o giuste che siano, ma non possiamo rinnegarle a priori o condannarle solo perché adesso la nostra stella è in declino o perché non siamo più di moda. Occorrerebbe ricordare che ogni frutto ha la sua stagione e che se a vent'anni giochiamo vicini alla rete, a cinquanta giochiamo da fondo campo.
Altro aspetto che mi incuriosisce è come mai, quando un vip si ammala di cancro non ricorre alle famose o anche sconosciute cure sperimentali o alternative: non dovrebbero o non sarebbero mancati ad alcuni di costoro, passati a miglior vita anzitempo, i soldi.
Così come sono incuriosito dalle famose sparizioni dei vip dalla scena per alcuni mesi: secondo alcuni si sottoporrebbero a delle cure particolarmente efficaci, per restare giovani o non invecchiare (vedi la regina Elisabetta).
Concludo ricordando che proprio alcuni vip e altri ricchi (meno noti), sarebbero morti in cliniche, anch'esse misteriose, e chissà proprio cercando elisir di lunga vita o per semplici (?) cure mediche.
Concludo con una frase (non mia ovviamente): Non ho bisogno di aiuto, sono grande abbastanza e so sbagliare da solo.
Altra cosa che non mi piace, sempre riferendomi a costoro, è il mea culpa per il proprio passato: ciò che siamo è il risultato di scelte ,sbagliate o giuste che siano, ma non possiamo rinnegarle a priori o condannarle solo perché adesso la nostra stella è in declino o perché non siamo più di moda. Occorrerebbe ricordare che ogni frutto ha la sua stagione e che se a vent'anni giochiamo vicini alla rete, a cinquanta giochiamo da fondo campo.
Altro aspetto che mi incuriosisce è come mai, quando un vip si ammala di cancro non ricorre alle famose o anche sconosciute cure sperimentali o alternative: non dovrebbero o non sarebbero mancati ad alcuni di costoro, passati a miglior vita anzitempo, i soldi.
Così come sono incuriosito dalle famose sparizioni dei vip dalla scena per alcuni mesi: secondo alcuni si sottoporrebbero a delle cure particolarmente efficaci, per restare giovani o non invecchiare (vedi la regina Elisabetta).
Concludo ricordando che proprio alcuni vip e altri ricchi (meno noti), sarebbero morti in cliniche, anch'esse misteriose, e chissà proprio cercando elisir di lunga vita o per semplici (?) cure mediche.
Concludo con una frase (non mia ovviamente): Non ho bisogno di aiuto, sono grande abbastanza e so sbagliare da solo.
venerdì 19 giugno 2015
Se i marchesi rubano
I conti non tornano. Ma i conti non tornano anche senza scomodare i marchesi. E' sufficiente, se parliamo di tassazione e di evasione fiscale, ricordare che è spropositata sia l'aliquota iva che l'irpef, come pure le varie tasse comunali o quelle sui rifiuti, come pure quelle su insegne e pubblicità in genere. Ecco perché se facciamo due conti, se per il fisco o il tg debbo all'erario 100, poi se fossi in un paese civile magari dovrei dare 30. il che ci i porta a dire che se avessi in partenza dovuto pagare 30, intanto forse avrei anche potuto avere quella disponibilità, sarei stato in una nazione dove le attività produttive sono incoraggiate e non come qui da noi, dove se sanno che sei commerciante ti additano come evasore. In un paese diverso dal nostro, forse potrei lavorare senza dover pensare che sia io che i clienti abbiamo difficoltà a posteggiare le auto: forse ci sarebbero un moderno tram o delle piste ciclabili o anche dei vaporetti. Certo non troveresti fuori dal negozio persone che ti tendono un agguato per farsi dare un euro o anche di più, e neppure parcheggiatori abusivi che per concederti il lusso di riprenderti l'auto ti devono vendere qualcosa o estorcerti del denaro. In un altro paese ti fanno pagare dopo che hai incassato: qui se vuoi, che so, fare il venditore e quindi aprire una partita iva, dovrai pagare in anticipo inps, poi ci saranno studi di settore che dovranno fare in modo che tu ,come minimo dovrai sborsare tot: altrimenti per te saranno guai, ovvero accertamenti e cose simili. I marchesi sono loro, ovvero burocrati e suggeritori (cattivi e in malafede) che continuano a imporre un modo di vedere la vita che è giusto e valido solo nelle loro menti (malate di invidia e supponenza): se cominciassero a essere onesti con se stessi e con la propria coscienza, alcun o la maggior parte degli adempimenti fiscali forse sparirebbero in poco tempo. E ' forse chiedere troppo? A questo punto fa bene e ha il mio appoggio e la mia stima chi cerca di pagare poco o meno di quanto gli si chiede o fa in modo di non pagare: e mi riferisco non certo alle mega aziende, alle multinazionali, ma al piccolo commerciante o all'industriale, che ritengo persone serie e valide finché hanno in mente di far lavorare e far crescere oltre che la propria azienda anche il territorio e il paese. Diventano miei nemici coloro che senza motivo delocalizzano o esternalizzano : allora mi cominciano a stare sui coglioni.
martedì 16 giugno 2015
Alcune domande che mi sono venute in mente
Vado al sodo: non mi pare che ,per i migranti che fuggono dalle guerre , i giornalisti o i politici abbiano indicato i paesi e da quando i conflitti sono in atto. Se poi si dovesse trattare di due o più nazioni: vengono solo da una nazione o da tutte quelle coinvolte?
E poi: qualcuno ha detto che l'Onu o la Ue interverrà in questi conflitti? E se sì ha indicato modi e tempi per farlo?
E ancora: nel caso dei fatti avvenuti a Ventimiglia qualcuno ha visto se i militari francesi fossero o meno di colore? Sono ,per caso, stati intervistati? E se sì cosa hanno detto (anche a telecamere e microfoni spenti)? E per sbaglio c'era qualcuno dei militari che era musulmano? Se sì, che cosa ne pensa di questi fatti?
Ecco così, per curiosità personale un'ultima domanda: ho visto che alcuni cittadini, mi pare a Milano o a Roma, hanno portato aiuti tipo cibo e vestiario ai migranti. Qualcuno ha chiesto se hanno fatto lo stesso nei confronti di altri cittadini italiani in difficoltà? Sono andati a portare conforto ai cassintegrati, nelle fabbriche che chiudevano, ai familiari degli imprenditori suicidi? E i giornalisti hanno mai lanciato delle raccolte di fondi per far ripartire le aziende che hanno fallito? Potrei continuare ma credo che basti.Anzi no: ho visto che una persona,mi pare della prefettura di Bologna, diceva che in pratica ai migranti gli si danno tutte le dritte del caso, cioè per la storia di impronte, richiesta di asilo, diritti che hanno eccetera.
E poi: qualcuno ha detto che l'Onu o la Ue interverrà in questi conflitti? E se sì ha indicato modi e tempi per farlo?
E ancora: nel caso dei fatti avvenuti a Ventimiglia qualcuno ha visto se i militari francesi fossero o meno di colore? Sono ,per caso, stati intervistati? E se sì cosa hanno detto (anche a telecamere e microfoni spenti)? E per sbaglio c'era qualcuno dei militari che era musulmano? Se sì, che cosa ne pensa di questi fatti?
Ecco così, per curiosità personale un'ultima domanda: ho visto che alcuni cittadini, mi pare a Milano o a Roma, hanno portato aiuti tipo cibo e vestiario ai migranti. Qualcuno ha chiesto se hanno fatto lo stesso nei confronti di altri cittadini italiani in difficoltà? Sono andati a portare conforto ai cassintegrati, nelle fabbriche che chiudevano, ai familiari degli imprenditori suicidi? E i giornalisti hanno mai lanciato delle raccolte di fondi per far ripartire le aziende che hanno fallito? Potrei continuare ma credo che basti.Anzi no: ho visto che una persona,mi pare della prefettura di Bologna, diceva che in pratica ai migranti gli si danno tutte le dritte del caso, cioè per la storia di impronte, richiesta di asilo, diritti che hanno eccetera.
mercoledì 10 giugno 2015
Per la prima volta
Ieri per la prima volta dal 2005 è stato cancellato un mio commento. Non qui certamente, ma su un sito che frequento dal 2005 a occhio e croce, e nel quale mi sono sempre trovato bene. Ci sono rimasto male perché non mi pareva di aver utilizzato termini volgari, quali parolacce, o peggio che mai essere caduto nella trappola dell'antisemitismo o razzismo. Ho solo , anzi avevo solo definito un tale come "quel figlio di cane": strano perché ci sono pure canzoni che vanno oltre , e definiscono qualcuno "grande figlio di puttana" mentre io ero fermo al "quel figl di un can de Trieste" del buon Jannacci e non pensavo a Ligabue e alla sua "figlio di un cane". Per me dire a uno figlio di un cane significa affermare che si è comportato da carogna, da persona priva di scrupoli e che ,nel caso specifico, ha munto la vacca finché c'era da mungere. Non so se sia più logico spiegare, magari con il politicamente corretto, senza offendere nessuno, restando magari sul vago, oppure andare al sodo snocciolando questioni che sono barbose da spiegare e che ,sopratutto se ben approfondite, difficili da seguire. Ecco perché sul fronte migranti o immigrazione clandestina, sul lavoro e sulla tassazione, su euro e unione europea, su fallimento e protesti, su appalti e regole sugli appalti ,ho invitato e invito ancora adesso, a spiegare in modo magari schematico e chiaro, come stanno le cose: separando se possibile i dati e i fatti, da quello che si è fatto o si potrebbe fare (per migliorare , cambiare). Tutto qui. Per la cronaca il sito in questione è "comedonchisciotte".
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