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lunedì 27 maggio 2019

Da sapere (perché Formigli non lo dirà) : Germania. Nel 2018 le ‘risorse’ immigrate sono costate 23 miliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-27.

Macellaio Romano Plebe 001

«A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre»

Così diceva quell’uomo di grande esperienza umana che fu Giulio Andreotti. Forse, il termine ‘quasi‘ potrebbe essere considerato di troppo.

«Germany spent a record 23 billion euros ($25.65 billion) last year on helping to integrate more than one million refugees and fighting the root causes of migration abroad»

*

«That marks an increase of nearly 11 percent on the 20.8 billion euros that Germany spent in the previous year, the document prepared by the Finance Ministry showed»

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«The government spent a total of 7.9 billion euros in 2018 on measures aimed at keeping migrants outside the European Union and improving living conditions in their home countries – a 16 percent increase compared with 20»

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Già.

Pensare male, constatare la realtà dei fatti: cose disdicevoli agli occhi degli ideologizzati.

Ideologizzati o cointeressati?

Se in questa Europa si potesse dire la verità senza essere poi condannati all’ostracismo, si dovrebbe ammettere che gli immigrati sono una delle più costose ‘risorse‘ della Germania.

sabato 25 agosto 2018

Europa. Autostrade gratuite. Non in Italia: deve mantenere i poveri Benetton

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-24.

                                 2018-08-25__Autostrade__001

Un troncone di ponte minaccia l’Ansaldo: «Se resta in zona rossa, sono a rischio 750 posti»

«Di Maio: «Benetton non mi pagava le campagne elettorali».»

«Luigi Di Maio …. dice che il mio Governo ha preso i soldi da Benetton o Autostrade»[Matteo Renzi]


La Famiglia Benetton era andata con le lacrime agli occhi da tutti i governi pidiessini a supplicare che le lasciassero fare almeno un po’ di manutenzioni alle autostrade, tanto per far lavorare qualche loro ditta di manutentori, ma la dirigenza del pd fu rocciosamente inamovibile.

domenica 8 ottobre 2017

Le assurdità

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-07.

2017-10-06__Arabi__001

يحتاج الأوروبيون إلى تعلم التحدث باللغة العربية.

Lo insegnavano compiutamente alle Frattocchie, ma il buon insegnamento non si disperde.

«I bambini dovrebbero imparare a parlare l’arabo per fare un percorso inverso e contribuire all’integrazione .... l’insegnamento della lingua araba a tutti».

Questa è la proposta della sig.ra Sofia Zemmale, consigliera del partito democratico presso il Comune di Rivalta.

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Cerchiamo allora di ragionare come ragiona e ragionerebbe un buon iscritto al partito democratico.

  1. Si istituisce l'Agenzia per lo studio dell'arabo.

  2. Una sede nazionale con presidente, cda, ed almeno tremila funzionari.

  3. Una sede in ogni capoluogo di regione, con presidente, cda, ed almeno un migliaio di funzionari.

  4. Una sede in ogni Comune, con un presidente, un cda, ed almeno un funzionario per ogni classe scolastica ivi presente.

  5. Un corpo docente, due per ogni classe, da selezionarsi all'interno degli iscritti al partito democratico.

*

Per il personale docente la conoscenza della lingua araba è benvenuta, ma sicuramente non necessaria, per non discriminare gli iscritti che non la conoscessero.

*

Gli oneri derivanti dall'istituzione di codesta agenzia saranno ripartiti pro quota tra le regioni il cui presidente non sia incardinato nel partito democratico.

I fondi europei raccolti per codesta iniziativa avanzata saranno versati direttamente sui conti correnti svizzeri della dirigenza del partito democratico.

→ InNews24. 2017-10-02. PD: “Bambini italiani imparino l’arabo per integrarsi”

A sentire il PD si prospettano tempi duri per i bambini italiani, che in alcune classi quest’anno si sono ritrovati ad essere minoranza nel nostro Paese e questo creerà notevoli problemi riguardo difficltà nell’inserimento e nell’apprendimento della lingua madre, visti appunto la maggior parte di bambini stranieri provenienti da ogni dove. Se non bastasse questo, una violenta polemica verbale è scoppiata nel primo Consiglio Comunale post pausa estiva nel comune di Rivalta. Durante il momento delle interrogazioni, una consigliera di maggioranza, tesserata per il pd (partito democratico), ha lanciato una proposta che ha suscitato da subito polemiche in seno all’aula consigliare e poi anche fuori, dove alcuni cittadini hanno chiesto le dimissioni di Sofia Zemmale (questo il nome della Consigliera Pd, nata a Casablanca nel 1975 ma cittadina italiana e residente da noi da 20 anni). Ecco le sue parole:

“I bambini dovrebbero imparare a parlare l’arabo per fare un percorso inverso e contribuire all’integrazione”, ha detto in aula suggerendo “l’insegnamento della lingua araba a tutti”.

Immediato e diremo quasi scontato l’intervento dell’opposizione, in particolare del consigliere di Forza Italia Michele Colaci, che ha stigmatizzato le parole della Zemmale, criticandola in modo aspro, con queste parole: “Per la sinistra, evidentemente non è importante se i bambini hanno poca dimestichezza con l’inglese, il cinese, il tedesco, utili per il loro futuro: è importante invece – ha dichiarato – affrettarsi a imparare l’arabo, per far integrare i compagni di classe islamici. Penso che la scuola italiana dovrebbe insegnare la nostra cultura ai figli degli immigrati e non viceversa”.

Colaci poi ha sottolineato qual è a suo avviso la vera emergenza nelle scuole: ” La manutenzione: un problema che aspetta rapide soluzioni”.

senzanubi | 2017-10-07 alle 13:34 | Etichette: Arabo, Partito Democratico, Rivalta, Sofia Zemmale | Categorie: Devoluzione socialismo, Istruzione e Ricerca | URL: http://wp.me/p7rpO7-arr

mercoledì 26 ottobre 2016

C'è posto, sì! Ma per gli altri

Che l'accoglienza dei migranti sia un affare, è chiaro come il sole.
Sempre anni addietro scrivevo, e oggi riscrivo, che ci sono persone, di solito legate alla chiesa cattolica o comunque a istituzioni che operano nel cosiddetto sociale, che tengono in modo particolare ad aiutare il prossimo in difficoltà: il punto è che lo fanno a modo loro, con dei criteri assai discutibili e, dulcis in fundo , non fanno quasi mai in modo che l'aiutato si affranchi e possa, come secondo il buon senso dovrebbe, camminare con le proprie gambe.
In poche parole il tuo aiuto non deve limitarsi all'elemosina, al pacco alimentare, a invitare tizio o caio alla mensa ogni giorno, ma fare in modo che costoro siano liberati dalla povertà. Punto e a capo.
Oggi al tg3 regionale sardo, hanno detto che la diocesi cagliaritana, accogliendo l'invito del Papa, ospita nelle parrocchie o nelle strutture parrocchiali, circa 400 migranti.
E mi dispiace, perché avrei voluto che il Papa chiedesse di ospitare famiglie, di italiani , nelle parrocchie: persone senza casa e in difficoltà economiche: ma noi le aiutiamo, ci potrebbero rispondere, e da tempo.
Peccato che il vostro aiuto sia simile a chi è tenuto in vita dalle macchine, nella speranza che qualcosa cambi: ma a quanto pare non cambia niente, se non che anche i comuni e lo stato in generale, destina sempre meno e risorse per risolvere i problemi dell'Italia.
Quanto al Papa, avrebbe potuto, prima di andare a Lampedusa invitare le parrocchie di tutto il mondo a dare una mano ai parrocchiani in difficoltà: ma non lo ha fatto né prima né dopo.
Anche ieri in tv, nei soliti talk show, non si è arrivati al dunque, al sodo, e cioè a dire se chi arriva, migrante o no che sia, deve alloggiare in un centro di identificazione e per quanto tempo; che cosa deve fare dopo, se se ne deve andare , se deve essere rimpatriato, se deve restare in Italia e ,in questo caso per quanto tempo (difatti se il nostro amico fosse in Cina,Australia o Usa, non è che potrebbe fare i propri porci comodi, ma dovrebbe sottostare, come è giusto, a determinate regole e rispettarle, cosa che qui non avviene); da non dimenticare gli immobili che ,attualmente, sono adibiti a centro di prima identificazione e a centro di accoglienza, e cioè se questi immobili debbono fare questa triste fine, o se invece possono ambire al ruolo di scuola, abitazioni o centro di aggregazione sociale.
Non è stato chiarito da Renzi né dal governo e nemmeno dall'opposizione, quanto ho scritto sopra, ma neppure se la ripartizione degli immigrati c'è o ci sarà e come dovrebbe avvenire, né come mai queste navi Sea Patrol o come cavolo si chiamano stanno sempre lì ad aspettare gommoni o barconi e perché non accompagnano questi migranti in altri porti, non comunque sempre da noi in Italia; non si capisce perché ,che so, gli algerini che sbarcano nel sud Sardegna, non possano essere rimandati indietro, così come quando arrivano bengalesi o pachistani o egiziani o senegalesi: si dice che non abbiamo stipulato dei trattati con queste nazioni, ergo devono restare qui, anche se alcuni politici, di solito leghisti, sostengono che dovrebbero, quantomeno, essere riaccompagnati nel porto di partenza, quindi Libia o addirittura Turchia. 
Quindi qui, come possiamo tutti vedere, ci si prodiga per dare istruzione e assistenza sanitaria, psicologica eccetera,ma per i migranti: per noi nisba. 
Le cose curiose che si possono vedere in giro e che danno un'idea di ciò che ci aspetta, le potete vedere nel cartellone che anticipa come sarà piazza Garibaldi a Cagliari, una volta che sarà terminato il rifacimento della piazza: potreste notare raffigurate diverse persone di colore che passeggiano nella piazza, ormai, rimessa a posto.
La logica di chi ha pensato a una simile raffigurazione è l'integrazione: a me sa tanto di imposizione.
Questo post è stato scritto in due round quindi è meglio chiuderlo qui, ora.
Alla prossima.

mercoledì 1 maggio 2013

L'anatema di Don Loi sul ministro nero: "E' pericoloso mischiare le razze"

L'anatema di Don Loi sul ministro nero "E' pericoloso mischiare le razze"nella foto Don Alessandro Loi
"C'era proprio bisogno di un ministro di colore?" Commenta così il parroco ogliastrino su Facebook Cécile Kyenge, ministro dell'integrazione.
Una vera e propria crociata. Nata da un post e poi diventata virale. Una polemica esplosa in Rete ma non solo. Don Alessandro Loi, parroco di Lotzorai, scrive e commenta sul suo profilo Facebook il neo ministro dell'integrazione Cécile Kyenge. "C'era proprio bisogno di un ministro di colore? Con tutto il rispetto per la signora". Il post non ci mette molto a