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lunedì 8 luglio 2019

Simone Burns. Avvocatessa dei ‘diritti umani’, femminista, liberal. Suicida.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-08.

2019-07-09__Avvocatessa__001

«She Abused flight attendants who stopped her having a fourth bottle of wine»

«Simone Burns, 50, from Hove, was given a six-month jail sentence in April for shouting at Air India staff during a flight from Mumbai to London last year»

«She had been refused more alcohol and demanded to speak to the pilot»

«Burns was filmed telling a crew member she was “a fucking international lawyer” and calling stewards “Indian money-grabbing cunts”.»

«She reportedly also tried to smoke a cigarette in the toilets»

«Burns was called to the bar in 1992 and represented refugees from around the world»

«An anonymous friend told the Daily Telegraph that Burns’ “world fell apart” after her conviction and she had been targeted by internet trolls after footage of her shouting went viral»

* * * * * * *

Mrs Simone Burns aveva e godeva di tutte le virtù esaltate dai liberal socialisti.

domenica 30 giugno 2019

Putin. L’ideologia liberal è ‘obsoleta’.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-30.

Putin 1003

«Vladimir Putin has said liberalism is “obsolete” in an interview before he left for the G20 summit»

«The Russian president said the ideology that has underpinned Western democracies for decades had “outlived its purpose”.»

«The Russian premier also praised the rise of populism in Europe and America, saying ideas like multiculturalism were “no longer tenable”.»

«[Liberals] cannot simply dictate anything to anyone»

venerdì 10 maggio 2019

Polonia. Donna arrestata per sacrilegio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-11.

Polonia 001

«A woman has been arrested on suspicion of offending religious sentiment, after posters bearing an image of the Virgin Mary with her halo painted in the colours of the rainbow flag appeared in the city of Płock in central Poland»

lunedì 11 marzo 2019

Istituto Tavistock e il mutamento di paradigma

di Marcello Pamio
Il 25 febbraio scorso è stato ufficializzato nella Gazzetta l’inserimento del medicinale Triptorelina nell’elenco dei farmaci erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.

La Triptorelina Pamoato è il principio attivo, il nome commerciale è Decapeptyl e appartiene alla categoria farmacologica degli «Analoghi degli ormoni liberatori delle gonadotropine», in pratica agisce causando la soppressione della funzione gonadotropa pituitaria, detto in parole semplici blocca alcuni importantissimi ormoni, come il testosterone, agendo direttamente sulla ghiandola endocrina pituitaria: l’ipofisi!
Attualmente viene somministrato nel carcinoma della prostata e in quello della mammella mediante un’iniezione che viene effettuata tassativamente ogni 3 mesi. Ma perché un farmaco in uso nei tumori ormono-sensibili viene inserito nella Gazzetta ufficiale?

La risposta è semplice ma inquietante: perché l’impiego sarà allargato ai casi «in cui la pubertà sia incongruente con l’identità di genere (disforia di genere)».[1] Quindi il Ministero della Salute e l’Aifa hanno autorizzato l’utilizzo di un farmaco ormono-castrante già in uso per il cancro al seno e alla prostata, per i bambini che non riconoscono il proprio corpo e/o la propria sessualità!

sabato 3 marzo 2018

IL GENDER, E I “MODI NUOVI DI DIVENTARE MATTI”


Cincinnati, Ohio.  Una ragazza di 17 anni vuole sottoporsi alle “cure” farmacologiche per diventare   maschio. I genitori, cristiani, si  oppongono sostenendo  che tale transizione non è nel miglior interesse della figlia. Un tribunale minorile spoglia quei genitori della patria potestà e affida la minore ai nonni, favorevoli al cambio di sesso.  “Hanno una mente più aperta”, ha testimoniato il tutore legale al processo (un’assistente sociale) mentre i genitori  si oppongono “per motivi religiosi”;  quindi  hanno pregiudizi. La giudice, Sylvia Sieve Hendon, nella sentenza ha invitato i  politici a elaborare un “sentiero legislativo”  per dirimere i casi di conflitto parentale – il che significa mettere  gli ormoni usati per cambiare sesso nella lista dei farmaci “No-Parents Asked”, come i contraccettivi e gli abortivi che possono essere  dati a minorenni senza che i genitori ne sappiano nulla.
Votate Liber* e Ugual*
Anche Cincinnati  si è dotata, nell’ospedale pediatrico, di un Programma Transgender (TP). All’apertura nel 2015, ha curato un centinaio di pazienti. Nel 2017, ne ha trattato oltre mille. Ed ha ricevuto una donazione di 2 milioni di dollari da  una ricca coppia di benefattori, il cui figlio d 8 anni ha voluto cambiare sesso.    Fatto degno di nota,  i medici del TP hanno cambiato  sesso a  tutti quelli che hanno visitato: apparentemente non ne hanno trovato nessuno normale.  Nelle 14 cliniche per il gender   che esistono nel Regno Unito, il numero dei pazienti che bussano e ricevono il trattamento, aumentato del 100 per cento l’anno scorso.  Nel decennio, pazienti che si ritengono “donne prigioniere nel corpo di un uomo” (o il contrario) sono aumentati  anche di 28 volte. Simili colossali aumenti di ”disturbi del genere” sono registrati in Australia, in Svezia, in Usa, in corrispondenza  con il sorgere delle cliniche che curano il “disturbo”.  Negli Stati Uniti, nel 2011, circa 1,4 milioni di adulti si dichiaravano trans-gender.

Una università americana, Kennesaw State University,  dotata di un LGBT Resorcce Center, ha inventato nuovi pronomi personali – oltre he e she – per nominare rispettosamente i varii generi.
Ora,  c’è da mettere qualche punto sulle i.
Se esistesse una qualche base biologica per questo fenomeno, la percentuale degli aspiranti trans-gender dovrebbe  essere la stessa in ogni Stato. Invece, a Washington, la capitale, i trans gender sono  il triplo o il  quadruplo di quelli presenti negli altri stati (2,8 su 1000, contro 0.70 o anche 0.30 negli stati rurali).  “La accresciuta visibilità e accettazione sociale delle persone trans gender possono accrescere il numero di persone che vogliono identificarsi come trans”: così ipotizza  lo Williams Institute, un centro di ricerca   socio-sessuale presso l’Università di Los Angeles (UCLA). Il filosofo Ian Hacking, che ha studiato la questione, parla di un “contagio semantico” in corso: la mediatizzazione,    che pretende di solo descrivere il fenomeno,  crea  le condizioni per la sua diffusione.  L’attivismo dei  militanti ideologici, l’insegnamento nelle scuole a “non avere pregiudizi” e a “scoprire il proprio gender”,  gli studi accademici sul cambiamento di genere,  la grande “comprensione”  sociale per i trans o LGBT vari,  il fatto che nascano queste cliniche, che  esse siano finanziate e persino forniscano le “terapie” a spese pubbliche, possono di per sé spiegare come mai, tanti maschi  arrivino al punto di farsi  amputare i genitali, operazione irreversibile,  per farsi fare dal chirurgo  plastico  una vulva artificiale?
I militanti ideologici, che dominano il discorso, dicono che”uno nasce così”, trans gender o sessualmente insoddisfatto del  suo genere, “donna prigioniera nel corpo di un uomo”.   E’ il politicamente corrette che viene imposto. Mentre tutti  gli indizi  suggeriscono questo:  “La cultura moderna non  rivela  i trans, li sta creando”  (Anne Hendershott su Catholic World Report).

Malattie mentali alla moda

Che i disturbi mentali o del sé siano dipendenti dal contesto culturale di un dato momento storico, o persino da un “contagio psichico”   che fa sì  vi siano come delle “mode” nelle psico-patologie,  è noto agli specialisti. L’Amok  è una  follia omicida che colpisce in Indonesia e Nuova Guinea. Nell’ultimo ‘800, giovanotti francesi   soffrivano di “stato di fuga”, tornando in sé dopo mesi a Mosca o a Algeri, senza sapere come ci erano arrivati. Negli anni ’70, migliaia di americani bussarono alle porte di psicoterapisti  dicendosi abitati da due (o  anche dodici) personalità diverse, e venendo debitamente diagnosticati  dai terapisti per “disturbo di personalità  multipla”, affezione che oggi sembra scomparsa. In compenso oggi siamo travolti da scolari travagliati dal Deficit d’Attenzione e iperattività e trattati con quintali di Prozac,   da “gender incerti” e simili modulazioni della sfera psico-sessuale, che per di più negano che il loro sia un disturbo, ma lo dichiarano  un diritto.
Il fatto  è che  ogni tanto  spunta “un modo nuovo di essere  matti”.
La frase è il titolo di un saggio che Carl Elliott, un medico che si occupa di etica della sanità, pubblicò nel 2000 –  per occuparsi di un”disturbo del sé” apparentemente più aberrante ancora del cambiamento di sesso. Un chirurgo scozzese aveva amputato  le gambe di due pazienti su loro richiesta, ed era stato fermato prima che  ne operasse un terzo.  I due amputati  avevano difeso il medico, raccontando ai giornali come erano più felici e completi adesso, senza la gamba.
Elliott scoprì che il fenomeno è  meno raro di quanto si crede. Scoprì diversi casi  in cui i pazienti s’erano procurati da soli cancrene, e ferite spaventose, per poter poi andare all’ospedale ed ottenere il taglio  chirurgico dell’arto. Altri avevano provato a porre la gamba sui binari … Un piccolo mercato di  amputazioni clandestine s’era creato in Messico, dove un  ottantenne americano aveva pagato 10 mila dollari per farsi  asportare un arto. Elliott ha scoperto che su internet gli aspiranti alle amputazioni, e quelli attratti  sessualmente da amputati, si parlavano fittamente in chat-rooms sul web – uno di questi salotti virtuali aveva 1400 iscritti – dove si scambiavano fantasie e consigli su come  farsi mutilare di un arto.  C’è anche una ricca produzione di pornografia per amputati, essendo   tale attrazione fortemente  sessuale.
Porno specializzato
Inserendosi in uno di questi siti, Elliott ha potuto fare domande ai partecipanti.  “Il mio piede  destro non era parte di me, l’ho capito da quando avevo 8 anni”, gli ha comunicato uno. “Non mi sono mai  sentita veramente completa con le gambe”,  gli ha detto una quarantenne. In generale, tutti spiegavano che con le due gambe “non mi sento  me stesso”, e che cercavano l’amputazione “perché voglio vedermi come sono dentro, essere me stesso  come sento di  essere”. Insomma la stessa motivazione dei trans: “Mi  sento imprigionata/o nel corpo sbagliato”. E soffrono veramente. E risultano tetragoni a qualunque trattamento psichico. E solo una volta  “tagliati”  trovavano serenità.

Presto il “diritto a farsi amputare”?

Si chiama “acrotomofilia”
Che fare?, si chiede il bio-eticista Elliott.  Ormai  i trans  hanno conquistato il “diritto”  al trattamento ormonale e alle asportazioni del pene, legalmente e gratis presso il servizio sanitario nazionale; quando questi esigeranno il “diritto” a farsi asportare i piedi e le  gambe, “mi interrogo sullo status etico della chirurgia come soluzione. L’amputazione deve essere considerata un atto di chirurgia estetica? O un trattamento psichiatrico  invasivo?…”
Inquietante sapere che il primo psichiatra a descrivere questa volontà di essere amputato, o di essere attratti eroticamente da amputati, è  stato   – nel lontano  1977  – John Money. Un nome famigerato: docente alla prestigiosa John Hopkins, John Money (1921-2006), che aveva aperto una clinica”per l’Identità di Gender”  dal ’65 praticando le prime chirurgie  plastiche e iniezioni di ormoni per transessuali. E il “dottore” che nel ’67 ricevette  i genitori di David Reimer, un neonato che aveva subito una amputazione accidentale del pene, e li convinse che un’operazione plastica, una cura di estrogeni e una adeguata educazione di tipo femminile l’avrebbe trasformato in una bambina. A meno di due anni d’età, al piccolo David furono asportati i testicoli, chiusi i dotti seminali e trasformato lo scroto, con un intervento plastico, in una “rudimentale vagina esterna”. In realtà David trasformato in Brenda  “andò incontro ad una devastante crisi d’identità”. Si sentiva un maschio, si comportava da maschio, e per questo subiva le derisioni di compagni e compagne. A 14 anni manifestò idee suicidarie; i genitori allora gli confessarono la verità su quello che avevano fatto al suo corpo. Allora “Brenda” decise di tornare “David”, si sottopose a terribili interventi, mastectomia doppia, dosi di testosterone; riuscì persino a sposarsi, nel 1990.  Ma finì per suicidarsi a 38  anni. Grazie alle idee “innovative”  sul gender di Money.
Da qui  a  constatare che Money ha, se non inventato, promosso e  amplificato “il nuovo modo di  essere matti” , l’amputo-filia, il passo è breve. Dice Elliott: “Gli psichiatri, cominciando a diagnosticare psichiatricamente un fenomeno, lo reificano nei manuali,  sviluppano strumenti per misurarlo e valutarne la gravità; dirigono i pazienti verso gruppi di sostegno, ne scrivono  su riviste – con ciò, possono unirsi a forze culturali più vaste per contribuire alla propagazione di una turba mentale”. Ciò è esattamente quel che è avvenuto con il cambiamento di sesso: da quando è entrato nel discorso pubblico come moneta corrente, “un numero sempre maggiore di persone ha cominciato a interpretar la sua esperienza in termini di “turba della identità di genere” – in qualche misura, sono divenute  le persone descritte da questi  termini”,  fino al giorno in cui tutto sarà rimpiazzato dal nuovo modo di essere matti più culturalmente  alla moda.
Sul perché c’è gente, peraltro normalissima ed integrata, che cerca di farsi amputare una gamba (o  tagliare il pene) Elliott dice di non saper rispondere, se  non che nell’uomo la sessualità è  malleabile e può comprendere ogni aberrazione. Ma coglie più nel segno quando spiega che questi sono tutti  “disturbi del sé”, di gente insoddisfatta della propria  immagine corporale come non  coincidente con  il loro autentico Io.
“Non dobbiamo stupirci, perché il linguaggio dell’identità e dell’essere se stesso ci circonda dovunque”. Siamo invitati fin da bambini a “esprimere noi stessi”, ad essere “liberi da condizionamenti e tabù”   per far emergere “il nostro io autentico e spontaneo”; “l’invito all’autentica identità è iscritto nella letteratura, nella cultura popolare,  nella pubblicità, nella nostra filosofia politica individualista, nella  sensibilità terapeutica. E’ così che parliamo tutti oggi, così che pensiamo: essere noi stessi, far fiorire il nostro Io vero. E’ questo il modo con cui ci vendono le auto e le scarpe. Parliamo continuamente di  “scoperta di sé”, di auto-realizzazione, di  auto-espressione, di auto-conoscenza, di non tradire noi stessi, di essere  egocentrici. Non è poi una grande scoperta apprendere che il vocabolario del “sé”  sembra il modo naturale con cui descriviamo i nostri desideri, le nostre ossessioni  –  e le nostre psico-patologie”.
Il che suggerisce come uscire da questi modi di essere matti. Le pedagogie di una volta, erano l’opposto e contrario: non invitavano i bambini  ad “esprimere se stessi”, ma  tutti a dimenticare se stessi in un compito, in un lavoro,  come padre e madre di famiglia, come artigiano, come operaio o medico –  in un’arte, in una vocazione.   Michelangelo e Leonardo non hanno “espresso se stessi”; ma hanno dipinto e scolpito i soggetti che gli chiedevano i committenti, papi o re di Francia. Eppure nelle loro opere,  rilucono le loro “personalità”,  i loro “io inconfondibili”.  Quando gli artisti hanno voluto solo “esprimere se stessi”, la propria preziosa personalità, ecco Picasso, Lucio Fontana e gli sgorbi dei graffitari. A forza di volersi auto-realizzare, si finisce per sentirsi trans, o farsi amputar le gambe. Perché “il proprio Io” è un pozzo senza fondo.  Pieno di modi sempre nuovi per diventare pazzi.
L’articolo IL GENDER, E I “MODI NUOVI DI DIVENTARE MATTI” è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.
https://www.rischiocalcolato.it/2018/03/il-gender-e-i-modi-nuovi-di-diventare-matti.html

venerdì 16 febbraio 2018

LE NUOVE DIRETTIVE UNESCO PER CORROMPERE I BAMBINI

L’UNESCO (che è l’agenzia “culturale”” dell’ONU) ha appena pubblicato le direttive globali per i nuovi standard di educazione sessuale da impartire in tutte le scuole ed asili infantili dell’Occidente. Firmata dalla direttrice generale dell’UNESCO, l’ebrea francese Audrey Azoulay, che è stata ministra della “cultura” per Hollande, che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta.
Fra le cose curiose del testo, c’è che la direttive della “nuova educazione sessuale” , l’UNESCO dice che s’inserisce nel programma politico dell’ONU per il 2030 sullo “Sviluppo Sostenibile” (sic).
L’Unesco prescrive le conoscenze e gli atteggiamenti da inculcare nei giovani secondo ogni classe di età. Si martella sull’esigenza di informare sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate (contraccezione ovunque, l’aborto “laddove è legale”: ecco lo sviluppo sostenibile) e sui “diritti alla salute riproduttiva”; ma non meno martellante è l’insistenza sulla ‘uguaglianza di genere’ e la promozione dell’ideologia di genere. Con particolare cura per l’insegnamento gender ai bambini tra i cinque e gli otto anni.
In 139 pagine scritte in perfetta neolingua della dittatura LGBT, l’UNESCO sottolinea con forza il “rispetto” per l’orientamento sessuale, il “rifiuto degli stereotipi”, il “diritto” degli scolari di godere dei piaceri della carne, naturalmente condito con gran pedagogia “della responsabilità” da non confondere in alcun modo con la moralità tradizionale. Difatti afferma come cosa fatta che la responsabilità dell’educazione sessuale dei figli va sottratta alla famiglia e ai genitori, e deve essere data allo Stato (che veglia su tutti noi ché non insegniamo ai bambini gli “stereotipi” che mancano di rispetto ai sodomiti). L’educazione alla castità non viene evocata se non per condannarla come malsana, e contraria allo sviluppo sostenibile. Ai bambini viene insegnato a mettere in discussione e persino a rigettare i valori e le convinzioni dei loro genitori sul sesso e sul matrimonio, i bambini devono al più presto “riconoscere” che i loro “valori” possono essere “diversi” dai loro genitori.
Audrey Azoulay, ebrea francese.
Il programma pedagogico che l’UNESCO vuole estendere ai bambini del pianeta intero attraverso le sue “linee-guida tecniche” prevede che fin dalla scuola primaria (dai 5 agli 8 anni) gli scolari imparino dall’insegnante l’omosessualità nel quadro di una sessualità sostenibile. Dai 9 ai 12, ai ragazzini e ragazzine viene insegnato come individuare i segnali della gravidanza. Dai 9 anni gli scolari imparano le modalità del piacere maschile e femminile. La masturbazione viene raccomandata purché, stranamente, “in privato”: forse per scongiurare che adulti particolarmente sensibili a queste direttive vengano colti in flagrante pedofilia, insegnando in classe come “toccarsi”? Forse si suggeriscono ripetizioni private in casa? Fuori dagli occhi indiscreti?
Secondo il nostro ministero e governo, come noto, la “teoria del gender” non esiste, e non viene insegnata nelle scuole, si tratta di una allucinazione di genitori complottisti, gli stessi che credono che 12 vaccini siano dannosi, e che esistono le scie chimiche. Infatti è vero: ecco l’UNESCO prescrivere che i bambini a 5 anni imparino a “definire il genere e il sesso biologico e descrivere la loro differenza”, e vengono invitati a “riflettere sul proprio sentimento di appartenenza a un genere”. Una nozione di cui ciascuno capisce la necessità per preparare i piccini alla dura realtà della vita che li attende nel mondo globalizzato come disoccupati sostituiti da robot e “immigrati”; infatti la “riflessione” sul proprio “sentimento gender” è il preludio necessario per il corso ulteriore: a 9 anni, si chiederà agli scolari di “saper spiegare come l’identità di genere di una persona può non corrispondere al sesso biologico” – e soprattutto a “dimostrare rispetto per l’identità di genere altrui”; dai 5 anni va inculcato il rispetto per le famiglie “diverse”; dai 12, i bambini devono essere già edotti sul fatto che i rapporti omosessuali sono “piacevoli” e non portano affatto infezioni; l’uso del condom sarà insegnato approfonditamente.
Le conoscenze dei bambini in materie omosex devono essere sistematicamente valutate e tracciate (forse come preludio all’espulsione dalle scuole, come per i non-vaccinati; forse per identificare i renitenti da sottoporre a “corsi di recupero”). Ma non solo i bambini: anche gli insegnanti dovranno essere sottoposti ad un rigoroso programma di indottrinamento, e se occorre di rieducazione, in modo che apprendano a trasmettere le opinioni e i valori richiesti dall’ONU . “Questa formazione può essere inclusa come parte del curriculum degli istituti di formazione degli insegnanti (pre-servizio) o come formazione degli insegnanti in servizio”, spiega il documento dell’UNESCO: è facile capire che questo è un progetto di “selezione” di insegnanti omogenei all’ideologia LGBT e “sbarramento”, quando non licenziamento, di insegnanti non convinti dei “valori ONU”: una intimidazione e discriminazione odiosa basata sulle idee e la morale dei docenti. Possono essere bloccati nella carriera e perdere lo stipendio se non si adeguano alla nuova morale “libertaria”, così come i medici di base possono essere espulsi dal sistema sanitario se si oppongono alle 12 vaccinazioni.

IL NUOVO “JUS SODOMITICUM”

Del resto il recentemente nominato alto responsabile delle Nazioni Unite, il thailandese Vitit Muntarbhorn, che è un avvocato “dei diritti” e attivista omosessuale, ha apertamente dichiarato che la libertà religiosa è “secondaria” in confronto alla libertà LGBT; le scuole cattoliche o protestanti “devono” indottrinare sui benefici dell’omosessualità, e fin dalle più tenera età: “Quanto prima, tanto meglio”.
https://www.thenewamerican.com/culture/faith-and-morals/item/25742-un-pushing-homosexuality-gender-confusion-on-children
E’ la dittatura mondiale dei pederasti, che si attua in un nuovo jus sodomiticumobbligatorio, e contrario al diritto naturale. Non a caso la Cassazione ha tolto la faiglia ad una coppia di Casale Monferrato e l’ha resa adottabile, perché la mamma a 57 è “troppo vecchia” e incapace (si noti la neolingua: “di comprendere quali siano i bisogni emotivo affettivi e pratici” della bimba, mentre Niki Vendola, che è diventato “mammo” sodomitico per acquisto di bambino altrui, a 58 anni, non è troppo vecchio e non viene perseguito dalla stessa Cassazione, anzi. Un tipico esempio di “diritto diseguale”, favorevole ai viziosi ricchi e potenti e ostile ai poveri normali. Cosa ci vuole per riconoscere il nuovo totalitarismo?
lui 58, ma ha più diritti
lei 57 anni, le hanno tolto la figlia.
fonte https://www.rischiocalcolato.it/2018/02/le-nuove-direttive-unesco-per-corrompere-i-bambini.html