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sabato 17 novembre 2018

La soluzione agli attacchi contro l’Italia da parte dell’Unione Europea potrebbe arrivare dall’Organizzazione Mondiale del Commercio

di Francesco Amodeo.


’Unione Europea dichiara guerra al vino italiano. Ok ai falsi made in italy‘ Titolano così diversi giornali in questi giorni commentando la modifica del regolamento europeo 607/09 da parte della Commissione, che toglie l’obbligo di origine delle uve per il vino da tavola.  Una situazione che ha fatto emergere una lunga serie di “atti di guerra” dell’Unione Europea ai prodotti italiani, l’arma più efficace per colpire a morte il Bel paese. “Disconoscere il diritto alla comunicazione del marchio “made in” comporta soprattutto la progressiva dissipazione del patrimonio delle originalità, delle identità, delle storie, delle culture e delle tradizioni generatosi anche attraverso il mercato nel corso di millenni”. Negare ai consumatori il diritto di distinguere in base alla reputazione dei territori diventa dunque un ulteriore strumento al servizio del progetto europeo di omogeneizzazione della società e di appiattimento delle sensibilità dei consumatori esclusivamente sulla dimensione economicistica e materialistica del prezzo. “L’immenso giacimento di umanità di cui sostanzia il patrimonio dei distretti industriali italiani unitamente alle caratteristiche e peculiarità dei nostri prodotti deve essere necessariamente vilipeso e svilito, in modo da poter essere quindi sacrificato e

martedì 3 ottobre 2017

Ecco la terza cosetta...

Oggi dovrebbe essere la giornata del migrante e del richiedente asilo. Mi chiedo quando viene ricordata la "vittima di economicidio": c'è un giorno ? Sì? Quando? Non c'è, però avviene questo Si è svolto ieri, a Sassari, nel salone parrocchiale di Sant'Orsola, un incontro organizzato dall'amministrazione comunale al fine di spiegare alla cittadinanza il funzionamento dello Sprar, sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.
"Non siamo sardi, italiani o africani. Siamo tutti cittadini del mondo" sono state le parole di Max, un ragazzo originario del Mali che da tre anni vive in Sardegna, dove svolge il ruolo di mediatore culturale ed è inserito nel progetto Sprar del Gus, il Gruppo umana solidarietà.
Il Comune, ha spiegato l'assessore Monica Spanedda, si è aggiudicato 450mila euro annui del ministero dell'Interno per accogliere i richiedenti asilo: "Fondi che permetteranno di creare un'impresa solida e sana, fatta di giovani che si sono formati nelle nostre università, come mediatori culturali, educatori e tante altre professionalità. Desideriamo che questi giovani diventino nostri cittadini e vengano inseriti nella nostra società".
Sassari accoglierà 31 di queste persone, che verranno ospitate in piccoli gruppi in appartamenti per favorire il loro inserimento sociale.
Cinque i contratti di locazione stipulati con privati, che hanno messo a disposizione le proprie case in diversi quartieri della città.
I 31 beneficiari del percorso Sprar seguiranno corsi di italiano formativi per poi attivare un tirocinio o contratto nelle aziende locali; per loro ci sarà anche l'opportunità di conoscere la storia e la tradizione della Sardegna, con visite nei più importanti siti archeologici e storici dell'Isola.
"Sassari è la città dell'accoglienza", è stato il commento del sindaco Nicola Sanna, anch'egli presente all'incontro.
fonte unionesarda.it http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/10/03/sassari_citt_dell_accoglienza_via_al_progetto_sprar_per_richieden-68-651249.html
E anche questo Il Ministero dell'Interno ha ufficializzato la realizzazione del Centro regionale di permanenza e rimpatri nell'ex carcere di Macomer. La struttura subirà però una sorta di trasformazione.
Sarà da subito interessata da importanti interventi strutturali, che il ministero si impegna a finanziare con una considerevole cifra, per renderlo allo stesso tempo sicuro e umanizzato, affinché possa garantire non solo la dignità degli ospiti ma anche la sicurezza dei cittadini.
A gennaio, invece, sarà dato il via al progetto territoriale Sprar, per l'accoglienza diffusa dei migranti. Avrà una durata triennale e porterà al territorio un indotto di circa 3 milioni di euro.
I sette comuni del Marghine aderenti al progetto Sprar, potranno ospitare fino ad un massimo di 81 migranti, di cui 34 a Macomer. Finora i posti disponibili sono 12 nel capoluogo del Marghine e 4 a Bolotana.
Con la manifestazione di interesse (bando dell'Unione dei Comuni), si intendono reperire i posti fino al massimo di 81.