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martedì 1 gennaio 2013

L’ultima trovata dell’ego ribelle: il “femminicidio”

Chi ci legge da un po’ di tempo, sa che in vari articoli abbiamo denunciato, sotto svariati aspetti, il vero e proprio baratro in cui sta finendo l’umanità una volta avviatasi, con totale incoscienza unita ad un certo compiacimento, lungo il vicolo cieco della “modernità”. Tutto ha un preciso inizio: nella pretesa dell’ego, dell’“io” illusorio, di ergersi a “principio”. Una volta compiuto questo fondamentale “peccato”, che per quanto ci riguarda coincide con l’“errore” e non con qualcosa di moralistico (sebbene la morale abbia una sua indubbia relativa importanza), tutto il resto ne discende come un’inesorabile conseguenza. Questo passaggio – questa rottura dell’unità “principiale” - può essere individuato sia a livello “di civiltà”, ma anche a livello individuale, perché se da un lato l’umanità, nel suo complesso, non è sempre stata “la stessa” avendo invece espresso “forme” qualitativamente superiori a quelle odierne (checché ne pensino i faciloni d’oggigiorno in cerca di

venerdì 21 dicembre 2012

Nella Morsa del Daimon

dal sito Jungian Center
Traduzione di Anticorpi.info

Il titolo di questo breve saggio è una citazione dalla opera autobiografica Ricordi, Sogni e Riflessioni, di Carl Jung [1]. In molte pagine del racconto Jung ricorre a tale termine come parziale motivazione del lavoro di una vita: Jung confida di avere vissuto, scritto e sviluppato la psicologia analitica in quanto stretto dalla 'morsa del daimon.' Cosa intendeva dire?

Definizioni di Daimon.
La parola greca 'daimon' significa letteralmente 'distribuire destini.' Di conseguenza il 'daimon' sarebbe la energia o l'essere universale che ci assegnerebbe il nostro destino umano. La cultura romana adottò il termine e in seguito lo traslitterò  nello attuale 'demone.' Tuttavia si noti che nel significato originale e nella accezione junghiana il daimon non è l'essere negativo che oggi associamo al 'demonio.'

giovedì 6 dicembre 2012

Cercare ciò che unisce invece di ciò che divide

Due righe circa gli scontri verbali via web tra Paolo Barnard e Alberto Bagnai: non mi va il solito discorso su chi ha cominciato per primo o se uno non ha cominciato affatto. Ritengo invece sia meglio cambiare angolazione e modo di agire, cercando appunto ciò che unisce o può unire, invece di criticare o peggio offendere il prossimo. E' difficile restare calmi e tranquilli sopratutto se si partecipa con passione ,come è giusto che sia, alla vita. Diceva De Mello che le differenze tra un uomo e un bambino sono che un bambino ,se è felice, te lo dimostra, te lo comunica: forse alcuni di noi hanno perso questo modo di rapportarsi con gli altri e il troppo self control ci rende repressi. Con questo non giustifico chi alza la voce ma apprezzo chi vuole ottenere un giusto spazio per dire la sua. Tornando a Barnard,che penso di conoscere meglio di Bagnai e se non altro perchè ho letto molto più il primo del secondo, gli muovo la stessa critica che ho mosso a Grillo, allorchè lui dichiara che il M5S non si allea con nessuno, perchè , e continuerò a ripetermi, è meglio allearsi e combattere insieme e numerosi battaglie in cui siamo tutti dalla stessa parte. Ma a quanto pare l'ego di taluni è davvero immenso. Peccato!