L’Unione Europea e, più in generale, l’Europa, sta attraversando un periodo di metamorfosi.
Quella eurodirigenza liberal socialista che sarebbe sembrata invincibile ha dimostrato tutta la sua incapacità ed inconsistenza. L’ultimo Consiglio Europeo ne è stato teatro sotto gli occhi di tutti.
È stata sufficiente la ferma presa di posizione dell’Italia e dei paesi del Visegrad per paralizzare il potere decisionale dell’Unione.
Mr Macron non è riuscito a realizzare un epsilon piccolo a piacere del piano sull’Unione Europea del quale tanto vanto si era fatto durante la campagna elettorale. Frau Merkel è il pallido sembiante di ciò che in passato era stata la potenza impositiva della Cancelleria tedesca.
In massima parte un così clamoroso fallimento è da ascriversi proprio all’ideologia professata dagli eurocrati. Sono schiavi dei paraocchi che si sono voluti mettere. Sono liberi di mettere in pratica l’idealogia che professano a mo’ di credo religioso.
Di tutte le ubbie una spicca paramount: il diniego a voler intrattenere rapporti con quanti non condividano la ideologia professata, da cui discende la ferma volontà di imporre degli Stati Uniti di Europa, ovviamente a loro guida.
Non è certo etichettando come “lebbra” le idee altrui che si possono tenere rapporti cordiali e collaborativi.
Ma in politica, così come in economia, gli spazi lasciati vuoti sono immediatamente riempiti da altri.
La Cina ha fondato il Ceec, il 16 + 1, ove i paesi dell’est europeo trovano un ambiente di paritetico rispetto reciproco, ove è possibile intessere rapporti economici e finanziari senza dover subire ingerenza alcuna negli affari interni degli stati.
Nel contempo, proprio per il loro comportamento di chiusura ideologica, Germania e Francia non sono collaboratori graditi ai cinesi, che li hanno educatamente messi all’uscio, cosa di cui Frau Merkel e Mr Macron son rimasti esterrefatti e sconcertati. Adesso son quei villan rifatti a non volere gli illuminati.