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venerdì 15 febbraio 2019

Conte. Uomo forte e mite, con due didimi grossi così. Verhofstadt.

Giuseppe Sandro Mela

2019-02-14.

Conte 001

Questo è il video dell’attacco di Mr Guy Verhofstadt, il leader liberal ed europeista belga.

Ecco l’intervento del Presidente Conte.

La risposta del Presidente Conte.

* * *

Conte: «Per chi mi ha attaccato al parlamento Ue è stato il canto del cigno. I gilet gialli? Piaccia o meno sono il nuovo»

«Il premier: «Il nostro governo esprime il cambiamento in Italia ed Europa: per questo mi attaccano, molti di loro non verranno rieletti». Le critiche al grillino Di Battista: «Non ha un ruolo di governo. E le sue posizioni non lo rispecchiano.»

«Me li aspettavo, gli attacchi. Non prevedevo la scompostezza, le falsità. Ho avuto l’impressione che per alcuni parlamentari europei, il discorso di martedì sia stato un po’ il canto del cigno…»

Serafico, e confermando la sua fama di incassatore, il premier Giuseppe Conte racconta l’aggressione verbale che ha subito nell’aula di Strasburgo, come un prezzo inevitabile pagato a quello che ritiene di rappresentare»

L’INDIPENDENZA DI BANKITALIA E’ SACRA. TRANNE UNA VOLTA.

Per apprezzare la notizia, il lettore tenga presente la deificazione in corso da anni, ed ora all’apice, di Mario Draghi, la sua sacralizzazione mediatica e politica: l’infallibile, il perfetto, depositario di una carica eccelsa, pontificale, a cui nessuno deve mancare di rispetto. Tenga presente le urla e le minacce di tutti gli ambienti politici e mediatici quando il governicchio ora presente ha provato a discutere le nomine direttive a Bankitalia (per poi rimangiarsi vilmente il tutto): scandalo! Orrore sui media nazionali e negli enti internazionali,nella Europa di Verhofstadt e di Emma Bonino. La “indipendenza” della banca centrale è stata violata! Essa era vergine e pura, ed ora i populisti l’hanno macchiata! Essa non deve essere criticata, nemmeno sfiorata con un petalo di rosa! Essa è sacra nella sua intangibilità …eccetera.
Ebbene, ci fu una volta in cui tutta questa inviolabilità, di colpo, sparì. Ed un direttore della Banca d’Italia – si chiamava Paolo Baffi – fu incriminato per favoreggiamento e se sfuggì all’arresto, fu solo per la tarda età; ma il suo vice, si chiamava Sarcinelli, fu effettivamente tradotto a Regina Coeli per ordine di un giudice istruttore (Alibrandi) e un semplice sostituto procuratore, Infelisi.
Avvenne nel 1979, i giovani non possono ricordare. Ebbene: ecco qui sotto un rapporto della