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sabato 24 novembre 2018

Interessante. Romania: I gerarchi EU la odiano per motivi di sordida bottega.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-24.

2018-11-22__Romania__001

«Romania: GDP increases 7.3%

Gross Domestic Product of Romania grew 7.3% in 2017 compared to last year. This rate is 25 -tenths of one percent higher than the figure of 4.8% published in 2016.

The GDP figure in 2017 was $210,000 million, Romania is number 50 in the ranking of GDP of the 196 countries that we publish. The absolute value of GDP in Romania rose $22,193 million with respect to 2016.

The GDP per capita of Romania in 2017 was $10,756, $1,252 higher than in 2016, it was $9,504. To view the evolution of the GDP per capita, it is interesting to look back a few years and compare these data with those of 2007 when the GDP per capita in Romania was $8,326.

If we order the countries according to their GDP per capita, Romania is in 64th position of the 196 countries whose GDP we publish.»  [Country Economy]

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Un giudizio sommario sui governi che si sono succeduti in Romania potrebbe essere lo constatare che il pil era 42.815 mld Usd nel 1998 passati ai 210 mld Usd nel 2017: è quintuplicato in venti anni. Il pil procapite è passato nello stesso periodo da 1,897 Usd a 10,765 Usd: si può opinare come 10,000 dollari all’anno non siano una cifra entusiasmante, ma se si tiene conto che la partenza era poco meno di 2,000 Usd la differenza in tenore di vita è stridente.

Se poi si considera il pil procapite per potere di acquisto, si ha la sorpresa di trovarlo a 26,499 Usd. In altri termini, una cifra che consente una vita del tutto dignitosa, sempre migliorabile, ovviamente, ma che pone i rumeni ben fuori dalla fascia della povertà

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Il massimo comun denominatore dei governi rumeni potrebbe essere trovato nel fatto che prima di esprimere una qualche teoria politica oppure economica erano ardenti patrioti: non lo sbandieravano, ma si comportavano da tali.

Difficile la convivenza con i gerarchi dell’Unione Europea. Questi ultimi si erano illusi di poterli manipolare facendo forza sulla leva economica, ma cinquanta anni di comunismo avevano ben forgiato il carattere dei rumeni.

Adesso i motivi di contesa si sono ingigantiti, ma uno è davvero ben grande.

Sulle coste rumene, e nelle acque di competenza economica, si trovano grandi giacimenti di gas naturale, che la Romania decise di sfruttare appieno.

Romania seeking energy independence [2014-04-28]

«Romania is said to be sitting on Europe’s second-largest shale gas reserves. It’s turned to controversial hydraulic fracturing or “fracking” in a big way to unlock that gas and guarantee energy independence. But local residents are worried about damage to the environment.»

Tutte fandonie. I residenti se ne facevano un baffo, pur di avere energia a basso costo: corrente elettrica e riscaldamento di inverno. I pruriti ambientalisti erano alimentati dalla EU ed da uno schieramento di ngo, tutti tesi ad impedire alla Romania di arrivare all’autosufficienza.

Greenpeace campaigners protest Chevron fracking in Romania

mercoledì 22 agosto 2012

PETROLIO: DALLA BASILICATA ALL’ITALIA. COME DOVREBBE CRESCERE LA SOVRANITA’ NAZIONALE

Quando le premesse di un ragionamento sono sbagliate, fortemente ideologizzate e, persino, volutamente mistificanti si esce dal mondo della logica e si entra nello spazio ingarbugliato dei paralogismi e dei logaritmi gialli dove regnano sovrani emotività, inganno ed interessi particolaristici smerciati per esigenze generali.

E’ dalle riunioni del Club di Roma (anni ’70), emanazione della Trilateral di David Rockefeller, ben conosciuta dal nostro Premier Monti, che si proclama la fine del mondo per raggiunti limiti dello sviluppo, esaurimento delle fonti energetiche e successiva crisi ecologica. Forse, il banchiere newyorkese, con questi stratagemmi propagandistici, cercava di scoraggiare i concorrenti dall’imbarcarsi in mercati iper-redditizi che evidentemente non voleva dividere con nessuno.