Un impianto eolico rivoluzionario? Stando ai dati forniti dalla società SheerWind, con sede a Chaska, Minnesota, la rivoluzione del modello INVELOX sarebbe nei numeri.Costo dell’energia inferiore a un centesimo di dollaro a kWh, meno di 5 anni per il raggiungimento del Pay Back (tempo necessario a compensare l’investimento iniziale), tempi di manutenzione e gestione dimezzati, 90% in meno di territorio impegnato, velocità minima del vento per il funzionamento: 1,6 km/h.
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venerdì 31 maggio 2013
Eolico senza pale in Minnesota
Un impianto eolico rivoluzionario? Stando ai dati forniti dalla società SheerWind, con sede a Chaska, Minnesota, la rivoluzione del modello INVELOX sarebbe nei numeri.Costo dell’energia inferiore a un centesimo di dollaro a kWh, meno di 5 anni per il raggiungimento del Pay Back (tempo necessario a compensare l’investimento iniziale), tempi di manutenzione e gestione dimezzati, 90% in meno di territorio impegnato, velocità minima del vento per il funzionamento: 1,6 km/h.
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mercoledì 22 agosto 2012
PETROLIO: DALLA BASILICATA ALL’ITALIA. COME DOVREBBE CRESCERE LA SOVRANITA’ NAZIONALE
Quando le premesse di un ragionamento sono
sbagliate, fortemente ideologizzate e, persino, volutamente mistificanti
si esce dal mondo della logica e si entra nello spazio ingarbugliato
dei paralogismi e dei logaritmi gialli dove regnano sovrani emotività,
inganno ed interessi particolaristici smerciati per esigenze generali.
E’ dalle riunioni del Club di Roma (anni ’70), emanazione della Trilateral di David Rockefeller, ben conosciuta dal nostro Premier Monti, che si proclama la fine del mondo per raggiunti limiti dello sviluppo, esaurimento delle fonti energetiche e successiva crisi ecologica. Forse, il banchiere newyorkese, con questi stratagemmi propagandistici, cercava di scoraggiare i concorrenti dall’imbarcarsi in mercati iper-redditizi che evidentemente non voleva dividere con nessuno.
E’ dalle riunioni del Club di Roma (anni ’70), emanazione della Trilateral di David Rockefeller, ben conosciuta dal nostro Premier Monti, che si proclama la fine del mondo per raggiunti limiti dello sviluppo, esaurimento delle fonti energetiche e successiva crisi ecologica. Forse, il banchiere newyorkese, con questi stratagemmi propagandistici, cercava di scoraggiare i concorrenti dall’imbarcarsi in mercati iper-redditizi che evidentemente non voleva dividere con nessuno.
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