Certo c'è il congresso, il convegno, la presentazione e ,anche, il talk show e, sempre nei media , nelle interviste e dichiarazioni che ci vengono proposte, ecco che compare la domanda , immancabile, in cui si sente o si legge "che cosa si fa per il lavoro...le povertà...la scuola...", e ,come al solito , arriva anche la risposta.
Il punto è che è dal tempo dei bambini del Biafra, che sento e leggo le solite domande e arrivano le solite risposte: cambia ,ma poco, il lessico, ma siamo sempre lì, ossia nel nulla.
Quindi ,non è che non se ne parla, è che non si fa niente ,di concreto e tangibile, che non sia un permesso sindacale o una seduta straordinaria, ma che, come vediamo, non portano nessun miglioramento.
Si parla, appunto, di finanziamenti? Per le imprese e le famiglie?Ci dicano che domani mattina, tu o lui o chi per noi, va in banca e gli danno soldi, gli concedono un fido: ma non ce lo dicono perché non sono in grado di realizzare provvedimenti simili.
Per farla breve, non sanno, non conoscono le leggi, e non sono in grado di modificarle ipso facto : quando dicevo, non oggi o ieri, ma già nel 2004, che occorrevano persone che conoscessero a menadito le leggi, e che quindi sapessero se come dove e in che tempi queste potessero essere modificate e in quali tempi queste trasformazioni avessero poi effetti pratici e tangibili, nessuno mi dava retta.
E oggi cosa vediamo? Vediamo persone che promettono i cambiamenti, quelli del "noi faremo", ignorando che quando saranno arrivati alle leve del comando non sapranno che cosa fare, o ,peggio, faranno danni ulteriori.
Intendiamoci: le cose non vanno bene, ma possono anche andare peggio.
E ancora oggi, su immigrazione, accesso al credito, cancellazione dal crif e divieto di usare dati cartacei e non per valutare i clienti, eccetera, nessuno ne parla e nessuno vuole fare.
E poi chiedono o chiederanno i voti? Senza dare certezze su ciò che vogliono o possono fare? Chiedano i voti ad altri.
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lunedì 20 febbraio 2017
domenica 17 febbraio 2013
Equitalia: abusi di potere, ricatti, estorsioni. Era prevedibile
A Roma, dipendenti Equitalia chiedevano mazzette per cancellare i debiti. Che poi non venivano cancellati.
di Debora Billi
Era prevedibile, più che prevedibile. Affidate a impiegati qualsiasi la gestione di cifre consistenti, concedete loro il potere discrezionale di aumentarle o cancellarle, eliminate qualunque controllo, e le mele marce salteranno fuori dal cesto per brindare a champagne.
E' quello che sta succedendo ad Equitalia. Ne avevamo parlato già qualche mese fa: a Torino, una società immobiliare aveva avviato un lucroso business con la complicità di funzionari Equitalia, mandando all'asta solo le case più ghiotte; in Puglia, altri mascalzoni si presentavano a casa dei contribuenti con cartelle false per estorcere denaro.
Ma in quel post avevamo anticipato anche la notizia di due giorni fa, che racconta di una rete estesa a Lazio e Umbria: dei funzionari dell'Agenzia delle Entrate sistematicamente estorcevano denaro in cambio della cancellazione del debito verso l'agenzia. Versando 4000 euro di mazzetta veniva cancellato un debito da 20 mila. Peccato che però, alla fine, anche la cancellazione era una presa in giro fasulla.
Mentre scrivo, sento al TG di La7 che l'evasione fiscale delle grandi multinazionali ammonterebbe nella sola Italia a ben 15 miliardi di euro. Una cifra astronomica. Quante sono tali multinazionali? Dieci, cento mille? Sempre comunque pochissime, molte meno che idraulici e barbieri, quelli che ci si affanna ad inseguire e che hanno evaso poche migliaia di euro.
di Debora Billi
Era prevedibile, più che prevedibile. Affidate a impiegati qualsiasi la gestione di cifre consistenti, concedete loro il potere discrezionale di aumentarle o cancellarle, eliminate qualunque controllo, e le mele marce salteranno fuori dal cesto per brindare a champagne.
E' quello che sta succedendo ad Equitalia. Ne avevamo parlato già qualche mese fa: a Torino, una società immobiliare aveva avviato un lucroso business con la complicità di funzionari Equitalia, mandando all'asta solo le case più ghiotte; in Puglia, altri mascalzoni si presentavano a casa dei contribuenti con cartelle false per estorcere denaro.
Ma in quel post avevamo anticipato anche la notizia di due giorni fa, che racconta di una rete estesa a Lazio e Umbria: dei funzionari dell'Agenzia delle Entrate sistematicamente estorcevano denaro in cambio della cancellazione del debito verso l'agenzia. Versando 4000 euro di mazzetta veniva cancellato un debito da 20 mila. Peccato che però, alla fine, anche la cancellazione era una presa in giro fasulla.
Mentre scrivo, sento al TG di La7 che l'evasione fiscale delle grandi multinazionali ammonterebbe nella sola Italia a ben 15 miliardi di euro. Una cifra astronomica. Quante sono tali multinazionali? Dieci, cento mille? Sempre comunque pochissime, molte meno che idraulici e barbieri, quelli che ci si affanna ad inseguire e che hanno evaso poche migliaia di euro.
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giovedì 26 luglio 2012
5 x 1000 e la giusta incazzatura del no profit
di Ettore Macchieraldo*
Non esce molto sui giornali, ma potete trovarne testimonianza sul magazine on-line Vita [1]: è in corso una battaglia tra quello che viene definito terzo settore e il governo Monti.
Da una parte si vedono ridotti e eliminati diritti e cancellate
promesse, dall'altra si agisce con sistematica freddezza facendo finta
di nulla e chiudendosi in un elitario silenzio.
E così anche la spending review si occupa di tagliare al no profit.
Infatti prevede la cancellazione degli osservatori nazionali, fra cui
quello del volontariato e dell'associazionismo, e addirittura l’articolo
4 del decreto legge impedirebbe la realizzazione di importanti servizi
sociali per la comunità [2].
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