Visualizzazione post con etichetta shopping. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta shopping. Mostra tutti i post

martedì 27 marzo 2018

Your beloved cage

di ALESSIA C. F. (ALKA) http://liberticida.altervista.org/
Il business sta già cambiando tramite nuove applicazioni e automatizzazioni. Immaginate di essere come Rebecca Bloomwood (https://it.wikipedia.org/wiki/I_Love_Shopping) e di soffrire di una irrefrenabile passione per lo shopping: ecco molto presto ci sarà una società – di tecnologia finanziaria – che sviluppa una app in grado di prestare denaro durante il meritato shopping. Una app che conosce la tua identità, interroga i tuoi conti bancari, la cronologia dei pagamenti e dei crediti, il tuo profilo sui social media: in un lampo ti garantisce una adeguata offerta di credito in pochi minuti. Tutta fantasia? No, la stanno già studiando veramente (andatevi a leggere gli studi di W. Brian Arthur di McKinsey.com).
Siamo ormai maturi ad applicare queste tecnologie nei trasporti, nella sanità, nelle forze armate, nel controllo del traffico aereo e anche in altri settori. E come ha scritto l’utente Ale C. “manca poco: tra un po’ sui sommergibili nucleari ci sarà, anziché l’ufficiale politico, l’ufficiale politicamente corretto”, quindi è meglio avere già una AI molto più razionale, just in case.
Le componenti AI ormai sono di pubblico dominio (siamo tutti profilati) e i dati sono anche raccolti da grandi aziende tecnologiche li incrociano con altri database. Prima di pensare a una massiccia disoccupazione è il caso di indicarvi che la rivoluzione tecnologica farà nascere nuove industrie e nuovi settori. Certamente sta cambiando l’economia della produzione e della distribuzione, ma mai come ora sto iniziando a pensare che cambieranno anche gli strumenti di misurazione e di valutazione dell’economia stessa. In futuro il PIL non sarà più l’unico strumento per misurare l’economia. Non nego che viviamo nell’era della grandi élite arroganti che ci hanno imposto il dilemma di disoccupazione, immigrazione e disuguaglianza, ma ormai siamo arrivati al nodo della questione: alle persone facciamo arrivare l’accesso a ciò che viene prodotto o no? Sarà un accesso stratificato con fasce ben catalogate e irregimentate? Cosa stanno sperimentando gli altri per decidere come suddividere le classifiche della piramide?
Analizziamo un dato, in futuro molti servizi virtuali saranno gratuiti. Ma rimane il problema di accedere ai beni materiali e ai servizi personali. Quindi si va delineando in modo chiaro il futuro: una base di inoccupati che camperà di reddito sociale di base, poi una grossa fascia composta da persone che lavorano (dove le settimane lavorative saranno più brevi) e persone che svolgono attività di volontariato retribuite (essere impiegati nella pubblica amministrazione non sarà più tanto figo e nemmeno sicuro, meglio avere tanta fantasia e inventare nuove necessità voluttuarie).
Progressivamente siamo catapultati in una nuova società dove il lavoro non sarà più al primo posto, dove saranno analizzati i dati della nostra vita e delle nostre finanze. Già adesso sanno tracciare i volti e le convinzioni politiche (DISQUS in questo senso fornisce materiale e termometri a gratis e in tempo reale!).
Ah che sbadata, a che cosa serviva il redditometro, il riccometro, lo spesometro e il risparmiometro? Per analizzarvi meglio, per poterci assistere meglio… Come nel 1800 e nel 1900 ci troveremo a combattere nuove guerre per ingiustizie: come nei secoli passati siamo di fronte a una nuova lotta sociale che almeno richiederà alcuni decenni. Insomma le nuove generazioni ritroveranno e riscopriranno la dimenticata lotta di classe in salsa moderna. A suon di sberle come storia insegna.
Il nuovo modello di economia digitale si sta sviluppando attraverso il nuovo social rating cinese, stanno valutando i cittadini attraverso le abitudini social. Cosa analizzano? Cosa fai, come vivi, il numero di infrazioni stradali, la fedeltà e l’affidabilità fiscale, l’uso della carta di credito. Analizzeranno i cinesi assegnando ad ogni cittadino un punteggio social e in base a questo sistema si controlla anche come i cittadini si comportano con quello che li circonda: nessun treno o aereo con bassi punteggi social. Un sistema creato attraverso i crediti sociali. Verrà misurata l’affidabilità di tutti i cinesi: se si comporteranno sui social in modo irrispettoso e se terranno comportamenti scorretti nei confronti della legge avranno un basso punteggio. Si verrà a creare una black list pubblica e sociale. Il blocco non è per sempre, col tempo molte cose si possono sanare, migliorare e farsi accreditare un migliore punteggio in base al ritrovato comportamento corretto, insomma solo se sei incivile vieni confinato! La Cina introduce anche un nuovo concetto: la Reputazione Social legata ad un punteggio che accumuli nel tempo.
Inutile lamentarsi del controllo sociale assoluto: in Cina è persino eccessivo, ma anche nella democratica Europa quando ci esprimiamo veniamo sottoposti a profilazione. Abbiamo e continuiamo a fornire materiale analizzabile e sensibile. Le nostre abitudini hanno aperto le porte del controllo e del consenso, dove coesistono insieme libertà e clausura sociale: molti lo fanno in libertà, altri pur di sfuggire a inutili profilazioni si muovono in punta di piedi e fanno di tutto per non lasciare nessuna traccia (questione di privacy).
Forniamo continuamente dati che permettono a società private di profilarci, poi votiamo le stesse persone che si occupano di questo e le mandiamo al governo in questo Paese. In Italia avete votato senza saperlo un partito che desidera il controllo sociale al fine di non farvi rivoltare contro quello che combattete (Oh non che gli altri non lo facciano, intendiamoci bene: lo fanno tutti). Un’analisi che non fa nessuno è che perfino Bruxelles apprezza il M5S perché è un partito profondamente Ademocratico al suo interno, un partito che ha un capo con potere di vita e di morte sui membri del movimento fuori e dentro al parlamento. E a Bruxelles piace molto mettersi d’accordo “col capo” che è quello che fa eseguire ciò che si è deciso, senza se e senza ma. Chi si azzarda ad obiettare qualcosa viene linciato internamente o direttamente, espulso e messo alla gogna a vita. In futuro potrebbe essere che i poteri forti supportino il M5S. La triste verità è che in futuro si potrà solo lanciare il sasso e nascondere la mano, ovvero si potrà manifestare il dissenso nel movimento ma di nascosto. Assomiglia molto al sistema cinese, non trovate?
Quindi ricordatevi che i media tradizionali e social media modelleranno la vostra opinione a suon di attentati false flag e con campagne per fasulle priorità/emergenze.
Anche se vivete in modo precario o non avete un futuro certo rimarrà sempre una base: Ha Stato Putin e il Terrorista Pre-segnalato Di Turno. Tra qualche anno, quando inizierete ad avere paura del Dragone Rosso, inizierà la storia Ha Stato Cina e lì forse non potrò darvi torto. Non si uscirà mai dalla gabbia, nemmeno con una guerra, anzi quella convince le masse in modo ancora più feroce rispetto agli attentati e alle supercazzole che ogni giorno ci rifilano. E ricordate la formula Ha Stato + la supercazzola di turno: in Francia il malumore sociale è forte e gli scioperi sono iniziati, Macron per distogliere l’opinione pubblica ha usato i soliti attentati terroristici per distogliere lo sguardo. Fatevi solo una FOTTUTA domanda: come mai in Italia non ci sono stati attentati terroristici? Provate a rispondervi ragionando da soli, vedrete che ne saltano fuori delle belle. OPEN YOUR MIND
https://www.rischiocalcolato.it/2018/03/your-beloved-cage.html

sabato 4 maggio 2013

Il Corriere della Sera condannato: aveva diffamato la presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner

A volte c’è un giudice a Berlino. Il “Corriere della Sera” è stato condannato per diffamazione nei confronti della presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner. In un’articolo del 2008 il quotidiano milanese aveva creato ad arte un danno d’immagine alla presidente attribuendole in maniera strumentale un fantomatico shopping nel centro di Roma dove si trovava per il vertice FAO sulla fame. Peccato che Cristina non era ancora arrivata nella capitale italiana.

La costruzione della nota (che non sembra più disponibile in Rete) era di quelle che questo sito ha contestato centinaia di volte: falsa, tendenziosa, offensiva, irridente, intrisa di pregiudizi antilatinoamericani, diffamatoria verso chi sta cercando di risollevare un continente dal disastro imposto dall’Occidente con il neoliberismo e che viene messo alla berlina proprio perché osa criticare le imposizioni dell’FMI.

L’articolo, si legge nella sentenza, fomentava con malizia l’idea falsa di cinismo della presidente, impegnata nello shopping compulsivo di gioielli e altri prodotti di lusso: “Fame nel mondo e dolce vita” s’intitolava l’articolo dall’evidente fine denigratorio.

L’articolo fu utilizzato anche dalla stampa argentina per attaccare la presidente e in particolare dal giornale di destra La Nación con il quale il Corriere ha un accordo di collaborazione che molte volte ha comportato la diffamazione di dirigenti politici latinoamericani. Il Corriere della Sera, come buona parte del sistema mediatico monopolista italiano, ha molti conti in sospeso contro il governo democratico argentino e si è inoltre espresso apertamente contro i processi per violazioni di diritti umani e la condanna di torturatori, assassini e ladri di bambini del regime civico-militare argentino resi possibili dall’annullamento delle leggi per l’impunità volute dal regime neoliberale e cancellate da Néstor Kirchner.

Subito dopo l’articolo diffamatorio fu chiaro l’abbaglio ma il Corriere, sollecitato, rifiutò di rettificare. Era ampiamente dimostrato che Cristina Fernández non era neanche a Roma il giorno in cui il Corriere della Sera le attribuiva un dettagliato giro in alcuni dei più lussuosi negozi romani terminata in una costosa cena privata. Vi sarebbe giunta, per la prima volta in vita sua, solo 48 ore dopo. Lo scorso 29 novembre Cristina Fernández ha testimoniato davanti ai giudici romani dettagliando il suo soggiorno che non lasciò alcuno spazio ad attività private. Tutto era inventato e tutto tendenzioso per mostrare una presidente intenta in attività frivole e dispendiose al posto di una conferenza sulla fame nel mondo. Ieri la sentenza contro il Corriere della Sera, nella persona della giornalista Fiaschetti e del direttore dell’epoca Paolo Mieli.

Come è accaduto in centinaia di casi nei confronti di dirigenti politici latinoamericani, e come questo sito ha cercato di documentare da anni, la nostra stampa mainstream si sente in diritto di diffamarli impunemente. L’Ambasciata argentina a Roma aveva chiesto una rettifica rispetto all’articolo in questione senza che il quotidiano italiano si degnasse di rispondere. «Mi sarebbe bastato -ha commentato Cristina- che avessero ammesso di essersi sbagliati. Non mi hanno degnato di una parola». Nel caso di Cristina Kirchner alla diffamazione politica si aggiunge la denigrazione maschilista. In quanto donna lo strumento per attaccarla è attribuirle continuamente comportamenti frivoli arrivando addirittura a rimproverarne l’avvenenza.

Per chi scrive e per questo sito sentenze come questa sono importantissime e testimoniano quanto necessario sia il lavoro che da anni conduciamo per un’informazione leale sull’America latina integrazionista. L’intera somma del risarcimento, 41.000 Euro, sarà donata all’ospedale pediatrico della Città de La Plata.

Gennaro Carotenuto
Fonte: www.gennarocarotenuto.it
Link: http://www.gennarocarotenuto.it/23074-corriere-diffamato-cristina-kirchner/
3.05.2013