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martedì 27 agosto 2019

E' una favola, forse ...ma quanta verità contiene!

Prendi questa mano, Zingaretti, dimmi pure che futuro avrò…

Fine 2008 – Arturo, un militante grillino della prima ora, supporter del Vaffa day, scompare senza lasciare traccia. Disgustato dall’Unione europea, dallo strapotere delle banche e dal Partito Democratico, emigra perché Grillo, per quanto bravo, non riuscirà mai a conquistare il potere. 2019 – Dopo dieci anni trascorsi nelle più remote lande del globo –  in cerca dell’illuminazione spirituale in Tibet, della solitudine cosmica nella Terra del Fuoco, della fusione con Gaia nel cuore amazzonico – gli giunge l’eco di una notizia incredibile: i 5 Stelle stanno prendendo una decisione decisamente decisiva per le sorti dell’intero Paese e forse dell’Europa, anzi del Mondo. Allora, prende il primo volo e atterra, ebbro di gioia, in Italia. Si

mercoledì 12 giugno 2019

Elezioni europee. Voto per sesso e per condizioni economiche.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-12.

Ixè ha rilasciato due interessanti stratificazioni del voto elettorale alle elezioni europee.

La stratificazione per sesso non evidenzia differenze significative nella composizione per sesso dei voti conferiti ai partiti.

Diventa invece di grande interesse la valutazione degli astenuti, che sono poi il 43.9% del Corpo Elettorale.

Il 34.5% sono maschi ed il 52.8% sono femmine.

È cosa abbastanza diffusa che le femmine siano meno propense dei maschi a recarsi alle urne. Una differenza di quindici punti percentuali circa è tuttavia molto alta.

Elezioni europee. Voto per età, studi, professione, e religiosità.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-12.

In funzione delle classi di età, la Lega è quasi uniformemente distribuita, avendo minore audience negli ultrasessantacinquenni.  Il Partito Democratico, invece, raccoglie meno voti della percentuale media nelle classi sotto i 50 anni, mentee il consenso sale in modo significativo sopra i 65 anni.

2019-06-05__Voto per età 001

domenica 6 aprile 2014

Il governo delle multinazionali (anche sulla pelle dei bambini)

Il Partito Democratico, quantomeno nella sua classe dirigente, si sta confermando ogni giorno che passa non solo per il partito delle banche, quelle che scuciono i soldi, ma ultimamente anche il partito difensore delle multinazionali. Nello specifico quelle operanti nel settore della trasformazione industriale dei prodotti agricoli. 

Il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, pressato dalle lobby industriali, ha infatti compiuto un'autentica giravolta a 180° per ribaltare completamente il voto favorevole della Commissione Politiche Agricole che aveva votato per innalzare dall'attuale 12% al 20% la quota minima legale italiana di succo di frutta vera nelle bibite che vengono presentate e rivendute come succhi di frutta e simili.  

La commissione politiche europee, su impulso dello stesso esimio ministro, da parte sua aveva infatti votato no. Ora la parola passerà all'Aula della Camera e sarà curioso vedere come andrà a finire perché il PD è di fatto spaccato. I deputati peones del PD, quelli senza incarichi a Montecitorio e al governo, sono piuttosto irritati e la Lega si è schierata con loro. Resta da vedere come si schiereranno i vari gruppi del cosiddetto centrodestra, difensori a parole degli interessi degli agricoltori e della salute dei cittadini, ma troppo spesso pronti a piegarsi ai desideri e agli interessi delle multinazionali.