Il Partito Democratico, quantomeno nella sua
classe dirigente, si sta confermando ogni giorno che passa non solo per
il partito delle banche, quelle che scuciono i soldi, ma ultimamente
anche il partito difensore delle multinazionali. Nello specifico quelle
operanti nel settore della trasformazione industriale dei prodotti
agricoli.
Il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, pressato dalle
lobby industriali, ha infatti compiuto un'autentica giravolta a 180° per
ribaltare completamente il voto favorevole della Commissione Politiche
Agricole che aveva votato per innalzare dall'attuale 12% al 20% la quota
minima legale italiana di succo di frutta vera nelle bibite che vengono
presentate e rivendute come succhi di frutta e simili.
La commissione politiche europee, su impulso dello stesso esimio
ministro, da parte sua aveva infatti votato no. Ora la parola passerà
all'Aula della Camera e sarà curioso vedere come andrà a finire perché
il PD è di fatto spaccato. I deputati peones del PD, quelli senza
incarichi a Montecitorio e al governo, sono piuttosto irritati e la Lega
si è schierata con loro. Resta da vedere come si schiereranno i vari
gruppi del cosiddetto centrodestra, difensori a parole degli interessi
degli agricoltori e della salute dei cittadini, ma troppo spesso pronti a
piegarsi ai desideri e agli interessi delle multinazionali.