Leggere le osservazioni che quotidianamente invadono la rete, sopratutto riguardo lo stato di salute economica della nostra nazione, è una cosa buona: ma quando si leggono alcuni di questi post e si va a vedere chi è che scrive e si viene a sapere che numerosi autori sono italiani che vivono e lavorano all'estero, mentre altri sono, per loro fortuna, pensionati, e che quasi tutti sono individui che non se la passano male, ecco che anche noi giustamente ci permettiamo di sputare le nostre sentenze.
Logicamente dobbiamo distinguere tra il contenuto, che può essere valido e utile, ma la cosa che da alcuni giorni mi fa pensare è che anche costoro sono persone che non debbono darsi troppo da fare per arrivare a unire il pranzo con la cena: ma sopratutto, mi chiedo, che cosa li spinge a scrivere critiche feroci (e giuste) verso il governo e i politici, contro le multinazionali e le banche, e sullo stesso piano mettono (e qui la cosa mi fa incazzare) chi rimane in Italia, chi è costretto a rimanerci e, ai loro occhi è così assuefatto, così rincoglionito, che non reagisce.
Ma vado oltre e dico: avete qualche interesse particolare, oltre magari a cercare di contenere la rabbia, a incanalare le proteste e a monitorarle attraverso post e commenti nei vostri siti, (di contro-informazione?) oppure pensate un giorno o l'altro di ritornare in Italia (quando le cose saranno sistemate)?
Voi avete scelto di andare via dall'Italia, o secondo alcuni di voi siete stati costretti a farlo.
Voi, per grazia di Dio e volontà della nazione, avevate delle capacità che altri non hanno e ne avete , anzi ne fate uso nelle nazioni che oggi vi ospitano e vi retribuiscono.
Avete il doppio passaporto? Siete ex italiani?
Lavorate discretamente cioè avete la fortuna dei tanto disoccupati e segaioli da tastiera che, sempre secondo alcuni di voi, invece di cercarsi un lavoro, di fare la rivoluzione, di occupare il parlamento, di rovesciare il tavolo, di incontrarsi per davvero con gli altri rivoluzionari, trovate il tempo di scrivere post tutti i giorni, e a volte più di uno, di rispondere (criticamente e con la dovuta saggezza) ai commenti dei poveracci che vi leggono.
Se è vero, come scrive Massimo Mazzucco in una sezione di Luogocomune.net, che si deve criticare l'idea e non chi la sostiene, evitando quindi l'attacco ad hominem, è anche vero che alcune volte è bene sapere da che pulpito viene la predica.
Così sapere che uno fa l'informatico all'estero, l'altro si occupa di speculazioni finanziarie, un altro ancora scrive per diletto perchè la pensione glielo permette, mentre tanti di noi vengono ancora e sempre da costoro criticati perché rimangono qui, perché non vanno all'estero, dovrebbe essere uno stimolo a leggere i loro post con occhi diversi.
Come si diceva di Cristo e di Gandhi: uno viveva ciò che predicava e l'altro predicava ciò che viveva. Ma questi signori?
Visualizzazione post con etichetta gandhi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gandhi. Mostra tutti i post
domenica 12 gennaio 2014
venerdì 17 agosto 2012
Il sindaco "rosso" guida gli espropri nei supermercati
L’ultima clamorosa protesta è stata un «esproprio
alimentare» in un supermercato: martedì scorso Juan Manuel Sanchéz
Gordillo, 60 anni, dal 1979 sindaco con maggioranza assoluta della
comunistissima Marinaleda, ha diretto l’assalto a un supermercato nella
limitrofa Ecija, portando via tre carrelli pieni di pasta, fagioli,
lenticchie e latte, che ha donato a 36 famiglie di squatter disoccupati
di Siviglia.
Unanime la condanna del governo, dei socialisti, di IU [ndr: Izquierda Unida]. Ovviamente è stato denunciato. Ma lui se la ride: «È stata un’azione simbolica. Il prossimo obbiettivo? Le banche».
Unanime la condanna del governo, dei socialisti, di IU [ndr: Izquierda Unida]. Ovviamente è stato denunciato. Ma lui se la ride: «È stata un’azione simbolica. Il prossimo obbiettivo? Le banche».
mercoledì 28 marzo 2012
Lisciare la coda
Lisciare la coda: ecco cosa sanno fare , di mestiere, i giornalisti italiani quando devono riferire le azioni intraprese da Monti, Fornero e altri ministri o politici. Ed è ciò che si può vedere in tv o leggere sui giornali. Talvolta i toni sono diversi, perchè dipende se per caso si osa criticare un presidente della repubblica, non eletto tra l'altro dai cittadini o
Etichette:
evasione fiscale,
gandhi,
governare,
lisciare la coda,
media,
monti,
tv,
web
giovedì 15 marzo 2012
Il senso della collettività e dell'azione
Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con il Divino e gli chiese: – “Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno”. Il Divino condusse il sant’uomo verso due porte.
Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno. C’era una
grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un
grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il
sant’uomo sentì l’acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al
tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato. Avevano tutti l’aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro
braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un
po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio
non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant’uomo tremò alla vista
della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.
Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì. La scena
che l’uomo vide era identica alla precedente. C’era la grande tavola
rotonda, il recipiente che gli fece venire l’acquolina. Le persone
intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro
sorridendo. Il sant’uomo disse a Dio: “Non capisco!”.
– “È semplice,” – rispose Dio, – “essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sé stessi….ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri! Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi…
– “È semplice,” – rispose Dio, – “essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sé stessi….ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri! Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi…
Etichette:
altruismo,
azioni,
beneficienza,
destino,
dio,
divino,
gandhi,
inferno,
parabola,
paradiso,
pensieri,
racconti,
ruggero di giovanna,
solidarietà,
stampalibera
Iscriviti a:
Post (Atom)