lunedì 30 settembre 2019

LA CULTURA DELLA MORTE. CHI NE GODE E CHI LA VUOLE.

Da un articolo americano:
Il farmaco  che viene usato per ritardare la pubertà ai bambini “confusi sul loro genere”  ha prodotto 6300 morti.
Una notizia verissima, da capire bene. Il farmaco è il “Leupron”,  che viene usato
come bloccante ormonale per il trattamento post-operatorio del cancro prostatico e per certe endometriosi. E’ tra questi pazienti –  malati gravi – che il Food  and Drug  Administration  ha  segnalato effetti avversi anche letali.
Tra il 2012 e il 30 giugno di quest’anno, la FDA ha documentato oltre 40.764 reazioni avverse subite da pazienti che hanno assunto acetato di leuprolide (lupron), che viene utilizzato come bloccante degli ormoni. Più di 25.500 reazioni registrate dal 2014-2019 sono state considerate “gravi”, tra cui 6.370 morti “. 
L’elenco degli altri  effetti collaterali del farmaco: disturbi al seno, neoplasie maligne e disturbi psichiatrici e nervosi.
” Nonostante i possibili effetti collaterali negativi, ci sono usi approvati per Lupron, ma tende a essere somministrato solo per condizioni gravi: come  trattamento del carcinoma prostatico negli uomini e dell’endometriosi nelle donne. Per i bambini, a volte viene usato per trattare la pubertà precoce, una condizione in cui i bambini iniziano la pubertà in età insolitamente precoce, ma solo per un breve periodo.”
Per gli (anziani) operati di cancro alla prostata,  dunque,  il farmaco  può essere “un male necessario”, ammesso (e non concesso)  che bloccare il  testosterone serva a ritardare la proliferazione  del tumore.  I danni collaterali certi possono essere fino a un certo punto giustificati. I  6300  morti segnalati dal FDA   erano adulti e anziani, cancerosi, defedati.
Ma su bambini di 8 anni sanissimi, di cui  le mamme ritengono “per  il loro bene”  di ritardare la pubertà, queste somministrazioni  sono crimini. Che possono benissimo portare a  migliaia  di bambini uccisi dalla “cura”.
Il FDA, del resto, non ha approvato l’uso del Lupron per le disforie di genere nei bambini; esso viene usato  dunque “off-label”, senza prescrizione,  per una  “malattia” che nemmeno esiste, e è supposta dall’ideologia trans gender.
Quanto  frequente è questo uso, diciamo improprio o criminale? La stessa Casa  che lo produce, la AbbVie, segnala  un enorme aumento delle vendite, che negli Stati Uniti, nel 2017,  ha raggiunto i 669 milioni di dollari. Vendite che non possono certo essere dovute  ad aumenti del trattamento post-operatorio del cancro prostatico.
Michael Laidlaw , endocrinologo con sede in California,  ha rivelato  che i medici stanno somministrando testosterone a ragazzine  “confuse sessualmente”  di appena 8 anni:  si è chiesto perché un disturbo psicologico come la disforia di genere verrebbe trattato con tali farmaci, invece di “un’adeguata assistenza psicologica “.
In California “abbiamo scoperto che nel 2017 hanno abbassato l’età minima per  somministrare  gli ormoni sessuali  da 13 a 8 anni”.
Orbene, dice l’endocrinologo:
“La disforia di genere NON è un  disturbo endocrino, ma è psicologico e, pertanto, dovrebbe essere trattata con adeguata cura psicologica”, ha detto. “Ma diventa un’affezione  endocrina quando inizi a utilizzare i bloccanti della pubertà e a dare ormoni incrociati ai bambini”.
Già: chi è che si oppone all’idea che la transessualità sia un disturbo della sfera psichica,  diciamo una malattia mentale?  Chi pretende che esso abbia   una  causa materiale, fisica, negli ormoni? Rispondetevi da soli: io non lo faccio perché il nuovo governo sta per rendere punibile per legge  “l’omofobia”  e  dunque qualunque critica   all’ideologia gay.
Laidlaw  ha presentato in video  i lavori di due dottoresse,  Ilana Sherer e Johanna Olson-Kennedy,   che  trattano bambini  presunti “transgender”.
Sherer ha spiegato che i bloccanti della pubertà vengono somministrati ai bambini di età compresa tra 8 e 9 anni, quando sono in terza e quarta elementare. Olson-Kennedy sta facendo uno studio di 5 anni, per il quale ha ricevuto una borsa di ricerca del National Institutes of Health da $ 5,7 milioni e, in una delle sue pubblicazioni, mostra che sono state fatte mastectomie su ragazze di appena 13 anni. Nella clip Laidlaw ha dimostrato che Olson-Kennedy è visto su un nastro insistendo che gli adolescenti hanno la capacità di prendere decisioni che cambiano la vita, compreso di avere il seno rimosso.
Ragazze adolescenti di 13 anni, ha avvertito Laidlaw, stanno rimuovendo il loro seno attraverso procedure di mastectomia, e i ragazzi di 17 anni stanno sviluppando peni l’età di sviluppo di un bambino di nove anni o perdendo la sensazione sessuale tutti insieme a causa dei bloccanti ormonali.
Ma come è possibile che  tanti genitori di colpo diventino adepti  convinti  dell’ideologia transgender, fino al punto di sottoporre i loro figli a queste “cure”  dannosissime e  persino mortali.  Risposta dell’endocrinologo:
“Gli” esperti “dicono ai genitori che è dannoso mettere in discussione le convinzioni dei loro figli, che devono appoggiarli  nella  transizione medica  ( che include una dipendenza permanente dagli ormoni)  e che se i genitori non si conformano, i loro figli saranno a maggior rischio di suicidio “.
Li conosciamo  anche noi esperti simili. Certe   assistenti sociali lesbiche a  Bibbiano per esempio.
Come sapete,   il Servizio Sanitario chiude piccoli ospedali periferici perché costano;  i medici sono malpagati, la  Sanità costa  troppo, si deve risparmiare su  terapie e ricoveri.  Ci  sono liste d’attesa infinite   per esami necessari, tanto  che malati veri devono pagarseli privatamente se li vogliono in tempo.  Ma però, per cambiare sesso è tutto gratis, e i soldi si trovano.  La Stampa esulta:

Basta viaggi della speranza all’estero: oggi l’Italia ai massimi livelli per il cambio del sesso”

Adriana Cordova, presidente della Sicpre: «Nelle nostre strutture pubbliche chirurgia al top. E tra i miei pazienti c’è chi mi chiama mamma perché con me è rinato donna»
“Basta viaggi della speranza all’estero: oggi l’Italia ai massimi livelli per il cambio del sesso” http://dlvr.it/RF55Sk 
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Come dice Luca Battanta: “Visto che si fanno problemi per quanto costano al sistema sanitario i malati cronici e le obesità,  qualcuno è consapevole di quanto costi un cambio di sesso a  livello di interventi chirurgici e cure ormonali per  il sistema sanitario?”.
C’è  qualche medico che può fare una valutazione anche approssimativa dei costi? 500 mila euro? Di più? Sicuramente non di meno.
Diciamo dunque: 500 mila euro che  noi contribuenti paghiamo a chi si fa operazioni non p per guarire, ma per scopi (orribilmente)  “ricreativi”  voluttuari e possa farsele gratis; mentre donne col tumore   si pagano gli esami perché  la lista d’attesa all’Asl le rimanda di 9 o 12 mesi?

Il Sistema nemico dell’uomo vivente

Non è  qui soltanto da notare che, nel Sistema che  hanno instaurato sopra le nostre teste, i transessuali sono una categoria privilegiata  – parte dell’oligarchia che può conformare  lo Stato  e usare i suoi mezzi  per i suoi  “valori e piaceri”  –  rispetto  ai cittadini e alle loro esigenze di  salute. E’ che tutto  ciò che il sistema europeo, globalista,   di cui il governo italiano è ossequente interprete  –  prende sempre e costantemente provvedimenti che sono nemici della vita umana. Dal “trattamento” alla  Grecia coi suoi bambini morti e la cure mediche che mancano perché lo stato deve “ripagare i debiti”, al suicidio assistito  alla  austerità sempre più schiacciante che distrugge posti di lavoro e speranze  di intere generazioni; dalla  “privatizzazione”  di ogni cosa per cui ogni cosa  ha un “costo” da far pagare, sennò niente;   dalla ideologia di Bibbiano per cui la famiglia è “fascista” e va spezzata, fino alla “disforia di genere” trattata senza alcuno scrupolo né prudenza  con un farmaco che provoca un’altissima percentuale di decessi  – tutto ciò che il sistema pubblico, europeo, globale fanno, mira a rendere impossibile la normale vita  degli uomini normali.
Per il Sistema, siamo   ormai un “materiale”  a disposizione. E i portavoce del Sistema non esitano a tradire questa visione,, anche nel linguaggio. Federico Fubini (quel direttore del Corriere che ammise contento di tacere sui 700  neonati greci uccisi dall’austerità europea)  propone addirittura  di togliere il diritto di voto ai “vecchi” perché non credono a   Greta.
E lo fa   con un argomento  di cui non si rende nemmeno o conto quanto sia aberrante, ponendo questo  grafico sul Corriere:
Ma è giusto che uno voto valga un voto in un tema di lunga lena come il clima (o il debito, o il cambio tecnologico)? La generazione degli 0-25enni in Europa oggi ha un patrimonio di vita futura di oltre 9 milioni di anni. Più di tutte le altre generazioni adulte messe insieme
Notate il  linguaggio: “Lo stock di vita futura…”    –  “Stock” sono, in inglese, “le riserve”,  le “scorte di magazzino”, le giacenze.  Fubini adotta questo termine mercantile  senza alcuna esitazione.
Ora, perdonate al vostro vecchio cronista, questo modo d esprimersi mi ricorda  quello di un grande personaggio francese: Pierre Simon (1927-2008), ginecologo  di grido,  amico di Mitterrand, ebreo, gran maestro del Grande Oriente di Francia, che fu il  massimo e più influente promotore dell’aborto legale come mezzo di eugenetica e   limitazione delle nascite, della  procreazione assistita (“Maternità felice” la chiamava ) e della morte assistita, ossia dell’eutanasia legale.
Ebbene: nel  1979 ,  questo influente personaggio  pubblicò un libro  (che recensii)  che si intitolava “De la vie avant toutes  choses”,  la Vita Anzitutto.  Lo si  sfogliava convinti, dal titolo, di trovarsi davanti a un difensore della vita umana, ed invece ecco:
“Per molto tempo, nei paesi latini specialmente, la vita  fu un dono di Dio, dal quale essa  procedeva. La medicina ufficiale arrivava a confondere  deontologia  e teologia, come in  Francia dove l’Ordine del Medici serve da portavoce alla Chiesa. Un rispetto “assoluto”  – o meglio cieco – della vita che si rovescia contro la vita stessa, e divora ciò che intende preservare: la qualità della vita, l’avvenire della specie.  La proliferazione delle  tare ereditarie  gli aborti clandestini sono i frutti di questo feticismo”.
A questa feticismo, il gran maestro Simon opponeva la sua visione, o piuttosto direttiva: “Lungi dall’idolatrarla, [la vita]  dobbiamo gestirla come un patrimonio che noi abbiamo lungamente,  pazientemente accumulato [uno stock!] un lascito che ci è venuto dal fondo dei millenni…. una ricchezza,  questa vita, affidata alla guardia della specie, come le foreste, gli oceani, i fiumi […]  vegliare che questo materiale non si degradi….Guardiamo  in faccia le cose: un mongoloide entra in questo quadro?  Bloccare la trasmissione delle tare ereditarie è un  dovere della specie – la salute è divenuta proprietà collettiva”.
I media lo celebrarono così.

Ci si stupirà di vedere un ebreo, ovviamente “progressista”  e “socialista”  adottare i più crudi dettami dell’eugenetica hitleriana,  senza alcuna reticenza,  nemmeno ipocrita? E’ che siamo uno Stock.

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