mercoledì 20 gennaio 2016

Sinnai, nuova protesta dei migranti ospiti nell'hotel Burranca: colpito un cooperante, danneggiati gli infissi

Nuova protesta nell'hotel Burranca, lungo la strada tra Sinnai e Burcei, dove sono alloggiati circa 70 migranti.
Ieri sera tre ospiti hanno danneggiato una finestra e mobili, colpendo (così pare) anche un cooperante che gestisce la struttura con un pugno in faccia.
Sul posto sono arrivati anche i carabinieri di Quartu che hanno preso atto della situazione. Al momento non ci sono però querele.
Una vicenda seguita anche dal sindaco di Sinnai Barbara Pusceddu e dalla prefettura di Cagliari. Nella struttura sono presenti anche numerosi minorenni e due donne.
fonte unionesarda.it
http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/01/20/sinnai_nuova_protesta_dei_migranti_ospiti_nell_hotel_burranca_col-68-459975.html

Orroli, la gattina della vicina entra nel suo cortile e lui la strangola con un cappio: denunciato pensionato

La sua unica colpa è stata gironzolare nel cortile del vicino di casa della sua proprietaria.
Ad Orroli una gattina di pochi mesi è morta impiccata: strangolata da un cappio al collo, fatto di un filo di acciaio.
L'autore di questa trappola mortale un anziano di 71 anni del paese che è stato denunciato dai carabinieri per "uccisione di animale altrui".
Sarebbe stato lo stesso settantunenne a confessare il reato ai militari. E ad ammettere di aver compiuto il misfatto, perché infastidito dalla gattina che si aggirava sempre nel suo cortile.
Allora l'orrolese avrebbe preparato una trappola con un filo di acciaio. Un cappio mortale sistemato nel punto della recinzione dove la gattina era solita passare. Per l'animale non c'è stato scampo: il cappio l'ha soffocata.
Addolorata e sconcertata la proprietaria della gatta, una ragazza di 22 anni di Orroli, che pochi mesi fa aveva raccolto il povero felino dalla strada infreddolito ed impaurito e lo aveva adottato.
fonte www.unionesarda.it
http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/01/20/orroli_strangola_con_un_cappio_la_gattina_colpevole_di_entrare_ne-68-459964.html

mercoledì 13 gennaio 2016

Codardi ! E come non capirli

Quante volte abbiamo desiderato , vedendo un talk show, che il conduttore o chi per lui rivolgesse all'intervistato di turno qualche domanda che, noi al suo posto, gli avremo rivolto? Troppe volte, e forse anche ieri a Lady Fisco gli avremo chiesto se la proposta di Matteo Salvini per poter rientrare di alcuni milioni di euro poteva essere accolta.In sostanza non è molto lontana l'idea del leader della Lega Nord da quanto già il fisco concede alle grandi aziende e ai vip: cioè di pagare il 15 % di quanto sarebbe dovuto. E quindi perché non chiederglielo o non sposare anche noi questa idea? Forse perché si è codardi e si pensa che se si rivolge qualche domanda scomoda, si rischia il posto: è anche vero che c'è chi ,come Mario Capanna o altri, si rifugiano dietro "il diritto acquisito". Ma avrei voluto che ci fosse qualcuno che andasse oltre il semplice confronto tra stipendi di ,che so un poliziotto rispetto al capo della polizia" o di un usciere rispetto a un bidello o un applicato di segreteria, e si andasse a vedere i soldi che spendiamo male o che non adoperiamo per poter vivere meglio. Tuttavia manca sempre la solita domanda: e cioè se una cosa si può fare , come e in quali tempi. Poi c'è sempre tempo per discutere di cosa sia l'evasione fiscale, del perché alcuni dipendenti comunali guadagnano 90 mila euro all'anno e altri la metà e altri ancora oltre 120 mila: ci fosse qualcuno che stilasse un quadro ordinato ed esaustivo, non sarebbe male poterlo leggere.

martedì 12 gennaio 2016

Gente incompetente

Mi domando come mai ai vertici di associazioni di categoria ci siano , troppo spesso, persone incompetenti. Come faccio a dirlo e perché? Intanto perché si tratta di persone che non lavorano più per procurarsi la pagnotta , ma vivono dello stipendio , della gratifica che gli arriva dall'essere segretario, presidente, direttore, capo sindacale: non è certo uno che opera in regime di concorrenza, non deve farsi venire idee su come fronteggiare una situazione di crisi della propria azienda o attività. Tuttavia elargisce consigli, troppe volte sbagliati, su come lavorare in questi tempi duri. Peccato che vengano da chi ,alcune volte, non ha mai lavorato o da chi "ha trovato l'America" andando a occupare un posto che ,come minimo, dovrebbe competere a chi ha avuto e ha esperienza maturata sul campo. Ci sono tantissimi che non sanno più cosa vuol dire lavorare in un negozio, lottare per non farsi licenziare, coltivare un campo: sono quelli che danno consigli ai commercianti, sono in missione sindacale, organizzano le vendite dirette "dal produttore al consumatore" o gli agriturismi. Stiamone certi che non hanno problemi di denaro e che hanno anche idee su come lanciarsi in politica. Mi direte: perché generalizzare? Perché non ho mai visto persone ai vertici di consorzi, di associazioni di categoria, di sindacati, svolgere il proprio lavoro e poi, dopo e ritagliandosi il tempo, dedicarsi alla lotta di categoria. Ho sempre visto persone che hanno visto "quel posto lì", "quell'incarico", come un salvagente, come l'occasione della vita. Nessuno che abbia detto "mi tengo lo stipendio da 1.000 euro o da 1.400 euro" oppure "continuo a vivere con quello che mi dà il negozio o il mio campo" e rinuncio al resto. Questo, insieme ai consigli sbagliati, suggerisce che bisogna trovare il modo di arrangiarsi diversamente.

Ogni volta che succede ci ripenso

Quando qualcuno ritenuto ,a torto o a ragione, vip muore, non posso non pensare che, se fosse vero ciò che si diceva su di lui, poteva continuare a vivere ancora per un bel pezzo. E' anche vero che su un argomento come la morte,e di conseguenza poi sulla vita, c'è ancora tantissimo di cui parlare. La teoria secondo cui, ad esempio, sei tu che scegli quando è il momento di andartene, perché avresti esaurito o soddisfatto i compiti e le cose che dovevi fare , farebbe sì che uno può scegliere di morire a venti come a novantanni: ma c'è anche chi afferma che sarebbe una divinità a stabilire se hai esaurito i compiti da svolgere e quindi ti richiama alla base. Ma ciò che la morte di Bowie e di altri vip mi richiama alla mente è come mai persone che sarebbero state appartenenti a società segrete legate a riti esoterici e "strani" e comunque occulti, non abbiano poi le conoscenze e le capacità di sconfiggere malattie come il cancro o l'alzheimer. Tralascio l'argomento messaggi nascosti nei testi e nell'arte di Bowie, ma mi chiedo se chi magari canta una canzone che dovrebbe evocare o richiamare qualcosa, se non è conscio o non conosce il significato di ciò che pronuncia, ottiene egualmente il risultato. Tuttavia è sulla possibilità di evitare in qualche modo la morte e sopratutto in quel modo, ovvero lottando per 18 mesi nel suo caso, che mi dà da pensare.E lo dico per esperienza di parenti che ci sono passati indenni a fronte di altri che, al contrario, hanno trovato la morte tra atroci sofferenze. Non credendo ai vari rettiliani o illuminati, ma sapendo che alcuni come Bowie e altri vip sopratutto legati al mondo della musica ne farebbero parte, ecco la mia curiosità che, periodicamente posta qui o in altri blog e siti la domanda: possibile che non siano riusciti a salvarlo? In ogni caso la domanda di riserva ce l'ho pronta: è ricorso David Bowie alla medicina alternativa, che so di Di Bella o di Simoncini o di altri? E se sì con quali risultati?

sabato 9 gennaio 2016

E chi se ne frega

Come desiderato da un discreto numero di sardi, finalmente Ikea sbarcherà in Sardegna: pare per certo che avrà base tra Cagliari e Quartu Sant'Elena, in una traversa di viale Marconi che, per chi non lo sapesse, è una delle strade isolane con la più alta densità di traffico automobilistico. Finalmente credo ci sarà la possibilità di ricredersi sul risparmio che quel marchio dovrebbe dare !
Da tempo sostengo che ci sono decine di aziende produttrici ,e altrettanti negozi, che non hanno niente da invidiare a Ikea: purtroppo l'ignoranza, intesa come mancanza di informazione, produce facili entusiasmi destinati a durare il tempo tra la ricerca, l'acquisto, il confronto tra ciò che vogliamo o dobbiamo comprare e la verifica del rapporto qualità prezzo. E' come sempre dopo che ci si rende conto che si poteva comprare meglio e facendo anche restare i soldi nel proprio paese, nel proprio territorio. L'esterofilia è da sempre dominante e ciò , nel settore del mobile , è imputabile in buona parte sia ai produttori di mobili che ai rivenditori stessi. Il discorso vale anche per altri beni di consumo. Che fare? Uno come me non ci metterà piede, così come non metto piede nei supermercati , compresi quelli italiani: è una questione di principio e non certo perché ho superato i 50 anni e dovrei andare verso un rincoglionimento graduale ma inarrestabile. Peccato che il tema ,secondo me, si presterebbe a essere sposato da partiti o movimenti politici per riportare o convincere le persone, i cittadini, a comprare nei negozi tradizionali e boicottare i centri commerciali e gli ipermercati. Sul modo di intraprendere una simile crociata ci sarebbe da discutere perché ,se anche in tv e nei media passa il suggerimento del "lo trovate al supermercato" invece del "lo potete comprare nei negozi " , occorre rimboccarsi davvero le maniche e iniziare da subito a martellare, in ogni discorso che facciamo, con inviti palesi a "non andare nei centri commerciali", a non "comprare neanche un chiodo" nei vari ipermercati. Il pane si compra nel panificio o nella rivendita di pane, la carne in macelleria, il pesce in pescheria, i dolci nelle pasticcerie, frutta e verdura dal fruttivendolo, salumi e formaggi nelle salumerie , il caffè si consuma nei bar e non nei vari distributori automatici...eccetera eccetera eccetera
Lo stesso dicasi per l'abbigliamento dove i vari Zara Stradivarius Disegual & Company la fanno da padrone: esistono negozi che vendono le stesse cose o simili, e di qualità non certo inferiore, dove si può comprare bene. Non certo dai cinesi. Poi ognuno faccia ciò che vuole ma occorre ricordare alcune cose, che potete intendere come promemoria o ,se preferite, come mie semplici considerazioni: non pensare che la tua professione, il tuo lavoro, qualunque sia, possa ritenersi al sicuro. Lo pensavano anche i dentisti, eppure già negli anni 80 ,anzi a memoria mia a fine anni 70, c'era il "metodo olandese" o qualcosa di simile, che avrebbe dovuto far capire o ammonire su un turismo odontoiatrico in un prossimo futuro: oggi è la norma e tanti emigrano nei paesi dell'est per curarsi così come tante altre persone si recano sempre in quei paesi o anche in Tunisia per lifting. Ed ecco che alcuni professionisti del settore, aiutati dai media , si stracciano le vesti e lanciano strali che, però non arrivano a denunciare i peccati, le malefatte, il modo stesso di lavorare e intendere la vita, che è presente in altri settori lavorativi, in altre professioni: ed è questo l'errore, il peccato (secondo me) mortale, che viene commesso. Tu dentista o chirurgo estetico, tu ristoratore, tu ingegnere, tu parrucchiere, tu giornalista, tu conduttore televisivo, dovresti denunciare ciò che vedi. Il punto è che a te, evidentemente, ti sta bene, ti conviene: peccato che, sempre secondo me, il rapporto qualità prezzo non sia così vantaggioso. In apparenza potrebbe essere così ma qualche esempio, non sempre centrato, potrebbe credo aprire una discussione che ,lo dico in anticipo, non so dove potrebbe portare, dato che potrebbe non arrivare da nessuna parte. Mettiamo il parrucchiere che riceve, come cliente, un ingegnere: costui paga il giusto e se ne va. Peccato che per il suo progetto di ristrutturazione il nostro parrucchiere, invece di contattare e poi magari incaricare il "suo cliente ingegnere", si faccia fare il preventivo da un gruppo di ingegneri stranieri e, sempre a questi, gli affidi l'incarico. Lo stesso esempio potrebbe valere per il dentista o altre categorie: potrebbe essere un macellaio o fruttivendolo, laddove il nostro parrucchiere non compra nulla perché lui, poverino, compra al supermercato. Gli piace farsi infinocchiare!

giovedì 7 gennaio 2016

Alla fine ciò che conta è altro

Certamente uno come me si incazza perché alcune cose non solo non le ha capite, ma proprio perché non le capisco: forse non me le hanno spiegate per bene, o piuttosto sono io che ho ridotte capacità mentali, ragion per cui sono proprio io che difetto. E che cosa non ho capito? Non ho capito per esempio che cosa sia l'evasione fiscale e che cosa questa comporta: o meglio mi hanno indotto a credere che questa sia dovuta alla mancata emissione di scontrini fiscali, ossia quei pezzi di carta che vengono sputati dai registratori di cassa. E mi dicono che all'estero sia pressoché impossibile pagare un caffè o un paio di scarpe senza che uno riceva, nel contempo, anche il pezzetto di carta che certifica il pagamento : non ricordo di aver visto Derrick o Colombo ricevere questi pezzi di carta, ma ricordo che davano soldi di carta e non pagavano con le carte di credito, come pure nei vari telefilm crime americani o altri, simili, tedeschi. Del resto in Germania è il contante il mezzo di pagamento più diffuso e accettato, almeno stando a quanto diffuso, nel 2014 , proprio dalla banca centrale tedesca (salvo errore: vedere, in ogni caso, il sito rischio