Giuseppe Sandro Mela.
2018-03-23.
Tra i due litiganti il terzo gode.
I problemi ci sono e sono anche reali, concreti, al momento difficilmente risolvibili.
Il primo problema consiste nell’avere un gradiente di tassazione, per cui le imprese cercano, quando libere di farlo, di trasferirsi in toto od in parte ove pagano in tasse la minor cifra possibile.
Il secondo problema consiste nel come si possa evitare un permanente conflitto da zone differenti.
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Ogni stato, o coalizione di stati, ha sicuramente la libertà di stabilire le sue proprie tariffe fiscali. Ovviamente, ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria. La pressione fiscale troppo elevata può mandar fuori mercato un intero comparto produttivo. Una bassa pressione fiscale può richiamare industrie ed investimenti. La pressione fiscale modula inoltre la capacità dei consumi.
Spesso però si compiono errori di giudizio, talora in buona fede ma anche molto spesso in pessima fede. Se è importante il livello fiscale, è spesso ancor più importante il contesto organizzativo generale: complessità burocratica, infrastrutture e servizi disponibili, sistema giudiziario efficiente, etc.. Da una corretta contabilità dei costi potrebbe emergere quanto sia più conveniente lavorare, e quindi pagare le tasse, in un paese al alto livello impositivo. Problema ancor più complesso per una multinazionale, che può far defluire ricavi e guadagni ripartendoli tra i diversi stati in cui opera minimizzando così legalmente le tasse versate.
Ciò che lascia invero perplessi è come un simile problema sia porto al pubblico quasi che il pagare le tasse fosse un canone etico o morale. L’Unione Europea in questo è alquanto amante del melodramma. Stigmatizza le basse tasse negli Stati Uniti, ma quando Irlanda oppure il Lussemburgo di Mr Juncker si comportavano da paradisi fiscali, beh, allora tutto andava bene.
Juncker blocked tax reform, leaked cables say
«European Commission president Jean-Claude Juncker helped block measures to curtail tax avoidance during his time as prime minister of Luxembourg, according to leaked documents.
German diplomatic cables leaked to German radio group NDR reportedly describe how Luxembourg railed against efforts to crack down on tax avoidance schemes under Juncker’s stewardship.
Shared with the Guardian newspaper and the International Consortium of Investigative Journalists, a Washington-based club, earlier this week, the cables show the inner workings of the so-called code of conduct group on business taxation.»
