Immaginate una grande stanza buia. In quella stanza c'è un regista che
sta sonnecchiando, disteso su un divano. Improvvisamente il regista si
risveglia: gli è venuta un'idea per un nuovo film.
Il regista si
mette al lavoro e inizia a scrivere la sceneggiatura. Inventa
personaggi, crea situazioni, immagina ambienti, poi cambia e ricambia la
storia per renderla sempre più interessante, finché non è completamente
soddisfatto del risultato.
A quel punto il regista inizia a
mettere in piedi la produzione del film. Fa i provini a diversi attori,
sceglie quelli più adatti, e discute con loro tutti gli aspetti più
reconditi della personalità dei protagonisti.
A loro volta,
ciascuno degli attori valuta il ruolo che gli stato è offerto, e decide
se partecipare o meno al film, anche tenendo conto della propria
carriera. Ad esempio, un attore che nel film precedente ha interpretato
il ruolo del cattivo, accetta volentieri il ruolo dell'eroe nel nuovo
film, perché vuole evitare di venire percepito dal pubblico come una
persona realmente cattiva. Oppure, un'attrice decide di partecipare al
film perché la storia d'amore che dovrà vivere sul set le permetterà di
esplorare una zona della sua personalità che ancora non conosce bene. Un
terzo attore, che nel film precedente ha interpretato il ruolo di un
industriale miliardario, accetta volentieri di interpretare il ruolo di
un operaio sfruttato dal padrone, per conoscere meglio ambedue gli
aspetti di questa dinamica sociale.
Nel frattempo il regista fa
costruire i set, organizza la troupe, pianifica la produzione, e
finalmente, un bel mattino, viene dato il primo ciak.