di Giuseppe Sandro Mela
La Corte dei Conti ha pubblicato la Relazione CRI 2011. Non è lusinghiera.
Lo
stato eroga circa 180 milioni di euro ogni anno alla Croce Rossa. Senza
eseguire controllo alcuno su come siano impiegati i fondi elargiti a
questo ente benefico.
Ma, diciamolo pure apertamente, benefico per chi?
«Il maxi-contributo pubblico serve in realtà solo per pagare gli stipendi.»
«Non ai 150mila volontari, ma ai 4mila dipendenti che affollano uffici e
sedi centrali e periferiche della Croce Rossa Italiana.»
«L’ultimo bilancio presentato era del 2004. Poi il nulla. Niente contabilità per un sacco di anni.»
«Ma quell’opera di trasparenza non basta ancora a giustificare
quell’abnorme stipendificio pubblico che è stato ed è la Croce Rossa
italiana.».
«5mila dipendenti e 23 auto blu, con due autisti a disposizione 24 ore su 24 per macchina».
«Non c’era un bilancio dal lontano 2004 e c’era da coordinare 19
comitati regionali, 103 comitati provinciali e ben 460 comitati locali. …
Senza un consolidamento non c’è leggibilità dei conti. E così ti
ritrovi con comitati locali in attivo che convivono con comitati in
profonda perdita.».
«Solo per il personale, documenta la Corte dei Conti, si spendevano 208
milioni nel 2005. Corrispondono a più della metà dell’intera spesa
corrente dell’ente che vale poco meno di 400 milioni.»