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giovedì 28 agosto 2025

LA CASSAZIONE RISCRIVE IL REATO DI EPIDEMIA: BASTA VIOLARE LA QUARANTENA O NON FARE UN TAMPONE e si va in galera

     

in preparazione della pre-programmata pandemia….
Le Sezioni Unite della Cassazione penale introducono il reato di epidemia colposa in forma omissiva. I rischi connessi alla recente sentenza delle Sezioni Unite di cui nessuno parla.

di avv. Olga Milanese, via Sabrina F. (https://x.com/itsmeback_/status/1960952084120948808)

La sentenza ha una portata gravemente dirompente, in quanto ripudia l’assunto (finora ritenuto valido) che la “diffusione di germi patogeni” si potesse verificare solo per effetto di un loro spargimento ad opera del soggetto agente e che, quindi, non potesse costituire un reato l’epidemia causata dal contagio di altre persone ad opera di un soggetto che fosse egli stesso fisicamente portatore dell’agente patogeno, in quanto contagiato.

Tra le argomentazioni utilizzate per sostenere questo stravolgimento di prospettiva, le Sezioni Unite hanno invocato il legislatore dell’emergenza Covid-19, avendo questi contemplato la possibile configurabilità del reato di epidemia in riferimento all’ipotesi di condotta di colui che, risultato positivo al virus, violava l’obbligo di confinamento nella propria abitazione (in particolare il richiamo è alla clausola di riserva contenuta nell’art. 2 comma 3 DL n.33/2020 “salvo che il fatto costituisca reato punibile ai sensi dell’art. 452 cp o comunque più grave reato”).

Oltre a questo, l’estensione applicativa del reato di epidemia colposa alla forma omissiva spalanca le porte ad ogni sorta di autoritarismo da parte del futuro legislatore, il quale, in caso di asserita emergenza sanitaria, potrà imporre qualsiasi tipo di obbligazione, forte della sanzione penale d’ora in avanti applicabile in caso di inosservanza da parte dei cittadini rappresentata dalla massima misura afflittiva possibile, ovvero l’arresto e finanche l’ergastolo.

In altre parole, la condotta dissenziente di un cittadino che violi il lockdown o la quarantena imposti dal legislatore, che rifiuti di indossare la mascherina o che rifiuti di ottemperare ad una qualsiasi imposizione sanitaria, potrà essere qualificata come reato, sulla base di una indimostrabile o quanto meno incerta diffusione di un contagio astrattamente in grado di causare una presunta epidemia.

È evidente che questa sentenza si spinge laddove neanche il legislatore dell’emergenza aveva osato negli ultimi anni, gettando, di fatto, le basi per un possibile futuro totalitarismo sanitario da parte del potere politico e per la conseguente definitiva distruzione di qualsiasi libertà e diritto costituzionalmente tutelato dei cittadini.

Sentenza:
https://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2025/07/27515_07_2025_pen_noindex.pdf

 

A chi obbediscono???

fonte https://www.maurizioblondet.it/la-cassazione-riscrive-il-reato-di-epidemia-basta-violare-la-quarantena-o-non-fare-un-tampone-e-si-va-in-galera/


Che ne dite di reagire e pensare di fare qualcosa?

venerdì 5 ottobre 2012

Londra, torture in carcere (appello di una madre)

Salve,
mi chiamo xxxxxxx e partecipo al vostro sito da circa un anno con gli pseudonimi di xxxxx xxxxxxx.
Vivo a Londra dal 1992 ed ho un figlio, xxxxx, che nel 2004 ( a 16 anni), e’ stato condannato all’ergastolo per avere accoltellato una persona, che non e’ morta.
E’ stato in diverse prigioni per 6 anni.
Due anni fa’ e’ stato trasferito nell’ospedale psichiatrico di xxxxxxx dove e’ stato ammesso con 2 denti spezzatigli da una guardia ed in uno stato di depressione.
Il 20 gennaio 2012 lo hanno rimandato nella prigione di xxxxxx e non mi ha mai telefonato.
Chiamavo il cappellano che mi rassicurava che tutto andava bene.
L’ 8 luglio e’ tornato nell’ ospedale di xxxxxx e quando mi ha telefonato mi ha detto:” Mamma, mi hanno torturato fisicamente e psicologicamente in maniera raffinata.
Ero in una camera fornita solo di un letto, mi provocavano continuamente e quando per 2 volte ho protestato, in 4 persone mi hanno sollevato dal letto, buttato per terra e picchiato fino a quando ho sentito che stavo per morire. Vedevo tutto sfocato e sentivo voci nella mia testa. Una mattina, svegliandomi, avevo una bruciatura sulla tempia sinistra. Penso che me l’abbiano fatto due volte (elettroshock), dopo che avevo tentato di suicidarmi.”
Mi hanno permesso di incontrarlo dopo un mese e quando l’ho visto sembrava privato dell’ anima, barba e capelli lunghi, la cicatrice sulla tempia sinistra.
Parlava coerentemente, ma ogni tanto diceva cose senza attinenza al discorso.
Non vuole piu’ parlare di quei sei mesi.
Lo psichiatra dell’ospedale nega tutto, dice che non e’ stato nessuno dell’ospedale a decidere di rimandarlo in prigione, ma e’ stata una decisione del segretario di stato?!
Nega anche l’evidenza della cicatrice.
Isolamento, allucinogeni, elettroshock, tortura fisica e psicologica = Programma Monarch?
Conoscendo l’argomento, mi e’ stato subito chiaro che abbiano fatto entrare XXXX nel loro programma di controllo mentale.
Al momento riceve un’iniezione settimanale di “clopixol” e 10 mg. di litio al giorno.
Sono sola, con un problema molto piu’ grande di me ed ho molta paura.
Ho contattato le associazioni contro la tortura, ma fino ad ora non ho ottenuto nulla di concreto.
Mi rivolgo a voi perche’ in un anno di frequentazione del sito mi sono resa conto dello spirito che vi anima e della competenza che molti di voi hanno in temi del genere.
Se potete, aiutateci.
Grazie
xxxxx xxxxxx