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martedì 16 settembre 2025

Fogli di via e basta!

 Il questore di Sassari ha emesso fogli di via dalla citta di Olbia contro alcuni attivisti che, lo scorso 31 agosto, hanno fermato per alcune ore pullman carichi di turisti israeliani in vacanza in Sardegna. Il provvedimento è stato motivato dalla «pericolosità sociale» dei soggetti, nonostante la protesta si sia svolta pacificamente e senza scontri – tanto che, nel pieno del suo svolgimento, a nessun cittadino è stato contestato alcun illecito. L’azione non è stata l’unica di questo genere: durante il mese di agosto e di settembre, numerosi cittadini sardi si sono recati in presidio all’aeroporto di Olbia, per protestare contro lo sbarco di cittadini e militari israeliani che intendevano trascorrere le ferie estive sull’isola, «mentre in Palestina il loro governo compie un genocidio in diretta streaming».

I collettivi presenti, come A’ Foras, riferiscono che la mattina del 31 agosto decine di attivisti, studenti e lavoratori hanno «tenuto in “ostaggio”» per due ore i pullman che avrebbero dovuto portare i turisti in villeggiatura. Secondo quanto riferito dal collettivo, nel corso della manifestazione la polizia ha fermato e identificato due manifestanti che avevano tirato fuori una bandiera palestinese durante l’imbarco dei turisti in partenza. Le proteste si sono ripetute anche con i successivi arrivi di turisti israeliani, tanto che gli scali dei voli provenienti da Tel Aviv sono regolarmente protetti da forze dell’ordine in tenuta antisommossa e con diverse camionette. A’ Foras riporta che il 4 settembre, presso l’aeroporto di Olbia, la polizia ha identificato arbitrariamente cinque persone, di cui un bambino, solo perchè si trovavano a passeggiare fuori dall’aeroporto mentre avveniva lo scalo dei turisti israeliani. Le persone sono anche state «minacciate di denunce penali per manifestazioni non organizzate», nonostante nessun simbolo o bandiera fosse stato esposto. 

I presidi presso l’aeroporto non si sono mai interrotti. Di fatto, già a giugno i collettivi avevano segnalato che voli diretti tra Israele e la Sardegna erano in programma per tutta l’estate, con i turisti tutelati da un «protocollo di sicurezza rafforzata» che avrebbe permesso a militari israeliani in borghese di occuparsi della sicurezza dei propri concittadini in vacanza. D’altronde, proprio la Sardegna è stata scelta come luogo di incontro tra l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, il ministro israeliano Ron Dermer e il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, i quali, lo scorso luglio, hanno discusso su un mega-yacht di lusso al largo della Costa Smeralda i dettagli della guerra genocidiaria di Israele a Gaza.

Il messaggio dei collettivi, a fronte di ciò, è chiaro: «il turismo sionista non è il benvenuto in Sardegna». Le azioni hanno avuto un tale risalto che c’è stata anche una interrogazione parlamentare per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi alla Camera, il quale ha riferito della necessità di proteggere i turisti israeliani dai pericoli «dell’antisemitismo». Per Piantedosi, questi gruppi non rappresentano altro se non «comitive culturali» potenzialmente a rischio di «atti di intolleranza». «Non voglio pensare che si potesse pensare di lasciare questi individui alla mercé di possibili malintenzionati», ha riferito il ministro.

Dal canto loro, i collettivi mandano un messaggio ben preciso: «la nostra terra non può essere la villeggiatura di militari e riservisti di uno stato genocida che sgancia le bombe prodotte a Domusnovas su civili e bambini e si esercita al genocidio nei poligoni militari imposti alla nostra terra».

fonte https://www.lindipendente.online/2025/09/16/olbia-fogli-di-via-a-chi-protesta-contro-i-militari-israeliani-in-vacanza/

Come era stato già scritto, con le leggi che ci sono sarà sempre più difficile, se non impossibile, manifestare per o contro qualcosa o qualcuno. In ogni caso non è una cosa di oggi imporre divieti alle manifestazioni: senonché prima ,almeno le manifestazioni improvvisate erano, di fatto, concesse permesse. Adesso non più. Si può intervenire in tal senso, vietandole o bloccandole. Lasciamo comunque perdere il discorso su Israele & compagni: il punto è il divieto a manifestare e l'oppressione che ne consegue verso chi manifesta: come al tempo del covid, ricordo come indicai nel divieto a parlarne e porsi domande, all'impossibilità ,anche in quel caso, di manifestare dissenso, la conseguenza più nefasta dei dpcm e dei provvedimenti intrapresi da Conte . Ma nessuno o quasi mi ha seguito in quel ragionamento. Eccone le conseguenze. 

sabato 13 gennaio 2018

La fabbrica delle bombe non chiude: ecco cosa ha detto l'amministratore delegato

Rwm, intervista esclusiva all'ad Sgarzi: "Ecco la verità"

Ieri alle 17:38 - ultimo aggiornamento oggi alle 06:54

"Non c'è alcuna possibilità di riconvertire la Rwm Italia. Nessun cambio di attività è possibile, la prospettiva sarebbe solo la chiusura della fabbrica e il licenziamento dei dipendenti".
Così Fabio Sgarzi, amministratore delegato della contestatissima società che fabbrica armamenti a Domusnovas, in un'intervista in esclusiva a L'Unione Sarda.
"Il progetto di delocalizzare in Arabia Saudita che ci è stato attribuito da alcuni quotidiani è una fake news", aggiunge il manager, che ha accettato per la prima volta di rispondere alle domande di un giornalista.
Nel colloquio parla delle accuse mosse alla società dal New York Times riguardo le bombe fabbricate in Sardegna e usate dall'Arabia Saudita nel conflitto in Yemen: "Esportiamo legalmente i nostri prodotti".
E affronta il tema spinoso dei rapporti con i Comuni di Domusnovas e Iglesias, chiedendo tempi rapidi per l'iter delle pratiche: "Altrimenti c'è il rischio di compromettere gli investimenti programmati dall'azienda in Sardegna".
L'intervista esclusiva in versione integrale in edicola oggi su L'Unione Sarda

lunedì 8 gennaio 2018

Adesso saranno tutti contenti: fra poco, niente più bombe prodotte in Sardegna

Rwm: "Pronto il piano di delocalizzazione per lasciare la Sardegna"

Oggi alle 14:00

La Rwm di Domusnovas
Rwm saluta e dà l'addio alla Sardegna? Un piano della multinazionale che produce parti per le bombe dirette in Yemen sarebbe già pronto da tempo e vedrebbe tra i punti-chiave l'abbandono dell'Isola per una nuova destinazione: l'Arabia Saudita.
A Riad infatti un nuovo stabilimento vedrà nascere la produzione in proprio da parte della Rwm.
La tesi, secondo quanto riporta Avvenire, è tutt'altro che campata per aria e metterebbe a tacere le accuse piovute sull'Italia dopo la recente inchiesta del New York Times basata sulla fornitura di armi agli Stati che fanno parte della coalizione saudita.
"Da tempo - si legge sul quotidiano - il gruppo Rheinmetall stava pensando di mettere un piede laddove gli affari sono migliori e i costi di produzione più bassi. Nel marzo del 2016 la multinazionale tedesca, appoggiandosi alla controllata sudafricana Rheinmetall Denel Munition (Rdm) e d’intesa con la Saudi Military Industries Corporation (Samic), ha inaugurato a sud di Riad uno stabilimento nel quale vengono prodotte e assemblate bombe da artiglieria e ordigni aerei del tipo attualmente commissionato allo stabilimento sardo".
Nella fabbrica, però, devono ancora essere portate a termine le attività di rodaggio e quindi la produzione a Domusnovas resterà ancora per qualche tempo.
(Unioneonline/s.s.)
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/01/08/rwm_pronto_il_piano_di_delocalizzazione_per_lasciare_la_sardegna-68-684343.html
A questo aggiungiamo la quasi totale assenza degli imprenditori italiani nei progetti di sviluppo degli Emirati e negli altri paesi del Golfo, tra cui l'Arabia: o vogliamo dire che 4 mobili prodotti in Brianza possano fare, se mai venissero comprati e pagati, la differenza? Guardiamo cosa stanno facendo la Cina, e che cosa stanno ricevendo sempre dalla Cina, diversi paesi dell'Unione Europea. Noi stiamo ancora a parlare di canone Rai e nozze gay o ius soli, e guarda caso chi ne parla e mette in agenda queste cose, sono proprio coloro che operano e vivono in regime di assenza di concorrenza: loro ricevono e riceveranno lo stipendio mentre i dipendenti della Rwm forse, ma quasi certamente, dovranno farsi in 4 per mantenere il posto di lavoro. 

lunedì 3 settembre 2012

Domusnovas, morsa a volto da rottweiler .Finisce in ospedale: "E' tutta colpa mia"

Una giovane del gruppo Cani sciolti è stata morsa al volto da un rottweiler: quattro punti di sutura e frattura scomposta del naso. Lei difende l'animale: "E' colpa mia, mi sono fidata e ho osato troppo".
L'episodio è avvenuto domenica a Domusnovas, durante un'esposizione cinofila amatoriale. Una volontaria del gruppo Cani Sciolti si è avvicinata a un rottweiler definito da tutti "un esemplare bellissimo". Il cane era tenuto al guinzaglio e la padrona aveva la museruola in mano. La ragazza ha osato un po' troppo. Si è inginocchiata e il rottweiler trovandosi davanti senza preavviso un volto sconosciuto, ha attaccato mordendo il naso della volontaria. Per sua fortuna è riuscita a scansarsi prima che il cane afferrasse bene la "presa". Accompagnata nel pronto soccorso di Iglesias ha riportato una ferita ("cucita" con quattro punti) e la frattura del naso. "Ho osato troppo. E' stata colpa mia", ha ripetuto Silvia (questo il nome della volontaria). Il gruppo Cani Sciolti ricorda alcune semplici regole per evitare che possano accadere fatti del genere: "Avvicinarsi con cautela all'animale, chiedere sempre il permesso al padrone di poter accarezzare il cane, farsi annusare prima".
                                                   unionesarda.it