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lunedì 8 gennaio 2018

Adesso saranno tutti contenti: fra poco, niente più bombe prodotte in Sardegna

Rwm: "Pronto il piano di delocalizzazione per lasciare la Sardegna"

Oggi alle 14:00

La Rwm di Domusnovas
Rwm saluta e dà l'addio alla Sardegna? Un piano della multinazionale che produce parti per le bombe dirette in Yemen sarebbe già pronto da tempo e vedrebbe tra i punti-chiave l'abbandono dell'Isola per una nuova destinazione: l'Arabia Saudita.
A Riad infatti un nuovo stabilimento vedrà nascere la produzione in proprio da parte della Rwm.
La tesi, secondo quanto riporta Avvenire, è tutt'altro che campata per aria e metterebbe a tacere le accuse piovute sull'Italia dopo la recente inchiesta del New York Times basata sulla fornitura di armi agli Stati che fanno parte della coalizione saudita.
"Da tempo - si legge sul quotidiano - il gruppo Rheinmetall stava pensando di mettere un piede laddove gli affari sono migliori e i costi di produzione più bassi. Nel marzo del 2016 la multinazionale tedesca, appoggiandosi alla controllata sudafricana Rheinmetall Denel Munition (Rdm) e d’intesa con la Saudi Military Industries Corporation (Samic), ha inaugurato a sud di Riad uno stabilimento nel quale vengono prodotte e assemblate bombe da artiglieria e ordigni aerei del tipo attualmente commissionato allo stabilimento sardo".
Nella fabbrica, però, devono ancora essere portate a termine le attività di rodaggio e quindi la produzione a Domusnovas resterà ancora per qualche tempo.
(Unioneonline/s.s.)
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/01/08/rwm_pronto_il_piano_di_delocalizzazione_per_lasciare_la_sardegna-68-684343.html
A questo aggiungiamo la quasi totale assenza degli imprenditori italiani nei progetti di sviluppo degli Emirati e negli altri paesi del Golfo, tra cui l'Arabia: o vogliamo dire che 4 mobili prodotti in Brianza possano fare, se mai venissero comprati e pagati, la differenza? Guardiamo cosa stanno facendo la Cina, e che cosa stanno ricevendo sempre dalla Cina, diversi paesi dell'Unione Europea. Noi stiamo ancora a parlare di canone Rai e nozze gay o ius soli, e guarda caso chi ne parla e mette in agenda queste cose, sono proprio coloro che operano e vivono in regime di assenza di concorrenza: loro ricevono e riceveranno lo stipendio mentre i dipendenti della Rwm forse, ma quasi certamente, dovranno farsi in 4 per mantenere il posto di lavoro. 

martedì 26 dicembre 2017

Cosa si fa e non si dovrebbe fare e, viceversa, cosa non si fa e si dovrebbe fare

Prendo spunto dal blog del Prof. Mela, senzanubi.wordpress.com , per sottolineare che alcune sue affermazioni, in primis sul comportamento della diplomatica violentata e uccisa in Libano, sono condivisibili: se vai all'estero o anche in una città o regione, dove gli usi e costumi non sono i tuoi, devi aspettarti reazioni e repressioni se, ovviamente, te ne infischi delle regole locali. Ed è questo che, invece, avrebbe fatto Mrs Rebecca Dykes , uscendo indossando una gonna corta: come diplomatica mi dà da pensare perché non avesse la scorta, ma all'atto pratico ciò che conta è che non puoi adottare tu occidentale i tuoi usi e costumi in paesi orientali e per giunta musulmani : in parte potresti se fossi un cristiano bacchettone, ma per il solo fatto di essere,non tanto cristiano (non so se Rebecca lo fosse, forse era anglicana) ma solo occidentale, ecco che sei guardato a vista. Ricordo di un'amica che circa quattro anni fa è andata ,per ragioni di lavoro, in Bangladesh e, nel suo viaggio aereo ha fatto sosta a Istambul: lì è stata perquisita da una donna, che le ha palpato il seno, che per inciso era ed è abbondante ma non straripante. La mia amica sapeva, come tutti dovrebbero, che non poteva andarsene in giro, almeno fuori dall'aeroporto, in minigonna o senza reggiseno o comunque con abiti provocanti: non sei in spiaggia (italiana). Il bello comunque fu quando arrivò a Dacca: lì aveva addosso dei pantaloni chiari e in ogni caso veniva scambiata per un'americana, Il che non so se, col senno di poi, possa essere stato un bene o un male. La cosa che incuriosiva le donne locali erano i capelli, assai diversi dai loro e che, chiedevano di accarezzare e toccare, mentre seppure fosse scortata da una guardia del corpo italiana e due del posto, era sempre seguita da almeno quattro o cinque uomini, che se fosse stata sola, io credo avrebbero provato a farle la festa. Capelli chiari, occhi verdi, carnagione chiara: un motivo di interesse per la gente del posto, al punto che aveva ricevuto diversi inviti a recarsi in città diverse perché volevano "mostrarla" come una curiosità. Forse avevano visto solo in tv o sul web persone come lei, e ora l'avevano in carne e ossa. In un articolo sempre su blog senzanubi, si fa riferimento a ciò che la Cina sta facendo in mezzo mondo, ossia nel mondo non occidentale o non legato, mani e piedi, agli Usa e all'Ue: costruisce infrastrutture, ferrovie e strade, fabbriche. E questo mentre noi europei ci tagliamo fuori da questo modo di agire in politica economica, perché come ha fatto Macron in Burkina Faso e la Merkel in Arabia, abbiamo la puzza sotto il naso o cerchiamo di dettare legge in casa altrui: il primo sfotte il presidente del Burkina, l'altra dice che si possono realizzare delle collaborazioni ma sono vincolate riforme che l'Arabia non vuole attuare: un po' come le richiesta di Obama mi pare al governo del Kenya. Noi italiani siamo fuori da un pezzo, perché non abbiamo, almeno chi ci governa, a cuore il bene delle nostre aziende: il sospetto è che ci siano traditori in casa, gente che per un Rolex fa perdere la trattativa alla propria azienda. Se non è un Rolex sarà un versamento in un c/c estero.
In sintesi la diplomatica ha fatto ciò che non si dovrebbe fare: i nostri partner europei non fanno ciò che si dovrebbe. Noi italiani non facciamo niente e subiamo.