Berlusconi: "Dopo Brescia ho annullato comizi
per garantire la mia incolumità personale"
Il Cavaliere è intervenuto via telefono a un raduno elettorale ad Aosta.
Il Pdl lavora a un disegno di legge per punire con il carcere chi
disturba le manifestazioni politiche in piazza
Le contestazioni al comizio di Silvio Berlusconi a Brescia si
trasformano in un disegno di legge. E inducono il leader del Pdl a
rinunciare a questo tipo di eventi. "Dopo i fatti di Brescia sono stato
costretto ad annullare i miei interventi pubblici per la mia incolumità
personale. Il mio partito ha ritenuto che io non proseguissi gli impegni
già fissati. Mi dispiace", dice il Cavaliere spiegando via telefono
perché non ha partecipato di persona, come previsto, a un comizio del
Pdl ad Aosta in vista delle elezioni regionali del 26 maggio.
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giovedì 23 maggio 2013
sabato 20 ottobre 2012
Olocausto: la "verità" per legge!
...in arrivo la legge Mancino- "Mattogno"!
E' stato presentato al Senato un disegno di legge con questo testo:
All’articolo 3, comma 1, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni (Legge "Mancino"),dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:
«b-bis) con la reclusione fino a tre anni chiunque, con comportamenti idonei a turbare l’ordine pubblico o che costituiscano minaccia, offesa o ingiuria, fa apologia dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto istitutivo della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, e dei crimini definiti dall’articolo 6 dello statuto del Tribunale militare internazionale, allegato all’Accordo di Londra dell’8 agosto 1945, ovvero nega la realtà, la dimensione o il carattere genocida degli stessi».
E' stato presentato al Senato un disegno di legge con questo testo:
All’articolo 3, comma 1, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni (Legge "Mancino"),dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:
«b-bis) con la reclusione fino a tre anni chiunque, con comportamenti idonei a turbare l’ordine pubblico o che costituiscano minaccia, offesa o ingiuria, fa apologia dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto istitutivo della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, e dei crimini definiti dall’articolo 6 dello statuto del Tribunale militare internazionale, allegato all’Accordo di Londra dell’8 agosto 1945, ovvero nega la realtà, la dimensione o il carattere genocida degli stessi».
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