I media statunitensi negli ultimi due anni e mezzo hanno svolto una martellante campagna contro la Presidenza Trump.
Ogni giorno che la sorte mandava, decine e decine di articoli ne narravano le presunte malefatte, il presunto malgoverno, la sua avversione alla visione lgbt del mondo, all’immigrazione clandestina illegale, e così via. Lo avevano persino definito omofobo, il peggiore dei peggiori insulti nel loro linguaggio politicamente corretto.